Cono e la Lorenzin si preoccuperanno ancoradella natalità ora che abbiamo una neo-mamma con biblica gravidanza?
Se non ci pensano le giovani ora possiamo lasciare la palla alle over 50-60!!
Sto guardando il "pollaio" sul Tg4, un servizio con Carmen Russo, M. T. Ruta e la mamma 61enne che dicono la loro.
Inammissibile, ma comune. Capita ovunque, sempre. Come vedi, non è l'egoismo che spinge la gente a non fare figli.
Stà certa che ognuno renderà conto a Dio, un giorno, di tali peccati.
Ma d’altro lato non possiamo davvero costruirci alibi di comodo dicendo “E’ colpa dello Stato…del Governo….della Politica in senso lato…..”
Di fondo egoisti lo siamo davvero tutti per costituzione, Laura. Si tratta di prenderne atto, di rendercene conto e uscire finalmente dall’angusto reticolo del nostro orticello: La Vita è bella! E’ meravigliosa!!! Perché rinunciare a trasmetterla? Perché darla vinta ai cultori del nichilismo più grigio?
tutto quello che scrivi può essere letto specularmente in senso esattamente opposto:
cioè, quello delle cicale che ignorano il futuro e, per non porsi dei limiti e soffrire, scaricano la sofferenza sui propri figli, dicendo: si arrangeranno, di fronte a circostanze di sovrappopolazione, conflitti per le risorse, guerre...
questo "lottare" non è una cosa positiva;
vuoi che in Italia si facciano più figli ? messa per un istante da parte la questione della tutela delle pari opportunità, il presupposto è che ne facciano di meno - molti di meno - nel resto del mondo che cresce ad un tasso geometrico;
ma l'idea che si possa indefinitamente procreare e crescere di numero, senza un limite - leggi bene: non sto dicendo di non fare figli, ma di farne quanti ne vengono, senza porsi alcun problema - è pura follia criminale, per le inevitabili conseguenze;
prima o poi, il problema va affrontato, sempre che non ci pensi la natura con qualche epidemia incurabile, o l'umanità stessa con qualche guerra nucleare di sterminio;
metti troppi esseri umani, aggressivi, in espansione, in un ambiente con tante armi letali e risorse in via di esaurimento, e lì si finisce, come insegnano tutte le dottrine scientifiche sulla materia.
Ma Santiddìo Axe, esistono anche uomini non aggressivi, pacifici, rispettosi dell’altro! Se non si crede questo, che è possibile vivere senza la rivoltella sotto il cuscino e senza vedere nel nostro Prossimo un potenziale nemico, cade ogni discorso: Guerra è e guerra sia per sempre….altro che avere figli! No, l’iniziativa della Lorenzin spazia e tocca temi molto più profondi.
“La denatalità non è un fenomeno casuale, che spunta all’improvviso in un dato momento della nostra postmodernità. Ha cause precise, inequivocabili. Deriva dalla disgregazione della famiglia. Dalla crisi di un certo modello di coppia. Dal crollo del numero dei matrimoni. Dalla costante impennata di separazioni e di divorzi dell’ultimo trentennio. Da un quadro socio-culturale che sembra congegnato in modo perfetto per rendere sempre più difficile la vita alle famiglie che persistono in questa vecchia, desueta pratica dove l’amore si lega alla generatività, alla fedeltà, alla gioia dell’impegno reciproco a tempo indeterminato. Deriva anche dall’assenza di politiche familiari mirate. Ma, se non ricomponiamo tutto il resto all’insegna di un atteggiamento condiviso e favorevole nei confronti del far famiglia, non saranno né nuovi asili-nido né permessi più larghi per l’allattamento, a risolvere l’inverno demografico. Se non riusciamo cioè a ristabilire il paradigma dei valori, se non troviamo le parole per rispiegare ai giovani che solo la solidarietà tra le generazioni assicurerà loro un domani meno incerto e meno conflittuale, non basterà certo un manuale scientifico sulla salute riproduttiva – pericoloso e ambiguo neologismo – per voltare pagina. Certo, progettare un piano educativo per spiegare i fondamenti di amore e sessualità – cioè le ragioni stesse delle vita – è molto più complesso e difficile. Innanzi tutto occorre capire cosa proporre e chi investire di questa responsabilità. Le famiglie? Tante, soprattutto quelle con figli adolescenti e preadolescenti, avvertono l’urgenza di adeguare capacità di intervento e conoscenze per incidere in modo positivo sulla formazione dei propri figli, bombardati a ritmo incessante da messaggi fuorvianti, da esempi deleteri, da tutta quella sottocultura del 'vietato vietare' che domina