La fertilita', un affare di Stato

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66028

    #376
    Se si aspettassero le condizioni “ideali” nessuno mai metterebbe al mondo un solo figlio…..

    Ti ho ripetuto centinaia di volte che non è questione di numeri, di avere 10 o 12 figli: E’ questione di mentalità. Che può essere ristretta o di largo respiro. Se fosse una mera problematica economica, rifletti, allora i ricchi dovrebbero aprirsi alla Vita e i poveri no. Molte altre cose invece, molti altri fattori culturali entrano in gioco.

    "E dunque ci siamo rimessi a parlare di figli. Della necessità di fare figli per tante buone ragioni: restituire alle donne il diritto alla maternità (e agli uomini quello alla paternità) nei tempi della natura, dare un futuro al Paese, rianimare la crescita e salvare lo Stato sociale, assicurare la tenuta del sistema previdenziale, favorire uno sviluppo sostenibile… e molto altro ancora. Fatta la tara alle reazioni più scomposte, di buono c’è che tra fertility day e proposte di voucher l’opinione pubblica ha preso a misurarsi con il problema. La fertilità è un bene comune? Discutiamone. Di sicuro i bambini lo sono, un bene comune. E così le ricette su come rilanciare la natalità hanno preso a fioccare.


    Sappiamo che non bastano singoli bonus, singole campagne o singole misure, ma programmi di lungo periodo e riforme capaci di creare un contesto favorevole alla procreazione. Posti di lavoro stabili, abitazioni accessibili, asili nido, aumento del tasso di lavoro femminile, politiche per la conciliazione dei tempi di lavoro con quelli della famiglia, migliore divisione dei compiti tra mamme e papà, un welfare amichevole verso i nuclei, un fisco che non penalizzi e impoverisca chi ha figli. Le idee abbondano. Eppure in questa creatività generativa continua a mancare qualcosa, un ingrediente decisivo che chiama in causa il contesto culturale in cui siamo immersi. Più impegnativo che commissionare spot o elargire bonus è piazzarsi davanti allo specchio e riconoscere ciò che siamo: individui fragili, in deficit di speranza, affaticati nello sforzo di restare a galla nell’oceano della globalizzazione. Servono molte cose per rilanciare la natalità, ma quello di cui c’è in fondo bisogno, e che si fa persino fatica a nominare perché non funzionale al modello di sviluppo dominante, è l’unica infrastruttura capace di rigenerare il desiderio di figli: la famiglia.



    Il fatto è che la realtà è più complessa di come la si descrive. E la dimensione culturale un elemento decisivo. Non è solo dove il Pil è più alto o dove il parttime e gli asili nido sono più diffusi che nascono più bambini, ma anche dove la gente si sposa di più, le famiglie sono più stabili, i legami più solidi e duraturi. Uno studio del Centre for Research on Impact Evaluation della Commissione europea mostra con tutta evidenza che la fertilità cresce dove il tasso di matrimoni supera quello dei divorzi. Invece noi stiamo procedendo nella direzione contraria. Il posto al nido aiuta a tornare al lavoro prima, ma quando il bimbo si ammala deve essere possibile prendersene cura senza rischiare di impazzire o venire penalizzati al lavoro. Concedere forti incentivi economici ai congedi parentali è un’ottima strategia per costruire una società family friendly. Eppure a influenzare la scelta di stare o meno a casa è più spesso il comportamento dei colleghi di lavoro. Una ricerca dell’istituto Diw di Berlino dimostra che le madri prendono congedi lunghi se ci sono colleghe che hanno fatto altrettanto, mentre desistono se la pratica non è diffusa o l’ambiente competitivo la scoraggia. Guardiamo anche al lavoro delle donne. Il tasso di occupazione femminile spinge la fertilità, dunque è buona cosa agire per incrementarlo. Però nei Paesi con redditi elevati e nelle coppie benestanti, come emerge da un’indagine del World Family Map 2015 su lavoro domestico e felicità, sono le madri che stanno più spesso a casa per dedicarsi all’educazione dei figli, quando la scelta è libera da condizionamenti economici.


