La sfortuna in amore: colpa di mammà

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  • Magiostrina
    Chiamatemi Margherita
    • 18/10/17
    • 3564

    #31
    doppio
    Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.

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    • Magiostrina
      Chiamatemi Margherita
      • 18/10/17
      • 3564

      #32
      Originariamente Scritto da efua Visualizza Messaggio
      Capita che ci si tempra nel dolore
      E capita che non senti più niente
      Da nessuna parte.
      Oltre un certo limite in genere ci si ammala.

      Scappare a gambe levate per non perdere l'anima.
      Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.

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      • bumble-bee
        ...

        • 10/12/09
        • 15569

        #33
        Io sono nato per disperazione e puntiglio.
        Bambol utente of the decade

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        • Escolzia
          Opinionista

          • 10/08/16
          • 7548

          #34
          Anestetizzarsi nei confronti dei sentimenti, alla lunga, non è mai una buona cosa

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          • BiO-dEiStA
            Eufonista
            • 22/02/10
            • 5403

            #35
            Originariamente Scritto da Magiostrina Visualizza Messaggio
            Oltre un certo limite in genere ci si ammala.
            Ora capisco perché sono l'allegria in persona.
            Originariamente Scritto da Careful with that
            i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
            Originariamente Scritto da Ned Flanders
            Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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            • Doppio
              Superstite
              • 04/08/10
              • 4917

              #36
              Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
              Fammi capire: i padri non avrebbero nessuna responsabilità?

              Ti sarei grata se riuscissi a postare uno straccio di link...
              Se i padri non sono stati inclusi nello studio non ci sono gli elementi per affermare quale sia la loro responsabilità. Non cercare quello che non c'è. Se si fa uno studio per stabilire chi stringe migliori relazioni contrapponendo chi ha avuto un gatto e chi ha avuto un cane, l'elemento che emerge non è che i genitori non hanno un ruolo, ma solo che chi ha il gatto è fatto in un certo modo e chi ha il cane è in un' altro.
              Nel bene o nel male qualsiasi studio sociologico sceglie quali dati analizzare e formalizza delle conclusioni su quei dati. Se si vuole fare delle proiezioni con pretesa di scientificità (in questo caso si parla perlopiù di scienza statistica, cosa che io personalmente non apprezzo per nulla, anche se nella vita di tutti i giorni è frequentissimo sentire le parole "è un fatto scientifico" seguite dall'esposizione di uno studio statistico) bisogna necessariamente stabilire un modello che tenga conto di alcune variabili e non di altre, ciò che è escluso resterà necessariamente nel limbo. Se si vuole tenere conto il più possibile di tutti gli elementi dell'equazione bisogna intraprendere un'altra strada, sapendo che le conclusioni a cui si giungerà non saranno definibili scientifiche, il che non le priva affatto di un valore gnoseologico (o almeno io la penso così, non a caso ho scelto come campo di studi la filosofia... lungi da me sminuire il valore del sapere scientifico, anzi, lo ritengo valido e in molti campi insostituibile, ma in questa sede si evidenzia molto bene come la scienza debba operare sempre su dei modelli dalla realtà, è così che funziona, dal metodo Galileiano fino ai più moderni e raffinati criteri).
              Non avete ancora visto niente

              Moderatore droghe

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              • follemente
                Opinionista

