Gesù era sposato?

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • andreric
    Opinionista
    • 26/04/14
    • 883

    #46
    Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    E' LUI che ha dato la vita, carissimo! Volontariamente. Nessun uomo avrbbe mai potuto togliergliela....

    "Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo". GV10
    Come il solito caro Cono
    cerchi di raggirare l'ostacolo e non rispondere alle domande che ti fanno. Ti ricordo a te e agli altri , che a uccidere Gesù , sono stati i capi religiosi gli scribi e i farisei di allora ad uccidere Gesù , perchè era scomodo, diceva la verità e loro insegnavano comandamenti di uomini . Qualcuno quì ha detto "una fotocopia di oggi" Vero se Gesù fosse venuto oggi , nei nostri tempi , lo avrebbero ucciso subito! E chi se non tl clero della cristianità!Ciao Riccardo

    Comment

    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #47
      Gesù Cristo è vivo e presente in mezzo a noi, carissimo. Inutile e pleonastico usare il condizionale.....
      E continua a vegliare sulla Sua Chiesa e ad orientarla nel cammino. Fattene una ragione.
      amate i vostri nemici

      Comment

      • andreric
        Opinionista
        • 26/04/14
        • 883

        #48
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Gesù Cristo è vivo e presente in mezzo a noi, carissimo. Inutile e pleonastico usare il condizionale.....
        E continua a vegliare sulla Sua Chiesa e ad orientarla nel cammino. Fattene una ragione.
        Certo Caro Cono Gesù è vivo e presto interverrà qui sulla terra e porterà il suo Regno ed è in mezzo a noi , ma non senza altro nella chiesa , che non mette in pratica i suoi insegnamenti
        L’odio, come l’amore, si insegna. Come diceva una famosa canzone, bisogna che qualcuno ‘ti insegni accuratamente prima che sia troppo tardi, prima che tu abbia sei o sette o otto anni, a odiare tutti quelli che i tuoi parenti odiano’. Oggi più che mai si insegna ad odiare. Le chiese in particolare non hanno saputo insegnare ai propri fedeli ad amare.
        Il quotidiano francese Le Monde chiedeva: “Come si fa a non pensare che i tutsi e gli hutu che si combattono nel Burundi e nel Ruanda sono stati educati dagli stessi missionari cristiani e frequentano le stesse chiese?” In effetti, secondo un giornale cattolico il Ruanda è una “nazione per il 70*per cento cattolica”. —*National Catholic Reporter.
        In questo secolo vari paesi dell’Europa orientale si convertirono al comunismo ateo. Perché? Nel 1960 il decano di una facoltà teologica di Praga, in Cecoslovacchia, fece questa osservazione: “Noi, noi cristiani soltanto, siamo responsabili del comunismo. . . . Ricordate che una volta i comunisti erano cristiani. Se non credono in un Dio giusto, di chi è la colpa?”
        Prendete ciò che le chiese fecero durante la prima guerra mondiale. A proposito di quella guerra, il generale di brigata inglese Frank Crozier ebbe a dire: “Le chiese cristiane sono le più brave a eccitare la sete di sangue, e ce ne siamo serviti liberamente”. In seguito, dopo la seconda guerra mondiale, il New York Times affermò: “Nel passato le gerarchie cattoliche locali hanno quasi sempre sostenuto le guerre della loro nazione, benedicendo le truppe e pregando per la vittoria, mentre dall’altra parte un altro gruppo di vescovi pregava pubblicamente per il risultato opposto”.
        Eppure Gesù Cristo diede prova d’amore in tutto ciò che fece, e l’apostolo Paolo scrisse: “Voi stessi siete ammaestrati da Dio ad amarvi gli uni gli altri”. (1*Tessalonicesi 4:9) “I veri cristiani sono fratelli e sorelle in Gesù Cristo”, ha detto un redattore del Sun di Vancouver. “Non farebbero mai e poi mai del male l’uno all’altro intenzionalmente”.
        È chiaro che la responsabilità dell’attuale mancanza di amore ricade in gran parte sulle chiese. Un articolo pubblicato sulla rivista India Today faceva notare: “La religione è stata il vessillo sotto il quale sono stati commessi i crimini più efferati”. Questa è la realtà caro Cono , fattene una ragione tu! Ciao Riccardo.

