Il mare è fatto pursempre di gocce, Ale: se passiamo tutta la Vita a delegare, è ovvio che non cambierà mai niente....
C'è l'odio nel mondo? E noi nel nostro piccolo portiamo l'Amore
C'è la vendetta nel mondo? E noi portiamo il Perdono
C'è la guerra nel mondo? E noi portiamo la Pace
C'è l'inverno demografico nel mondo? E noi siamo aperti alla Vita
C'è la devastazione ambientale nel mondo? E noi ce ne prendiamo cura
Elogio alla Non esistenza... 😑
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Ci impegnamo chi, te io Cono e forse qualcun altro? E cosa pensi che possiamo fare, domare i cambiamenti climatici come ha fatto (forse chissà) Mosè con le acque? O di fermare le guerre pregando? Dimmi dai che sono curioso...Originariamente Scritto da PACE Visualizza Messaggio
Ti ripropongo la domanda allora: Ci arrendiamo a questo mondo di merda o ci impegniamo - come dice Papa Prevost - per edificarne uno nuovo?
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Perdonami, @PACE:
Il "Discorso introduttivo" e "Introduzione a Magnifica Humanitas" non sono la stessa cosa.
La frase:
".....A mia volta, a nome della Chiesa, accetto il suo invito a camminare insieme, ad ascoltare e a parlare insieme per trovare il cammino per l’umanità in questo tempo dell’intelligenza artificiale..."
Non é proprio quanto hai scritto:
Se solo un minuto hai letto l'introduzione a Magnifica Humanitas - l'enciclica di Papa Prevost uscita ieri -....omissis...
Il Papa si dice disposto a «camminare insieme, ascoltare e parlare, e insieme trovare una via per l'umanità in questo tempo dell'intelligenza artificiale. Che grande segno di speranza è che, con le nostre differenze, possiamo ascoltarci a vicenda. Questo scambio testimonia chiaramente la gravità del momento, così come la fiducia che insieme possiamo discernere le grandi questioni del nostro tempo, e quindi il futuro dell'umanità»
Comunque, come già scrissi, non ha importanza.
E' importante il testo dell'Enciclica
Sul quale discuto diffusamente nella discussione aperta appositamente, ed alla quale ti invito (solo o in compagnia), a partecipare, costruttivamente.
Sempre nella speranza di non aver offeso sensibilità etc.
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Non hai letto l'incipit della lettera?Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza MessaggioPACE
Perdonami, ma non capisco.
Cosa significa, in risposta al mio messaggio (col link dell'Enciclica) , postarmi il link dell'enciclica ed un copincolla di parte del testo?
Dimostrarmi che la citazione che avevi fatto in precedenza non era testuale?
O che cosa?
Guarda, che l'enciclica l'ho letta. Attentamente.
E ne sto scrivendo, diffusamente, in una discussione (della quale ti ho dato il link).
E seriamente.
Quindi, ripeto: non capisco cosa tu voglia dire.
E ti invito a leggere quanto ho scritto in merito, e fare ivi tutti i commenti e le critiche che reputerai opportune.
Invito, ovviamente, rivolto a chiunque sia interessato seriamente all'argomento.
Spero di non aver offeso nessuna sensibilità e che tu non ti senta aggredito, insultato, stalkerato o altro.
Caso mai cosi' dovesse essere, mi scuso. Profondamente.
PRESENTAZIONE DELLA LETTERA ENCICLICA
"MAGNIFICA HUMANITAS"
DISCORSO DEL SANTO PADRE LEONE XIV
Aula del Sinodo
Lunedì, 25 maggio 2026
[Multimedia]
________________________
Cari fratelli e sorelle,
desidero ringraziare tutti voi per essere qui oggi, per il vostro interesse.
Ringrazio di cuore coloro che hanno organizzato l’incontro odierno, e in particolare coloro che hanno condiviso la loro competenza e la loro esperienza nelle diverse relazioni che abbiamo ascoltato.
In modo particolare desidero ringraziare il signor Olah per avere accettato il nostro invito. A mia volta, a nome della Chiesa, accetto il suo invito a camminare insieme, ad ascoltare e a parlare insieme per trovare il cammino per l’umanità in questo tempo dell’intelligenza artificiale.
Che grande segno di speranza il fatto che, con le nostre differenze, possiamo ascoltarci gli uni gli altri.
