Il Calendario dei Santi

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  • andreric
    Opinionista
    • 26/04/14
    • 883

    #826
    Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Te che passi tutto il giorno al computer, dovresti ormai sapere come stanno le cose....
    Si può parlare di sport, del tempo, di politica, di astronomia, di arachidi valdostane e via discorrendo: Ma niente coinvolge le persone come parlare del senso della vita, dell'esistenza di Dio, della possibilità che davvero la nostra esistenza vada oltre quel mucchietto di terra che coprirà la nostra bara.

    Ciao, ci sentiamo.

    Vero caro Cono la scienza non da le risposte agli interrogativi sulla vita
    Nel 1891 l’artista francese Paul Gauguin andò in cerca di una vita del genere nella Polinesia Francese. Ben presto, però, dovette fare i conti con la realtà. La vita dissoluta che aveva condotto in precedenza fu causa di malattie e sofferenze sia per lui che per altri. Sentendo la morte avvicinarsi, dipinse quella che è stata definita una “suprema espressione di vigore artistico”. Una monografia su di lui afferma: “Il dipinto abbraccia una gamma di attività umane che racchiude la vita intera, dalla nascita alla morte . . . [Gauguin qui] interpreta la vita come un grande mistero”. —*Ingo F.*Walther, Paul Gauguin 1848-1903—The Primitive Sophistica
    Gauguin intitolò quell’opera “Da dove veniamo? Che cosa siamo? Dove andiamo?”
    Queste domande forse vi suonano familiari. Sono molte le persone riflessive che se le pongono. Dopo aver commentato i progressi fatti dall’uomo in campo scientifico e tecnologico, un giornalista del Wall Street Journal una volta scrisse: “Nel contemplare l’uomo stesso, i suoi dilemmi, il suo posto nell’universo, abbiamo fatto ben poco progresso dall’inizio del tempo. Ci chiediamo ancora chi siamo e perché siamo e dove siamo diretti”.
    È vero che c’è chi pensa solo a provvedere alla propria famiglia, a guadagnarsi da vivere, a viaggiare o a perseguire altri interessi personali perché non conosce nient’altro che possa dare significato alla vita. Albert Einstein una volta disse: “Chiunque consideri la propria e l’altrui vita come priva di significato è non soltanto infelice ma appena degno di vivere”. In armonia con questo pensiero, alcuni cercano di dare un significato alla propria vita dedicandosi all’arte, alla ricerca scientifica o a opere umanitarie volte ad alleviare le sofferenze altrui. Conoscete persone così?
    È comprensibile che sorgano domande fondamentali sul significato della vita. Quanti genitori, dopo aver visto un figlio morire di malaria o di qualche altra malattia, si chiedono: Perché esistono simili sofferenze? Hanno un senso? Domande del genere assillano molti giovani che vedono intorno a sé povertà, malattie e ingiustizie. Guerre brutali spesso inducono a chiedersi se è possibile che la vita abbia un significato.
    Anche se non avete provato di persona tragedie simili, forse la pensate come il prof.*Freeman Dyson, che ha detto: “Rimango in buona compagnia quando pongo di nuovo la domanda che ha posto [il personaggio biblico] Giobbe: perché soffriamo? Perché il mondo è così ingiusto? Che scopo hanno il dolore e la tragedia?” Probabilmente anche a voi piacerebbe conoscere le risposte a queste domande.
    Trovare risposte soddisfacenti sarebbe sicuramente determinante. Un professore che conobbe di persona gli orrori del campo di concentramento di Auschwitz fece questa osservazione: “Non c’è nulla al mondo . . . che possa aiutare una persona a superare bene anche le peggiori condizioni quanto il sapere che la propria vita ha un senso”. Secondo lui, anche la salute mentale sarebbe legata a questa ricerca di un significato.
    Nel corso dei secoli molti hanno cercato le risposte attraverso la religione. Gautama, il Budda, dopo aver visto un malato, un vecchio e un morto, ricercò l’illuminazione (ovvero il significato dell’esistenza) nella religione, ma senza credere in un Dio personale. Altri si sono rivolti alla propria chiesa.
    E che dire di oggi? Molti si affidano alla scienza, e accantonano la religione e “Dio” considerandoli irrilevanti. “Più la scienza avanza”, commenta un libro su religione e ateismo, “meno posto sembra esserci per Dio. Dio è diventato un Profugo”. —*William A.*Luijpen e Henry J.*Koren, Religion and Atheism. Solo il nostro Creatore puo dare risposta a queste importanti domante , e sono nella sua Parola , la Bibbia ciao Riccardo

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    • andreric
      Opinionista
      • 26/04/14
      • 883

      #827
      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
      Te che passi tutto il giorno al computer, dovresti ormai sapere come stanno le cose....
      Si può parlare di sport, del tempo, di politica, di astronomia, di arachidi valdostane e via discorrendo: Ma niente coinvolge le persone come parlare del senso della vita, dell'esistenza di Dio, della possibilità che davvero la nostra esistenza vada oltre quel mucchietto di terra che coprirà la nostra bara.

