Per quanto ti costa un figlio, in tutti i sensi, uno non si dovrebbe/potrebbe nemmeno permettere di fare propaganda.
Gli scriteriati magari lo fanno.
E poi si sa: chi capisce, patisce.
Ma davvero Efua consideri Maria un costo? Una che ti sta rubando la Vita? Dio mio.
è facile screditare il controllo e il senso di responsabilità quando poi il prezzo lo pagano gli altri, figli e nipoti, oppure i contribuenti;
poi, ci sarebbe anche quel piccolo dettaglio della valutazione personale delle circostanze, per cui ci si rende conto che forzare la volontà di un partner che non si sente pronto per motivi suoi sarebbe una violenza, così come sarebbe il presupposto di problemi seri strumentalizzare il prossimo come contenitore di opportunità biologiche;
se ti lamenti della donazione di ovuli, come puoi approvare il furto surrettizio di esistenze ? la metto incinta(mi faccio mettere incinta così mi deve sposare, ché la famiglia è benestante e mi sistemo... quante belle famiglie si sono formate così ?
Ma possibile che fra i 2 estremi non si possa pensare al naturale svolgersi della Vita? Ad innamorarsi, scegliersi, sposarsi e avere figli? Che roba è, fantascienza secondo te?
Certe posizioni fanno letteralmente accapponare la pelle, se me lo concedi: Dio ci ha pensati per la Vita…e noi la neghiamo, di fatto. Considerandoci evoluti, civilizzati, liberali e democratici. All’anima!!!
Ma possibile che fra i 2 estremi non si possa pensare al naturale svolgersi della Vita? Ad innamorarsi, scegliersi, sposarsi e avere figli? Che roba è, fantascienza secondo te?
ma come, se ti ho detto esattamente il contrario ? ma tu leggi quello che scrivo o hai l'interlocutore immaginario che scrive le cose che ti consentono risposte standard ?
io ho anche scritto che personalmente avrei voluto figli, con la persona adatta;
ma questo non significa postulare la possibilità di una crescita demografica senza limiti, come fai tu, che invece sarebbe una follia;
Certe posizioni fanno letteralmente accapponare la pelle, se me lo concedi: Dio ci ha pensati per la Vita…e noi la neghiamo, di fatto. Considerandoci evoluti, civilizzati, liberali e democratici. All’anima!!!
vai tranquillo, che la vita non ce la facciamo mancare, visto che saremo sempre di più, pare; quando s'era bimbetti eravamo 3 miliardi; ora 7 e passa; di che ti lamenti ?
Ma davvero Efua consideri Maria un costo? Una che ti sta rubando la Vita? Dio mio.
Tra gli scriteriati ci saresti anche tu, Cono
Una che mi sta rubando la vita dove pensi di averlo letto?
E i costi che ti hanno tanto scioccato, sono le cose con le quali fai i conti, o i figli campano di aria?
Posso assicurare per Maria le cose che un bambino ha il diritto di avere, dato che non ha scelto lui di venire al mondo.
O va bene pure che li mettiamo nelle scatole di cartone, tanto per fare numero?
E non scomodare Dio per cercare appoggio per commiserare gli altri.
Non ti preoccupare che la candidatura a S.Pietro non credo sia messa in discussione
Pero' per piacere, prepara almeno il caffe'
dicono che per vivere bisogna smettere di filosofare....
Primum vivere deinde philosophari (Aristotele). Che però diceva anche: Chi pensa sia necessario filosofare deve filosofare e chi pensa non si debba filosofare deve filosofare per dimostrare che non si deve filosofare; dunque si deve filosofare in ogni caso o andarsene di qui, dando l'addio alla vita, poiché tutte le altre cose sembrano essere solo chiacchiere e vaniloqui.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".
Ma anche niente se te li fai mantenere da pantalone
IL PRECEDENTE*"Riconsegnati gli albanesi": Piacenza litiga col consolato
E' l'operazione della polizia forlivese contro uno "stratagemma illecito" che trova spazio nelle pieghe della legislazione nazionale sull'immigrazione: i 25 ragazzi, una volta arrivati in Italia, si sono presentati ai servizi sociali dei Comuni sostenendo di essere stati abbandonati e di non avere parenti.
IL CASO*E il sindaco di Faenza chiede le spese ai genitori
La legge impone ai Comuni di prenderli in carico e assicurare loro il mantenimento e l'educazione fino alla maggiore età, a costo zero per la famiglia.
Tra gli scriteriati ci saresti anche tu, Cono
Una che mi sta rubando la vita dove pensi di averlo letto?
E i costi che ti hanno tanto scioccato, sono le cose con le quali fai i conti, o i figli campano di aria?
Posso assicurare per Maria le cose che un bambino ha il diritto di avere, dato che non ha scelto lui di venire al mondo.
