Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
certo, perché lo standard emotivo è una cosa parecchio diversa dai contenuti razionali; se cresci con un ruolo emotivo poi ti vai a cercare una "spalla" che ti consenta di esercitare quel ruolo;

ma pure la nevrosi in una misura moderata può essere accettabile, se il resto funziona; anzi, di solito le coppie che durano più a lungo sono costruite più sulle dipendenze che sulla competizione; non farei di questo un dramma; piuttosto:


il punto è quando vedi gente che sta insieme ma che non si sarebbe frequentata in amicizia; posto che possibilissimo - e spesso funziona - stare bene in coppia avendo pochissimo da dirsi, con vite mentali quasi completamente separate, quello che non va - nel senso che prima o poi rompe o fa ammalare - è la consunzione di energia su loop irrisolti perché mai considerati, nel rush iniziale;
Eppure sono molte le coppie in cui il presupposto "amicale" è visto e vissuto come mezzo per arrivare ad essere una coppia che, però, ha dimenticato che un amico si può mandare affanculo senza che la cosa abbia come conseguenza un vero sfancularsi, ma solo come un distacco momentaneo da una certa dinamica.
E sono coppie che durano.
Il perché oramai non me lo domando più, lasciando che la spiegazione cada in un certo "adattamento".
Adattamento ad un'idea di coppia in cui si fa così, cosà e da questo recinto non si esce perché "non è così che si fa".

cioè, si ritonfa sempre su quell'accontentarsi, pur di... perché in effetti ognuno di noi sa perfettamente se piace davvero tanto all'altro e, almeno, intuisce il perché, se proprio non se l'è formalizzato come consapevolezza;

chi ha una propensione a svalutarsi non può nemmeno capire che ci vede quell'altro, che beneficio esistenziale ha; e, di conseguenza, non solo si sente seconda o terza scelta, ma specularmente rimanda all'altro la stessa sensazione, e un rancore reciproco;
La propensione a svalutarsi però non è innata.
Avere il pudore per i propri difetti è diverso dal non credere a ciò che dice l'altro.

se io fossi fidanzato con Bau - non cominciate coi romanzi - lei saprebbe perfettamente che il suo senso dell'umorismo e capacità di introspezione sono gratificazioni infungibili o quasi per me, e questo la rilasserebbe alquanto nel momento in cui io le dicessi: e che due palle con questa storia che hai le chiappone, ma chissenefrega ! cioè, mi manderebbe affanculo, ma con la stessa leggerezza che deriva dall'esser consapevoli di quelle altre cose come autentiche e fondate; peccato sia troppo alta
L'altezza è il mio pregio estetico per eccellenza , tra l'altro con l'età mi accorcio anche io ma non mi sfino
Ma sono più libera di qualche tempo fa perché non devo convincere nessuno, forse posso evitare di persuadere anche me stessa e avviarmi ai 50 con mutande e pensieri comodi perché guadagnati.

L'esempio che porti riguardo ciò che direi e come potrei reagire (molto vicino al vero) non tiene conto però di te.
La mia reazione sarebbe come dici, ma non hai parlato dei tuoi presupposti e di come staresti tu con una cacacazzo così.

Infine... Non sono troppo alta!!!
Gli uomini alti vogliono donne basse e maneggevoli, non rompere anche tu!


mentre se due si sono incontrati tipo il primo che passa, perché voglio qualcuno, le svalutazioni originarie e il mancato riconoscimento diventano ferite che si riaprono ad ogni conflitto, perché oltre alla condizione in sé si soffre per quell'avvitamento nella mancanza di auto-stima;

cioè, lo sai che ti sei accontentato di una nevrosi poco funzionale e provi anche una notevole umiliazione, in un circolo vizioso, dove alla fine ti senti come quello che credeva di aver fatto un investimento razionale e si trova col pacco, nel senso di mattone, non in quello più nobile inguinale e ambogeneri
E rimpiangi la cacacazzo oppure speri di incontrarne una.
Che però è troppo alta, ecc ecc