        Comment

        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #49
          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
          Gesù Cristo è vivo e presente in mezzo a noi, carissimo.
          Magari si aggira a Roma tra i fasti di S. Pietro

          Comment

          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66028

            #50
            "Gesù non è un personaggio del passato: Egli continua sempre ad illuminare il cammino dell’uomo". (Twitter Santo Padre 8 febbraio)

            Ad aspettarlo non c’è nessuno. Per strada solo un bambino, perso tra i suoi giochi. «Ciao, dov’è la mamma?», gli chiede il Pontefice. Il piccolo: «Mamma, vieni! C’è un signore in bianco..». Così è iniziata la visita del Santo Padre in un campo nomadi alla periferia di Roma.

            amate i vostri nemici

            Comment

            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #51
              Io non ho detto che Gesù è un personaggio del passato sei tu che lo dici; io dico solo che chi dice che Gesù sta lì o là non sa quello che dice.

              Comment

              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66028

                #52
                Sta nell'Eucarestìa? Io dico si e te no.
                "Prendete e mangiate, questo è IL MIO CORPO"

                Sta nei poveri? Io dico si e te no.
                "Ero ammalato, carcerato, forestiero e voi MI AVETE ACCUDITO"

                Poi...fai te, carissimo.
                amate i vostri nemici

                Comment

                • andreric
                  Opinionista
                  • 26/04/14
                  • 883