      Ciao, ci sentiamo.

      Vero caro Cono la scienza non da le risposte agli interrogativi sulla vita
      Nel 1891 l’artista francese Paul Gauguin andò in cerca di una vita del genere nella Polinesia Francese. Ben presto, però, dovette fare i conti con la realtà. La vita dissoluta che aveva condotto in precedenza fu causa di malattie e sofferenze sia per lui che per altri. Sentendo la morte avvicinarsi, dipinse quella che è stata definita una “suprema espressione di vigore artistico”. Una monografia su di lui afferma: “Il dipinto abbraccia una gamma di attività umane che racchiude la vita intera, dalla nascita alla morte . . . [Gauguin qui] interpreta la vita come un grande mistero”. —*Ingo F.*Walther, Paul Gauguin 1848-1903—The Primitive Sophistica
      Gauguin intitolò quell’opera “Da dove veniamo? Che cosa siamo? Dove andiamo?”
      Queste domande forse vi suonano familiari. Sono molte le persone riflessive che se le pongono. Dopo aver commentato i progressi fatti dall’uomo in campo scientifico e tecnologico, un giornalista del Wall Street Journal una volta scrisse: “Nel contemplare l’uomo stesso, i suoi dilemmi, il suo posto nell’universo, abbiamo fatto ben poco progresso dall’inizio del tempo. Ci chiediamo ancora chi siamo e perché siamo e dove siamo diretti”.
      È vero che c’è chi pensa solo a provvedere alla propria famiglia, a guadagnarsi da vivere, a viaggiare o a perseguire altri interessi personali perché non conosce nient’altro che possa dare significato alla vita. Albert Einstein una volta disse: “Chiunque consideri la propria e l’altrui vita come priva di significato è non soltanto infelice ma appena degno di vivere”. In armonia con questo pensiero, alcuni cercano di dare un significato alla propria vita dedicandosi all’arte, alla ricerca scientifica o a opere umanitarie volte ad alleviare le sofferenze altrui. Conoscete persone così?
      È comprensibile che sorgano domande fondamentali sul significato della vita. Quanti genitori, dopo aver visto un figlio morire di malaria o di qualche altra malattia, si chiedono: Perché esistono simili sofferenze? Hanno un senso? Domande del genere assillano molti giovani che vedono intorno a sé povertà, malattie e ingiustizie. Guerre brutali spesso inducono a chiedersi se è possibile che la vita abbia un significato.
      Anche se non avete provato di persona tragedie simili, forse la pensate come il prof.*Freeman Dyson, che ha detto: “Rimango in buona compagnia quando pongo di nuovo la domanda che ha posto [il personaggio biblico] Giobbe: perché soffriamo? Perché il mondo è così ingiusto? Che scopo hanno il dolore e la tragedia?” Probabilmente anche a voi piacerebbe conoscere le risposte a queste domande.
      Trovare risposte soddisfacenti sarebbe sicuramente determinante. Un professore che conobbe di persona gli orrori del campo di concentramento di Auschwitz fece questa osservazione: “Non c’è nulla al mondo . . . che possa aiutare una persona a superare bene anche le peggiori condizioni quanto il sapere che la propria vita ha un senso”. Secondo lui, anche la salute mentale sarebbe legata a questa ricerca di un significato.
      Nel corso dei secoli molti hanno cercato le risposte attraverso la religione. Gautama, il Budda, dopo aver visto un malato, un vecchio e un morto, ricercò l’illuminazione (ovvero il significato dell’esistenza) nella religione, ma senza credere in un Dio personale. Altri si sono rivolti alla propria chiesa.
      E che dire di oggi? Molti si affidano alla scienza, e accantonano la religione e “Dio” considerandoli irrilevanti. “Più la scienza avanza”, commenta un libro su religione e ateismo, “meno posto sembra esserci per Dio. Dio è diventato un Profugo”. —*William A.*Luijpen e Henry J.*Koren, Religion and Atheism. Solo il nostro Creatore può dare risposta a queste importanti domante , e sono nella sua Parola , la Bibbia ciao Riccardo

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      • Vega
        Opinionista

        • 04/05/05
        • 17961

        #828
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Interroghiamoci su un fatto, allora: La sezione Scienze è quasi sempre deserta, qua da noi. La sezione Spiritualità è un pullulare di argomenti, pensieri, esperienze, idee e quant'altro. Come mai?
        Perchè l'uomo ha bisogno di andare oltre al visibile, all'immanente. Ha dentro di sè ansie d'infinito!
        Ascolta, se la smetti di proiettare le tue paturnie e le tue "ansie di infinito" sugli altri, bene.