                • 22/12/09
                • 11746

                #37
                Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
                Se i padri non sono stati inclusi nello studio non ci sono gli elementi per affermare quale sia la loro responsabilità. Non cercare quello che non c'è. Se si fa uno studio per stabilire chi stringe migliori relazioni contrapponendo chi ha avuto un gatto e chi ha avuto un cane, l'elemento che emerge non è che i genitori non hanno un ruolo, ma solo che chi ha il gatto è fatto in un certo modo e chi ha il cane è in un' altro.
                Nel bene o nel male qualsiasi studio sociologico sceglie quali dati analizzare e formalizza delle conclusioni su quei dati. Se si vuole fare delle proiezioni con pretesa di scientificità (in questo caso si parla perlopiù di scienza statistica, cosa che io personalmente non apprezzo per nulla, anche se nella vita di tutti i giorni è frequentissimo sentire le parole "è un fatto scientifico" seguite dall'esposizione di uno studio statistico) bisogna necessariamente stabilire un modello che tenga conto di alcune variabili e non di altre, ciò che è escluso resterà necessariamente nel limbo. Se si vuole tenere conto il più possibile di tutti gli elementi dell'equazione bisogna intraprendere un'altra strada, sapendo che le conclusioni a cui si giungerà non saranno definibili scientifiche, il che non le priva affatto di un valore gnoseologico (o almeno io la penso così, non a caso ho scelto come campo di studi la filosofia... lungi da me sminuire il valore del sapere scientifico, anzi, lo ritengo valido e in molti campi insostituibile, ma in questa sede si evidenzia molto bene come la scienza debba operare sempre su dei modelli dalla realtà, è così che funziona, dal metodo Galileiano fino ai più moderni e raffinati criteri).

                Vabbe’, ma capisci che se uno fa una statistica sull’incidenza del comportamento del bidello sul successo o meno dell’allievo a scuola, senza tener conto dell’allievo stesso, dei suoi genitori, degli insegnanti, del preside, magari addossandogli tutte le responsabilità e togliendole agli altri, qualche dubbio legittimo nasce sulla ricerca, non credi?

                Voglio dire, che senso hanno le statistiche al di fuori di ogni evidente ovvietà?

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                • Magiostrina
                  Chiamatemi Margherita
                  • 18/10/17
                  • 3564

                  #38
                  Le armate mercenarie al soldo del regno del Maschilismo marciano compatte contro ogni evidenza.
                  Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.

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                  • Doppio
                    Superstite
                    • 04/08/10
                    • 4917

                    #39
                    Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
                    Vabbe’, ma capisci che se uno fa una statistica sull’incidenza del comportamento del bidello sul successo o meno dell’allievo a scuola, senza tener conto dell’allievo stesso, dei suoi genitori, degli insegnanti, del preside, magari addossandogli tutte le responsabilità e togliendole agli altri, qualche dubbio legittimo nasce sulla ricerca, non credi?

                    Voglio dire, che senso hanno le statistiche al di fuori di ogni evidente ovvietà?
                    Lo stai chiedendo alla persona sbagliata, io mi fermo a, che senso hanno le statistiche? Comunque non credo che lo studio in se addossi tutta la responsabilità alla madre e certo non ne toglie a nessuno (come ho detto non è che insinua qualcosa su quello che non analizza e di cui non parla, vuol solo dire che non è quello il suo oggetto), inoltre, corollario del fatto che di statistica si tratta, no si esprime certo per assoluti ("tutte le responsabilità"), ma solo tendenze più o meno marcate... puntare il dito e usare termini assoluti è il compito di certi divulgatori.
                    Non conosco lo studio nello specifico, perciò non saprei dire quali siano stati in effetti i dati analizzati, inoltre sono troppo impreparato nella scienza della formazione per andare oltre l'ipotesi azzardata che l'analisi abbia tra i suoi presupposti il fatto che nello sviluppo emotivo, sociale e relazionale la madre abbia un'influenza più forte di quella del padre (dato che mi sovviene così per reminiscenza di qualcosa, ma non saprei proprio quale sia la fonte, tanto meno se sia affidabile, ergo, dato che non vale gran che... se c'è qualcuno che ha qualcosa di più del mio scarso e poco affidabile nozionismo nel campo della psicologia batta un colpo).

