Poesie

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  • coeur renouvel
    Opinionista
    • 11/02/07
    • 219

    #331
    L'ora piu' solare per me
    quella che piu' mi prende il corpo
    quella che piu' mi prende la mente
    quella che piu' mi perdona
    e' quando tu mi parli...

    Alda Merini

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #332
      Questo amore (J.Prevert)



      --------------------------------------------------------------------------------
      Questo amore
      Questo amore
      Così violento
      Così fragile
      Così tenero
      Così disperato
      Questo amore
      Bello come il giorno
      E cattivo come il tempo
      Quando il tempo è cattivo
      Questo amore così vero
      Questo amore cosí bello
      Così felice
      Così gaio
      E così beffardo
      Tremante di paura come un bambino al buio
      E così sicuro di sé
      Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
      Questo amore che impauriva gli altri
      Che li faceva parlare
      Che li faceva impallidire
      Questo amore spiato
      Perché noi lo spiavamo
      Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
      Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
      Questo amore tutto intero
      Ancora così vivo
      E tutto soleggiato
      E' tuo
      E' mio
      E' stato quel che è stato
      Questa cosa sempre nuova
      E che non è mai cambiata
      Vera come una pianta
      Tremante come un uccello
      Calda e viva come l'estate
      Noi possiamo tutti e due
      Andare e ritornare
      Noi possiamo dimenticare
      E quindi riaddormentarci
      Risvegliarci soffrire invecchiare
      Addormentarci ancora
      Sognare la morte
      Svegliarci sorridere e ridere
      E ringiovanire
      il nostro amore è là
      Testardo come un asino
      Vivo come il desiderio
      Crudele come la memoria
      Sciocco come i rimpianti
      Tenero come il ricordo
      Freddo come il marmo
      Bello come il giorno
      Fragile come un bambino
      Ci guarda sorridendo
      E ci parla senza dir nulla
      E io tremante l'ascolto
      E grido
      Grido per te
      Grido per me
      Ti supplico
      Per te per me per tutti coloro che si amano
      E che si sono amati
      Sì io gli grido
      Per te per me e per tutti gli altri
      Che non conosco
      Fermati là
      Là dove sei
      Là dove sei stato altre volte
      Fermati
      Non muoverti
      Non andartene
      Noi che siamo amati
      Noi ti abbiamo dimenticato
      Tu non dimenticarci
      Non avevamo che te sulla terra
      Non lasciarci diventare gelidi
      Anche se molto lontano sempre
      E non importa dove
      Dacci un segno di vita
      Molto più tardi ai margini di un bosco
      Nella foresta della memoria
      Alzati subito
      Tendici la mano
      E salvaci.

      -
      amate i vostri nemici

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      • nAn
        non ho pi
        • 16/02/07
        • 2996

        #333
        A me non piace la Merini, neanche Neruda, sfioro l'odio per Prevert
        La prima l'ho dovuta studiare, non la reggo proprio, ma de gustibus non disputandum est.

        Vi metto due delle mie preferite a schema libero, anche se adoro sopratutto i classici:

        Dino Campana

        La Chimera

        Non so se tra roccie il tuo pallido
        Viso m'apparve, o sorriso
        Di lontananze ignote
        Fosti, la china eburnea
        Fronte fulgente o giovine
        Suora de la Gioconda:
        O delle primavere
        Spente, per i tuoi mitici pallori
        O Regina O Regina adolescente:
        Ma per il tuo ignoto poema
        Di voluttà e di dolore
        Musica fanciulla esangue,
        Segnato di linea di sangue
        Nel cerchio delle labbra sinuose
        Regina de la melodia:
        Ma per il vergine capo
        Reclino, io poeta notturno
        Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo,
        Io per il tuo dolce mistero
        Io per il tuo divenir taciturno.
        Non so se la fiamma pallida
        Fu dei capelli il vivente
        Segno del suo pallore,
        Non so se fu un dolce vapore,
        Dolce sul mio dolore,
        Sorriso di un volto notturno:
        Guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti
        E l'immobilità dei firmamenti
        E i gonfii rivi che vanno piangenti
        E l'ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti
        E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti
        E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera.


        Musicale ed intensa, un'emozione per nulla ruffiana, resa in modo asciutto ed epico. Mi fa frignare ogni volta che la leggo.

        La 2a, non la conoscerete, è di un poeta giovane piemontese, che ha un talento immenso:

        Oliviero Rossi

        Capacità:

        Sottomesso dal mantello
        di un fogliame spento,
        per le troppe stagioni
        passate a sopravvivere,

        mi incastro nella buca più profonda,
        annientando la speranza di un’uscita,
        per disperarmi completamente,
        nella notte avvenente.

        Spettatore forzato,
        mi preparo alla paura,
        di mostruose bellezze
        ed interminabili stelle.