    La cultura conta, insomma. Ciò che manca in Italia oggi sembra essere un confronto sereno su desideri e libertà. Domandiamoci provocatoriamente: può uno Stato chiedere di fare più figli, salvo poi farseli consegnare per custodirli ed educarli in luogo delle madri o dei padri? O permettere che a crescerli sia la generazione più anziana? Il declino demografico è un problema di welfare, congedi, permessi, incentivi. Vero. Ma non solo. La verità è che in un’ottica individuale i figli sono una fatica pazzesca, consumano energie, sottraggono risorse, rendono molto più difficile un tipo di vita. Come si fa a competere sul lavoro, viaggiare, andare al cinema, uscire, fare tanti sport, con 3, 4 o 5 figli? I conti con l’idea moderna di libertà sono duri, ma vanno fatti. A un Paese con un tasso di fertilità di 1,35 figli per donna e una popolazione declinante quello che manca non sono i figli unici, ma i fratelli: i secondi, e soprattutto i terzi e anche i quarti figli. Ma nell’era della stagnazione secolare e della crisi spirituale si può giudicare chi preferisce un’esistenza un po’ meno dura di quanto già non sia senza (o con pochi) bambini? Inutili i confronti con le nascite del Dopoguerra, quando le macerie erano altre. Ogni scelta va rispettata, a prescindere dai costi sociali che comporta.



    È in questo che si scorge il valore di un’operazione culturale, che deve muovere anche dal basso. Dall’esempio di famiglie imperfette ma solide, capaci di mostrare con umiltà quanto sia abbordabile l’impresa e quanto grande la gioia che deriva dai sacrifici della vita familiare. Tante ricerche dimostrano come nel lungo periodo il matrimonio renda più felici le persone. È così difficile farlo emergere pubblicamente? Non si tratta di chiedere allo Stato di indicare la via della felicità, ma di rendere conveniente l’opzione della famiglia e dei figli, valorizzando il contributo sociale dei genitori e facendo capire ai giovani che non saranno lasciati soli se vorranno formare una famiglia. L’esperienza insegna che i governi sono più avari di sostegni a figli e natalità nei Paesi dove per tradizione culturale o vissuto religioso si attribuisce un valore elevato alla famiglia. Il problema italiano è che la famiglia è finita sotto attacco e si è indebolita, ma nessuno ha pensato di aggiornare gli strumenti. Per questo è importante far emergere testimoni capaci di erodere in silenzio l’edificio cupo di questa globalizzazione e riproporne una dal volto umano, rispettosa del valore delle promesse durature. I l mercato che conosciamo si nutre di individui soli, disposti a muoversi in assenza di legami stabili, altamente flessibili, bisognosi di una lunga formazione prima di essere accettati, ha bisogno di due genitori al lavoro per poter mantenere un figlio. E ora improvvisamente chiede più bambini per non implodere. Qualcosa non torna. La questione è ritrovare un equilibrio demografico in un contesto culturale declinante perché impregnato di individualismo. È in questa dimensione che i bambini devono tornare a essere considerati un bene pubblico, e la famiglia un capitale sociale. Fate figli? Sì. Ma prima (o poi) sposatevi. E restate insieme."

    amate i vostri nemici

    Comment

    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24578

      #377
      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
      Se si aspettassero le condizioni “ideali” nessuno mai metterebbe al mondo un solo figlio…..

      Ti ho ripetuto centinaia di volte che non è questione di numeri, di avere 10 o 12 figli: E’ questione di mentalità. Che può essere ristretta o di largo respiro. Se fosse una mera problematica economica, rifletti, allora i ricchi dovrebbero aprirsi alla Vita e i poveri no. Molte altre cose invece, molti altri fattori culturali entrano in gioco.
      e infatti sono i ricchi che per scelta oggi fanno tanti figli, i garantiti;
      la stessa tua amica Miriano, si è potuta laureare, ha un marito ricco e si può permettere di scrivere le sue sciocchezze e commentarle in rete tutto il giorno con quattro figli, perché ha potuto permettersi tate e colf;
      non credo che la sig.ra Cona potrebbe fare altrettanto;

      le persone benestanti che conosco hanno quasi tutti almeno tre figli, alcune di più;

      poi ci sono i poveri, i disperati, i disoccupati, i precari, e tante persone in situazioni psicologiche precarie che individualmente reagiscono con l'impulso vitale a diventare genitori, perché questo offre loro la speranza di ancorarsi a qualcosa che li costringa a reagire e mantenere la lucidità, oppure per ricattare - spesso inconsapevolmente e in buona fede - la società, perché questa non li abbandoni e sia caritatevole, trovi loro un lavoro e una casa, offra un sostegno in nome di quei piccoli;

      e, bada, io non mi permetto di giudicare e biasimare queste persone, tantomeno nelle loro private motivazioni esistenziali, la cui libertà di viverle per me è sacra, finché lecita;

      ma ignorare le circostanze materiali in cui si troveranno a vivere i - tuoi, non miei - figli è criminale; auspicare una riduzione sostenibile dei consumi è idea condivisibile;
      ma dare per scontato che comunque si troverà una soluzione pacifica per 10, 15, 20 miliardi di persone è solo idiota e criminale;

      non credo tu andresti nel deserto con mezzo litro d'acqua confidando che tanto la Provvidenza ti disseterà, dato che non sei un idiota; e tantomeno penso che ci manderesti i tuoi figli.
      c'è del lardo in Garfagnana

      Comment

      • Yele
        abstract
        • 16/08/16
        • 6082

        #378
        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        ma ignorare le circostanze materiali in cui si troveranno a vivere i - tuoi, non miei - figli è criminale
        già.