O va bene pure che li mettiamo nelle scatole di cartone, tanto per fare numero?
E non scomodare Dio per cercare appoggio per commiserare gli altri.
Non ti preoccupare che la candidatura a S.Pietro non credo sia messa in discussione
Pero' per piacere, prepara almeno il caffe'
“Per quanto ti costa un figlio…” 28/9 ore 08,36
Le cose con le quali facciamo i conti sono le più normali della vita. Ed anche noi le abbiamo ricevute dai nostri genitori, Efua. Il nostro non dormire di notte, allarmarsi per un colpo di tosse, preparare una merendina quando vorresti magari essere in Borsa a fare il/la manager…tutto è un meraviglioso seminare per la Vita. A favore della Vita. Tutte cose che ci rendono migliori e capaci di raccogliere, un giorno, il centuplo!
“Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la ritroverà. Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?” (Matteo 16)
ma come, se ti ho detto esattamente il contrario ? ma tu leggi quello che scrivo o hai l'interlocutore immaginario che scrive le cose che ti consentono risposte standard ?
io ho anche scritto che personalmente avrei voluto figli, con la persona adatta;
ma questo non significa postulare la possibilità di una crescita demografica senza limiti, come fai tu, che invece sarebbe una follia;
vai tranquillo, che la vita non ce la facciamo mancare, visto che saremo sempre di più, pare; quando s'era bimbetti eravamo 3 miliardi; ora 7 e passa; di che ti lamenti ?
Meno male ci sono i poveri! Più che lamentarmi, evidenzio che finalmente la nostra ricca società occidentale si è resa conto che la denatalità sta diventando una sorta di piaga sociale: I cui motivi, prima che economici, sono proprio culturali. Non esiste più (o si sta estinguendo) la cultura della Vita. Esiste invece il culto di noi stessi. Dell’individuo in quanto tale. Chiuso nel suo piccolo mondo grigio.
Meno male ci sono i poveri! Più che lamentarmi, evidenzio che finalmente la nostra ricca società occidentale si è resa conto che la denatalità sta diventando una sorta di piaga sociale: I cui motivi, prima che economici, sono proprio culturali. Non esiste più (o si sta estinguendo) la cultura della Vita. Esiste invece il culto di noi stessi. Dell’individuo in quanto tale. Chiuso nel suo piccolo mondo grigio.
questa è una tua fantasia a corroborare i tuoi pregiudizi;
a parte il fatto che in Occidente i ricchi fanno figli, nei paesi emergenti o tra i poverissimi non c'è "cultura della Vita", trombano e basta, magari con gravi rischi di sieropositività;
in Arica centrale hai capi o notabili tribù con decine, a volte più di cento figli, avuti con decine di donne diverse e allevati da non si sa chi; spesso sieropositivi o destinati a fame e malattie endemiche;
nel sub-continente indiano e indocinese quei bambini vengono mandati a lavorare a 5, 6, 8 anni per pochi centesimi al giorno;
dove la natalità è alta, l'infanzia è praticamente sempre sfruttata e maltrattata;
tu la chiami "cultura della Vita"...
e chiami culto individualista il buon senso di chi è preoccupato perché non sa se domani avrà uno stipendio e un tetto sulla testa e ci pensa due volte prima di procreare;
ma tanto, hai figli ventenni, no ? ci penseranno loro a restituirti il polso della realtà.
Io ti parlo di noi e te di continente sub sahariano e indocinese…..
Della serie svicolare pur di non andare al nòcciolo:
“1.39 figli per donna. I numeri sulle nascite sono un po' impressionanti: è difficile immaginare che una donna abbia 1 figlio e un terzo, o poco più, di un altro. Comunque, nella sua brutalità, questo è il numero medio di figli per donna, nel nostro Paese. Nel 2014 ci sono state 503mila nascite e 598mila decessi. C'è stato solo un anno in cui le cose sono andate peggio, ma era il 1917 ed eravamo in guerra.
Anche per questo siamo un Paese che invecchia. O meglio, stiamo diventando un Paese di uomini e donne che invecchiano soli.
Le conseguenze già si vedono e, se non si inverte il trend, diventeranno gravissime: troppo pochi giovani per accudire gli anziani; un sistema pensionistico insostenibile (ci vorranno molti anni perché si passi dal sistema retributivo al contributivo, più sostenibile ma anche più penalizzante); sclerotizzazione culturale e sociale e difficoltà ad aprirsi all'innovazione; rattrappimento del mercato domestico, ancora molto importante per il nostro sistema industriale...
Dietro quel numero che fotografa la denatalità ci sono tanti fattori, che potremmo definire culturali o di valore: giovani uomini e giovani donne che sembrano incapaci di fare scelte definitive, come il buon vecchio "mettere su famiglia"; che si illudono di essere persistentemente giovani; che giocano la loro vita sul successo sociale - soprattutto in termini di carriera - più che sul dono e sul prendersi cura.
