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Cono, un attimo.Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioRagazze è semplicissimo! È sufficiente appoggiarsi al testo...
Il linguaggio di gen. 1-11 è composto da tessere mitologiche per una lettura sapienziale dell' esistenza e dell' esperienza umana nel mondo. Il giardino di Eden prende per modello una bellissima oasi nel deserto e ne fa il simbolo della vita riconciliata che Dio aveva pensato per l' uomo se non fosse stata inquinata dal Maligno. Può darsi che l' autore sacro pensasse a un luogo ameno realmente esistente, ma in ogni caso nel racconto biblico va sempre privilegiato il Simbolo ...il Messaggio....l'Insegnamento, che diventa cifra di una integrità originaria di vita voluta dal Creatore. Sarà poi Gesù Cristo a chiarire definitivamente che il Suo Regno non è e non sarà di questo mondo. Che quaggiù siamo solo un soffio....crusca portata dal vento.....
Confermi quanto mi dicesti a suo tempo, sinceramente, che per te, il "peccato originale" é un evento storico, reale, fatto da una persona fisica, reale
, storicamente definita (fisicamente, in tempo, luogo ed individualità) e non un mito/racconto/metafora?
Perché mi sembra di assistere al "gioco delle tre carte". Realizzato in maniera dilettantesca.
E, per piacere, risparmiami il "Ho già risposto" nonché il "Beethoven é il portiere del Real Madrid".
Grazie
Niente lunghi e copincolleschi blablabla.
Basta scrivere 1 o 2 o 3.
1) Si
2) No
3) Non voglio rispondere
Tenchiù, in anticipoLast edited by restodelcarlino; 13-02-2024, 15:36....vassapé...

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Mi sa che è davvero così, sai. Siamo veramente su poli opposti. Anche nel linguaggio: io ti parlo di Sessualità come Dono, condivisione, comunicazione, dialogo profondo fra le due Persone. Te la riduci a "trombare"Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggioveramente, a Sanremo trovi mediamente personaggi che esprimono proprio tutta quella fluidità che aborrisci, e certamente la "noia" non la attribuiscono alla libertà;
ma quello, al più, è il termometro di sentire diffuso; cioè, oramai nemmeno la nonnina di provincia si scandalizza davvero, visto che guarda Tiziano Ferro o Mika, sapendo che hanno mariti e non mogli;
mi pare che chi uccide, in effetti, siano quei partner uomini di cui si legge in cronaca;
tu dici ai tuoi figli che trombare e usare contraccettivi li uccide un poco alla volta; secondo te - visto che oggi non si muore più di parto - quelli dovrebbero fare tutti una dozzina di figli; pure il papa - il papa, non io - ha detto: uno, due, tre, va bene; ma non è che dovete fare come i conigli ! oh, è il papa, mica Pannella eh
se ti va bene, i 20enni di oggi pensano tu sia un po'ro rintronato; altrimenti la sentono come invidia;
poi: "sii vincente, fatti una posizione"; perché, tu li hai mandati a scuola perché fossero bocciati ? speravi che alle abilitazioni e ai concorsi fallissero ?
a volte, involontariamente, anche i genitori migliori comunicano in modo ambivalente: non è cattiveria, ma chi ha studiato poco o trombato poco o male, un po' di invidia la cova sempre, perché questa è la natura umana;
ma, a prescindere dalle posizioni morali - ognuno quel che vuole - l'idea di potersi opporre al desiderio che le persone sentono come legittimo - cioè, non hanno pensieri che si accusano, direbbe Paolo - mi sembra l'idiozia più grande e autodistruttiva che una persona matura possa covare;
contrariamente a come forse pensi o racconti, i giovani che trombano sono, come tutti, tendenzialmente ordinari, monogami, innamorati e tendenzialmente leali; tu racconti il tutto come se la libertà sessuale e la contraccezione implichino che questi partecipino quotidianamente ad orge in locali per scambisti
che è un po' come dire che il bicchierino di vov fa di te un alcolista che gira tutto il giorno in stato di ubriachezza;
va beh, non insisto oltre, ché non serve a nulla.amate i vostri nemici
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Io sono limitato ragazze. Ci vorrebbe Rachele. In mancanza...vi faccio rispondere dal più grande biblista vivente: il Cardinal Ravasi.Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggioma Adamo fu posto in un giardino non nel regno di dio, di cui si comincia a parlare solo nei vangeli
Adamo si trova in un luogo che è solo metafora di integrità ma non è un luogo reale
Dunque nessun animale da accudire, nessun giardino da vigilare, Adamo non lavorava... eppure mi pare di ricordare una discussione... certamente mi sbaglio
"Ora, in questa regione, che poteva forse alludere a qualche località specifica ma che è resa simbolica dall’autore sacro, è incastonato un “giardino”, in ebraico gan. Questo è il vocabolo originario, anche se noi siamo abituati a parlare di “paradiso terrestre”. È stata l’antica versione greca della Bibbia, detta “dei Settanta” dal leggendario numero dei traduttori, seguita dalla tradizione cristiana, a introdurre la parola “paradiso” anziché “giardino”. Invitiamo ora i nostri lettori a un esercizio linguistico non troppo difficile.
