La fede

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #1

    La fede

    Innanzi tutto la fede non è né una cosa e né un pensiero astratto e, per averla giusta, io credo bisognerebbe tentare di definirla.
    In questo sito di religiosità spesso si parla di fede non non si esprime mai che cosa essa sia.
    indagando su che cosa essa richieda.
    Secondo l'esperto in Cristologia Jean Galot, al quale umilmente mi associo, la fede richiede la RICERCA STORICA, perché vuole ILLUMINARE il suo oggetto, io sostanza io direi che da astratta e multiforme possa diventare concreta e unica o meglio vera, dato che non esistono secondo il nostro intelletto due verità.
    La fede in Cristo quindi è una fede nel Gesù storico per la conoscenza del quale esistono svariatissimi studi di eminenti studiosi, uno dei quali è lo stesso Jaen Galot che esprime il suo personale pensiero nel libro intitolato " Chi sei tu, o Cristo?"


    Ps.
    Hai capito cono?
    O no?

    Scusate il fuori tema.
  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66039

    #2
    Cosa c'è da capire, carissimo? Hai detto tutto te. Omettendo però la parte più importante: Sull'esistenza storica del Cristo nessuno ha ormai più dubbi. La cosa che distingue gli storici dai credenti, è la Sua Resurrezione. Qua occorre varcarla, la soglia della fede. Altrimenti, Gesù rimane un personaggio soltanto storico. Affascinante quanto si vuole, ma che non cambia l'esistenza dell'uomo che, volente o nolente, avrà sempre paura della morte. La fede nella Resurrezione, invece, lo libera, lo fà esultare di gioia indicibile!
    amate i vostri nemici

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #3
      Allora non hai capito, il busillis non verte sull'esistenza di Gesù, fatto ormai certo, come tu prendi per buono; l'indagine verte, cosa assai difficile da capire, su chi era Gesù, in quanto il pensiero di Gesù nei Vangeli è stato percepito ( percepito non vuol dire capito, capire il divino è pressoché impossibile, non so per te vale, ma per le menti umane sì, come gli apostoli testimoni, fino a chi li ha scritti, i vangeli; allora bisogna scremare a tal punto da arrivare a ciò che Gesù pensava di sé, poiché, per gli Israeliti era un bestemmiatore , per i Romani un ribelle, per i suoi un mistero e per chi ha scritto, un messia, un messia figli di Dio ed un messia figlio del Dio vivente. Per non citare i laici, per alcuni un comunista, per altri un mago, per alcuni un furbacchione mentre per altri un invasato, per altri ancora un poveretto illuso stritolato dal sistema, ecc, ecc, ecc.

      Tu, o cono, che fai parte di una parte del Cristianesimo, quello Cattolico Romano, all'interrogativo:
      " Chi sei tu, o Cristo?"
      cosa risponderesti dentro e fuori di te?

      Per quanto riguarda poi la resurrezione ci sono svariate cosa prima da chiarire come ad esempio:
      -risorgeranno tutti?
      oppure,
      -chi risorgerà dove si troverà, al Paradiso o all'Inferno, intendendo noi cristiani per Paradiso il Regno dei Cieli di Gesù, e qui ci colleghiamo alla domanda iniziale, com'era che Gesù intendeva per Regno dei Cieli?
      -ecc,
      -ecc,
      -ecc.

      Ps.
      Chi si ferma è perduto
      Last edited by crepuscolo; 28-11-2013, 14:06.

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66039

        #4
        Risponderei come Pietro: Tu sei il Cristo. Il figlio del Dio vivente. Il Salvatore del mondo!
        E le Parole del Cristo sulla Resurrezione non lasciano adito a dubbi sulla questione che poni:

        Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 32E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. 41Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 42Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 43ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 44Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 45Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. 46E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna». (Matteo 25)
        amate i vostri nemici

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        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #5
          Ma ovviamente Simon Pietro rispose secondo quanto lui conosceva della tradizione, infatti quando Gesù gli disse che a Gerusalemme il figlio dell'uomo avrebbe molto sofferto e sarebbe stato messo a morte dagli anziani, restò assai confuso e cercò addirittura di persuaderlo che ciò non sarebbe mai successo, apostrofato subito da Gesù come un pensante diabolico. Evidentemente tutto ciò spiega chiaramente che Pietro non aveva per niente capito chi era Gesù e qual'era la sua funzione.

