Curiosita' evangelica

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #1

    Curiosita' evangelica

    Mi piacerebbe conoscere le esperienze, ben dettagliate possibilmente, di quelli che dicono di aver incontrato Gesù.
    Come, quando e perché.
    La mia è pura curiosità, e non nasconde niente di beffardo.
    Ovviamente le descrizioni saranno tempestate di domande per conoscerne i dettagli, almeno spero.
    Io direi che prima di dire: lo dice Dio, è Gesù che lo vuole, lo spirito mi ha illuminato, bisogna dimostrarlo, altrimenti ogni discussione, tra l'altro non teologica ed esegetica, rimarrà sempre fumosa........e Il gatto giustamente miagola....e lo spirito va a farsi fottere ( scusate le ultime espressioni ma quando " ce vò ce vò").
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Sentiamo, sentiamo che ci dicono

    Comment

    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      nessun chiamato si presenta alla leva, ma forse l'accento costituisce un ostacolo insuperabile in alto loco.

      Comment

      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #4
        Dove l'hai presa quella faccetta, io non ce l'ho.

        Comment

        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #5
          Se vai in modalita', in basso a destra al centro, hai la possibilita' di accedere a tutte le icone invece che solo aquelle piu' utilizzate sceglindo altro sotto al gruppetto proposto.

          Comment

          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66024

            #6
            "Io sono la Resurrezione e la Vita" Queste parole di Gesù Cristo si sono realizzate nella mia vita: Ero morto e adesso vivo. Ho sperimentato il tedio della vita, il non senso, la pesantezza del vivere subito dopo la morte di mia figlia: Una chiusura completa a Dio, agli altri e alla vita. Al colmo della mia angoscia, fui invitato ad ascoltare una catechesi sul Figliol Prodigo, in parrocchia.
            Controvoglia e riottoso, per non essere scortese, mi decisi ad andare. Da quel momento la mia vita cambiò. Gesù Cristo si fece presente CONCRETAMENTE nella mia esistenza: Fidandomi solo un poco di Lui, ho sperimentato come vere le Sue Parole ("Io sono la Resurrezione e la Vita"). Ho ripreso forza, coraggio, voglia di vivere. Mi son riaperto alla vita, abbiamo avuto altri figli, sperimentiamo ogni giorno la Provvidenza di Dio (sono in cassa integrazione da mesi) usciamo, facciamo volontariato, ci impegniamo come possiamo per gli altri....Abbiamo visto meraviglie compiersi intorno a noi!
            Possono anche deridermi, imprigionarmi, torturarmi, ma mai potranno farmi dire che Gesù Cristo è un pensiero....un'astrazione....un concetto....
            amate i vostri nemici

            Comment

            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #7
              ma come puoi aver incarnato il concetto" Io sono la resurrezione e la vita" se ancora non sei morto. Morto intendo fisicamente non moralmente; di morti morali è pieno il mondo.

              Comment

              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #8
                Vabbè, ma uno, come si sente morto, può pure sentirsi un risorto, anche se correntemente ci si sente sopravvissuti, anche di questi è pieno il mondo.
                Poi se leghi le tue sensazioni/convinzioni ad un particolare fattore scatenante o di alimentazione ecco che è semplicissimo attribuire a quel fattore la causa/merito di averti fatto sopravvivere.

                Resta la domanda delle cento pistole, cosa ti dice che il tutto sia opera di un intervento esterno e non dei normali processi mentali perchè non è raro nemmeno che l'lelemento casuale che una volta può averti tratto d'impaccio da una situazione pericolosa sia poi preso come un talismano con poteri propri tale da avere "sempre" la capacità autonoma di intervenire a tuo favore.
                Aspetti che rendono la cosa valida per se stessi quando la si adotta, ma ben poco si presta per essere esportata per risolvere i problemi altrui dovendo intervenire su altre teste con altre storie.

                Comment

                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #9
                  Certo oltre ai morti viventi ci sono anche i sopravvissuti ai quali tu ti riferisci immedesimandotici e secondo me fai bene perché la sopravvivenza è una nobile arte che ha permesso di evolverci attraverso il notro Dna che ha trasmessi i vari caratteri acquisiti; ma le domande da risolvere sono sempre svariate anche per chi ama la sintesi:
                  - siamo noi esseri umani che siamo stati bravi ad adeguarci all'ambiente?;
                  -chi siamo, se siamo uguali oppure come siamo? se qualcuno è diverso [ ovviamente non parlo dell'esteriorità fisica ma della nostra persona intera con esteriorità ed interiorità, a seconda se le consideriamo solo legate al corpo ( aspetto considerato dalla scienza)o anche indipendenti dal corpo ( aspetto considerato di solito da chi crede ad una nostra parte divina)]
                  altra domanda è se quello che facciamo serve a qualcosa.
                  Per concludere altrimenti chissà dove vado vorrei consigliarti di considerare che qualsiasi atto di fede assomiglia più ad una scatola da riempire che ad una scatola già piena.
                  La fede è un sentimento che dura tutta le vita e non è ad uso esclusivo di chi te la professa, ma di chi ci crede.

