non potrà mai negare quanto rispetto ad ora stavamo bene

All'estero magari hanno avuto più motivi di apprezzamento visto che con i soldi nostri finanziava tutti costruendo una politica internazionale di un certo successo a costi nostri e incassi loro.
Comunque
Gli anni di Craxi
Veltroni, sì, "ma anche" Craxi
L’elogio di Walter a Bettino (e l'affondo a Berlinguer) in piena bagarre per la segreteria Pd
Veltroni su Craxi:
«Innovò più di Berlinguer»
Svolta dell’ex leader pd: solo lui capì davvero la società, insufficienti gli sforzi di Enrico
Anni Ottanta: nuovo corso della politica estera italiana. Si può parlare di continuità fra Cossiga, Spadolini e Craxi?
Violante: "D'Alema voleva far curare Craxi in Italia"
Un altro capitolo aperto è quello che riguarda la morte del leader socialista e l'accusa di famigliari e fedelissimi che fu lasciato morire ad Hammamet. «D'Alema - ricorda Violante presidente della Camera quando Craxi morì - voleva farlo curare in Italia ma non so bene perchè questo non si realizzò».
Qualche anno fa definì Bettino Craxi un «capro espiatorio», attirandosi un'orda di attacchi da sinistra. A dieci anni dalla morte del leader socialista, Luciano Violante, ex presidente della Camera e ora responsabile riforme del Pd, prova a fare un nuovo passo avanti nell'analisi di quella stagione politica: «Craxi insistette sulle riforme istituzionali, Berlinguer sulla questione morale. Se Berlinguer e noi con lui avessimo capito l'importanza del tema e Craxi la centralità della questione morale, forse la storia sarebbe stata diversa».
La "Grande Riforma" fu uno dei cavalli di battaglia di Craxi presidente del Consiglio e oggi il confronto sulle riforme istituzionali è una sfida che ancora non si sa se andrà in porto. «Craxi e il Pci - afferma Violante - rimasero ognuno delle sue posizioni: il Pci sulla questione morale mentre Craxi ritenne prioritaria la Grande Riforma, che non realizzò. Nessuno comprese che entrambe le questioni avevano un loro fondamento».


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