Lettera di un padre al figlio

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • Full di Jack
    Opinionista
    • 29/04/12
    • 904

    #1

    Lettera di un padre al figlio

    Curiosando in rete ho trovato questo scritto di un anonimo che ho trovato toccante, spero che, data l' umanità che tracima da queste righe, abbia scelto la giusta sezione per postarla:


    "
    Lettera di un padre al figlio
    fonte non specificataSe un giorno mi vedrai vecchio: se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi... abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo.

    Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose, non mi interrompere... ascoltami, quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finché non ti addormentavi.

    Quando non voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare... ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perché non volevi fare il bagno.

    Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l'abc; quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso... dammi il tempo necessario per ricordare e se non ci riesco non ti innervosire: la cosa più importante non è quello che dico ma il mio bisogno di essere con te ed averti li che mi ascolti.

    Quando le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo non trattarmi come fossi un peso, vieni verso di me con le tue mani forti nello stesso modo con cui io l'ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi.

    Quando dico che vorrei essere morto... non arrabbiarti, un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo. Cerca di capire che alla mia età non si vive, si sopravvive.

    Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te che ho tentato di spianarti la strada. Dammi un po' del tuo tempo, dammi un po' della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa allo stesso modo in cui io l'ho fatto per te.

    Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza in cambio io ti darò un sorriso e l'immenso amore che ho sempre avuto per te.

    Ti amo figlio mio.
    A presto!
  • Misterikx
    whatever..
    • 24/03/05
    • 15327

    #2
    SE (lettera al figlio)

    Se riesci a conservare il controllo quando tutti
    Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
    Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
    Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
    Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
    O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
    O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
    E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;

    Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
    Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
    Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
    E trattare allo stesso modo quei due impostori;
    Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
    Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
    O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
    E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

    Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
    E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
    E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
    E non dire una parola sulla perdita;
    Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
    A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
    E a tener duro quando in te non resta altro
    Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".

    Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
    E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
    Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
    Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
    Se riesci a occupare il minuto inesorabile
    Dando valore a ogni minuto che passa,
    Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
    E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!

    Rudyard Kipling
    1910
    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

    Comment

    • Il cavaliere nero
      • 15/05/10
      • 1741

      #3
      Originariamente Scritto da Full di Jack Visualizza Messaggio
      Curiosando in rete ho trovato questo scritto di un anonimo che ho trovato toccante, spero che, data l' umanità che tracima da queste righe, abbia scelto la giusta sezione per postarla:


      "
      Lettera di un padre al figlio
      fonte non specificataSe un giorno mi vedrai vecchio: se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi... abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo.

      Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose, non mi interrompere... ascoltami, quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finché non ti addormentavi.

      Quando non voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare... ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perché non volevi fare il bagno.

      Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l'abc; quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso... dammi il tempo necessario per ricordare e se non ci riesco non ti innervosire: la cosa più importante non è quello che dico ma il mio bisogno di essere con te ed averti li che mi ascolti.

      Quando le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo non trattarmi come fossi un peso, vieni verso di me con le tue mani forti nello stesso modo con cui io l'ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi.

      Quando dico che vorrei essere morto... non arrabbiarti, un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo. Cerca di capire che alla mia età non si vive, si sopravvive.

      Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te che ho tentato di spianarti la strada. Dammi un po' del tuo tempo, dammi un po' della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa allo stesso modo in cui io l'ho fatto per te.

      Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza in cambio io ti darò un sorriso e l'immenso amore che ho sempre avuto per te.

      Ti amo figlio mio.
      mi hai fatto commuovere.Giuro! Ciao! (Purtroppo da noi c'è un detto: Un genitore può riuscire ad accudire 100 figli,ma non viceversa.)
      Last edited by Il cavaliere nero; 01-10-2012, 07:08.

      Comment

      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66024

        #4
        Grazie per il post, Full di Jack: Bellissimo!
        amate i vostri nemici

        Comment

        • Full di Jack
          Opinionista
          • 29/04/12
          • 904

          #5
          Mi aspettavo qualche commento da chi non ha avuto genitori particolarmente "attenti" e non si sente molto in debito con loro. Conosco molti genitori che hanno molto da farsi perdonare dai figli.

          E' comunque un buon segno che non ce ne siano stati, forse non abbiamo perso la capacità di perdonare e riusciamo a fare quello che è giusto nei momenti importanti.
          A presto!

          Comment

          • Kyra
            Disappointed Idealist
            • 24/10/05
            • 22455

            #6
            Originariamente Scritto da Full di Jack Visualizza Messaggio
            E' comunque un buon segno che non ce ne siano stati, forse non abbiamo perso la capacità di perdonare e riusciamo a fare quello che è giusto nei momenti importanti.

            Eccomi qua.


            A me non fa venire i brividi e non fa venire nemmeno in mente sentimenti particolarmente meravigliosi. La trovo forzatamente sentimentale, scritta per introiettare un senso del dovere facendo leva sul senso di colpa.
            Mi spiace, ma non credo ci sia alcuna simmetria di doveri tra genitori e figli, se il genitore vuole un badante assicurato per la propria vecchiaia, che ne paghi uno.
            I'm laying down, eating snow
            My fur is hot, my tongue is cold
            On a bed of spider web
            I think of how to change myself

            A lot of hope in a one man tent
            There's no room for innocence
            So take me home before the storm
            Velvet mites will keep us warm.