Il vocabolo in questione, “paradiso”, è raro nella Bibbia ed è di origine persiana: era pairidaeza nell’antica lingua iranica, è divenuto pardes in ebraico, parádeisos in greco, e infine il nostro “paradiso”. Il vocabolo rimandava a un giardino recintato, fertile e fiorito: il significato del termine persiano è appunto “proprietà regale recintata”; ma già nell’antica lingua mesopotamica sopra citata, l’accadico, pardesu indicava un “frutteto recintato”. Il testo originale della Genesi – a differenza delle antiche traduzioni greca e latina – non usa, come si è detto, il vocabolo “paradiso” che, tra l’altro, nell’Antico Testamento ricorre solo tre volte: una nel Cantico dei cantici (4,13) e due altre volte per definire un parco reale (Nehemia 2, 8 e Qohelet 2, 5). L’idea del “paradiso terrestre” è stata perciò indotta in questo ritratto del giardino dell’Eden ed è diventata così popolare da dominare nella storia successiva.
Non sono mancati, allora, coloro che si sono incamminati verso l’Arabia o la Mesopotamia alla ricerca del vero giardino di Eden. L’autore poteva avere in mente forse qualche scena esotica; tuttavia quel giardino era ai suoi occhi il simbolo di un cosmo pacificato e sereno, un paesaggio esistenziale ideale, in cui l’uomo passeggiava sereno e beato. Siamo, quindi, in presenza di una rappresentazione simbolica del creato così come è concepito da Dio, una mappa ideale al cui interno l’uomo è il custode e il coltivatore."
Tutto cambia (e viene stravolto) col Peccato. Tutto sarà riedificato (per sempre) col Sacrificio Redentivo del Cristo.amate i vostri nemici
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Punti 389 e 390 del Catechismo della Chiesa cattolica, RDC. Li avevo già postati pagine addietro....Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza MessaggioCono, un attimo.
Confermi quanto mi dicesti a suo tempo, sinceramente, che per te, il "peccato originale" é un evento storico, reale, fatto da una persona fisica, reale
, storicamente definita (fisicamente, in tempo, luogo ed individualità) e non un mito/racconto/metafora?
Perché mi sembra di assistere al "gioco delle tre carte". Realizzato in maniera dilettantesca.
E, per piacere, risparmiami il "Ho già risposto" nonché il "Beethoven é il portiere del Real Madrid".
Grazie
Niente lunghi e copincolleschi blablabla.
Basta scrivere 1 o 2 o 3.
1) Si
2) No
3) Non voglio rispondere
Tenchiù, in anticipo
Il Peccato originale è stato UN FATTO, un avvenimento che ha segnato e ferito la nostra natura.
389 La dottrina del peccato originale è, per così dire, « il rovescio » della Buona Novella che Gesù è il Salvatore di tutti gli uomini, che tutti hanno bisogno della salvezza e che la salvezza è offerta a tutti grazie a Cristo. La Chiesa, che ha il senso di Cristo, ben sa che non si può intaccare la rivelazione del peccato originale senza attentare al mistero di Cristo.