        Vedo l’immagine riflessa,
        di un colore estinto,
        seduto con la sua ombra
        nella mia prima vista rettilinea.

        Incrostazioni immonde,
        libri aperti sull’ asfalto del ruscello,
        che si tingono di inchiostri,
        precipitati
        in braccio alla pioggia,
        che guarda,
        ascolta,
        l’immaginario violino
        scappare dal silenzio.

        Eternamente mi viene,
        il senso del corpo,
        le dita,
        le braccia
        il dita,
        il braccia,
        i capelli,
        il torace,
        il capelli,
        i torace.

        Disgiunto,
        con loro,
        in eterna aberrazione,
        ogni attimo che rimane.

        Eternamente ho perduto,
        il senso del corpo.

        Porta,
        ebano chiaro che zittisce tutta la molteplice possibilità del verbo,
        viene
        inghiottita
        tra i versi di una poesia fallimentare,
        ha vissuto per una disperazione artificiale,
        l’ha presa a schiaffi,
        legata,
        abbandonata.

        Ipotetico finale,
        impossibile.


        Non ho mai visto in vita mia tanta varietà stilistica, tanta forza.
        La critica si sta accorgendo di lui, se fosse nato negli anni '30, avrebbe sfondato, oggi non ci sono i "lettori".
        AHAHAHAHA
        AhahahahA
        AHAHAHAHA
        AHAHA
        AHA
        H
        A
        VIAVIA
        dietro il passo,
        tump tump,
        dietro il tasso,
        tump tump,
        per il cartiglio segreto
        dell'
        AHAHAHAHA

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        • coeur renouvel
          Opinionista
          • 11/02/07
          • 219

          #334
          ...Perche' esiste una grande verita' su questo pianeta:
          chiunque tu sia o qualunque cosa tu faccia
          quando desideri una cosa con volonta'
          e' perche' questo desiderio e' nato dall'anima dell'universo.
          E quando tu desideri qualcosa
          tutto l'universo cospira affinche' tu realizzi il tuo desiderio...

          P.Coelho

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66028

            #335
            Ugo Foscolo

            IV. L'ADDIO.

            Or tra i romiti boschi
            Men vo, ma porto scolto
            Il tuo vezzoso volto
            In mezzo a questo sen.
            Fida ti serba: addio,
            Tenera Cloe, ben mio,
            Ah! d'un fedele amante,
            Cara, rammenta almen.
            Gorgheggeran gli augelli
            Fra l'inquïete frondi;
            O cara, ove t'ascondi?
            Io griderotti allor.
            Ah! mi parrà ogni cosa
            L'amica mia vezzosa,
            Ma tu rammenta almeno
            Il più fedele amor.
            Verrassi un venticello,
            E con pietosi giri
            Dirammi: Son sospiri
            Questi del fido ben.
            Ma fuggirà l'inganno,
            Sospiri non saranno;
            Chè forse non rammenti
            Il nome mio nemmen.
            Pastori e forosette
            Verran con faccia lieta,
            E al primo lor poeta
            Diran: Deh! canta amor!
            Io mescerò frattanto
            A' mesti versi il pianto,
            Ma tu rammenta almeno
            Un infelice ardor.
            Se nol rammenti, ah! Cloe,
            Rammentati ch'Amore
            È meco a tutte l'ore,
            E squarciami ogni vel;
            Dirà se tu se' amante,
            Dirà se se' incostante,
            E dir saprà se ognora
            Tu mi sarai fedel.
            Ma di te, dolce amica,
            Stolto, diffido invano,
            Chè benchè in suol lontano
            Mi serberai nel sen.
            Cos'io ti serbo. Addio,
            Tenera Cloe, ben mio:
            Ah! del più fido amante,
            O Cloe, rammenta almen.
            amate i vostri nemici

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            • lam
              Anima vagabonda
              • 22/11/06
              • 3075

              #336
              Blade,non è mica uno spazio pubblicitario questo??!!





              Qui ti amo...

              Qui ti amo.
              Negli oscuri pini si districa il vento.
              Brilla la luna sulle acque erranti.
              Trascorrono giorni uguali che s'inseguono.

              La nebbia si scioglie in figure danzanti.
              Un gabbiano d'argento si stacca dal tramonto.
              A volte una vela. Alte, alte stelle.

              O la croce nera di una nave.
              Solo.
              A volte albeggio, ed è umida persino la mia anima.
              Suona, risuona il mare lontano.
              Questo è un porto.
              Qui ti amo.

              Qui ti amo e invano l'orizzonte ti nasconde.
              Ti sto amando anche tra queste fredde cose.
              A volte i miei baci vanno su quelle navi gravi,
              che corrono per il mare verso dove non giungono.
              Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore.
              I moli sono più tristi quando attracca la sera.

