Lettera di un padre al figlio

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  • terra
    distratta
    • 07/12/09
    • 12689

    #46
    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    altrimenti la famiglia si sfascia ed i figli crescono male
    non è automatico.

    Moderatore Arte e letteratura


    terra

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    • nahui
      Astensionista

      • 05/03/09
      • 21040

      #47
      Gli errori commessi sono sanati dall'amore, e l'amore deve essere palese, dichiarato, manifestato, paziente e ragionevole. Specialmente oggi, che siamo nella bambagia fino a trent'anni e oltre, si cresce insieme, genitori e figli, loro educano noi e noi educhiamo loro, è sempre uno scambio, mai un rapporto unilaterale.
      Il rapporto con i miei, spesso non facile, è guarito con la mia età adulta, col diventare a mia volta genitore, e capire che i genitori non sono infallibili, non hanno neanche il dovere di esserlo, forse.
      Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
      (George Bernard Shaw)

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      • Bauxite
        Cosmo-Agonica

        • 25/12/09
        • 36341

        #48
        Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
        Gli errori commessi sono sanati dall'amore, e l'amore deve essere palese, dichiarato, manifestato, paziente e ragionevole. Specialmente oggi, che siamo nella bambagia fino a trent'anni e oltre, si cresce insieme, genitori e figli, loro educano noi e noi educhiamo loro, è sempre uno scambio, mai un rapporto unilaterale.
        Il rapporto con i miei, spesso non facile, è guarito con la mia età adulta, col diventare a mia volta genitore, e capire che i genitori non sono infallibili, non hanno neanche il dovere di esserlo, forse.
        Tenendo conto del fatto che esistono differenti tipi di scambio e differenti cose che ci si "passa" o che ti trapassano, più o meno, il tuo discorso è in parte condivisibile. Non è detto che lo scambio porti ad una crescita dai contenuti positivi, non è detto che si cresca avendo figli, facendo i genitori o essendo semplicemente figli.
        Non so se qualcuno lo ha già scritto prima , ma l'unica cosa che mi viene in mente e di cui trovo conferma nella mia vita da sempre, è che genitori e figli sono persone e non è detto che ci si ami, ci si somigli, ci si apprezzi tra persone nè tra genitori e figli.
        Il problema sul cosa fare si pone quando un genitore si ammala. E magari è proprio quel genitore con cui non hai avuto un buon rapporto, magari è quello che ha fatto danni in famiglia, magari è quello che non ti ha mai dato granché ... e , a dispetto della bambagia a cui accennavi tu, ci si ritrova a dover trovare una via per sè e un modo per regolare le cose da fare.

        (Tempo fa avevo postato un aforisma che, più o meno, dice che le cose che si fanno per dovere sono quelle che fai controvoglia. Magari non tutte, ma tante, aggiungo.)

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24593

          #49
          Originariamente Scritto da Full di Jack Visualizza Messaggio
          Sono d' accordo, a questo punto però l' amore si deve tradurre in educazione. Se manca una certa severità non si riescono ad insegnare quei valori che poreranno i figli ad affrontare nella giusta maniera i problemi della vita ( e l' accudire i genitori anziani è uno di questi problemi).
          dipende dallo spirito con cui si agisce; chi subisce l'esercizio dell'autorità percepisce con estrema precisione il confine tra insegnamento utile e amorevole, sostenuto dal desiderio autentico dela felicità dei figli, e persecuzione "nonnista" che discende da frustrazioni, umiliazioni e infelicità;


          Originariamente Scritto da Full di Jack Visualizza Messaggio
          Dico questo perchè giudico la mia una generazione di smidollati che ha generato altri smidollati che si stanno degnamente riproducendo e si stanno perdendo tanti valori che erano punti di riferimento nella vita, imho.
          aspettiamo che questi 20/30 enni abbiano combinato i disastri, le guerre, gli scempi ambientali, la corruzione ed il degrado umano di cui si sono rese protagoniste le nostre generazioni "adulte", e poi daremo una medaglietta anche a questi "smidollati";
          per il momento, mi sembra di conoscerne parecchi di cui ho una notevole stima umana, soprattutto se comparata a quella che avrei per il me stesso ventenne
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • terra
            distratta
            • 07/12/09
            • 12689

            #50
            ecco, non buttiamo troppo fango su questi ventenni che non sono ancora stati messi alla prova. che poi non sono tutti uguali.

