Monogamia

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  • Vega
    Opinionista

    • 04/05/05
    • 17951

    #46
    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    beh, in un regime di libertà, visto che ci si innamora ricambiati tra i 16 e i 18 anni, dovrebbero tutti durare spontaneamente a vita, tranne circostanze particolari;

    in ambiente libero, dopo i 16 anni, a 50 anni una persona può aver avuto decine di esperienze, tra le quali svariate relazioni; evidentemente finite perché il match più probabile è insoddisfacente.
    Questa storia che se stai con qualcuno a 18 anni poi in teoria dovresti starci a vita non so da dove la tiri fuori o se te la inventi forse per far passare un 'idea sbagliata in testa a noi altri?
    Davvero, non si capisce dove vuoi andare a parare, fra scelte al ribasso, di stress o di comodo, monogamia seriale e dove inizia l'una e finisce l'altra
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24581

      #47
      Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
      Ma si può sapere che cazz'è 'sta prima scelta?
      dovendo dare una definizione oggettiva, dovrei dire: quello che, tra un numero di potenziali partner, a parità di conoscenza di tutti, sceglieresti per avere una relazione;
      se nel mucchio c'è Brad Pitt, ma pure Angiolino, il macellaio di piazza, calvo e con la pancetta, forse hai il primo step di una graduatoria;

      se poi vuoi una cosa più cruda e terra-terra, di cui proprio ho esperienza personale, è quando hai incontrato uno standard di relazione da cui non sei disposto a tornare indietro; diventa prima scelta nel senso che retrocede le altre a seconda;
      io ne ho avute di belle e gratificanti, e per cui sono grato; poi ho vissuto uno standard di intesa e senso che ha ridefinito tutto; mi è pure capitato di tornare con una ex, ma non ho retto a quello che era diventato un ottimo sotto-standard, in cui mi sentivo seconda scelta pure io e non mi andava di mentire;

      nota bene: nemmeno sono mai stato innamorato/rincoglionito, che spiegherebbe; è proprio uno stato di maturazione diverso, poste in gioco diverse, talenti diversi che si attivano;
      prima scelta è quando rendi al meglio che sai di te stessa, e quella persona capisce, ti vede e vuole proprio quella cosa lì, e non altri accessori.
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24581

        #48
        Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio

        Sei felice per lei se non provi sentimenti.
        sì, di possesso, come tutti; chi lo nega ?
        Se provi qualcosa non sei felice per lei. O almeno, non nell'immediato. Poi quando hai elaborato si.
        Infatti io ora sono più che felice per il mio ex e per la sua compagna (quella per cui mi ha mollato). Un po' meno felice per lei che deve sopportarselo, ma vabbè
        Ieri a Pasquetta ero a pranzo con loro e gli altri nostri amici comuni.
        Quindi si, ad un certo punto subentra che sei felice per una persona che comunque consideri valida e a cui vuoi bene, ma devi prima poter elaborare, se quella persona con te si è comportata in maniera scorretta. Non siamo robot. E serve un percorso psicologico per arrivare a elaborare.
        vedi, tu sei una persona straordinaria, e si vede in questi ragionamenti sgangherati, ma sinceri nella contraddizione; sei buona, oltre che testona che però alla fine è un gran pregio pure quello;
        e fai fatica, ti costa;

        quello di cui parlo è proprio un percorso psicologico, che però colloco in un contesto ambientale di modelli e aspettative, ideologie, prassi; lo spirito è che ti puoi allenare, ma se vai sulle Dolomiti a scalare in alta quota ti serve pure capire terreno, meteo e avere attrezzatura e disciplina mentale adeguata per comprendere le situazioni in tempo reale senza panico.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • dark lady
          la viaggiatrice
          • 09/03/05
          • 70460

          #49
          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          dovendo dare una definizione oggettiva, dovrei dire: quello che, tra un numero di potenziali partner, a parità di conoscenza di tutti, sceglieresti per avere una relazione;
          se nel mucchio c'è Brad Pitt, ma pure Angiolino, il macellaio di piazza, calvo e con la pancetta, forse hai il primo step di una graduatoria;

          se poi vuoi una cosa più cruda e terra-terra, di cui proprio ho esperienza personale, è quando hai incontrato uno standard di relazione da cui non sei disposto a tornare indietro; diventa prima scelta nel senso che retrocede le altre a seconda;
          io ne ho avute di belle e gratificanti, e per cui sono grato; poi ho vissuto uno standard di intesa e senso che ha ridefinito tutto; mi è pure capitato di tornare con una ex, ma non ho retto a quello che era diventato un ottimo sotto-standard, in cui mi sentivo seconda scelta pure io e non mi andava di mentire;