                  #53
                  PERSONE di tutto il mondo partecipano a questa cerimonia regolarmente: alcuni varie volte l’anno, altri una volta la settimana, altri ancora tutti i giorni. Eppure è definita “mistero della fede”, e molti di quelli che vi partecipano nemmeno pretendono di capirla. È considerata sacra e si suppone addirittura che sia un evento miracoloso.
                  Stiamo parlando dell’Eucaristia, quella parte della messa cattolica in cui il sacerdote pronuncia una benedizione sul pane e sul vino e i fedeli sono invitati a ricevere Cristo nella Santa Comunione. Papa Benedetto*XVI ha detto che, per i cattolici, l’Eucaristia “è il compendio e la somma della nostra fede”. Non molto tempo fa la Chiesa ha celebrato l’“Anno dell’Eucaristia” nell’ambito degli sforzi volti a “risvegliare ed accrescere nei credenti la fede eucaristica”.
                  Perfino i cattolici che hanno un rapporto conflittuale con la propria fede sono molto attaccati a questo rito. Per esempio, in un recente articolo pubblicato dalla rivista Time, una giovane definita “cattolica progressista” ha scritto: “Indipendentemente dai contrasti inerenti ai dogmi del cattolicesimo in quanto Chiesa, ci teniamo ancora stretti a ciò che ci unisce nel cattolicesimo in quanto fede: la nostra devozione alla celebrazione dell’Eucaristia”.
                  Ma cos’è l’Eucaristia? I seguaci di Cristo sono tenuti a celebrarla? Vediamo prima com’è nata questa tradizione; poi potremo concentrarci su una domanda più importante: l’Eucaristia corrisponde davvero alla celebrazione istituita da Gesù Cristo quasi 2.000 anni*fa?
                  Eucaristia e cristianità
                  Non è difficile capire perché l’Eucaristia è vista come qualcosa di miracoloso. Questa cerimonia ha il suo momento centrale durante la preghiera eucaristica quando, per citare il testo del Catechismo della Chiesa cattolica, “l’efficacia delle parole e dell’azione di Cristo, e la potenza dello Spirito Santo” renderebbero il corpo e il sangue di Gesù Cristo “sacramentalmente presenti”. Il sacerdote, dopo aver mangiato il pane e bevuto il vino, invita i fedeli a fare la Comunione, in genere mangiando solo il pane in forma di ostia.
                  La Chiesa Cattolica insegna la dottrina della transustanziazione, ovvero che il pane e il vino sono convertiti miracolosamente nel corpo e nel sangue di Cristo. Questo insegnamento ebbe uno sviluppo graduale: il termine fu definito ed entrò nell’uso ufficiale nel XIII*secolo. All’epoca della Riforma protestante alcuni aspetti della celebrazione eucaristica cattolica furono messi in discussione. Lutero rigettò la dottrina della transustanziazione a favore della consustanziazione. La differenza è sottile. Lutero insegnava che il pane e il vino coesistono con la carne e il sangue di Gesù, anziché trasformarsi in essi.
                  Comunque, nonostante nel tempo si siano sviluppate altre differenze sul significato, sul modo e sulla frequenza con cui celebrare l’Eucaristia, in tutte le confessioni della cristianità questa celebrazione ha mantenuto una importanza fondamentale. Ma com’era la celebrazione istituita in origine da Gesù?
                  Istituzione del “pasto serale del Signore”
                  Gesù stesso istituì “il pasto serale del Signore”, o Commemorazione della sua morte. (1*Corinti 11:20,*24) Voleva forse istituire un rito misterioso nel quale i suoi seguaci avrebbero mangiato il suo corpo e bevuto il suo sangue?
                  Gesù aveva appena celebrato la Pasqua ebraica e aveva congedato Giuda Iscariota, l’apostolo che stava per tradirlo. Secondo quanto riferisce Matteo, uno degli undici apostoli presenti, “mentre continuavano a mangiare, Gesù prese un pane e, dopo aver detto una benedizione, lo spezzò e, dandolo ai suoi discepoli, disse: ‘Prendete, mangiate. Questo significa il mio corpo’. E prese un calice e, avendo reso grazie [greco, eucharistèsas], lo diede loro, dicendo: ‘Bevetene, voi tutti; poiché questo significa il mio “sangue del patto”, che dev’essere versato a favore di molti per il perdono dei peccati’”. —*Matteo 26:26-28.
                  Come per tutti i servitori di Dio, chiedere una benedizione sul cibo era usuale per Gesù. (Deuteronomio 8:10; Matteo 6:11; 14:19; 15:36; Marco 6:41; 8:6; Giovanni 6:11,*23; Atti 27:35; Romani 14:6) C’è qualche motivo per credere che rendendo grazie Gesù stesse anche compiendo un miracolo, in modo che i suoi seguaci consumassero letteralmente la sua carne e il suo sangue?
                  “Questo significa” o “Questo*è”?
                  È vero che alcune traduzioni bibliche rendono le parole di Gesù come segue: “Prendete e mangiate; questo è il mio corpo”, e: “Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue”. (Matteo 26:26-28, CEI; Nardoni) Ed è vero che la forma verbale greca estìn —*terza persona singolare dell’indicativo presente del verbo greco “essere”*— fondamentalmente significa “è”. Ma lo stesso verbo può voler dire anche “significare”. E infatti in molte versioni della Bibbia questo verbo viene reso varie volte “significare” o “rappresentare”. È il contesto a determinare il suo significato più preciso. Per esempio in Matteo 12:7 estìn viene reso “significa” da molte traduzioni della Bibbia: “Se aveste compreso che cosa significa [greco, estìn]: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato persone senza colpa”. —*CEI; Garofalo; NVB.