            Moderatore Arte e letteratura


            terra

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            • nahui
              Astensionista

              • 05/03/09
              • 21040

              #51
              Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
              Tenendo conto del fatto che esistono differenti tipi di scambio e differenti cose che ci si "passa" o che ti trapassano, più o meno, il tuo discorso è in parte condivisibile. Non è detto che lo scambio porti ad una crescita dai contenuti positivi, non è detto che si cresca avendo figli, facendo i genitori o essendo semplicemente figli.
              Non so se qualcuno lo ha già scritto prima , ma l'unica cosa che mi viene in mente e di cui trovo conferma nella mia vita da sempre, è che genitori e figli sono persone e non è detto che ci si ami, ci si somigli, ci si apprezzi tra persone nè tra genitori e figli.
              Il problema sul cosa fare si pone quando un genitore si ammala. E magari è proprio quel genitore con cui non hai avuto un buon rapporto, magari è quello che ha fatto danni in famiglia, magari è quello che non ti ha mai dato granché ... e , a dispetto della bambagia a cui accennavi tu, ci si ritrova a dover trovare una via per sè e un modo per regolare le cose da fare.

              (Tempo fa avevo postato un aforisma che, più o meno, dice che le cose che si fanno per dovere sono quelle che fai controvoglia. Magari non tutte, ma tante, aggiungo.)
              E' chiaro che, come in tutte le vicende umane, ognuno parla principalmente in base alla propria esperienza, ed è impossibile generalizzare...
              Io ho avuto un padre "putativo" (il compagno di mia madre per 20 anni) col quale avevo sicuramente maggiore affinità di carattere rispetto a mio padre... L'affetto è elettivo, non c'entra col DNA. Però ho anche capito che i legami di solidarietà familiare, impastati come sono anche di interessi, doveri, sensi di colpa, ricatti e gruppi sanguigni, alla fin fine sono potenti e importanti. Nelle situazioni di crisi (lutti, malattie, problemi familiari) si attivano misteriose reti di assistenza, di supporto, se sei capace di tenere in piedi queste strutture traballanti. Alla fine mi è toccato riconoscere l'importanza dei clan dai quali sono fuggita, ma nei quali sono sicuramente a casa Infatti, appena è girato il vento il padre putativo è completamente scomparso, mentre mio padre e il suo caratteraccio sono sempre lì, ad aiutarmi se ho bisogno, anche se in modo bislacco.
              So per esperienza che la malattia e la morte di genitori con i quali non abbiamo avuto la volontà di riconciliarci sono eventi addirittura più dolorosi e traumatici del normale, devastanti.
              Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
              (George Bernard Shaw)

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24593

                #52
                Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                Nelle situazioni di crisi (lutti, malattie, problemi familiari) si attivano misteriose reti di assistenza, di supporto, se sei capace di tenere in piedi queste strutture traballanti. Alla fine mi è toccato riconoscere l'importanza dei clan...
                nelle situazioni di crisi si mostra la verità dei sentimenti delle persone, a volte generosi, altre meschini; c'è anche chi approfitta delle crisi per affermare un potere o sfogare sentimenti meschini, ecc...

                personalmente, ho tracciato la linea di confine sulla questione dell'autostima:
                chi, con critiche, oppure affetto, intende, tende comunque a rafforzarla è con me;
                chi la vuole abbattere, è contro, semplicemente perché la mia capacità di sopravvivere è più o meno legata a quell'autostima.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66039