          nota bene: nemmeno sono mai stato innamorato/rincoglionito, che spiegherebbe; è proprio uno stato di maturazione diverso, poste in gioco diverse, talenti diversi che si attivano;
          prima scelta è quando rendi al meglio che sai di te stessa, e quella persona capisce, ti vede e vuole proprio quella cosa lì, e non altri accessori.
          Mah, per me è una cavolata.
          L'elenco di potenziali partner lo facevo alle scuole medie, che facevo la classifica dei ragazzi che mi piacevano.


          Nell'età adulta, o sei in una fase leggera e se ti piace qualcuno ti diverti e basta senza farti troppe domande, e soprattutto senza legarti emotivamente, oppure conosci qualcuno, scopri che ti piace più di tutti gli altri, e ci costruisci qualcosa. A me quando è piaciuto seriamente qualcuno, esisteva solo lui, altro che seconda scelta. Scelte ne ho sempre avute un sacco, e le volte che ho davvero scelto qualcuno, è stato perchè era l'unico che volevo in quel momento. Anche quando, nel corso del tempo, mi si sono presentate numerose e potenzialmente validissime alternative.
          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24581

            #50
            Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio

            Ma infatti laddove inizi a guardarti intorno è perché i sentimenti stanno venendo meno, è chiarissima sta cosa.
            secondo me, il guardarsi attorno è una funzione in background nella maggior parte dei casi, silenziata anche dalla persona in questione, tranne rari casi e fasi particolari;
            siamo animal8 progettati e selezionati in milioni di anni per perseguire determinati risultati; con tutti i belletti e le sovrastrure che vuoi, ma se non fossimo sull'upgrade, ci saremmo estinti da tempo.

            c'è del lardo in Garfagnana

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            • dark lady
              la viaggiatrice
              • 09/03/05
              • 70460

              #51
              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
              sì, di possesso, come tutti; chi lo nega ?

              vedi, tu sei una persona straordinaria, e si vede in questi ragionamenti sgangherati, ma sinceri nella contraddizione; sei buona, oltre che testona che però alla fine è un gran pregio pure quello;
              e fai fatica, ti costa;

              quello di cui parlo è proprio un percorso psicologico, che però colloco in un contesto ambientale di modelli e aspettative, ideologie, prassi; lo spirito è che ti puoi allenare, ma se vai sulle Dolomiti a scalare in alta quota ti serve pure capire terreno, meteo e avere attrezzatura e disciplina mentale adeguata per comprendere le situazioni in tempo reale senza panico.
              Ma quando sei coinvolto emotivamente non comprendi nulla in tempo reale, figurati!
              Ci sono sentimenti con cui fare i conti. Guarda mettici pure la mia storia, perché alla fine è emblematica. I primi mesi ero ferita, arrabbiata. Lui mi aveva lasciata per un'altra, mi aveva preso per il culo per due mesi negando di lei - quando io invece già lo avevo capito tipo dal primo istante - e lei che aveva fatto tanto l'amica, me l'aveva fatta alle spalle. Ora, con tutto questo, sfido chiunque a non provare rabbia. Non credo piacerebbe neppure a te essere preso per il culo.
              Le emozioni e i sentimenti sono assolutamente umani. E non c'entra nulla il possesso, cosa che a me ha sempre fatto orrore. Ma la perdita. Una persona che faceva parte della tua vita e che all'improvviso non ne fa più parte.
              Poi ovvio che elaborando puoi riuscire ad andare oltre, anche se poi dipende da quanto è grosso il torto che ti hanno fatto, e da quanto sei predisposto tu.
              Io sono andata talmente oltre che ora caldeggio loro due come coppia. E lei viene a chiedere consigli a me quando lui sgerla, per dire.
              “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

              Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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              • dark lady
                la viaggiatrice
                • 09/03/05
                • 70460