                  Comment

                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #10
                    Appunto, devi crederci, cosa difficilmente esportabile in chi ha una sua solidità e facilmente esportabile, come dimostra il variegato esistente dei credi, in chi deve compensare una sua fragilità con rinforzi da procurarsi esternamente.
                    Poi il credere ha anche le sue sfumature perchè è anche il prosieguo sintetico di uno sviluppo proprio che porta in proprio autonomamente a certe conclusioni proprie, ma questi soggetti scarsamente sono dediti all'inport & export che caratterizza gli altri.

                    Comment

                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66024

                      #11
                      Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                      ma come puoi aver incarnato il concetto" Io sono la resurrezione e la vita" se ancora non sei morto. Morto intendo fisicamente non moralmente; di morti morali è pieno il mondo.
                      C'è una morte dell'essere, ben più profonda di quella corporale, Crep. Gesù Cristo viene a darti e a trasmetterti la Vita DENTRO, nella tua anima. Come anticipazione
                      di quella fisica...
                      amate i vostri nemici

                      Comment

                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #12
                        Un Dio dei vivi che trasmette la morte agli uomini che non sono ancora morti fisicamente?
                        Questa per me è pura astrazione e quantomeno non è una testimonianza concreta.
                        Le umane astrattezze vivono finché vive l'uomo che le ha concepite e non hanno niente di concreto di ciò che ha predicato Gesù.

                        Comment

                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66024

                          #13
                          Vi è una vita fisica destinata alla tomba e vi è una vita eterna che nessuna tomba può contenere: quella della comunione con il Padre: «Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro» (Gv 20,17), e della comunione fraterna: «Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita perché amiamo i fratelli», vita che oltrepassa ogni tomba. Gesù non è venuto a prolungare vite biologiche ma a donare ai destinati al sepolcro la vita eterna, quella degli amati per sempre che amano per sempre, sciolti dalla prigione della morte e del disamore. Egli ha il potere di fare questo, di fare cioè risorgere i morti preparando loro un posto accanto a sé proprio perché è Amore e l'amore è Vita che genera vita. Che fare? L'unica cosa richiesta è la risposta alla domanda: «Credi tu questo?» a Gesù il Risorto-Vivente che sta davanti a te come Vita, datore della vita eterna qui e ora? Un dono che ove accolto genera nel presente la «compagnia dei risorti», visibile nell'adorazione dell'Abbà e nell'amore fraterno. Lì la morte seconda,eterna, non ha più presa e la morte prima, fisica, è un sonno per il risveglio e un attraversamento per la vita. Non resta allora che andare a Dio- vita presente in Cristo- vita per avere la vita, da un Gesù-Signore che si commuove profondamente, che scoppia in pianto e che si turba indignandosi nei confronti della morte e che urla: «Lazzaro, vieni fuori»(Gv 11,43).

                          A me, concretamente, quel giorno Gesù Cristo ha rivolto le medesime parole, Crepuscolo: "Claudio, vieni fuori!"
                          Io sono soltanto spettatore. Spettatore di un'opera immensa di Gesù nella mia vita.
                          amate i vostri nemici

                          Comment

                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #14
                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            Vi è una vita fisica destinata alla tomba e vi è una vita eterna che nessuna tomba può contenere:Un dono che ove accolto genera nel presente la «compagnia dei risorti», visibile nell'adorazione dell'Abbà e nell'amore fraterno. Lì la morte seconda,eterna, non ha più presa e la morte prima, fisica, è un sonno per il risveglio e un attraversamento per la vita. Non resta allora che andare a Dio- vita presente in Cristo- vita per avere la vita, da un Gesù-Signore che si commuove profondamente, che scoppia in pianto e che si turba indignandosi nei confronti della morte e che urla: «Lazzaro, vieni fuori»(Gv 11,43).

                            A me, concretamente, quel giorno Gesù Cristo ha rivolto le medesime parole, Crepuscolo: "Claudio, vieni fuori!"
                            Io sono soltanto spettatore. Spettatore di un'opera immensa di Gesù nella mia vita.
                            Questa è teologia ed esegesi, non sono esempi pratici.
                            Cono, è inutile prolungare il discorso se non vengono esposti fatti concreti e personali, quindi se vuoi dire la tua devi dire come, quando e perché se c'è.

                            Comment

                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66024

                              #15
                              Ti ho risposto il 2 agosto, alle 9,42: L'esperienza più forte di tutta la mia vita.
                              amate i vostri nemici

                              Comment

                              Working...