        Io non scrivo più su scienze perchè tanto arriva qualcuno come te che rovina ogni discussione con ccccesùmortoincroce. Poi diciamo anche che ora l'utenza è risicata tanto e la scienza è già argomento più ostico e difficile di altri.
        Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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        • Vega
          Opinionista

          • 04/05/05
          • 17961

          #829
          Andreric....ma và 'ia, và 'ia,và 'ia!!!!
          Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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          • andreric
            Opinionista
            • 26/04/14
            • 883

            #830
            Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
            Andreric....ma và 'ia, và 'ia,và 'ia!!!!
            Caro Vega dialogare significa ascoltare, se vuoi, anche gli altri ciao Riccardo

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            • Vega
              Opinionista

              • 04/05/05
              • 17961

              #831
              Se cominciaste voi fanatici ad aprire un pò la mente, anche il dialogo procederebbe, togliendo poi anche la massa di copia-incolla.
              Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #832
                Aprire la mente apre la porta alle domande che chiedono risposte sensate, ciò genera il dubbio e il dubbio è il nemico mortale di una fede dove vige il credere e tacere e di nulla che ti si dice da chi più di te sa e capisce, perché lui ha la luce di dio in se, devi dubitare o chiedere, questo è e nulla di più non chiedere, offenderesti dio.
                Mo tu vuoi il dialogo, questi istruiscono e basta, seminano sperando che il seme che lanciano senza di altro curarsi attecchisca in qualche mente e gli riempia il piatto.

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66033

                  #833
                  Originariamente Scritto da andreric Visualizza Messaggio
                  Vero caro Cono la scienza non da le risposte agli interrogativi sulla vita
                  Nel 1891 l’artista francese Paul Gauguin andò in cerca di una vita del genere nella Polinesia Francese. Ben presto, però, dovette fare i conti con la realtà. La vita dissoluta che aveva condotto in precedenza fu causa di malattie e sofferenze sia per lui che per altri. Sentendo la morte avvicinarsi, dipinse quella che è stata definita una “suprema espressione di vigore artistico”. Una monografia su di lui afferma: “Il dipinto abbraccia una gamma di attività umane che racchiude la vita intera, dalla nascita alla morte . . . [Gauguin qui] interpreta la vita come un grande mistero”. —*Ingo F.*Walther, Paul Gauguin 1848-1903—The Primitive Sophistica
                  Gauguin intitolò quell’opera “Da dove veniamo? Che cosa siamo? Dove andiamo?”
                  Queste domande forse vi suonano familiari. Sono molte le persone riflessive che se le pongono. Dopo aver commentato i progressi fatti dall’uomo in campo scientifico e tecnologico, un giornalista del Wall Street Journal una volta scrisse: “Nel contemplare l’uomo stesso, i suoi dilemmi, il suo posto nell’universo, abbiamo fatto ben poco progresso dall’inizio del tempo. Ci chiediamo ancora chi siamo e perché siamo e dove siamo diretti”.
                  È vero che c’è chi pensa solo a provvedere alla propria famiglia, a guadagnarsi da vivere, a viaggiare o a perseguire altri interessi personali perché non conosce nient’altro che possa dare significato alla vita. Albert Einstein una volta disse: “Chiunque consideri la propria e l’altrui vita come priva di significato è non soltanto infelice ma appena degno di vivere”. In armonia con questo pensiero, alcuni cercano di dare un significato alla propria vita dedicandosi all’arte, alla ricerca scientifica o a opere umanitarie volte ad alleviare le sofferenze altrui. Conoscete persone così?
                  È comprensibile che sorgano domande fondamentali sul significato della vita. Quanti genitori, dopo aver visto un figlio morire di malaria o di qualche altra malattia, si chiedono: Perché esistono simili sofferenze? Hanno un senso? Domande del genere assillano molti giovani che vedono intorno a sé povertà, malattie e ingiustizie. Guerre brutali spesso inducono a chiedersi se è possibile che la vita abbia un significato.
                  Anche se non avete provato di persona tragedie simili, forse la pensate come il prof.*Freeman Dyson, che ha detto: “Rimango in buona compagnia quando pongo di nuovo la domanda che ha posto [il personaggio biblico] Giobbe: perché soffriamo? Perché il mondo è così ingiusto? Che scopo hanno il dolore e la tragedia?” Probabilmente anche a voi piacerebbe conoscere le risposte a queste domande.
                  Trovare risposte soddisfacenti sarebbe sicuramente determinante. Un professore che conobbe di persona gli orrori del campo di concentramento di Auschwitz fece questa osservazione: “Non c’è nulla al mondo . . . che possa aiutare una persona a superare bene anche le peggiori condizioni quanto il sapere che la propria vita ha un senso”. Secondo lui, anche la salute mentale sarebbe legata a questa ricerca di un significato.
                  Nel corso dei secoli molti hanno cercato le risposte attraverso la religione. Gautama, il Budda, dopo aver visto un malato, un vecchio e un morto, ricercò l’illuminazione (ovvero il significato dell’esistenza) nella religione, ma senza credere in un Dio personale. Altri si sono rivolti alla propria chiesa.
                  E che dire di oggi? Molti si affidano alla scienza, e accantonano la religione e “Dio” considerandoli irrilevanti. “Più la scienza avanza”, commenta un libro su religione e ateismo, “meno posto sembra esserci per Dio. Dio è diventato un Profugo”. —*William A.*Luijpen e Henry J.*Koren, Religion and Atheism. Solo il nostro Creatore può dare risposta a queste importanti domante , e sono nella sua Parola , la Bibbia ciao Riccardo
                  Io credo invece che ci sia ampio margine di dialogo fra Scienza e Religione nella ricerca di risposte piene, Riccardo. A condizione, ovviamente, di riporre i rispettivi pregiudizi.
                  amate i vostri nemici