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...e invece, i finanziamenti, vengono mobilitati verso le armi e le guerre: Lei come lo chiama questo se non vuole usare la parola "peccato"?
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PACE
Perdonami, ma non capisco.
Cosa significa, in risposta al mio messaggio (col link dell'Enciclica) , postarmi il link dell'enciclica ed un copincolla di parte del testo?
Dimostrarmi che la citazione che avevi fatto in precedenza non era testuale?
O che cosa?
Guarda, che l'enciclica l'ho letta. Attentamente.
E ne sto scrivendo, diffusamente, in una discussione (della quale ti ho dato il link).
E seriamente.
Quindi, ripeto: non capisco cosa tu voglia dire.
E ti invito a leggere quanto ho scritto in merito, e fare ivi tutti i commenti e le critiche che reputerai opportune.
Invito, ovviamente, rivolto a chiunque sia interessato seriamente all'argomento.
Spero di non aver offeso nessuna sensibilità e che tu non ti senta aggredito, insultato, stalkerato o altro.
Caso mai cosi' dovesse essere, mi scuso. Profondamente.
PS: "Testuale" significa: "riportata parola per parola, integralmente, tal quale".Last edited by restodelcarlino; 30-05-2026, 10:22.
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Ma non capisce Breakthru che non è una questione di numeri, ma di peccato?Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio
Meglio sarebbe, quando si danno i numeri, citarne la fonte o, al minimo, darli vincenti
L'Onu: il mondo ha risorse per sfamare tutti, ma uno su 10 è senza cibo
di Redazione
Secondo le Nazioni Unite le fonti di approvvigionamento sono sufficienti, ma il clima sta alterando gli equilibri: 783 milioni di persone, ovvero oltre il 9% della popolazione mondiale, soffre la fame
Il mondo ha le risorse per sfamare tutti dunque nessuno dovrebbe soffrire la fame nel ventunesimo secolo, ma il cambiamento climatico, con ondate di calore estreme, innalzamento del livello dei mari, inondazioni e siccità devastano i raccolti e causano livelli acuti di insicurezza alimentare. Per questo, lo scorso anno, 783 milioni di persone, ovvero oltre il 9% della popolazione mondiale, hanno sofferto di fame cronica e più di 333 milioni di persone hanno affrontato livelli acuti di insicurezza alimentare, con un aumento di quasi 200 milioni di persone rispetto ai livelli pre-Covid.
E' quanto ha denunciato il vice capo dei diritti umani delle Nazioni Unite, Nada Al-Nashif secondo cui "la triplice crisi planetaria del cambiamento climatico, dell'inquinamento e della perdita di biodiversità", continua a generare massicce violazioni dei diritti umani in tutto il mondo. Oltre a contribuire ai conflitti, che portano allo sfollamento, queste crisi causano fame e carestie, infliggono "sofferenze insopportabili, arrestano la crescita dei bambini, rendono bambini e adulti più vulnerabili alle malattie e, in ultima analisi, distruggono vite e mezzi di sussistenza", ha insistito Nada Al-Nashif.
Invece di raggiungere l'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile di 'fame zero' entro il 2030, la Fao stima che nel 2030 quasi 600 milioni di persone soffriranno ancora la fame. Inoltre, il deterioramento dei sistemi alimentari e dei mezzi di sussistenza locali, che dipendono da un clima sicuro e stabile, causa lo spostamento della popolazione. Una ricerca dell'Ufficio dell'Alto Commissario per il Sahel ha dimostrato che il declino dell'accesso al cibo e ai mezzi di sussistenza nell'agricoltura, nella pastorizia e nella pesca è un fattore trainante della migrazione. "Tutti i paesi devono promuovere la protezione sociale universale" ha concluso il rappresentante Onu secondo cui è necessario mobilitare i finanziamenti per realizzare il diritto al cibo.
L'Onu: il mondo ha risorse per sfamare tutti, ma uno su 10 è senza cibo
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Ma come fai a non capire? Questo bambino governerà le nazioni, Ladyhawk; tutto sarà completamente rovesciato!Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
Originariamente Scritto da Cono:
Eccerto! Il bambino postato da RDC sta ancora aspettando la "manna dal cielo" o che Dio gli invii il figlio per salvarlo, al momento però sta morendo di fame, se già non è morto.
Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva:
«Beati voi poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già la vostra consolazione.
Guai a voi che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi che ora ridete,
perché sarete afflitti e piangerete.
Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi.
Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti.
Ed ecco, i primi saranno ultimi e gli ultimi i primi....
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Ti ripropongo la domanda allora: Ci arrendiamo a questo mondo di merda o ci impegniamo - come dice Papa Prevost - per edificarne uno nuovo?Originariamente Scritto da Ale Visualizza Messaggio
Il papa può predicare e citare all'infinito che tanto se ne starà sempre la al sicuro (o ce lo faranno stare,) e se io te e qualche altro cofe ci mettiamo a recuperare l'umano in un modo o nell'altro ci faranno fuori...
...da come la vedo io per ottenere qualcosa bisogna erodere le fondamenta di sto marzume, quando qualcuno in alto vedrà che i disgraziati in basso hanno smesso di riprodursi perché stufi di stammerd di mondo cominceranno a farsi qualche domanda

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Per rispondere a questi interrogativi e per discernere come abitare con responsabilità il tempo dell’intelligenza artificiale, vorrei richiamare due immagini bibliche: la 7 Ibid. costruzione della torre di Babele (cfr Gen 11,1-9) e la ricostruzione delle mura di Gerusalemme (cfr Ne 2-6). Nel libro della Genesi, il racconto di Babele si colloca alle origini dell’umanità, subito dopo le genealogie dei figli di Noè. Gli esseri umani, stabilitisi nella pianura di Sennaar, decidono di costruire una città e una torre «la cui cima tocchi il cielo» (Gen 11,4). Vogliono così garantirsi stabilità e potere, e soprattutto “farsi un nome”, temendo di essere dispersi sulla terra. L’impresa appare imponente: un’unica lingua, un’unica tecnologia, un’unica direzione. Tuttavia, il progetto nasconde una profonda insidia: è un’opera concepita senza riferimento a Dio, sostenuta da un’uniformità che elimina la diversità e che, invece della comunione, sceglie l’omologazione. Quando la città si edifica sull’orgoglio e sulla pretesa di bastare a se stessa, la comunicazione si spezza, le lingue si confondono e gli esseri umani non si comprendono più. Il risultato non è l’unità, ma la dispersione. Babele rivela così il limite di ogni costruzione che, pur grandiosa, sorge dall’assolutizzazione dell’umano e dalla sua pretesa di autosufficienza, sacrifica la dignità delle persone all’efficienza e ambisce a raggiungere il cielo senza la benedizione di Dio. 8. Il libro di Neemia, a sua volta, si apre in un momento di grande vulnerabilità nella storia dell’antico Israele. Dopo l’esilio babilonese, una parte del popolo è tornata a Gerusalemme, ma la città è ancora in rovina, le mura sono crollate e le porte bruciate (cfr Ne 1-2). Neemia, un ebreo al servizio del re persiano Artaserse, riceve la notizia dello stato disastroso della città dei padri. Prima di agire, digiuna, prega, intercede per il popolo; poi chiede al re il permesso di tornare a Gerusalemme e, giunto sul posto, esamina in silenzio i luoghi distrutti. Non impone soluzioni dall’alto. Convoca le famiglie, affida a ciascuna un tratto di muro da ricostruire, ascolta le paure, coordina gli sforzi, fronteggia le opposizioni. Il racconto mostra come la città rinasca non grazie all’iniziativa di una singola persona, ma attraverso la responsabilità condivisa di tutto il popolo: sacerdoti, artigiani, capifamiglia, donne e giovani. È un’opera che ha Dio al centro e ricostruisce i legami prima ancora delle pietre. L’antica Gerusalemme ritrova così una lingua comune, non quella dell’uniformità, ma quella della comunione: l’armonia che nasce quando ciascuno si assume la propria parte e tutto il popolo riconosce che la sua forza viene dal Signore. 9. Alla luce di queste due icone, lo Spirito Santo oggi ci interpella circa il rapporto con la tecnica e con la rivoluzione digitale in corso. Le scoperte scientifiche sono un talento consegnato all’umanità perché essa lo faccia fruttare (cfr Mt 25,14-30). La tecnologia può curare, connettere, educare, custodire la Casa comune; ma può anche dividere, scartare, generare nuove ingiustizie. In astratto, essa non è di per sé una soluzione ai problemi dell’umanità, come non è di per sé un male; ma, concretamente, non è neutrale, perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa. Per questo la prima scelta non è tra un “sì” o un “no” alla tecnologia, ma tra edificare Babele o ricostruire Gerusalemme: tra un potere che pretende di dominare il cielo e un popolo che, alla presenza di Dio, si mette a lavorare unito per rialzare le mura della convivenza fraterna. 