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66039

            #6
            Tutti quanti gli Apostoli ebbero bisogno dello Spirito Santo, infatti, per capire il disegno divino e viverlo in prima persona....

            "Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà" (Giovanni 16:13, 14)

            Solo con l'aiuto dello Spirito, hanno potuto vivere da veri cristiani. Fino al martirio, come il loro Maestro.
            amate i vostri nemici

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #7
              O con, lascia perdere lo spirito santo ( che nessuno sa com'è fatto visto che anche lui è Dio secondo la dottrina della trinità alla quale il cristianesimo ortodosso si ispira), io parlo di Gesù da vivo e vegeto.
              Come tu ben sai gli esperti di Vangeli dividono i racconti, ivi narrati in due categorie collegate a 2 periodi ben precisi ed omogenei, quindi anche facilmente, individuabili:

              1) prima della resurrezione, quando cioè Gesù era vivo e vegeto;
              2) dopo la resurrezione quando Gesù era già morto.

              Lo spirito al quale tu ti riferisci è addirittura seguente alla scomparsa di Gesù.
              Ti dico questo per farti capire che i Vangeli parlano di un Gesù storico il quale in qualche maniera, razionalmente non si sa bene come, è paragonabile e percepibile dai nostri comuni sensi, un essere vivente in carne ed ossa, tanto calzate bene da morirne; poi c'è un Gesù misterioso che sfugge ai nostri pensieri diventando quindi oggetto di fantasticherie ed astrattezze.
              ripetuta iuvant, non si sa bene a chi, a chi ha la bocca od a chi ha le orecchie? , te lo ripeto per l'ennesima volta.
              E' vero che nel vangelo lo spirito ( sottolineato che lui soffia quando e dove vuole, come ci conferma Gesù parlando con Nicodemo, ( quindi vuol dire che lo spirito è anche libero da ogni umana costrizione mentale e tanto meno fisica, come Nicodemo stesso constatò quella sera). Inoltre Gesù con il suo spirito ( o di Dio o forse metà per uno, boh!, chi lo sa?) ci fa immergere in situazioni al di fuori della comune normalità come assistere o fare miracoli, intravvedere il futuro, interpretare il passato, ecc, oppure il parlare lingue intese da tutti, saper confortare, conoscere la misericordia, fare pochissimi miracoli, tutte situazioni che Gesù aveva fatto conoscere ai suoi già in precedenza, quando li mandò ramenghi per la Galilea ad imparare i fondamenti del suo dire.
              Mi fermo che vado a dar da mangiare agli affamati papagallini.
              Manderò una foto di essi, loro, voi, noi ....sé mai,il più tardi possibile.
              Saluti.
              Crep


              Ps.
              si, cono tutto bello e buono, ma la fede del tema o viceversa, dov'è?
              temporalmente e spazialmente ovviamente
              Last edited by crepuscolo; 02-12-2013, 18:37.

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66039

                #8
                Noi crediamo e proclamiamo l'INTEREZZA di Gesù Cristo: Vero Dio e vero Uomo! Non a compartimenti stagni come lo dipingi tu...
                Cristo è stato ed è presente sempre, nella Storia. La fede nella Resurrezione ha prodotto (materialmente e visibilmente) la Chiesa, i Santi, i piccoli sconosciuti credenti che ogni giorno pregano, aiutano, sovvengono il loro Prossimo
                amate i vostri nemici

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                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #9
                  Chi noi?
                  Io comunque non dipingo ma disegno

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66039

                    #10
                    Si, vabbè...
                    amate i vostri nemici

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #11
                      ...cosa?

