"Gioco di mani" e spreco di té

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70542

    #46
    Eh no, mi spiace, ma di patologico qui non c'è nulla. E' un problema puramente culturale.
    Il patologico esce fuori laddove si sfocia magari nel femminicidio.
    Ma per il resto il vulnus è puramente culturale. Tanto che in passato era una cosa normale e socialmente accettata, quella della molestia alle donne. E' una narrazione di potere e prevaricazione in cui viviamo da sempre. Anche la violenza domestica. Oggi è reato, per fortuna, ma un tempo che la moglie venisse maltrattata dal marito era storia normale.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24593

      #47
      Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
      Eh no, mi spiace, ma di patologico qui non c'è nulla. E' un problema puramente culturale.
      Il patologico esce fuori laddove si sfocia magari nel femminicidio.
      Ma per il resto il vulnus è puramente culturale. Tanto che in passato era una cosa normale e socialmente accettata, quella della molestia alle donne. E' una narrazione di potere e prevaricazione in cui viviamo da sempre. Anche la violenza domestica. Oggi è reato, per fortuna, ma un tempo che la moglie venisse maltrattata dal marito era storia normale.
      stai travasando da un comparto all'altro;
      la prevaricazione codificata socialmente è un fatto; nessuno la nega, men che meno io;

      ma quei moduli, variamente presenti, non interferiscono con l'eros, se non in modo patologico; a prescindere dall'educazione e dalla cultura, tutti noi vorremmo essere partner graditi, perché il desiderio si nutre molto di questo; non perché siamo "buoni", ma perché è rassicurante e gratificante, premia;

      la diagnosi dei violenti è sempre la stessa: impotenza dell'eros e bassa o inesistente autostima;
      che sarebbe anche piuttosto intuitivo: se sei sicuro di te e convinto di piacere, l'eventuale rifiuto lo incassi bene e passi ad altro, perché l'esperienza ti suggerisce che avrai più successo;
      chi si fissa e rinuncia ad un eros condiviso è per forza deragliato da un binario sano;

      capisco la lotta alla mentalità patriarcale; ma attribuire a questa comportamenti che l'osservazione scientifica spiega in modo diverso non è molto utile, e nemmeno necessario; anche perché rende tutto meno credibile, sebbene dia l'illusione di un argomento "forte".
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • Ninag
        Opinionista
        • 05/03/24
        • 1576

        #48
        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        no credo mi annoierebbe; meglio un onesto film esplicito francese di metà anni 70, quando si illudevano di abolire lo spartiacque che invece ha creato il genere "porno", pensato come una collezione di tagli della censura;

        mi pare che in quella serie si giocasse con una fantasia femminile di sottomissione, che è una possibilità, se condivisa; pur sempre una relazione;
        in quello che descrivi, manca:

        qui, semmai, c'è una dinamica - direi cripto-omo - da spogliatoio, tra maschi

        sono piani distinti; nell'ernell'eros è dirimente la risposta del partner, la sua personalità; il che non esclude perversioni, e neppure patologie;
        se io amo incassare il rifiuto e il disprezzo di Dark, che molesto, ma solo il suo, posso trovarmi in una situazione relazionale, per quanto disagiata e discutibile;

        ma se io colleziono abusi e molestie, è il mio sistema che si incentra su un mio tratto patologico, che prescinde totalmente dall'oggetto delle mie molestie; anzi, questo deve essere ordinariamente "corpore vili", perché la coazione a ripetere presuppone intercambiabilità dell'oggetto;
        chi molesta, violenta, ecc... ha necessariamente un handicap del funzionamento erotico, perché c'è l'esclusione dell'altro; come ballare il tango con un manichino.
        Certo, cercavo solo di smorzare, pensa che le mie colleghe aspettavano con ansia l'uscita del film😁, anche perché avevano letto il libro. Parli di un film particolare che ha lasciato un segno nella storia del cinema, o dell'impegnato Luis Buñuel.
        La dinamica da spogliatoio si può comprendere, purtroppo per alcuni resta la sola modalità.