                  #53
                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                  dipende dallo spirito con cui si agisce; chi subisce l'esercizio dell'autorità percepisce con estrema precisione il confine tra insegnamento utile e amorevole, sostenuto dal desiderio autentico dela felicità dei figli, e persecuzione "nonnista" che discende da frustrazioni, umiliazioni e infelicità;



                  aspettiamo che questi 20/30 enni abbiano combinato i disastri, le guerre, gli scempi ambientali, la corruzione ed il degrado umano di cui si sono rese protagoniste le nostre generazioni "adulte", e poi daremo una medaglietta anche a questi "smidollati";
                  per il momento, mi sembra di conoscerne parecchi di cui ho una notevole stima umana, soprattutto se comparata a quella che avrei per il me stesso ventenne
                  Proprio perchè ogni generazione ha le sue altezze e le sue profondità, le sue luci e le sue ombre, la questione non stà sull'essere migliori o peggiori di quella precedente, quanto piuttosto sul coltivare reciprocamente le peculiarità, i valori, gli insegnamenti, le caratteristiche proprie di ognuno...
                  Rimetto l'accento sul dialogo: Si può anche litigare, scontrarsi, accusarsi ma è peggio (molto peggio!) chiudere i ponti, evitare di parlarsi e di confrontarsi.
                  amate i vostri nemici

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                  • Bauxite
                    Cosmo-Agonica

                    • 25/12/09
                    • 36341

                    #54
                    Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                    So per esperienza che la malattia e la morte di genitori con i quali non abbiamo avuto la volontà di riconciliarci sono eventi addirittura più dolorosi e traumatici del normale, devastanti.
                    E' questione di motivi per cui le cose non avvengono, spesso il risentimento è l'ultimo dei problemi.
                    In molti casi è proprio consapevolezza di non essere riconosciuti nè come persone nè come figli.

                    Per quanto riguarda i casi di malattie o disgrazie varie, le reazioni, nella mia esperienza, sono svariate, compresa quella della critica verso qualsiasi scelta, compreso il voler imporre, a chi vive una difficoltà, una rinuncia che sia obbligata dalla circostanza.
                    Come se non bastassero le domande che uno si fa da mane a sera ... le famiglie sono come i boschi nelle storie dei Grimm.
                    Last edited by Bauxite; 03-10-2012, 19:18.

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                    • Full di Jack
                      Opinionista
                      • 29/04/12
                      • 904

                      #55
                      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                      aspettiamo che questi 20/30 enni abbiano combinato i disastri, le guerre, gli scempi ambientali, la corruzione ed il degrado umano di cui si sono rese protagoniste le nostre generazioni "adulte", e poi daremo una medaglietta anche a questi "smidollati";
                      per il momento, mi sembra di conoscerne parecchi di cui ho una notevole stima umana, soprattutto se comparata a quella che avrei per il me stesso ventenne
                      Originariamente Scritto da terra Visualizza Messaggio
                      ecco, non buttiamo troppo fango su questi ventenni che non sono ancora stati messi alla prova. che poi non sono tutti uguali.
                      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                      Proprio perchè ogni generazione ha le sue altezze e le sue profondità, le sue luci e le sue ombre, la questione non stà sull'essere migliori o peggiori di quella precedente, quanto piuttosto sul coltivare reciprocamente le peculiarità, i valori, gli insegnamenti, le caratteristiche proprie di ognuno....
                      Due parole sul giudizio lapidario che ho dato sopra riguardante le generazioni e il trend sul calo di valori che che intravedo.

                      Se penso alla generazione precedente la mia vedo persone che hanno dovuto cominciare da zero o quasi, ragazzi che hanno vissuto il periodo misero del dopoguerra e si sono conquistati una vita col proprio lavoro, spesso emigrando o facendo qualunque lavoro trovassero, anche il più duro. Nonostante questa condizione di semi-povertà hanno avuto il coraggio di mettere su famiglia, di fare un mutuo per comprare casa, di fare battaglie sindacali per migliorare il proprio futuro, di fare battaglie politiche per conquistare dei diritti... insomma... c' era una concretezza che si è andata perdendo già dalla discendenza (la mia generazione).