        Belle queste animazioni che mostrano l'evoluzione delle piramidi di popolazione

        Comment

        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66028

          #379
          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          e infatti sono i ricchi che per scelta oggi fanno tanti figli, i garantiti;
          la stessa tua amica Miriano, si è potuta laureare, ha un marito ricco e si può permettere di scrivere le sue sciocchezze e commentarle in rete tutto il giorno con quattro figli, perché ha potuto permettersi tate e colf;
          non credo che la sig.ra Cona potrebbe fare altrettanto;

          le persone benestanti che conosco hanno quasi tutti almeno tre figli, alcune di più;

          poi ci sono i poveri, i disperati, i disoccupati, i precari, e tante persone in situazioni psicologiche precarie che individualmente reagiscono con l'impulso vitale a diventare genitori, perché questo offre loro la speranza di ancorarsi a qualcosa che li costringa a reagire e mantenere la lucidità, oppure per ricattare - spesso inconsapevolmente e in buona fede - la società, perché questa non li abbandoni e sia caritatevole, trovi loro un lavoro e una casa, offra un sostegno in nome di quei piccoli;

          e, bada, io non mi permetto di giudicare e biasimare queste persone, tantomeno nelle loro private motivazioni esistenziali, la cui libertà di viverle per me è sacra, finché lecita;

          ma ignorare le circostanze materiali in cui si troveranno a vivere i - tuoi, non miei - figli è criminale; auspicare una riduzione sostenibile dei consumi è idea condivisibile;
          ma dare per scontato che comunque si troverà una soluzione pacifica per 10, 15, 20 miliardi di persone è solo idiota e criminale;

          non credo tu andresti nel deserto con mezzo litro d'acqua confidando che tanto la Provvidenza ti disseterà, dato che non sei un idiota; e tantomeno penso che ci manderesti i tuoi figli.


          Solita solfa: Hai preferito sostenere il tuo punto senza leggere l’articolo. Vabbè, amen.

          Ti ripeterò per l’ultima volta che non è questione di numeri, ma di liberarsi da questa sottocultura globale che considera l’aprirsi naturale alla vita come criminale (cit. tua)



          “L’esperienza insegna che i governi sono più avari di sostegni a figli e natalità nei Paesi dove per tradizione culturale o vissuto religioso si attribuisce un valore elevato alla famiglia. Il problema italiano è che la famiglia è finita sotto attacco e si è indebolita, ma nessuno ha pensato di aggiornarne gli strumenti. Per questo è importante far emergere testimoni capaci di erodere in silenzio l’edificio cupo di questa globalizzazione e riproporne una dal volto umano, rispettosa del valore delle promesse durature. Il mercato che conosciamo si nutre di individui soli, disposti a muoversi in assenza di legami stabili, altamente flessibili, bisognosi di una lunga formazione prima di essere accettati, ha bisogno di due genitori al lavoro per poter mantenere un figlio. E ora improvvisamente chiede più bambini per non implodere. Qualcosa non torna. La questione è ritrovare un equilibrio demografico in un contesto culturale declinante perché impregnato di individualismo. È in questa dimensione che i bambini devono tornare a essere considerati un bene pubblico, e la famiglia un capitale sociale.”
          amate i vostri nemici

          Comment

          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24578

            #380
            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
            Solita solfa: Hai preferito sostenere il tuo punto senza leggere l’articolo. Vabbè, amen.

            Ti ripeterò per l’ultima volta che non è questione di numeri, ma di liberarsi da questa sottocultura globale che considera l’aprirsi naturale alla vita come criminale (cit. tua)
            disonesto;
            io non ho detto che non si debbano fare più figli; anzi, ho persino scritto che ne avrei voluti, le circostanze - umane, non materiali - fossero state propizie;
            ho scritto, e ribadisco, che è criminale non porsi un problema di sostenibilità del pianeta a fronte di una crescita demografica continua, che è una semplice constatazione logica, esattamente di numeri, che fingi di non vedere;

            il fatto che tu debba ricorre a queste modalità di polemica sciocchina e infiingarda la dice lunga sul respiro del tuo ragionamento.
            c'è del lardo in Garfagnana

            Comment

            • meogatto
              Opinionista
              • 06/02/16
              • 5192