                #52
                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                secondo me, il guardarsi attorno è una funzione in background nella maggior parte dei casi, silenziata anche dalla persona in questione, tranne rari casi e fasi particolari;
                siamo animal8 progettati e selezionati in milioni di anni per perseguire determinati risultati; con tutti i belletti e le sovrastrure che vuoi, ma se non fossimo sull'upgrade, ci saremmo estinti da tempo.
                Non è una funzione in background. Se sei veramente coinvolto nella relazione gli altri proprio non li vedi.
                E anzi, il fatto di iniziare a vederli è proprio il campanello d'allarme che ti fa capire che qualcosa sta venendo meno.
                Io ad esempio so che finché continuo a guardarmi intorno, significa che mi trovo in una fase in cui le relazioni serie non fanno per me.
                Nel momento in cui ci sarà qualcuno che mi piace in modo univoco e tale da oscurare tutto quello che ci sta attorno, allora sì che dovrò preoccuparmi
                Poi non dico che uno non possa scegliere di avere relazioni aperte e gestirsi così la vita. Ne conosco parecchi. Soprattutto uomini, guarda un po'. Quello è un altro modo di impostare la relazione che può andare benissimo, e che tendenzialmente è proprio di chi è poco incline alla fedeltà. E direi che apprezzo molto più queste persone di chi è infedele. Perché l'onestà per me è tutto in una relazione.
                “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24581

                  #53
                  Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio

                  Questa storia che se stai con qualcuno a 18 anni poi in teoria dovresti starci a vita non so da dove la tiri fuori o se te la inventi forse per far passare un 'idea sbagliata in testa a noi altri?
                  beh, se finisce vuol dire che uno dei due ha una scelta migliore e che l'abbandonato retrocede a seconda scelta; può anche capitare che col tempo sia l'unica disponibile, ma sempre retrocesso resta;
                  Davvero, non si capisce dove vuoi andare a parare, fra scelte al ribasso, di stress o di comodo, monogamia seriale e dove inizia l'una e finisce l'altra
                  vado a parare che gli strumenti/idee per capire quello che ci succede sono, a livello di patrimonio comune, spesso inadeguate, in modo sorprendente;

                  parliamo di educazione sessuo-affettiva nelle scuole; magari; ma se poi racconti ai ragazzi che devono essere gentili e rispettosi, ma li lasci nell'ideologia della giustificazione romantica, con tutti gli accessori, funziona come le immagini sui pacchetti di sigarette; cioè, zero.

                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24581

                    #54
                    Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio

                    Mah, per me è una cavolata.
                    L'elenco di potenziali partner lo facevo alle scuole medie, che facevo la classifica dei ragazzi che mi piacevano.
                    beh, è proprio a quell'età che si forma la personalità, e molto nella misura in cui veniamo corrisposti nelle attenzioni; la classifica la facevi; quando hai smesso è - come tutti - quando hai tagliato dove le varie componenti di stress non erano sostenibili;
                    Nell'età adulta, o sei in una fase leggera e se ti piace qualcuno ti diverti e basta senza farti troppe domande, e soprattutto senza legarti emotivamente, oppure conosci qualcuno, scopri che ti piace più di tutti gli altri, e ci costruisci qualcosa. A me quando è piaciuto seriamente qualcuno, esisteva solo lui, altro che seconda scelta. Scelte ne ho sempre avute un sacco, e le volte che ho davvero scelto qualcuno, è stato perchè era l'unico che volevo in quel momento. Anche quando, nel corso del tempo, mi si sono presentate numerose e potenzialmente validissime alternative.
                    questa è l'elaborazione che facciamo tutti, una volta aggrappati; è utile, ma poco affidabile; parere mio, eh...

                    quella cosa che descrivi c'è, ma io la leggo in altri comportamenti.

                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24581

                      #55
                      Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio

                      Ma quando sei coinvolto emotivamente non comprendi nulla in tempo reale, figurati!
                      Ci sono sentimenti con cui fare i conti. Guarda mettici pure la mia storia, perché alla fine è emblematica. I primi mesi ero ferita, arrabbiata. Lui mi aveva lasciata per un'altra, mi aveva preso per il culo per due mesi negando di lei - quando io invece già lo avevo capito tipo dal primo istante - e lei che aveva fatto tanto l'amica, me l'aveva fatta alle spalle. Ora, con tutto questo, sfido chiunque a non provare rabbia. Non credo piacerebbe neppure a te essere preso per il culo.
                      appunto, rabbia,rabbia per una truffa, l'umiliazione, la ferita all'amor proprio; magari lo stronzo non ti manca per niente, e soffri limitatamente, che è cosa buona e giusta
                      Le emozioni e i sentimenti sono assolutamente umani. E non c'entra nulla il possesso, cosa che a me ha sempre fatto orrore. Ma la perdita. Una persona che faceva parte della tua vita e che all'improvviso non ne fa più parte.
                      all'improvviso ? perdonami, ma non mi va di essere ipocrita; all'epoca non eravamo abituati a parlarci e non mi sono permesso, ma quando avete avuto la crisi qualche anno prima per me era già andata;