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                      • Shangrilla
                        Opinionista
                        • 23/01/14
                        • 107

                        #12
                        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                        Tutti quanti gli Apostoli ebbero bisogno dello Spirito Santo, infatti, per capire il disegno divino e viverlo in prima persona....

                        "Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà" (Giovanni 16:13, 14)

                        Solo con l'aiuto dello Spirito, hanno potuto vivere da veri cristiani. Fino al martirio, come il loro Maestro.
                        La fede e' quella virtù' teologale che per definizione e' certezza delle cose sperate e allora una come me osa sperare tutto perché' vuole tutto e lo avrà' quando un giorno il Signore le dirà' " ti sia fatto secondo la tua fede"'.

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                          Opinionista
                          • 01/02/14
                          • 25

                          #13
                          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                          Innanzi tutto la fede non è né una cosa e né un pensiero astratto e, per averla giusta, io credo bisognerebbe tentare di definirla.
                          Io penso che la fede sia un'intima convinzione sentimentale o, almeno, così vivo la mia (che è diversa dalla tua). La fede è un dono meraviglioso ma è del tutto inutile se non sviluppiamo una mente compassionevole e se non aiutiamo concretamente gli altri esseri viventi. Ed è su questi ultimi due aspetti (rispetto ai quali, purtroppo, ammetto di essere ancora molto manchevole) che preferisco e debbo concentrarmi e lavorare piuttosto che perdermi nei tortuosi vortici della speculazione teologica.

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                          • crepuscolo
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                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #14
                            Per ma la fede non si discosta molto dalla speranza. Poi per quanto riguarda la compassione io credo che sia un sentimento che fa parte del carattere della persona, non credo quindi che essa sia da sviluppare, o uno ce l'ha o non ce l'ha; ad esempio io non potrei mai essere un cacciatore perché ho compassione degli animali, specialmente se indifesi.

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                              • 01/02/14
                              • 25

                              #15
                              Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                              Per ma la fede non si discosta molto dalla speranza.
                              Se la fede fosse solo speranza, tutti gli esseri umani ne sarebbero dotati poiché tutti sperano in qualcosa. La vera fede è avere grande e ferma fiducia nel fatto che ciò che si spera certamente avverrà. Anche un ateo/agnostico può ardentemente sperare, in cuor suo, di sopravvivere alla morte fisica e ricongiungersi con i cari estinti ma, allo stesso tempo, dubita fortemente o addirittura è certo che tutto ciò non potrà mai avvenire.



                              Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                              Poi per quanto riguarda la compassione io credo che sia un sentimento che fa parte del carattere della persona, non credo quindi che essa sia da sviluppare, o uno ce l'ha o non ce l'ha;
                              Se c'è la volontà, l'impegno, la giusta motivazione, la giusta perseveranza ed il corretto metodo, è assolutamente possibile trasformare la propria mente, rendendola più compassionevole ed altruistica. Questo, secondo me, è lo scopo ed il senso essenziale della spiritualità. Naturalmente è anche la cosa più difficile, mentre molto facile è dichiarare di credere in questo o in quello. Ma conformare realmente e concretamente la propria esistenza secondo i parametri di quello che si afferma di credere, ciò è estremamente arduo.

                              Anche l'amore è "un sentimento che fa parte del carattere della persona", come la compassione, dunque anche quello (secondo il tuo ragionamento) uno dovrebbe averlo o non averlo e non poterlo sviluppare. Eppure che cosa è il comandamento "ama il tuo prossimo come te stesso" se non un invito a sviluppare amore? O forse il Cristo si rivolgeva solo a chi quell'amore ce lo aveva già insito nel carattere?

                              Il carattere non è qualcosa di granitico, immutabile e, sotto questo aspetto, i cristiani dovrebbero avere l'esempio di Paolo che era il più feroce dei persecutori cristiani, per poi divenire il più attivo, energico ed irruente degli apostoli.

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