390 Il racconto della caduta (Gn 3) utilizza un linguaggio di immagini, ma espone un avvenimento primordiale, un fatto che è accaduto all'inizio della storia dell'uomo. La Rivelazione ci dà la certezza di fede che tutta la storia umana è segnata dalla colpa originale liberamente commessa dai nostri progenitori.
https://www.vatican.va/archive/catec...1s2c1p7_it.htm
Qua puoi trovare tutto, ma proprio tutto.amate i vostri nemici
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il creato= tutto l'ambaradan dei primi sei giorni?di una rappresentazione simbolica del creato così come è concepito da Dio, una mappa ideale al cui interno l’uomo è il custode e il coltivatore.
Ma torniamo al punto, perché con le chiacchiere eludi la domanda e poi me la dimentico anche io
Originariamente Scritto da conogelato
Breakthru, sono morti. Scacciati sulla Terra hanno sperimentato dolore, fatica e Morte. È il nostro retaggio quaggiù, sotto le stelle.
Perché prima dove erano??
Originariamente Scritto da conogelato
Nell'Eden! Un luogo e una condizione paradisiaca, Breakthru: dove Dio, Uomo e Natura vivevano in Armonia perfetta.
E dove si trova questo Eden?
Ma dunquequel giardino era ai suoi occhi il simbolo di un cosmo pacificato e sereno, un paesaggio esistenziale ideale, in cui l’uomo passeggiava sereno e beato. Siamo, quindi, in presenza di una rappresentazione simbolica del creato così come è concepito da Dio, una mappa ideale al cui interno l’uomo è il custode e il coltivatoreè sulla terra? E se è sulla terra perché mai scriviil simbolo di un cosmo pacificato e sereno, un paesaggio esistenziale ideale, in cui l’uomo passeggiava sereno e beato. Siamo, quindi, in presenza di una rappresentazione simbolica del creatoScacciati sulla Terra?
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tu hai parecchia confusione logica e metodica in testa, come dimostri anche qui:Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioMi sa che è davvero così, sai. Siamo veramente su poli opposti. Anche nel linguaggio: io ti parlo di Sessualità come Dono, condivisione, comunicazione, dialogo profondo fra le due Persone. Te la riduci a "trombare"
una persona che applicasse la sua intelligenza al linguaggio, invece di fare retorichetta stuipidella, capirebbe che "trombare" - che io uso per sdrammatizzare un po', ma tu sei l'unico toscano che io conosca che non coglie l'umorismo - descrive una relazione, mentre il tuo "dono" una reificazione della sessualità, che diventa oggetto di scambio, proprio mediante questo infiocchettamento retorico del dono; per essere chiaro:
se io ti "dono" qualcosa, mi sto necessariamente privando di quella cosa, a favore tuo e corrispondente svantaggio mio; questo è il senso del "donare", un sacrificio;
ma nel sesso nessuno sacrifica nulla, o meglio dovrebbe sacrificare nulla; lo dovresti fare perché ti va e ti piace, o no ?
se c'è sacrificio, è implicito che vi sia l'aspettativa di un corrispettivo in cambio di quel sacrificio; il matrimonio, oppure i 50 euro della tangenziale;
ecco che in effetti l'infiocchettamento del "dono", bella parola, nasconde lo schifo del mercimonio; la mercificazione del sesso nasce esattamente da questa nozione che ne fa oggetto di negozio; al punto che quelli coniugali diventano "doveri", in un quadro sociale che al maschio da millenni consente tranquillamente il diversivo della prostituzione, proprio perché si prende atto che quel "negozio" è contro la natura umana e la spontaneità;
la cosa ha funzionato finché le donne in tutto il giochino erano sempre incinte o vincolate alla prole; ora non è più così, e chi contava di continuare in quel modo se la prende riccamente in dòmo;
poi, per me, "trombare" è il punto di partenza di una relazione di coppia, perché è solo immediatamente dopo - quando si sarebbe refrattari e non si è mossi da quell'istinto - che ci si rende davvero conto se la presenza di quella persona nel proprio spazio di intimità è compatibile o meno col proprio equilibrio nervoso e psichico, se c'è stato uno scatto di comunicazione e fiducia che prelude ad una relazione feconda, con meno tensioni derivate dal potere di concedersi/negarsi;
quella roba del "dono" che a te piace tanto, in effetti è un negoziato che registra rapporti di forza, e sottintende inevitabilmente un confronto di potere negoziale, con tutto lo strascico di rancori che la circostanza produce;
nn c'è troppo da stupirsi quando relazioni di questo tipo finiscono male, o nascono già in coma.Last edited by axeUgene; 14-02-2024, 11:10.c'è del lardo in Garfagnana
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Cono:Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioRDC. Li avevo già postati pagine addietro....