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        • Ninag
          Opinionista
          • 05/03/24
          • 1576

          #49
          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
          Eh no, mi spiace, ma di patologico qui non c'è nulla. E' un problema puramente culturale.
          Il patologico esce fuori laddove si sfocia magari nel femminicidio.
          Ma per il resto il vulnus è puramente culturale. Tanto che in passato era una cosa normale e socialmente accettata, quella della molestia alle donne. E' una narrazione di potere e prevaricazione in cui viviamo da sempre. Anche la violenza domestica. Oggi è reato, per fortuna, ma un tempo che la moglie venisse maltrattata dal marito era storia normale.
          La storia è cambiata negli ultimi cinquant'anni e non per tutte le donne, anche se in alcuni casi si nota un certo regresso, leggevo un pezzo sulle molestie avvenute in alcune piazze in occasioni sociali, tipo capodanno, la cosa è avvenuta in varie città europee compresa Milano, le donne hanno lottato duramente per arrivare ad essere considerate persone in grado di autodeterminarsi, per scoprire che le città stanno diventando luoghi sempre meno sicuri, specie in alcune ore e in alcune zone.

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          • Vega
            Opinionista

            • 04/05/05
            • 17973

            #50
            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio

            per fare questo, si chiede; si è gentili, perché di solito è in questo modo che, se c'è una possibilità, si ottiene - direi al quadrato, con una col tuo carattere
            dubito che uno che insiste dopo un tuo "no" nutra davvero la speranza di farti cambiare idea; mi torna di più che voglia anestetizzarsi al disprezzo che suscita.
            In che modo, ripetendo il comportamento, si anestetizzerebbe dal disprezzo?

            Perché potrebbe essere che il comportamento di Dark, il suo reagire, diventi, paradossalmente, un rinforzo positivo per il collega molestatore, che continua a reiterare il suo comportamento, il "giochino a stuzzicare", perché viene rinforzato dal suo comportamento, anche se si tratta di un no o di fastidio.
            Oppure, che tenti di procurare una reazione, essendo il soggetto che non recepisce, non tollera, non elabora la perdita e il rifiuto, visto il legame passato, continuando il "gioco" o meglio il tentativo di provocare e ricreare un contatto.


            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24593

              #51
              Originariamente Scritto da Ninag Visualizza Messaggio

              Certo, cercavo solo di smorzare, pensa che le mie colleghe aspettavano con ansia l'uscita del film😁, anche perché avevano letto il libro. Parli di un film particolare che ha lasciato un segno nella storia del cinema, o dell'impegnato Luis Buñuel.
              a metà anni 70, in Francia sostanzialmente abolirono la censura, per circa un anno; così, alcuni registi girarono film espliciti, che oggi sarebbero classificati come porno, ma tecnicamente non lo sono; ora non ricordo i titoli, ma alcuni andarono a Cannes e venivano proiettati nelle sale ordinarie;
              La dinamica da spogliatoio si può comprendere, purtroppo per alcuni resta la sola modalità.
              in quel caso, l'oggetto è la relazione tra maschi; peraltro con tutto il male che si può dire degli uomini, se c'è una cosa che non fa nessuno è esporre, raccontare della propria intimità; cosa che invece le donne fanno spesso tra loro, con dovizia di particolari
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24593

                #52
                Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio

                In che modo, ripetendo il comportamento, si anestetizzerebbe dal disprezzo?
                abitudine, no ? come tutti quelli che si abituano ad incassare;
                Perché potrebbe essere che il comportamento di Dark, il suo reagire, diventi, paradossalmente, un rinforzo positivo per il collega molestatore, che continua a reiterare il suo comportamento
                beh, certo;
                ma, appunto il rinforzo è tale perché c'è quella patologia, che cerca l'umiliazione del rifiuto e del disprezzo;

                tu insisteresti nel proporti a uno che ti rifiuta ? no, perché la vivresti come un'umiliazione e nemmeno potresti fantasticare su qualcosa di gratificante, come per qualsiasi persona normale; anche tu fossi uomo;

                beh, la domanda a cui si deve dare risposta è proprio il motivo per cui una persona si sottopone a questo processo, in cui subisce un'umiliazione e senza speranza di successo;
                c'è sicuramente un'utilità, un tornaconto, ma non riguarda l'eros, che invece viene esiliato, avvilito.
                Last edited by axeUgene; 21-05-2026, 20:51.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • Vega
                  Opinionista

                  • 04/05/05
                  • 17973

                  #53
                  Mmmmmhhhhh...siamo sicuri che in fondo ci sia effettivamente questa percezione dell'umiliazione? Il rinforzo positivo, se così fosse nella situazione di Dark (ma come capita ad altre e in contesto anche lavorativo), è che la reazione, seppur negativa del soggetto molestato, crei quel motivo per continuare, una qualche soddisfazione nel molestatore, che non dovrebbe essere di umiliazione. E' l'interazione, il contatto che creerebbe il ripetersi della molestia. Oltre al bisogno, come dicevo prima, di ritrovare il contatto con ciò che si è perso.
                  C'è da dire anche che sembra proprio che in certi soggetti ci sia una certa mancanza di comprensione nella comunicazione, nel comprendere i segnali altrui, mi pare soprattutto non verbali, per quello che sono.
                  Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24593