              La mia vita s'affatica invano affamata.
              Amo ciò che non ho. Tu sei cosi distante.
              La mia noia combatte con i lenti crepuscoli.
              Ma la notte giunge e incomincia a cantarmi.
              La luna fa girare la sua pellicola di sogno.

              Le stelle più grandi mi guardano con i tuoi occhi.
              E poiché io ti amo, i pini nel vento
              vogliono cantare il tuo nome
              con le loro foglie di filo metallico.


              Pablo Neruda.
              Last edited by lam; 06-03-2007, 15:18.
              Siamo fatti con la stessa materia di cui sono fatti i sogni.

              omohitsutsu
              nureba ya hito no
              mietsuramu
              yume to shiriseba
              samezaramashi wo.

              Comment

              • Xilinx23
                The Count
                • 01/06/05
                • 41139

                #337
                Off-topic!

                Editati i messaggi di spam di Blade.

                Membro del Consiglio degli Admin


                [RIGHT][I]L'ironia

                Comment

                • fabio85
                  La porta dei sogni chiudila tu
                  • 15/11/06
                  • 5996

                  #338
                  Antonio De Curtis - 'A LIVELLA

                  Ogn'anno,il due novembre,c'
                  [B]Non

                  Comment

                  • spleen
                    Opinionista
                    • 13/03/07
                    • 4823

                    #339
                    un classico..

                    "La distruzione" di Baudelaire


                    Incessantemente, vicino a me, s'agita il Demonio, e mi vagola dattorno come un'aria impalpabile; io l'inghiotto e sento che mi brucia i polmoni e li riempie d'un desiderio eterno e colpevole.

                    Conoscendo il mio grande amore per l'Arte prende, qualche volta, le sembianze della pi

                    Comment

                    • beat
                      My
                      • 12/05/06
                      • 5815

                      #340
                      .
                      File Allegati
                      [SIZE="1"]Non pi

                      Comment

                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66028

                        #341
                        Mio padre è stato per me l'assassino
                        di
                        Umberto Saba



                        Mio padre è stato per me l'"assassino",
                        fino ai vent'anni che l'ho conosciuto.
                        Allora ho visto ch'egli era un bambino,
                        e che il dono ch'io ho da lui l'ho avuto.

                        Aveva in volto il mio sguardo azzurrino,
                        un sorriso, in miseria, dolce e astuto,
                        Andò sempre pel mondo pellegrino;
                        più d'una donna l'ha amato e pasciuto.

                        Egli era gaio e leggero; mia madre
                        tutti sentiva della vita i pesi.
                        Di mano ei gli sfuggì come un pallone.

                        "Non somigliare - ammoniva - a tuo padre".
                        Ed io più tardi in me stesso lo intesi:
                        eran due razze in antica tenzone.

                        [da Autobiografia, 1924]
                        amate i vostri nemici

                        Comment

                        • volver

                          #342
                          SOLDATI
                          Si sta come
                          d'autunno
                          sugli alberi
                          le foglie

                          MATTINATA
                          M'illumino
                          d'immenso

                          (Ungaretti)

                          Sono pesie molto scerne (ermetiche) di spiegazioni e di descrizioni, ma sono piene di significati profondi.

                          Comment

                          • Xilinx23
                            The Count
                            • 01/06/05
                            • 41139

                            #343
                            Le Candele
                            Costantinos Kavafis


                            [I]Stanno i giorni futuri innanzi a noi
                            come una fila di candele accese,
                            dorate, calde e vivide.

                            Restano indietro i giorni del passato,
                            penosa riga di candele spente:
                            le pi
                            Membro del Consiglio degli Admin


                            [RIGHT][I]L'ironia

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                            • Nuvolosa

                              #344
                              Lentamente muore

                              Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
                              giorno gli stessi percorsi,
                              chi non cambia la marcia,
                              chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
                              chi non parla a chi non conosce.

                              Muore lentamente chi evita una passione,
                              chi preferisce il nero su bianco
                              e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
                              proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
                              fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
                              davanti all’errore e ai sentimenti.

                              Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
                              chi e’ infelice sul lavoro,
                              chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
                              chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
                              consigli sensati.

                              Lentamente muore chi non viaggia,
                              chi non legge,
                              chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

                              Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia
                              aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
                              della pioggia incessante.

                              Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
                              chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
                              risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

                              Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
                              vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
                              di respirare.

                              Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
                              splendida felicita’.

                              Pablo Neruda

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                                E' VERO

                                Ah, che fatica mi costa
                                amarti come ti amo!

                                Per il tuo amore mi duole l'aria,
                                il cuore.
                                il cappello.

                                Chi mi comprerà
                                questo cordone che ho
                                e questa tristezza di filo
                                bianco, per far fazzoletti?

                                Ah, che fatica mi costa
                                amarti come ti amo!

                                (F.G.LORCA)

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