                    Alla fine nulla è stato affermato nulla su come sia stata condotta l'indagine, ne di quali variabili abbia tenuto conto, certo se ha ragione Bio (ed è più che possibile che ce l'abbia) alla fine avrei quasi un moto di compassione per questa Claire Kamp Dush che ha investito 24 anni di vita per dimostrare quello che aveva formulato come ipotesi, ma dentro a quel "quasi riesco a farci stare pure un paio di "machissenefrega", perciò non penso proprio che mi sprecherò per cercare maggiori informazioni.
                    Mi limito a dire che di fronte a questo tipo di studi, soprattutto quando divulgati in maniera così superficiale è inutile cercare di leggere qualcosa che non sia esplicitamente scritto (nella fattispecie del caso in questione c'è scritto solo che le relazioni dei figli, i primogeniti più degli altri, tendano ad essere numericamente affini a quelle delle madri), perciò se non dice nulla dei padri non deve significare per forza qualcosa. L'ideale in realtà di fronte tanta superficialità sarebbe passare semplicemente oltre o, se interessati, fare una ricerca più precisa, c'è l'università c'è il nome della ricercatrice, non serve altro, come ho detto, io passo.
                    Non avete ancora visto niente

                    Moderatore droghe

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                    • Doppio
                      Superstite
                      • 04/08/10
                      • 4917

                      #40
                      Originariamente Scritto da Magiostrina Visualizza Messaggio
                      Le armate mercenarie al soldo del regno del Maschilismo marciano compatte contro ogni evidenza.
                      Come si entra? Alla parola mercenarie mi è apparso il simbolo del dollaro nelle pupille.
                      Non avete ancora visto niente

                      Moderatore droghe

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                      • Doppio
                        Superstite
                        • 04/08/10
                        • 4917

                        #41
                        MA poi in effetti questo maschilismo dove lo vedete? La parte di citazione dell'autrice dello studio dice esattamente:
                        Originariamente Scritto da Magiostrina Visualizza Messaggio
                        a “le madri possono trasmettere le loro caratteristiche e le loro abilità relazionali ai figli, nel bene e nel male”
                        "Nel bene e nel male", perciò se vogliamo dire che viene data la colpa alla madre per le relazioni "cattive" dei figli dobbiamo ammettere che a loro è anche attribuito il merito per quelle "buone".
                        Semmai è il titolo dell'articolo, su cui la ricercatrice non ha colpe, a porre l'accento sull'accezione negativa, magari è anche per maschilismo, ma se volete la mia opinione "sfortuna" è più semplicemente accattivante di "fortuna", ergo più persone si identificheranno e compreranno il giornale.
                        Non avete ancora visto niente

                        Moderatore droghe

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                        • Bauxite
                          Cosmo-Agonica

                          • 25/12/09
                          • 36341

                          #42
                          La cosa dei primogeniti mi era nota. Comunque ci sono tanti modi più carini per darci degli sfigati eh.

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                          • Escolzia
                            Opinionista

                            • 10/08/16
                            • 7548

                            #43
                            A me ciò che veramente sconcerta, è qualcuno finanzi questo tipo di studi

                            Comment

                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24593

                              #44
                              in effetti, mi sembra un'ipotesi incommentabile, per l'inesistente spiegazione di un meccanismo di causa-effetto significativo;

                              può darsi che l'atteggiamento delle madri influisca sulla sicurezza, sulla percezione della propria fisicità come attraente, e questo a sua volta incida su un maggiore o minore equilibrio nelle scelte sentimentali, ma sempre assieme ad innumerevoli altre circostanze; mi sembra difficile evincere una relazione in base al numero di storie, dato che questo, quale che sia, può essere indice di equilibrio e serenità o, al contrario, di sofferenza.
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • Magiostrina
                                Chiamatemi Margherita
                                • 18/10/17
                                • 3564

                                #45
                                Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
                                Come si entra? Alla parola mercenarie mi è apparso il simbolo del dollaro nelle pupille.
                                Credo che l'unico modo sia fare il giornalista e ondeggiare come il salice piangente al vento. Ma quindi sei maschilista tu?
                                Ho ripescato il link http://www.ilgiornale.it/news/life/s...a-1602322.html
                                Comunque a me sembra abbastanza banale e intuitivo che il modo in cui viene vissuto il concetto di famiglia e di relazione in casa durante la crescita, influisca poi sul modo di vivere le relazioni da adulti. Poi che sia proprio colpa/merito di mamma, considerando dove è stato pubblicato l'articolo, direi che sia un modo per cavalcare l'onda di qualche rigurgito maschilista e acchiappare lettori.
                                Ma insomma la mamma è sempre la mamma.
                                Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.

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