10. Evitiamo, dunque, la “sindrome di Babele”: l’idolatria del profitto che sacrifica i deboli, l’uniformità che appiattisce le differenze, la pretesa di un linguaggio unico – anche digitale – capace di tradurre tutto, persino il mistero della persona, in dati e prestazioni. Questo è il rischio della disumanizzazione – costruire il futuro escludendo Dio e riducendo l’altro a mezzo –, una tentazione antica e sempre nuova, che oggi assume anche un volto tecnico. Scegliamo, invece, la “via di Neemia”, che mette in risalto il valore del lavoro condiviso per rendere sicura la città di Dio per gli esuli ritornati. Ricostruire oggi significa riconoscere che, nella pluralità di voci e di visioni che talvolta ricorda la dispersione delle lingue, esiste comunque una possibilità luminosa: quella di edificare insieme, trasformando la diversità in una risorsa e facendo dell’ascolto e del dialogo il terreno comune su cui far crescere giustizia e fraternità. E, dentro questa opera condivisa, i cristiani trovano la loro forma propria di costruire: orientare l’agire a Dio, perché alla sua luce il pluralismo non si disperda nel disordine, ma, nella pratica della sinodalità, diventi lo spazio in cui l’umanità ritrova le sue solide fondamenta e il suo fine ultimo. Nell’Apocalisse, Giovanni vede la nuova Gerusalemme «scendere dal cielo, da Dio» (Ap 21,2) come dono per tutta l’umanità. E questa visione di grazia è per noi cristiani una chiamata a lavorare insieme, coltivando una vita comune pacifica, giusta e dignitosa nelle “città” di oggi. Costruire nel bene 11. Costruire una città impostata sul bene comune esige, dunque, in primo luogo, di edificare sulla roccia della relazione con Dio. Riconoscere che la verità del suo amore ci chiama a una vita «in abbondanza» (Gv 10,10) e alla comunione con Lui. Insieme con sant’Agostino, anche noi possiamo dire: «Ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te».8 Dio, infatti, ha inscritto nel nostro cuore un desiderio di felicità che abbraccia tutte le dimensioni della vita, e la Chiesa, nel dialogo con gli uomini e le donne del nostro tempo, avverte l’urgenza di custodire e orientare tale aspirazione verso la sua verità più profonda. 12. In secondo luogo, edificare nel bene significa accettare il limite e la fragilità dell’umanità senza considerarli un errore da correggere. Oggi, il desiderio di pienezza dell’essere umano rischia di essere deviato verso mete ingannevoli: l’illusione di una tecnica che promette di liberarci da ogni fragilità o modelli di benessere che “lasciano indietro” interi popoli. Non di rado, riponiamo la speranza in un potenziamento senza limiti, in forme di progresso che possono esacerbare le disuguaglianze, in soluzioni immediate incapaci di sanare le ferite dei popoli. Così, mentre alcuni inseguono la chimera di un’autoaffermazione illimitata, molti restano privi del necessario. La Chiesa ricorda, con voce umile ma ferma, che la vera realizzazione non nasce dalla rimozione delle fragilità, ma da una crescita armoniosa: là dove libertà e responsabilità si intrecciano con la cura reciproca e la vera solidarietà, e dove il progresso si misura sulla dignità di ciascuno e sul bene dei popoli. 13. Costruire un mondo in cui tutti possono “fiorire” esige, in terzo luogo, una corresponsabilità coraggiosa. Nessuna mano, da sola, è sufficiente a sostenere il peso delle sfide che attraversano il mondo; e nessuna è così debole da non poter offrire il proprio contributo: «La forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza» (2Cor 12,9). A ciascuno il suo tratto di muro: scienziati e ricercatori, imprenditori e lavoratori, educatori e legislatori, società civile, movimenti popolari e comunità di fede. Questa è la logica della sussidiarietà, che valorizza la cooperazione tra generazioni, tra popoli, tra discipline e culture come via maestra per far crescere stabilità, prosperità e pace. Le tensioni e le differenze non devono intimorire: possono diventare energie creative quando sono orientate da una responsabilità condivisa. 14. Infine, edificare nel bene domanda un linguaggio evangelico. Evitiamo parole che umiliano o contrappongono. Scegliamo la chiarezza che illumina e la franchezza che apre vie. Non benediciamo entusiasmi ingenui, non alimentiamo paure sterili. Piuttosto, indichiamo criteri di discernimento – dignità della persona, destinazione universale dei beni, opzione per i poveri, cura della Casa comune, pace – e traduciamoli in prassi.