social, web, vecchi e nuovi media. I genitori, quelli che non si stancano di impegnarsi nel più difficile mestiere del mondo senza adeguarsi alla rischiosa banalità del pensiero dominante, sanno che apparire convincenti ed efficaci agli occhi dei figli è tutt’altro che agevole. S pesso non bastano né parole né esempi. Occorre la volontà di non fermarsi, di sperare oltre ogni speranza. C’è, fortunatamente, chi ci riesce. Ma bisogna anche ammettere, e purtroppo le statistiche sono lì implacabili a ricordarcelo, che le famiglie sono sempre più sole in questo compito immane. Cresce il numero dei nuclei che, loro malgrado, si arrendono al rischio dell’irrilevanza e che finiscono quindi per spaccarsi. Il quadro educativo allora si complica e spesso, al di là di ogni buon proposito, diventa difficile se non quasi impossibile presentare ai figli proposte coerenti e impegnative, soprattutto nell’ambito della sessualità e dell’affettività, quando i genitori per primi evidenziano un profilo di fragilità. Lo racconta l’esperienza dolorosa di tanti padri separati a cui, tra l’altro, spesso non è più neppure consentito occuparsi del futuro dei propri figli. Non esistono ancora ricerche credibili sulle scelte familiari e generative dei figli di separati e divorziati, ma i pochi specialisti che hanno deciso di occuparsi di questo tema scomodo e politicamente scorrettissimo, sono convinti che gli esiti, prevedibilmente negativi, si vedranno solo tra qualche decennio. P er aiutare questi genitori, per regalare loro quella fiducia educativa che in troppi casi hanno smarrito, serve allora un progetto ambizioso, ben più complesso e articolato di un vademecum scientifico sulla fertilità. L’equazione potrebbe essere questa: basta leggi contro la famiglia, più interventi a sostegno dell’impegno educativo dei genitori. Anche di quel-l’esercito di genitori separati, i cui ruoli appaiono oggi ancora sbilanciati da leggi che andrebbero profondamente riviste. Urgente poi coinvolgere la scuola, certo, liberandola finalmente dai tentacoli comunque insidiosi delle gender theory e impostando progetti sereni e non ideologici in cui i genitori abbiano la possibilità di intervenire da comprimari accolti e ascoltati. Speriamo che le linee guida del comma 16 della 'buona scuola', più volte annunciate e più volte rimandante, vadano in questa direzione. Ma non si possono neppure dimenticare quelle agenzie educative che, in questi ultimi anni, hanno mostrato capacità propositiva e intuizioni innovative proprio nell’ambito dell’educazione alla sessualità e all’affettività. Pensiamo alle tante associazioni impegnate nel progetto 'Immischiati a scuola' avviato dal Forum delle associazioni familiari. L e idee ci sono, i progetti anche, i risultati – soprattutto laddove l’ente pubblico ha avuto il coraggio di affidarsi alla vivacità dell’associazionismo – non sono mancati. È troppo chiedere al governo un gesto di coraggio e di libertà, valorizzando tutta questa ricchezza con un grande piano finalizzato all’educazione all’affettività e alla sessualità in cui famiglia, scuola e associazionismo siano finalmente protagonisti? Sarebbe una scelta davvero controcorrente, ce ne rendiamo conto ma, rispetto agli altri provvedimenti varati in ambito familiare – tipo divorzio lampo o unioni civili – molto più incisiva e più proiettata a costruire un futuro per i nostri figli. E per quelli che verranno.”
Stà certa che ognuno renderà conto a Dio, un giorno, di tali peccati.
Ma d’altro lato non possiamo davvero costruirci alibi di comodo dicendo “E’ colpa dello Stato…del Governo….della Politica in senso lato…..”
Di fondo egoisti lo siamo davvero tutti per costituzione, Laura. Si tratta di prenderne atto, di rendercene conto e uscire finalmente dall’angusto reticolo del nostro orticello: La Vita è bella! E’ meravigliosa!!! Perché rinunciare a trasmetterla? Perché darla vinta ai cultori del nichilismo più grigio?
Si che puoi rinunciare, se l'alternativa è far crescere i tuoi figli nella povertà, come fanno tutte quelle popolazioni del Sud del mondo, dove i bambini muoiono letteralmente di fame. Quello forse è altruismo? Mettere al mondo delle creature che poi farai morire perché non puoi mantenerle? Come pensi che possa fare una coppia che non lavora o che ha solo lavori saltuari anche solo a pensare di mettere al mondo dei figli? Suvvia, sii più collegato alla realtà, Cono!