«L'uomo e la donna del mondo postmoderno corrono il rischio permanente di diventare profondamente individualisti, e molti problemi sociali attuali sono da porre in relazione con la ricerca egoistica della soddisfazione immediata, con le crisi dei legami familiari e sociali, con le difficoltà a riconoscere l'altro». Così scrive Papa Francesco nella Laudato Si' (n. 162).
Per questo, anche il tema della denatalità si può inserire nella prospettiva di quella nuova "ecologia umana" che Francesco ha collocato come tema portante della sua enciclica. Un'ecologia che implica il rispetto dei diritti e il prendersi cura, da parte della società, dei suoi soggetti deboli, fragili.
Le donne sono soggetti deboli? Ovviamente dipende. Ma di fronte alla prospettiva - e al desiderio - di fare famiglia e di mettere al mondo dei figli, direi proprio che sì, lo sono.
Ce lo dicono alcuni dati, a cominciare dal fatto, secondo l'Istat, le donne italiane di figli vorrebbero farne almeno due. Lo pensano, lo dicono, ma non lo fanno. Le donne francesi invece lo fanno, anche quelle scandinave. Perché loro sì, e le italiane - le donne che vivono nel paese che più di ogni altro produce retorica sulla famiglia - invece no? Non è solo una questione di culture giovanili o generazionali, che probabilmente non cambiano molto tra un Paese europeo e l'altro e su cui è difficile intervenire. È anche un problema di diritti e di politiche, su cui invece intervenire si può.
Diritto al lavoro (la percentuale di donne che lavorano è molto più bassa in Italia che negli altri Paesi), ad un lavoro non precario (la percentuale dei precari in Italia, già alta di per sé, lo è molto di più tra le donne che tra gli uomini), ad un lavoro pagato il giusto (la donne guadagnano meglio degli uomini e questo è forse l'unico problema che condividiamo con gli altri paesi europei).
Diritto ad un welfare che funziona, e che ti sostenga quando la vita si fa più difficile. Diritto a politiche familiari degne di questo nome. Diritto a politiche di conciliazione tra lavoro e casa, non poi così irrealizzabili in epoca di computer, cloud e skype.
In Germania, su questo stanno investendo. Perché anche in Germania si fanno pochi figli e sembra che il motivo sia semplicemente che lì non ci sia proprio il desiderio di metterli al mondo. Perciò il Paese ha reagito su due piani: da una parte conciliazione tra lavoro e vita privata e più servizi. Dall'altra apertura all'immigrazione qualificata, aprendo ai rifugiati, ma soprattutto ai giovani talenti che arrivano da ogni parte del mondo. Italia compresa.
D'altra parte, il lavoro delle donne con è solo una questione di diritti, ma anche di sviluppo economico. Secondo il McKinsey Global Institute, se nel mondo del lavoro le donne avessero gli stessi ruoli degli uomini, nel 2025 il Pil annuo globale aumenterebbe di 28mila miliardi, cifra che corrisponde al 26% del Pil globale.
Papa Francesco più volte ha posto il tema del ruolo delle donne nella Chiesa, ma soprattutto nella società. Nell'aprile scorso è perfino intervenuto su un tema specifico come quello della disparità salariale («Perché per le donne è scontato che devono guadagnare di meno degli uomini? No, lo stesso diritto! La disparità è un puro scandalo»). E ha denunciato il persistente maschilismo di chi ancora oggi sostiene che la crisi della famiglia tradizionale e la diminuzione dei matrimoni, è dovuta all'emancipazione femminile. «Così facciamo la brutta figura di Adamo, che per giustificarsi di aver mangiato la mela ha risposto al Signore: "Lei me l'ha data"». (29 aprile 2015)
Insomma, quel numero, 1,39 figli per donna, è un richiamo a tutta la nostra società: se vogliamo avere un futuro, dobbiamo prenderci cura delle donne, oltre che della famiglia. Rispettandone i diritti e sostenendole. Alle "mamme italiane" abbiamo chiesto troppo ed è ora di pensare a come rendere la maternità compatibile con la vita di oggi e come farla ritornare fonte di felicità e di benessere per tutti.
Perché un Paese che invecchia è un Paese che avvizzisce. E un po' più di solidarietà - e di giustizia - nei confronti delle donne, conviene a tutti”.
Io ti parlo di noi e te di continente sub sahariano e indocinese…..
Della serie svicolare pur di non andare al nòcciolo:
Cono, nel caso non te ne fossi accorto, la sovrappopolazione africana e asiatica si riversa qui; non siamo un sistema chiuso ed è esattamente ai numeri complessivi che una persona responsabile deve guardare;
ripeto, non si tratta di non fare figli, di una questione di misura, in cui un atteggiamento responsabile deve contemplare un senso del limite.
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