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Per questo occorre avviare un discernimento condiviso capace di penetrare le radici spirituali e culturali delle trasformazioni in atto. Se ci limitiamo alle contingenze, rischiamo di lasciare che il susseguirsi delle emergenze decida al posto nostro la direzione del cammino. Stiamo vivendo una rapida fase di transizione, un “cambiamento d’epoca”, in cui – mentre alcuni si contendono il futuro delle nuove tecnologie e altri sono impegnati nella riflessione su di esse – la maggior parte delle persone rimane in attesa, osserva da lontano e spera semplicemente che tutto vada per il meglio. Proprio per questo si impongono alla nostra coscienza domande decisive, che non possono più essere eluse: dove stiamo andando? Verso quale meta desideriamo orientarci? Quale direzione scegliere come comunità umana e come popoli?
Microsoft Word - 2026.5.15 Enciclica MH
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La MAGNIFICA UMANITÀ creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme. Ogni generazione riceve in eredità il compito di dare forma al proprio tempo: di far maturare la storia come luogo in cui la dignità di ogni persona sia custodita, la giustizia promossa e la fraternità resa possibile. Ma su ogni epoca incombe il rischio di costruire un mondo disumano e più ingiusto. Là dove l’umanità corre il pericolo di smarrire il proprio volto, noi cristiani alziamo gli occhi verso il Dio che si è fatto carne, sapendo che «solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo».1 Questa magnifica umanità in Gesù Cristo diventa la Via, la Verità e la Vita, aprendo per ciascuno di noi la strada per crescere verso la pienezza.
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Promulgazione della Lettera Enciclica “Magnifica Humanitas” (25 maggio 2026)Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
Scusami, Pace: ho un dubbio.
Non so se abbiamo letto la stessa enciclica. Il passo dell'introduzione che tu citi tra virgolette, io non l'ho trovato (né nell'introduzione, né altrove, per inciso). Il link del testo integrale é nella discussione che ho aperto sull'argomento (che ti deve essere sfuggita: Il leone (decimoquarto) ha ruggito - Forum di discussione dal 2004 ) e lo riporto qui per comodità:
Lettera Enciclica "Magnifica Humanitas" di Papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale (15 maggio 2026)
Cosa devo pensare? Non é il testo ma un tuo riassunto? Hai riportato quanto scritto da altri?
Poco male, basta saperlo. Il testo, forse un po' "verboso" non é di facile lettura. Lo capisco: lo so per esperienza diretta.
Se é "testuale" e sono io che non avessi letto con attenzione adeguata , indicami, per piacere, precisamente da dove hai copincollato il testo che hai riportato.
Le Encicliche Papali sono documenti importanti, quindi: "Un testo é un testo".
Grazie per l'attenzione.
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Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
...non ha cercato abbastanza...
provvidenza divina.jpg
...spero che questa riflessione non offenda nessuno e che nessuno si senta minacciato, oltraggiato, perseguitato...
Originariamente Scritto da Cono:
Eccerto! Il bambino postato da RDC sta ancora aspettando la "manna dal cielo" o che Dio gli invii il figlio per salvarlo, al momento però sta morendo di fame, se già non è morto.Ha mandato Suo Figlio!!!
Niente, viviamo ormai una vita talmente digitale, che anche la Buona Novella della Risurrezione la mettiamo tranquillamente fra le fake news, nel cestino....nella posta indesiderata della nostra vita.
Alienati, disillusi, privi di Speranze e di Valori che riempiono e fanno bella l'esistenza.
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RispostaOriginariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioPerfetto!!! È questa la domanda fondamentale, Tommy.
Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioE Noi siamo stati solo strumenti.... matite: ma chi ha scritto la nostra storia è il Signore!
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