....................blablablablablablablablabla... ..............
Ti ho scritto:
E, per piacere, risparmiami il "Ho già risposto" nonché il "Beethoven é il portiere del Real Madrid".
Niente lunghi e copincolleschi blablabla.
Ed insisto, chiedendo se mi confermi quanto scrivesti , tu, riguardo al tuo pensiero (sinceramente) a suo tempo
Basta scrivere 1 o 2 o 3.
1) Si
2) No
3) Non voglio rispondere
...duro, avere da te un parlare "evangelico" si, si-no, no......vassapé...

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Basterebbe poco e non si capisce perché farla complicata. L'Eden era tutto il pianeta Terra? Un posto sulla Terra (visti i riferimenti in Genesi pare la Mezzaluna Fertile) dove le cose andavano diversamente che nel resto del pianeta? Era in un'altra dimensione?
Poi l'annoso quesito sull'armonia perduta e come conciliarla con la storia naturale del pianeta e dell'uomo. Prevedo il solito giro di frittata ed il solito loop.Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple
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Per Eden non si intende un luogo particolare ma una situazione spirituale,un benessere, una beatitudine che può esistere anche vivendo sulla Terra,anche quando si lavora,ci si occupa di sé e della Natura circostante.
Sentirsi in paradiso è un’espressione usata da chi è felice come anche sentirsi in un’oasi di pace materialmente simboleggiata da un giardino rigoglioso.
Contrariamente per Terra significa il precipitare nella materia,esserne investiti e travolti al punto tale da perdere quel benessere,quella beatitudine spirituale caratteristica della vita in Eden.
L’uomo che passa dall’Eden alla Terra(che come ho detto in altra occasione è conseguenza di una colpa ma è frutto di una decisione umana e non divinaPer Eden non si intende un luogo particolare ma una situazione spirituale,un benessere, una beatitudine che può esistere anche vivendo sulla Terra,anche quando si lavora,ci si occupa di sé e della Natura circostante.
Sentirsi in paradiso è un’espressione usata da chi è felice come anche sentirsi in un’oasi di pace materialmente simboleggiata da un giardino rigoglioso.
Contrariamente per Terra significa il precipitare nella materia,esserne investiti e travolti al punto tale da perdere quel benessere,quella beatitudine spirituale caratteristica della vita in Eden.
L’uomo che passa dall’Eden alla Terra(che come ho detto in altra occasione è conseguenza di una colpa ma è frutto di una decisione umana e non divina) non cambia luogo ma interiorità.
Il processo rischiava di essere irreversibile se il Cristo non avesse testimoniato che ognuno può vivere il proprio Eden essendo ancora in un corpo sulla Terra in attesa di un Eden definitivo nel Regno di Dio.
Chi vive in questo Eden interiore non teme le avversità del mondo,le affronta secondo le proprie forze confidando nell’aiuto di Dio e si pone di fronte alla morte con l’atteggiamento di chi non confida solo nella vita di un corpo che segue una legge naturale,consapevole che questa vita non è la meta finale.
L’amore coniugale lo si può vedere con gli occhi di chi è in Terra o con quelli di chi è in Eden:dipende da persona a persona .L’incontro spesso è impossibile perché ognuno percorre il proprio binario.
La Terra ha le sue leggi:è necessario lasciare alla Terra ciò che appartiene alla Terra e offrire a Dio ciò che appartiene a Dio(come affermava Gesù)
Penso che vivere in questo Eden sia concesso a TUTTI ma dipende da una scelta personale.) non cambia luogo ma interiorità.