                    #54
                    Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                    Mmmmmhhhhh...siamo sicuri che in fondo ci sia effettivamente questa percezione dell'umiliazione? Il rinforzo positivo, se così fosse nella situazione di Dark (ma come capita ad altre e in contesto anche lavorativo), è che la reazione, seppur negativa del soggetto molestato, crei quel motivo per continuare, una qualche soddisfazione nel molestatore, che non dovrebbe essere di umiliazione.
                    ​il motivo c'è, sicuramente; ma anche l'umiliazione; quella ti dice che non piaci, e tu insisti a mendicare attenzione, pur cosciente di non essere gradito; per il semplice timore del rifiuto una gran parte delle persone evita di esporsi anche quando magari avrebbe delle possibilità;

                    E' l'interazione, il contatto che creerebbe il ripetersi della molestia. Oltre al bisogno, come dicevo prima, di ritrovare il contatto con ciò che si è perso.
                    C'è da dire anche che sembra proprio che in certi soggetti ci sia una certa mancanza di comprensione nella comunicazione, nel comprendere i segnali altrui, mi pare soprattutto non verbali, per quello che sono.
                    beh, normalmente siamo selezionati per comprendere correttamente il linguaggio del corpo; rimuovere i segnali di distanza è già patologico;
                    qui siamo molto oltre; quella dice: " no, lasciami in pace, vattene sgorbio, hai rotto il cazzo", e se tu hai un minimo di amor proprio, se non di educazione, sbatti i tacchi e non la guardi più nemmeno di striscio;
                    ma una persona adulta non dovrebbe nemmeno arrivare al punto di subire un rifiuto, perché dovrebbe leggere correttamente i segnali di accesso; non puoi provare desiderio per una persona che manifesta distanza col corpo; o meglio, puoi in una modalità malata.
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • dark lady
                      la viaggiatrice
                      • 09/03/05
                      • 70542

                      #55
                      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                      stai travasando da un comparto all'altro;
                      la prevaricazione codificata socialmente è un fatto; nessuno la nega, men che meno io;

                      ma quei moduli, variamente presenti, non interferiscono con l'eros, se non in modo patologico; a prescindere dall'educazione e dalla cultura, tutti noi vorremmo essere partner graditi, perché il desiderio si nutre molto di questo; non perché siamo "buoni", ma perché è rassicurante e gratificante, premia;

                      la diagnosi dei violenti è sempre la stessa: impotenza dell'eros e bassa o inesistente autostima;
                      che sarebbe anche piuttosto intuitivo: se sei sicuro di te e convinto di piacere, l'eventuale rifiuto lo incassi bene e passi ad altro, perché l'esperienza ti suggerisce che avrai più successo;
                      chi si fissa e rinuncia ad un eros condiviso è per forza deragliato da un binario sano;

                      capisco la lotta alla mentalità patriarcale; ma attribuire a questa comportamenti che l'osservazione scientifica spiega in modo diverso non è molto utile, e nemmeno necessario; anche perché rende tutto meno credibile, sebbene dia l'illusione di un argomento "forte".
                      Si, ma qui non parlavamo di uomini violenti. Ma di persone che trattano le donne come oggetti. Tipo appunto quelli che ti palpeggiano senza averne diritto, che ti urlano appellativi poco simpatici lungo la strada, ecc, ecc.
                      Il mio collega che allunga le mani non è certo un uomo violento. E' uno dei ragazzi più pacifici che io conosca. Solo, non sa capire quando un "no" è un "no". E questo atteggiamento è figlio del patriarcato, altro che. Dell'idea che la donna sia un oggetto del piacere.
                      E comunque, pure gli uomini violenti in famiglia sono un problema culturale. Perché un tempo lo erano tutti. E non credo fossero tutti pazienti psichiatrici. Semplicemente, quella era la cultura.
                      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                      • dark lady
                        la viaggiatrice
                        • 09/03/05
                        • 70542

                        #56
                        Originariamente Scritto da Ninag Visualizza Messaggio