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                  • Vega
                    Opinionista

                    • 04/05/05
                    • 17961

                    #834
                    Ma che dialogo e dialogo. Ma non c'è nulla da dialogare nè da compensare con la religione. E non c'entrano i pregiudizi.
                    Sono due ambiti che non c'incastrano nulla l'uno con l'altro.
                    Lo vuoi capire?
                    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

                    Comment

                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66033

                      #835
                      Ma allora perchè continui, scusa? Vai al Bar o allo Sport e motori, alle Droghe, al Dibattito pubblico....



                      "La scienza senza la religione è zoppa. La religione senza la scienza è cieca".

                      ALBERT EINSTEIN
                      amate i vostri nemici

                      Comment

                      • Vega
                        Opinionista

                        • 04/05/05
                        • 17961

                        #836
                        Mi spiace, ma è errato e ti ripeto che non basta che lo dica Einstein. Lo vuoi capire?
                        Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24593

                          #837
                          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                          Ma allora perchè continui, scusa? Vai al Bar o allo Sport e motori, alle Droghe, al Dibattito pubblico....



                          "La scienza senza la religione è zoppa. La religione senza la scienza è cieca".

                          ALBERT EINSTEIN
                          oltre a citare, forse bisognerebbe anche capire cosa c'è scritto:
                          con quella frase si intende che gli esseri umani, oltre alla conoscenza, hanno bisogno di un riferimento etico; non certo che la religione trovi fondamento nella scienza, che è per definizione impossibile, data la stessa definizione di "fede":
                          si ha "fede" esattamente dove la ragione nega, ed esattamente contro ogni ragione; altrimenti non è fede, ma altro;

                          da come la poni tu, dovresti evitare qualsiasi farmaco, o di avvalerti di qualsiasi teoria scientifica o attrezzatura tecnologica derivata che siano stati elaborati da non-credenti, in quanto inaffidabile
                          c'è del lardo in Garfagnana

                          Comment

                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66033

                            #838
                            "con quella frase si intende che gli esseri umani, oltre alla conoscenza, hanno bisogno di un riferimento etico"

                            Mi permetti di applaudirti qua?

                            Ciao!
                            amate i vostri nemici

                            Comment

                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #839
                              Quello che avviene e' uno scontro dove una parte tenta un indottrinamento e l'altra ne mette in evidenza le deficienze.
                              Una guerra dove si cerca di far prevalere il proprio annientando l'altrui nella difesa dei propri spazi vitali che le religioni tentano di annullare con le loro norme "igieniche" attribuite a dio, ma applicate dai credenti fattisi califfi.

                              Comment

                              • Pazza_di_Acerra
                                люблю беспокоиться
                                • 09/12/09
                                • 28840

                                #840
                                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                                "con quella frase si intende che gli esseri umani, oltre alla conoscenza, hanno bisogno di un riferimento etico"

                                Mi permetti di applaudirti qua?

                                Ciao!
                                Oltre ad applaudire, bisognerebbe anche capire... "Riferimento etico" non significa necessariamente "religioso", ma è duro passar sopra a secoli di oscurantismo e alla storiella che gli atei sarebbero esseri immorali privi di ogni etica.
                                semel in anno licet insanire, cotidie melius

                                Comment

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