Il processo rischiava di essere irreversibile se il Cristo non avesse testimoniato che ognuno può vivere il proprio Eden essendo ancora in un corpo sulla Terra in attesa di un Eden definitivo nel Regno di Dio.
Chi vive in questo Eden interiore non teme le avversità del mondo,le affronta secondo le proprie forze confidando nell’aiuto di Dio e si pone di fronte alla morte con l’atteggiamento di chi non confida solo nella vita di un corpo che segue una legge naturale,consapevole che questa vita non è la meta finale.
L’amore coniugale lo si può vedere con gli occhi di chi è in Terra o con quelli di chi è in Eden:dipende da persona a persona .L’incontro spesso è impossibile perché ognuno percorre il proprio binario,OGNUNO HA LA PROPRIA FRITTATA DA GIRARE.
La Terra ha le sue leggi:è necessario lasciare alla Terra ciò che appartiene alla Terra e offrire a Dio ciò che appartiene a Dio(come affermava Gesù)
Penso che vivere in questo Eden sia concesso a TUTTI ma dipende da una scelta personale.
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In tutta la narrazione/allegoria, non si capisce il punto cruciale: come può esserci colpa prima di quella conoscenza acquisita col frutto ? non è questione di lana caprina;Originariamente Scritto da Rachele Giacobi Visualizza MessaggioL’uomo che passa dall’Eden alla Terra(che come ho detto in altra occasione è conseguenza di una colpa ma è frutto di una decisione umana e non divina
pure tirare in ballo Cristo è un bel problema: vuol dire che Dio ha dettato una legge imperfetta a quelli prima, tale da dover rimettere mano; però, se i giusti c'erano anche prima, Cristo è una specie di professore di sostegno per gli asini rimandati a settembre; il mismatch logico è lo stesso del frutto proibito:
a fronte di un dio perfetto, il libero arbitrio non ha senso, e quindi nemmeno un giudizio ex-post, castigo di Adamo. O di chiunque non abbia conosciuto Cristo;
è un bel guaio.c'è del lardo in Garfagnana
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Capisci però che questa condizione interiore torna poco col discorso di un evento come il peccato originale e di dover fare pure un rito per toglierlo.Originariamente Scritto da Rachele Giacobi Visualizza MessaggioPer Eden non si intende un luogo particolare ma una situazione spirituale,un benessere, una beatitudine che può esistere anche vivendo sulla Terra,anche quando si lavora,ci si occupa di sé e della Natura circostante.
Sentirsi in paradiso è un’espressione usata da chi è felice come anche sentirsi in un’oasi di pace materialmente simboleggiata da un giardino rigoglioso.
Contrariamente per Terra significa il precipitare nella materia,esserne investiti e travolti al punto tale da perdere quel benessere,quella beatitudine spirituale caratteristica della vita in Eden.
L’uomo che passa dall’Eden alla Terra(che come ho detto in altra occasione è conseguenza di una colpa ma è frutto di una decisione umana e non divinaPer Eden non si intende un luogo particolare ma una situazione spirituale,un benessere, una beatitudine che può esistere anche vivendo sulla Terra,anche quando si lavora,ci si occupa di sé e della Natura circostante.
Sentirsi in paradiso è un’espressione usata da chi è felice come anche sentirsi in un’oasi di pace materialmente simboleggiata da un giardino rigoglioso.
Contrariamente per Terra significa il precipitare nella materia,esserne investiti e travolti al punto tale da perdere quel benessere,quella beatitudine spirituale caratteristica della vita in Eden.
L’uomo che passa dall’Eden alla Terra(che come ho detto in altra occasione è conseguenza di una colpa ma è frutto di una decisione umana e non divina) non cambia luogo ma interiorità.
Il processo rischiava di essere irreversibile se il Cristo non avesse testimoniato che ognuno può vivere il proprio Eden essendo ancora in un corpo sulla Terra in attesa di un Eden definitivo nel Regno di Dio.
Chi vive in questo Eden interiore non teme le avversità del mondo,le affronta secondo le proprie forze confidando nell’aiuto di Dio e si pone di fronte alla morte con l’atteggiamento di chi non confida solo nella vita di un corpo che segue una legge naturale,consapevole che questa vita non è la meta finale.