                      bada, non per il tradimento in sé - che, con difficoltà, può essere metabolizzato alla meno peggio - ma perché dalle tue descrizioni leggevo un suo rancore verso se stesso per non essere alla tua altezza, che il tuo perdono acuiva ancora di più; quello ti puniva per la sua inadeguatezza, anche se sfruttava una tua fragilità; cioè, con te non era libero di restare inadeguato, ma non riusciva a fare il salto decisivo per sceglere quella sfida;

                      evidentemente, la tipa di ora non lo vuole migliore e non gli pone quella pressione, gli chiede altro; probabilmente, è anche questa differenza tra voi donne che ti consente di non sentire troppo una tensione competitiva con lei.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • dark lady
                        la viaggiatrice
                        • 09/03/05
                        • 70460

                        #56
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        beh, è proprio a quell'età che si forma la personalità, e molto nella misura in cui veniamo corrisposti nelle attenzioni; la classifica la facevi; quando hai smesso è - come tutti - quando hai tagliato dove le varie componenti di stress non erano sostenibili;

                        questa è l'elaborazione che facciamo tutti, una volta aggrappati; è utile, ma poco affidabile; parere mio, eh...

                        quella cosa che descrivi c'è, ma io la leggo in altri comportamenti.
                        No, ho smesso quando l'interesse generico di ragazzina delle medie si è trasformato in un interesse specifico per qualcuno di specifico.
                        Peraltro quello che mi piaceva da ragazzina è oggi una delle persone peggiori che io abbia mai conosciuto Un soggetto di uno squallore unico. E questa la dice lunga sulla mia capacità di valutazione degli uomini a suo tempo
                        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                        • dark lady
                          la viaggiatrice
                          • 09/03/05
                          • 70460

                          #57
                          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                          appunto, rabbia,rabbia per una truffa, l'umiliazione, la ferita all'amor proprio; magari lo stronzo non ti manca per niente, e soffri limitatamente, che è cosa buona e giusta

                          all'improvviso ? perdonami, ma non mi va di essere ipocrita; all'epoca non eravamo abituati a parlarci e non mi sono permesso, ma quando avete avuto la crisi qualche anno prima per me era già andata;

                          bada, non per il tradimento in sé - che, con difficoltà, può essere metabolizzato alla meno peggio - ma perché dalle tue descrizioni leggevo un suo rancore verso se stesso per non essere alla tua altezza, che il tuo perdono acuiva ancora di più; quello ti puniva per la sua inadeguatezza, anche se sfruttava una tua fragilità; cioè, con te non era libero di restare inadeguato, ma non riusciva a fare il salto decisivo per sceglere quella sfida;

                          evidentemente, la tipa di ora non lo vuole migliore e non gli pone quella pressione, gli chiede altro; probabilmente, è anche questa differenza tra voi donne che ti consente di non sentire troppo una tensione competitiva con lei.
                          In realtà per me il percorso di elaborazione è stato più leggero perché le prime fasi dell'elaborazione del lutto già le avevo superate, ossia quella del rifiuto di prendere atto della fine e della speranza che lui torni sui suoi passi. La prima volta che mi aveva lasciata per un'altra, anni fa. Lì si che avevo sofferto in modo devastante. Ero proprio precipitata in un buco nero.
                          Invece la seconda volta è stato come se avessi ripreso a elaborare da dove ero arrivata la volta prima. Anche quello me l'ha spiegato la psicologa, che mi aveva seguito anche la prima volta.

                          Certo che dopo la prima volta probabilmente era già finita. Ma per lui. Io ero ancora innamoratissima. Però sicuramente quello è stato il punto di partenza che ha portato all'incrinarsi del rapporto anche per me.

                          Comunque è vero che non si sentiva adeguato, ma il tutto per un suo problema, non certo perché io gli ho mai fatto credere di non esserlo (anche perché di fatto non l'ho mai considerato tale). Anche perché io non gli ho mai fatto alcuna pressione nè gli ho mai chiesto di essere diverso da quello che era.

                          E con la tipa di adesso andrà di nuovo tutto in vacca perché lui i suoi problemi li ha ancora, e non essendosi mai curato come si deve, sta già nuovamente in un tunnel di sofferenza, che prima o poi lo porterà a buttare via anche questa relazione. Io penso che lui soffra di un disturbo della personalità mai diagnosticato. O per ben che vada di un disturbo dell'umore. Non so se siamo sul bipolarismo o sul disturbo borderline. Ma analizzando le sue fasi, che in 17 anni ho osservato, con la giusta distanza emotiva, direi che può ricadere in entrambe le casistiche, anche se sono più propensa a pensare che sia border.