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
Domani esce l'ultimo Bridget Jones e hanno deciso che dovremmo farci fertilizzare.
Chissà che cazzo di uomini potrei incontrare al cinema...peggio per loro!
Ma Santiddìo Axe, esistono anche uomini non aggressivi, pacifici, rispettosi dell’altro! Se non si crede questo, che è possibile vivere senza la rivoltella sotto il cuscino e senza vedere nel nostro Prossimo un potenziale nemico, cade ogni discorso: Guerra è e guerra sia per sempre….altro che avere figli! No, l’iniziativa della Lorenzin spazia e tocca temi molto più profondi.
ma se tu per primo non fai altro che rammentarci che l'essere umano è contaminato dal peccato,come puoi, ora, confidare nella redenzione magica alla bontà ?
guarda caso, le comunità più pacifiche, all'osservazione scientifica, sono esattamente quelle meno densamente popolate, perché non c'è competizione eccessiva per le risorse e le posizioni dirigenti;
più aumenta la gente e la densità di popolazione, più questa è stressata e diventa violenta, perché subisce la continua intrusione della sua sfera intima; figuriamoci quando c'è da lottare per le risorse:
oggi assistiamo a guerre e conflitti per l'acqua: paesi che erigono dighe a monte e condannano alla siccità e alla fame e carestia chi sta a valle del corso del fiume, come l'India - popolazione raddoppiata in 30 anni, da 600 mln a 1.2 mld - col Pakistan; l'India deve nutrire i suoi, e lo fa a scapito della sopravvivenza dei pakistani;
se la popolazione degli affamati cresce a questo ritmo, un giorno quelli contenderanno il pane, l'acqua e lo spazio vitale ai tuoi figli, e non lo faranno certamente tenendo conto dei tuoi auspici; te ne freghi ? è un'opinione anche questa, e io la rispetto, ma non la posso condividere, e tantomeno sentirmi dire che per questo non sarei aperto alla vita o contrario alla procreazione;
quanto all'iniziativa della Lorenzin - oltre a trattarsi di una motivazione opposta a quella che vedi tu, tutta economicista e materialista - più banalmente al ministero avevano soldi da spendere e l'occasione per far guadagnare punti-premio a qualche dirigente e offrire una commessa a qualche cialtrone raccomandato;
è andata male, perché i cialtroni fanno cialtronate e producono l'effetto opposto a quello desiderato; la ministra si è coperta di ridicolo, ha dovuto fare marcia indietro per la seconda volta e cacciato la dirigente, il cui posteriore tanto verrà comunque salvato;
qui di profondo c'è solo l'ignoranza e l'incompetenza crassa di certa gente.
ma se tu per primo non fai altro che rammentarci che l'essere umano è contaminato dal peccato,come puoi, ora, confidare nella redenzione magica alla bontà ?
guarda caso, le comunità più pacifiche, all'osservazione scientifica, sono esattamente quelle meno densamente popolate, perché non c'è competizione eccessiva per le risorse e le posizioni dirigenti;
più aumenta la gente e la densità di popolazione, più questa è stressata e diventa violenta, perché subisce la continua intrusione della sua sfera intima; figuriamoci quando c'è da lottare per le risorse:
oggi assistiamo a guerre e conflitti per l'acqua: paesi che erigono dighe a monte e condannano alla siccità e alla fame e carestia chi sta a valle del corso del fiume, come l'India - popolazione raddoppiata in 30 anni, da 600 mln a 1.2 mld - col Pakistan; l'India deve nutrire i suoi, e lo fa a scapito della sopravvivenza dei pakistani;
se la popolazione degli affamati cresce a questo ritmo, un giorno quelli contenderanno il pane, l'acqua e lo spazio vitale ai tuoi figli, e non lo faranno certamente tenendo conto dei tuoi auspici; te ne freghi ? è un'opinione anche questa, e io la rispetto, ma non la posso condividere, e tantomeno sentirmi dire che per questo non sarei aperto alla vita o contrario alla procreazione;
quanto all'iniziativa della Lorenzin - oltre a trattarsi di una motivazione opposta a quella che vedi tu, tutta economicista e materialista - più banalmente al ministero avevano soldi da spendere e l'occasione per far guadagnare punti-premio a qualche dirigente e offrire una commessa a qualche cialtrone raccomandato;
è andata male, perché i cialtroni fanno cialtronate e producono l'effetto opposto a quello desiderato; la ministra si è coperta di ridicolo, ha dovuto fare marcia indietro per la seconda volta e cacciato la dirigente, il cui posteriore tanto verrà comunque salvato;
qui di profondo c'è solo l'ignoranza e l'incompetenza crassa di certa gente.
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