                  A questo riguardo diversi autorevoli biblisti concordano sul fatto che il verbo “è” non rende accuratamente il pensiero espresso qui da Gesù. Il teologo cattolico Jacques Dupont, per esempio, ha preso in considerazione il contesto culturale e sociale in cui viveva Gesù ed è giunto alla conclusione che il modo “più naturale” di rendere il versetto sarebbe “Questo significa il mio corpo” o “Questo rappresenta il mio corpo”.
                  Comunque sia, Gesù non poteva voler dire che i suoi seguaci dovevano mangiare la sua carne e bere il suo sangue in senso letterale. Perché no? Dopo il diluvio dei giorni di Noè, quando Dio diede all’uomo il permesso di mangiare carne animale proibì esplicitamente di consumare sangue. (Genesi 9:3,*4) Questo comando fu ribadito nella Legge mosaica, che Gesù osservò sotto ogni aspetto. (Deuteronomio 12:23; 1*Pietro 2:22) E gli apostoli furono ispirati dallo spirito santo a confermare il divieto di consumare sangue, rendendo tale legge vincolante per tutti i cristiani. (Atti 15:20,*29) Gesù avrebbe mai istituito una celebrazione nella quale i suoi seguaci avrebbero dovuto trasgredire un sacro decreto dell’Onnipotente Dio? Impossibile!
                  È chiaro dunque che Gesù usò il pane e il vino come simboli. Il pane non lievitato significava, o rappresentava, il suo corpo senza peccato che sarebbe stato offerto in sacrificio. Il vino rosso significava il suo sangue che sarebbe stato versato “a favore di molti per il perdono dei peccati”. —*Matteo 26:28.
                  Scopo del Pasto Serale del Signore
                  Gesù concluse la prima celebrazione del Pasto Serale del Signore con queste parole: “Continuate a far questo in ricordo di me”. (Luca 22:19) Di sicuro questo tipo di celebrazione ci fa ricordare Gesù e le cose meravigliose realizzate mediante la sua morte. Serve a ricordare che Gesù sostenne la sovranità del Padre suo, Geova. Serve anche a ricordare che mediante la sua morte come essere umano perfetto, senza peccato, Gesù diede “la sua anima come riscatto in cambio di molti”. Tale riscatto rende possibile la liberazione dal peccato e la vita eterna per chi esercita fede nel suo sacrificio. —*Matteo 20:28.
                  Ma il Pasto Serale del Signore è prima di tutto un pasto di comunione, al quale partecipano (1)*Geova Dio, colui che ha preso la disposizione del riscatto, (2)*Gesù Cristo, “l’Agnello di Dio”, che ha provveduto il sacrificio di riscatto, e (3)*i fratelli spirituali di Gesù. Questi ultimi, prendendo il pane e il vino, riconoscono di essere in completa unità con Cristo. (Giovanni 1:29; 1*Corinti 10:16,*17) Indicano pure di essere nel “nuovo patto” quali discepoli di Gesù unti con lo spirito, coloro che devono regnare con Cristo in cielo come re e sacerdoti. —*Luca 22:20; Giovanni 14:2,*3; Rivelazione (Apocalisse) 5:9,*10.
                  Quando si deve celebrare la Commemorazione? La risposta è chiara se si ricorda che Gesù istituì la Commemorazione in una data particolare, il giorno della Pasqua. Da oltre 1.500 anni gli israeliti, il popolo di Dio, commemoravano annualmente in quella data, il 14*nisan del loro calendario, uno straordinario atto di salvezza che Geova aveva compiuto in loro favore. È chiaro che Gesù stava indicando che in quella data i suoi seguaci dovevano commemorare un atto di salvezza molto più grande, che Dio avrebbe reso possibile con la morte di Cristo. Per questo motivo i veri seguaci di Gesù assistono ogni anno al Pasto Serale del Signore nella data corrispondente al 14*nisan del calendario ebraico.
                  Ma lo fanno solo per amore della tradizione? Ad essere sinceri, è proprio per questo che molti sono attratti dal rito dell’Eucaristia. L’autrice dell’articolo della rivista Time menzionato prima ha detto: “Partecipare ad antichi rituali così diffusi dà un senso di profonda tranquillità”. Come tanti altri cattolici, lei preferisce la messa in latino, com’era una volta. Perché? “Voglio sentir cantare la messa in una lingua che non capisco perché il più delle volte quello che sento in inglese non mi piace”, ha scritto.
                  I testimoni di Geova e milioni di persone interessate amano celebrare il Pasto Serale del Signore nella propria lingua, ovunque vivano. Sono felici perché comprendono sempre meglio il significato e il valore della morte di Cristo. Queste sono verità su cui riflettere e di cui parlare tutto l’anno. La Commemorazione è per i Testimoni il modo migliore per ricordare il profondo amore di Geova Dio e di suo Figlio Gesù Cristo, e permette loro di ‘continuare a proclamare la morte del Signore, finché egli arrivi’. —*1*Corinti 11:26.Ciao Riccardo