            Comment

            • terra
              distratta
              • 07/12/09
              • 12689

              #7
              sono d'accordo con kyra. non solo, è spesso falso che le cure dei figli vengano accolte dai genitori in tarda età con un sorriso e amorosa gratitudine.

              Moderatore Arte e letteratura


              terra

              Comment

              • Frutto
                Opinionista
                • 05/02/10
                • 2025

                #8
                ma soprattutto, visto che nessuno sceglie di venire il mondo, mi sembra il minimo che il figlio venga sommerso di cure e premure da parte dei genitori, dal momento che la nascita è stata da loro desiderata e cercata, o se non altro non ostacolata.
                mi sembra pretestuoso pretendere attenzioni in età avanzata con la giustificazione dell' "ho fatto lo stesso per te", ga mancaria.
                No, tu non sei una persona cattiva, tu sei fantastica, sei la persona che preferisco...
                Peccato che di tanto in tanto sai essere una gran troia.

                Comment

                • terra
                  distratta
                  • 07/12/09
                  • 12689

                  #9
                  d'altra parte mi sembra lecito sperare nell'affetto dei figli, sempre che ce lo si sia conquistato a tempo debito e non per un tornaconto futuro.

                  Moderatore Arte e letteratura


                  terra

                  Comment

                  • Frutto
                    Opinionista
                    • 05/02/10
                    • 2025

                    #10
                    anche perchè se uno decide di diventare genitore per mettersi in cassaforte la vecchiaia non è certo una gran persona.
                    se un domani i miei genitori dovessero essere così malridotti al punto da avere bisogno di cure e attenzioni 24/7, dubito che il loro volere sia che io rinunci alla mia vita per curare loro.
                    No, tu non sei una persona cattiva, tu sei fantastica, sei la persona che preferisco...
                    Peccato che di tanto in tanto sai essere una gran troia.

                    Comment

                    • terra
                      distratta
                      • 07/12/09
                      • 12689

                      #11
                      come genitrice posso confermare.

                      Moderatore Arte e letteratura


                      terra

                      Comment

                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66024

                        #12
                        La lettera è bella perchè sollecita un dialogo (profondo) fra generazioni. Cosa della quale la nostra società frettolosa e consumistica ha urgente bisogno, secondo me. Il tono, come dice Kyra, puo' anche apparire melenso, ma qualche corda interiore la tocca.....
                        amate i vostri nemici

                        Comment

                        • terra
                          distratta
                          • 07/12/09
                          • 12689

                          #13
                          non sollecita nessun dialogo, dà istruzioni

                          "from the moment I could talk
                          I was ordered to listen" [cit. cat stevens]

                          Moderatore Arte e letteratura


                          terra

                          Comment

                          • Ailis
                            Banana
                            • 06/05/05
                            • 5301

                            #14
                            Anche secondo me, la lettera in sè non da tutti questi spunti per un dialogo, ma forse per una riflessione si.

                            Quando l'ho letta, ho ripensato un po' al mio lavoro (adesso sono disoccupata) che, fino ad ora, ho potuto mettere in pratica con alcuni stage. A volte si dimentica come si può sentire un paziente o un anziano. Questa lettera dovrebbero leggersela certi colleghi che pensano solo a ritirare lo stipendio alla fine del mese, vabhè....

                            Non è giusto che un figlio si senta obbligato a prendersi cura dei proprio genitori, perchè, per come la penso io, mettere al mondo un bambino dev'essere un atto di amore disinteressato e non un investimento come risorsa umana. Io questa condizione, me la sto vivendo da quando ho avuto un'età per cui mi veniva detto "ora sei anche grande". Vi assicuro che sentirsi visti come una badante dai propri genitori non è bello. Soprattutto se non hai fratelli e/o sorelle e hai la sensazione di essere "proprietà dei tuoi genitori".

                            Un figlio, comunque, può anche prendersi cura del genitore anziano in modo indiretto. Ci si può rivolgere a delle strutture o a del personale idoneo (cioè formato...perchè io non ne posso più di vedere le "badanti" che danno il succo di frutta al nonnino diabetico e disfagico). Questo non significa lavarsene le mani, anzi spesso significa dare un'assistenza migliore.
                            "Nulla si sa, tutto si immagina"
                            Federico Fellini

                            Comment

                            • nahui
                              Astensionista

                              • 05/03/09
                              • 21040

                              #15
                              Più i miei genitori invecchiano, e più invecchio io, più voglio loro bene. Sono ancora più rompiballe, ma in questo vedo un segno di fragilità, di paura. Le visite "di dovere" si stanno allungando sempre di più, ho la percezione di quanto sia prezioso ogni momento che passo con loro. Se sento un dovere, è quello di accompagnarli alla morte così come loro mi hanno accompagnato alla vita: spero davvero di poterlo fare, perchè oggi il problema è anche "potere", oltre che "volere", visto che lavoro, e lavoro lontanissimo da dove loro vivono.
                              Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                              (George Bernard Shaw)

                              Comment

                              Working...