                          Ma al di là dei problemi suoi, il punto è che la rabbia c'è ma non per una "truffa" ma per la mancanza di onestà che in una relazione dovrebbe esserci. L'insincerità, la presa per il chiulo e trutte quelle cose li. Che direi, sono sentimenti molto umani. E che quindi ovviamente subentrano quando una relazione non finisce bene (ossia, quando non finisce in modo consensuale tra le due parti).
                          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                          Comment

                          • dark lady
                            la viaggiatrice
                            • 09/03/05
                            • 70460

                            #58
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio

                            questa è l'elaborazione che facciamo tutti, una volta aggrappati; è utile, ma poco affidabile; parere mio, eh...

                            quella cosa che descrivi c'è, ma io la leggo in altri comportamenti.
                            Beh, tutti non direi.

                            Anzi, la maggior parte delle persone finisce una relazione e quando ha terminato l'elaborazione, ne cerca un'altra. Perché molti vivono convinti che avere una relazione sia l'obiettivo primario di vita.
                            Io su quello la vedo molto diversamente, ma io sono fatta a modo mio. Non ho mai avuto la vita di coppia come obiettivo di vita. Ci sono inciampata dentro perché mi sono innamorata, ma non è mai stato tra i miei obiettivi prima, men che meno lo è ora. Per fortuna faccio molta fatica ad innamorarmi, io.
                            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24581

                              #59
                              Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio

                              Non è una funzione in background. Se sei veramente coinvolto nella relazione gli altri proprio non li vedi.
                              E anzi, il fatto di iniziare a vederli è proprio il campanello d'allarme che ti fa capire che qualcosa sta venendo meno.
                              può darsi; anche se sono un po' diffidente sulle rappresentazioni romantiche;

                              io ho avuto 4 amori e 1/2; solo in uno e 1/2 potrei parlare di quello stato di grazia & merda del rincoglionimento da farfalle nello stomaco, e nemmeno nei più gratificanti; per dire che posso provare grande amore, certamente essere fedele, ma con un certo distacco razionale;


                              E direi che apprezzo molto più queste persone di chi è infedele. Perché l'onestà per me è tutto in una relazione.
                              non ho interesse alle corna; non è necessariamente una tragedia, né sono io propenso; troppo pigro ma poi, per me il divertimento è la curiosità di giocare con quella persona;

                              però, dovessi dire dell'onestà, per me il partner onesto la prima cosa che dovrebbe fare è chiedersi: in cosa posso essere utile, decisivo, per aprire uno spazio in cui questa persona si realizza, e lei per me ?

                              è onestà perché una riflessione sincera con se stessi su questo punto costringe a dirsi esplicitamente se quella persona è un mezzo per uno scambio di educati servizi, finché dura, o un fine, che in qualche modo dura per sempre;
                              se ritonfo sempre su questa cosa è perché è decisiva, come consapevolezza; un partner lo devi prendere per mano e attraversare con lui i territori in ombra della sua personalità, dove è incompiuto, e viceversa; e per fare questo devi sapere di cosa sei capace in quel senso, e vedere e fidarti nella sua capacità di fare altrettanto.
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24581

                                #60
                                Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                                il punto è che la rabbia c'è ma non per una "truffa" ma per la mancanza di onestà che in una relazione dovrebbe esserci. L'insincerità, la presa per il chiulo e trutte quelle cose li. Che direi, sono sentimenti molto umani. E che quindi ovviamente subentrano quando una relazione non finisce bene (ossia, quando non finisce in modo consensuale tra le due parti).
                                ma guarda che quella rabbia è nei confronti di te stessa, che nello stato di bisogno non sei stata capace di imporre quel limite di rispetto;

                                a me capita una circostanza adiacente, simile; siccome detesto il conflitto, in una certa misura comunico bisogno e remissività, molto oltre la misura; ma rimugino in background, e a un certo momento, quando realizzo razionalmente il superamento del limite, semplicemente perdo interesse e la cosa diventa irreversibile; non perché non sappia perdonare, ma perché non so avvertire per tempo; è un limite grosso; credo sia un modo piuttosto femminile di elaborare il distacco.

                                c'è del lardo in Garfagnana

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