L’amore coniugale lo si può vedere con gli occhi di chi è in Terra o con quelli di chi è in Eden:dipende da persona a persona .L’incontro spesso è impossibile perché ognuno percorre il proprio binario.
La Terra ha le sue leggi:è necessario lasciare alla Terra ciò che appartiene alla Terra e offrire a Dio ciò che appartiene a Dio(come affermava Gesù)
Penso che vivere in questo Eden sia concesso a TUTTI ma dipende da una scelta personale.) non cambia luogo ma interiorità.
Il processo rischiava di essere irreversibile se il Cristo non avesse testimoniato che ognuno può vivere il proprio Eden essendo ancora in un corpo sulla Terra in attesa di un Eden definitivo nel Regno di Dio.
Chi vive in questo Eden interiore non teme le avversità del mondo,le affronta secondo le proprie forze confidando nell’aiuto di Dio e si pone di fronte alla morte con l’atteggiamento di chi non confida solo nella vita di un corpo che segue una legge naturale,consapevole che questa vita non è la meta finale.
L’amore coniugale lo si può vedere con gli occhi di chi è in Terra o con quelli di chi è in Eden:dipende da persona a persona .L’incontro spesso è impossibile perché ognuno percorre il proprio binario,OGNUNO HA LA PROPRIA FRITTATA DA GIRARE.
La Terra ha le sue leggi:è necessario lasciare alla Terra ciò che appartiene alla Terra e offrire a Dio ciò che appartiene a Dio(come affermava Gesù)
Penso che vivere in questo Eden sia concesso a TUTTI ma dipende da una scelta personale.
Di frittate da girare, quando spiegate la religione, siete esperti, vero?Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple
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Ἀπόδοτε οá½–ν τá½° Καίσαρος Καίσαρι καá½¶ τá½° τοῦ Θεοῦ τá¿· Θεá¿·;
Arrivare a modificare anche le parole scritte e verificabili a tutti per dare sostegno al proprio pensiero mi pare un poco eccessivo; se la Sig.ra Pazza, passando di qui, dovesse leggere questo mio appunto e dovesse ritenere che sì: Cesare è solo una metafora, un'allegoria per la materialità, chiederò scusa e accetterò la correzione blu andando mesta al mio posto.
Aspetto Cono che magnificherà l'elogio dell'eresia catara fatto da Rachele
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Altro che Michelangelo...
Michelangelo,_Fall_and_Expulsion_from_Garden_of_Eden_00.jpg
La realtà ,allora, é questa

Nell'affresco, il tizio agita la spada per attirare l'attenzione mentre dice "Dai, tornate....non fate cosi'...."?
vassapé
Chiedero' lumi a doxa...vassapé...

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Arrendetevi! Non avrete mai una risposta sintetica, sì/no, da Cono.... perchè il catechismo della Chiesa Cattolica "dice...." e la Rivelazione..."rivela"Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza MessaggioCono:
Ti ho scritto:
E, per piacere, risparmiami il "Ho già risposto" nonché il "Beethoven é il portiere del Real Madrid".
Niente lunghi e copincolleschi blablabla.
Ed insisto, chiedendo se mi confermi quanto scrivesti , tu, riguardo al tuo pensiero (sinceramente) a suo tempo
Basta scrivere 1 o 2 o 3.
1) Si
2) No
3) Non voglio rispondere
i
...duro, avere da te un parlare "evangelico" si, si-no, no...

In pratica....non si arriverà mai a capo di niente tra un credente fervente e un non credente, per quanti ragionamenti razionali e logici si possano fare.Punti 389 e 390 del Catechismo della Chiesa cattolica, RDC. Li avevo già postati pagine addietro....
Il Peccato originale è stato UN FATTO, un avvenimento che ha segnato e ferito la nostra natura.
390 Il racconto della caduta (Gn 3) utilizza un linguaggio di immagini, ma espone un avvenimento primordiale, un fatto che è accaduto all'inizio della storia dell'uomo. La Rivelazione ci dà la certezza di fede che tutta la storia umana è segnata dalla colpa originale liberamente commessa dai nostri progenitori.
Scusate eh se mi sono permessa.La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
Confucio
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