                      Noi (la mia) siamo nati con la pancia piena e a vent' anni eravamo molto più spensierati ed immaturi dei nostri genitori e il primo confronto vero con la vita lo avevamo con il militare. In quegli anni si era già ridotto il numero medio di figli per famiglia e l' età media del matrimonio si era alzata leggermente. I valori erano, però, rimasti intatti : la disponibilità a fare qualunque lavoro, l' importanza del risparmio, il rispetto verso i più anziani, il rispetto dovuto sempre e comunque ai genitori, il rispetto per le istituzioni e per le regole civiche e di civile convivenza.
                      Conoscevamo prima la parola "dovere" e solo dopo la parola "diritto". Oggi la scala dei valori è cambiata, secondo me, in peggio.

                      Spero che i ragazzi che leggono questo 3d capiscano che sto facendo delle considerazioni su intere generazioni, non sui singoli, quello che ho quotato sopra lo condivido perchè anch' io conosco ragazzi molto migliori di quanto fossi io alla loro età e ne intravedo anche qua nel forum quindi auspico che nessuno si senta tirato in causa.

                      Riprendo dicendo che quello che non mi piace oggi è andare ad un corteo sindacale e non vedere gli under-40, non mi piace vedere gente che fa delle rate per andare in vacanza o per l'aifon, non mi piace vedere coppie con figli piccoli separarsi, non mi piace vedere rifiutare il lavoro perchè pesante o malpagato, non mi piace vedere madri che spingono le figlie a fare il book fotografico sperando che lo veda il lelemora di turno, non mi piace vedere scopare con estrema facilità (anche se a vent' anni non avrei chiesto di meglio ), non mi piace vedere un figlio trattare male la mamma o il papà, non mi piace il distacco dei giovani dalla politica anche se lo capisco. Stiamo decadendo, secondo me.

                      Io fino ai ventquattro anni (quando persi mio padre) ne ho fatte più che barabba, non sono un bacchettone moralista, è solo che oggi mi rendo conto che se non avessi avuto radicata quella scala di valori di cui parlavo (e che in quel momento contestavo) probabilmente avrei, in certi momenti, fatto scelte che mi avrebbero peggiorato la vita anzichè migliorarmela.
                      Solo questo.
                      A presto!

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24593

                        #56
                        Originariamente Scritto da Full di Jack Visualizza Messaggio
                        Riprendo dicendo che quello che non mi piace oggi è andare ad un corteo sindacale e non vedere gli under-40, non mi piace vedere gente che fa delle rate per andare in vacanza o per l'aifon, non mi piace vedere coppie con figli piccoli separarsi, non mi piace vedere rifiutare il lavoro perchè pesante o malpagato, non mi piace vedere madri che spingono le figlie a fare il book fotografico sperando che lo veda il lelemora di turno, non mi piace vedere scopare con estrema facilità (anche se a vent' anni non avrei chiesto di meglio ), non mi piace vedere un figlio trattare male la mamma o il papà, non mi piace il distacco dei giovani dalla politica anche se lo capisco. Stiamo decadendo, secondo me.
                        mah, da quasi-cinquantenne poteri essere tentato di solidarizzare, e tuttavia il mio approccio critico mi fa valutare atri aspetti:

                        cioè, che la società i cui valori evochi come "positivi" ha prodotto grandi mostri, che semplicemente diamo per scontati, necessari, e che hanno esattamente costituito le premesse logiche ed ideologiche al decadimento che osservi:
                        tu puoi essere un operaio che ha votato PCI, ti sei fatto un gran culo, ma l'onestissimo Luciano Lama che ha firmato in perfetta buona fede con Agnelli il punto unico di contingenza in cambio della socializzazione delle perdite Fiat ha creato - senza dirtelo - il presupposto di Marchionne; se ci pensi bene, nonostante la personale buona fede, quelle scelte collettive sono state uno dei primi grandi tradimenti dell'idea di risparmio, così come quella di indebitarsi per assumere ad libitum e ad marchettam nello stato e parastato amici, protetti, elettori, ecc...