                  Comment

                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #54
                    Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                    Sta nell'Eucarestìa? Io dico si e te no.
                    "Prendete e mangiate, questo è IL MIO CORPO"

                    Sta nei poveri? Io dico si e te no.
                    "Ero ammalato, carcerato, forestiero e voi MI AVETE ACCUDITO"

                    Poi...fai te, carissimo.
                    Come al solito sei generico nei tuoi discorsi, o più che generico adatti le parole del Vangelo a tutte le situazioni. Ci sono poveri e poveri, carcerati e carcerati forastieri e forastieri, non sono mica tutti uguali. Fare la carità può essere divino , come visitare i malati o carcerati, ed anche accogliere gli stranieri, ma c'è anche una controparte che è quella di non dare le perle ai porci; questo cosa vuol dire? Vuol dire che bisogna essere oculati e capire se le nostre attenzioni vanno veramente ai bisognosi. Non è vero che la divinità si congiunge all'atto in se stesso, ma all'atto in particolare. Una cosa è aiutare un bambino africano un'altra è dare i soldi agli intermediari che spesso si rivelano truffaldini.

                    Comment

                    • andreric
                      Opinionista
                      • 26/04/14
                      • 883

                      #55
                      Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                      Come al solito sei generico nei tuoi discorsi, o più che generico adatti le parole del Vangelo a tutte le situazioni. Ci sono poveri e poveri, carcerati e carcerati forastieri e forastieri, non sono mica tutti uguali. Fare la carità può essere divino , come visitare i malati o carcerati, ed anche accogliere gli stranieri, ma c'è anche una controparte che è quella di non dare le perle ai porci; questo cosa vuol dire? Vuol dire che bisogna essere oculati e capire se le nostre attenzioni vanno veramente ai bisognosi. Non è vero che la divinità si congiunge all'atto in se stesso, ma all'atto in particolare. Una cosa è aiutare un bambino africano un'altra è dare i soldi agli intermediari che spesso si rivelano truffaldini.
                      Bravo Crep hai proprio ragione
                      Poi è valido il proverbio cinese " in vece di dare un pesce ad uno che ha fame insegnali a pescare! Ciao Riccardo

                      Comment

                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #56
                        Originariamente Scritto da andreric Visualizza Messaggio
                        Bravo Crep hai proprio ragione
                        Poi è valido il proverbio cinese " in vece di dare un pesce ad uno che ha fame insegnali a pescare! Ciao Riccardo
                        Grazie per l'approvazione, andreric; è proprio vero che chi ha il capitale che è la canna, piuttosto che dare un pesce a chi poi si ritrova da capo ad avere fame, è meglio, come dici tu e come direbbe il grande puffo, che gli insegni a pescare.

                        Comment

                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66028

                          #57
                          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                          Come al solito sei generico nei tuoi discorsi, o più che generico adatti le parole del Vangelo a tutte le situazioni. Ci sono poveri e poveri, carcerati e carcerati forastieri e forastieri, non sono mica tutti uguali. Fare la carità può essere divino , come visitare i malati o carcerati, ed anche accogliere gli stranieri, ma c'è anche una controparte che è quella di non dare le perle ai porci; questo cosa vuol dire? Vuol dire che bisogna essere oculati e capire se le nostre attenzioni vanno veramente ai bisognosi. Non è vero che la divinità si congiunge all'atto in se stesso, ma all'atto in particolare. Una cosa è aiutare un bambino africano un'altra è dare i soldi agli intermediari che spesso si rivelano truffaldini.
                          Ma su questo non ci piove, carissimo: E' che il Signore parla molto chiaro e certo non ci chiede di fare le pulci ai poveri che incontriamo nella vita.....

                          In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “A voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da’ a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.
                          Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.
                          Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.
                          Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio”. LUCA 6
                          amate i vostri nemici

                          Comment

                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #58
                            Non è che si tratta di fare del bene a coloro che ci fanno del bene, qui si tratta di discernere, molta bontà ma anche molto intelletto.; il mondo è pieno di approfittatori, e non credo che Gesù ci inviti ad essere ciechi.

                            Comment

                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66028

                              #59
                              Se non sei daltonico, il colore rosso lo leggi.....
                              amate i vostri nemici

                              Comment

                              • crepuscolo
                                Opinionista
                                • 08/10/07
                                • 24570

                                #60
                                preferisco l'azzurro o il verde, e poi che centra il colore?

                                Comment

                                Working...