                        La storia è cambiata negli ultimi cinquant'anni e non per tutte le donne, anche se in alcuni casi si nota un certo regresso, leggevo un pezzo sulle molestie avvenute in alcune piazze in occasioni sociali, tipo capodanno, la cosa è avvenuta in varie città europee compresa Milano, le donne hanno lottato duramente per arrivare ad essere considerate persone in grado di autodeterminarsi, per scoprire che le città stanno diventando luoghi sempre meno sicuri, specie in alcune ore e in alcune zone.
                        La storia è cambiata sì, ma appunto, solo in parte.
                        Anzi, tra i giovanissimi sta tornando prepotente una narrativa di prevaricazione della donna. Di considerazione della stessa come qualcosa di inferiore. Serto certi discorsi da parte di alcuni giovani che mi fanno rabbrividire. Per fortuna poi a contraltare che ne sono anche tanti che invece sono quasi più femministi di me, e questo mi riempie il cuore.
                        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                        • dark lady
                          la viaggiatrice
                          • 09/03/05
                          • 70542

                          #57
                          Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio

                          In che modo, ripetendo il comportamento, si anestetizzerebbe dal disprezzo?

                          Perché potrebbe essere che il comportamento di Dark, il suo reagire, diventi, paradossalmente, un rinforzo positivo per il collega molestatore, che continua a reiterare il suo comportamento, il "giochino a stuzzicare", perché viene rinforzato dal suo comportamento, anche se si tratta di un no o di fastidio.
                          Oppure, che tenti di procurare una reazione, essendo il soggetto che non recepisce, non tollera, non elabora la perdita e il rifiuto, visto il legame passato, continuando il "gioco" o meglio il tentativo di provocare e ricreare un contatto.

                          Cioè dovrei dirgli "si va bene" per farlo smettere? No, perché io più che dirgli di piantarla e lanciargli addosso l'acqua come l'ultima volta, non so davvero che altro fare...
                          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                          • dark lady
                            la viaggiatrice
                            • 09/03/05
                            • 70542

                            #58
                            Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                            C'è da dire anche che sembra proprio che in certi soggetti ci sia una certa mancanza di comprensione nella comunicazione, nel comprendere i segnali altrui, mi pare soprattutto non verbali, per quello che sono.
                            Esatto! Io credo che il punto sia proprio questo.
                            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                            Comment

                            • Vega
                              Opinionista

                              • 04/05/05
                              • 17973

                              #59
                              Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio

                              Cioè dovrei dirgli "si va bene" per farlo smettere? No, perché io più che dirgli di piantarla e lanciargli addosso l'acqua come l'ultima volta, non so davvero che altro fare...
                              Si fa male a dire, però il reagire, anche se in senso negativo, paradossalmente, potrebbe creargli il rinforzo. Non so dirti se una reazione diversa, più spiazzante o ridicola (Vuoi anche l'altra chiappa? ) potrebbe dissuaderlo o meno.
                              Anche ignorare, fare finta che non ti abbia toccata o apostrofata, potrebbe forse, piano piano, farlo smettere, togliendo quello che per lui potrebbe essere appunto lo stimolo positivo. Tu daresti una punzione negativa, togliendo la considerazione e nel dargli comunque un'attenzone e quindi l'eventuale stimolo che lui ricerca.
                              Però sai, con questi soggetti credo non sia sempre facile capire cosa funzioni e cosa no. Magari senti la tua psicologa.
                              Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

                              Comment

                              • Vega
                                Opinionista

                                • 04/05/05
                                • 17973

                                #60
                                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                                il motivo c'è, sicuramente; ma anche l'umiliazione; quella ti dice che non piaci, e tu insisti a mendicare attenzione, pur cosciente di non essere gradito; per il semplice timore del rifiuto una gran parte delle persone evita di esporsi anche quando magari avrebbe delle possibilità;


                                beh, normalmente siamo selezionati per comprendere correttamente il linguaggio del corpo; rimuovere i segnali di distanza è già patologico;
                                qui siamo molto oltre; quella dice: " no, lasciami in pace, vattene sgorbio, hai rotto il cazzo", e se tu hai un minimo di amor proprio, se non di educazione, sbatti i tacchi e non la guardi più nemmeno di striscio;
                                ma una persona adulta non dovrebbe nemmeno arrivare al punto di subire un rifiuto, perché dovrebbe leggere correttamente i segnali di accesso; non puoi provare desiderio per una persona che manifesta distanza col corpo; o meglio, puoi in una modalità malata.
                                Il caso del collega di Dark mi pare diverso, ha già avuto il rifiuto avendo avuto una brevissima relazione. Potrebbe forse rientrare nel tipo stalker respinto (esagero), che ricerca comunque un contatto anche a valle dell'interruzione.

                                Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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