                        l'ascetico Berlinguer predicava in perfetta buona fede un'austerità degna della sua visione ideale, che però celava l'assoluta incomprensione del mondo umano a cui egli si rivolgeva, nonché delle circostanze reali che muovevano quello stesso mondo;

                        l'obbedienza nei confronti del "padre" è anche il presupposto morale che ha consentito a generazioni di brave persone di mettersi una divisa e andare a sterminare altre brave persone, a rischio della propria stessa vita e in perfetta buona fede; ecc...

                        nel tuo raginamento, sentimentalmente comprensibile, l'errore sta nell'osservare come centrali le motivazioni individuali, dove il vizio stava nell'aggregato ideologico, mentre la società individualista di oggi mette nudo i "vizi" dopo averli semplicemente democratizzati, non creati;

                        quelle famiglie con bimbi piccoli che restavano "unite" erano solo luoghi in cui qualcuno - le donne nella quasi totalità - semplicemente si rassegnavano a subire sofferenze atroci, anche per l'impossibilità culturale di concepire se stesse come soggetti,

                        cioè, quella società "virtuosa" che immagini sembrava tale solo perché il vizo era occulto e in moltissimi erano costretti a pagare il prezzo di quell'apparenza;

                        mi spieghi in virtù di quale assunto un padre, o un anziano, debba in quanto tale essere destinatario di una particolare devozione e rispetto a prescindere dal suo comportamento o dalle idee e nozioni di cui si fa portatore ?
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • nahui
                          Astensionista

                          • 05/03/09
                          • 21040

                          #57
                          Questa cosa dell'assenza dei giovani alle manifestazioni ed agli scioperi è una cosa che ho notato anch'io, molto triste.


                          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                          nelle situazioni di crisi si mostra la verità dei sentimenti delle persone, a volte generosi, altre meschini; c'è anche chi approfitta delle crisi per affermare un potere o sfogare sentimenti meschini, ecc...

                          personalmente, ho tracciato la linea di confine sulla questione dell'autostima:
                          chi, con critiche, oppure affetto, intende, tende comunque a rafforzarla è con me;
                          chi la vuole abbattere, è contro, semplicemente perché la mia capacità di sopravvivere è più o meno legata a quell'autostima.
                          Ti rispondo con ritardo, perchè ci ho pensato a lungo. E' giusto difendersi dal male che i genitori, consapevolmente o inconsapevolmente, ci fanno. E' sacrosanto.
                          Però vorrei spiegare una cosa che ho capito dopo molti anni, e che mi ha aiutato a disinnescare certi meccanismi di attacco perversi. I genitori si sentono responsabili di ogni debolezza, ogni insuccesso, ogni dolore dei figli, spesso irragionevolmente. Ma ovviamente non tutti avvertono questo senso di colpa a livello consapevole, quindi quando il figlio ha una pena d'amore, non riesce a trovare lavoro, si ammala, a cinque come a cinquant'anni, i più deboli scaricano questo dolore, questa frustrazione di non poterlo o non saperlo aiutare proprio su quel figlio che ha bisogno di aiuto e dovrebbero sostenere. Non riescono a reggere il senso di colpa e ti aggrediscono: "E' colpa tua!" (Sottinteso "Non è colpa mia"!). E allora il più forte, il più intelligente, il più razionale tra i due - che non può basare la propria autostima solo sugli sproloqui di un vecchietto - deve disinnescare la bomba e dirglielo chiaro e tondo: "Non è colpa tua", perchè la maggior parte delle cazzate le facciamo da soli, o le subiamo semplicemente per caso.
                          Ti faccio un esempio tratto dalla mia esperienza: lo scorso Natale, ospite come ogni anno da mia madre, non abbiamo fatto altro che litigare, lei insofferente, piantava grane con mio padre (sono divorziati), immaginava complotti e attacchi che erano solo nella sua testa, finchè sbotta: "Lo so che mi odiate perchè ho lasciato vostro padre!" Nel 1978! Mi si è accesa una lampadina nella testa, le ho detto: "Se hai sensi di colpa sono fatti tuoi, non li sfogare su di me. Ti abbiamo sempre sostenuto, abbiamo formato una famiglia serena col tuo compagno, ecc. ecc. ecc.". Insomma, per quagliare: ho capito che mi attaccava perchè si sentiva in colpa nei miei confronti, quindi il gesto di pace doveva venire da me, se l'avessi aspettato da lei, campa cavallo...
                          Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                          (George Bernard Shaw)