              #381
              Fertility day, c'è il nuovo spot: la campagna rivista e corretta dalla satira
              Ed è così, per rispondere alle polemiche, che parte il nuovo spot. Per spiegare che una donna, “anche se non è madre, può avere tantissime funzioni e utilità”: dal “lavare la macchina prima di un temporale” a “svuotare scatole, riempirle, e poi svuotarle di nuovo”; da “controllare “se un quadro è dritto” a “diventare una gattare” o “guardare i figli delle altre”******

              Comment

              • Bertoldo
                Opinionista
                • 03/09/16
                • 71

                #382
                Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
                Fertility day, c'è il nuovo spot: la campagna rivista e corretta dalla satira
                Ed è così, per rispondere alle polemiche, che parte il nuovo spot. Per spiegare che una donna, “anche se non è madre, può avere tantissime funzioni e utilità”: dal “lavare la macchina prima di un temporale” a “svuotare scatole, riempirle, e poi svuotarle di nuovo”; da “controllare “se un quadro è dritto” a “diventare una gattare” o “guardare i figli delle altre”******...
                Perbacco, una valorizzazione essenziale dei ruoli...

                Comment

                • meogatto
                  Opinionista
                  • 06/02/16
                  • 5192

                  #383
                  E' tranquillizante avere il posto fisso e la carriera pianificata

                  Comment

                  • Yele
                    abstract
                    • 16/08/16
                    • 6082

                    #384
                    Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
                    Fertility day, c'è il nuovo spot: la campagna rivista e corretta dalla satira
                    Ed è così, per rispondere alle polemiche, che parte il nuovo spot. Per spiegare che una donna, “anche se non è madre, può avere tantissime funzioni e utilità”: dal “lavare la macchina prima di un temporale” a “svuotare scatole, riempirle, e poi svuotarle di nuovo”; da “controllare “se un quadro è dritto” a “diventare una gattare” o “guardare i figli delle altre”******
                    http://video.repubblica.it/edizione/...251329?ref=tbl
                    geniale

                    Comment

                    • meogatto
                      Opinionista
                      • 06/02/16
                      • 5192

                      #385
                      Fa parte del martirio di madre lorenzin di roma, onorevole giustiziata a roma nel xxi secolo

                      Comment

                      • Bertoldo
                        Opinionista
                        • 03/09/16
                        • 71

                        #386

                        Comment

                        • Yele
                          abstract
                          • 16/08/16
                          • 6082

                          #387
                          Eh sì... ancora stanno a chiedersi perchè le donne, potendo, in questo paese "scelgono" di non fare figli.

                          Comment

                          • meogatto
                            Opinionista
                            • 06/02/16
                            • 5192

                            #388
                            Oltre a quello, fatti uscire un calcolo piu' grosso del buco da cui dovrebbe uscire, poi vediamo quanti gareggiano.

                            Comment

                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66028

                              #389
                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              disonesto;
                              io non ho detto che non si debbano fare più figli; anzi, ho persino scritto che ne avrei voluti, le circostanze - umane, non materiali - fossero state propizie;
                              ho scritto, e ribadisco, che è criminale non porsi un problema di sostenibilità del pianeta a fronte di una crescita demografica continua, che è una semplice constatazione logica, esattamente di numeri, che fingi di non vedere;

                              il fatto che tu debba ricorre a queste modalità di polemica sciocchina e infiingarda la dice lunga sul respiro del tuo ragionamento.


                              A me non piace dare del criminale a nessuno. Per principio. L’articolo sottolinea solamente una contraddizione evidente: Stiamo vivendo da lustri e decenni nella “cultura” figli=costi (non solo economici) e tutto ad un tratto si scopre improvvisamente che senza natalità andiamo verso il baratro…..

                              C’è un salto etico-morale, che dobbiamo fare. Salto che implica (insieme alle politiche familiari, ai bonus e a mille altri espedienti) il riappropriarci del Futuro, Axe. Che se guardiamo solamente ai numeri, è logico, ci provoca angustia e paura.

                              Viviamo così timorosi e impauriti dalla Vita, che non desideriamo più trasmetterla.
                              amate i vostri nemici

                              Comment

                              • dark lady
                                la viaggiatrice
                                • 09/03/05
                                • 70448

                                #390
                                Originariamente Scritto da Yele Visualizza Messaggio
                                Eh sì... ancora stanno a chiedersi perchè le donne, potendo, in questo paese "scelgono" di non fare figli.
                                Una mia amica ha fatto un colloquio l'altro ieri. La prima cosa che le hanno chiesto è: "Lei ormai è in età da figli da un po'... pensa di volerne fare?". Lei ha risposto che per ora non ci sta pensando ma questi le hanno chiesto tre o quattro volte di riconfermarlo e le hanno parlato anche di qualcosa da firmare che sia di garanzia per l'azienda sotto questo punto di vista. Infatti, chiediamoci poi perché non si fanno figli...
                                “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                                Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                                Comment

                                Working...