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                          • terra
                            distratta
                            • 07/12/09
                            • 12689

                            #58
                            Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                            Questa cosa dell'assenza dei giovani alle manifestazioni ed agli scioperi è una cosa che ho notato anch'io, molto triste.
                            negli ultimi anni ho fatto più manifestazioni con mia figlia che da sola, l'ho trovata una cosa bellissima - quel senso di continuità, come dire. però è vero che l'età media in corteo sembra essersi alzata molto.

                            Moderatore Arte e letteratura


                            terra

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24593

                              #59
                              Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                              Però vorrei spiegare una cosa che ho capito dopo molti anni, e che mi ha aiutato a disinnescare certi meccanismi di attacco perversi. I genitori si sentono responsabili di ogni debolezza, ogni insuccesso, ogni dolore dei figli, spesso irragionevolmente...
                              questa è la parte della "buona fede", e riposa comunque su un sentimento amorevole;

                              poi c'è la parte "in ombra", che attiene al potere e al condzionamento; se l'educazione è strutturata in modo tale da assegnare un ruolo penalizzante - niente di più facile, educato e incruento, basta manifestare diuturnamente e concretamente sfiducia - l'unica alternativa al conflitto è subire e adeguarsi; oppure ignorare : "sì, ti lascio parlare ma penso tu sia uno stronzo...", e il messaggio arriva comunque; anche questo può essere un rapporto umano, ma insomma...

                              proprio in questi giorni ho l'ennesima dimostrazione di quanto devastanti siano nel lungo periodo gli effetti di dell'obbedienza al precetto di ruolo, nell'incapacità di di affrontare motivatamente ed esplicitamente un conflitto.
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • nahui
                                Astensionista

                                • 05/03/09
                                • 21040

                                #60
                                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                                questa è la parte della "buona fede", e riposa comunque su un sentimento amorevole;

                                poi c'è la parte "in ombra", che attiene al potere e al condzionamento; se l'educazione è strutturata in modo tale da assegnare un ruolo penalizzante - niente di più facile, educato e incruento, basta manifestare diuturnamente e concretamente sfiducia - l'unica alternativa al conflitto è subire e adeguarsi; oppure ignorare : "sì, ti lascio parlare ma penso tu sia uno stronzo...", e il messaggio arriva comunque; anche questo può essere un rapporto umano, ma insomma...

                                proprio in questi giorni ho l'ennesima dimostrazione di quanto devastanti siano nel lungo periodo gli effetti di dell'obbedienza al precetto di ruolo, nell'incapacità di di affrontare motivatamente ed esplicitamente un conflitto.
                                Ma tu davvero pensi che si possa odiare un figlio? Volere consapevolmente il suo male? E perchè poi? Io penso che questi siano casi limite, patologici, che poco hanno a che fare con le normali dinamiche di rapporti pure problematici.
                                Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                                (George Bernard Shaw)

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