Esiste l?inferno di fuoco?

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  • andreric
    Opinionista
    • 26/04/14
    • 883

    #1

    Esiste l?inferno di fuoco?

    COSA CREDONO MOLTI “Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell’inferno, ‘il fuoco eterno’” (Catechismo della Chiesa Cattolica, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 1992, n.*1035). Alcuni leader religiosi affermano che l’inferno sia uno stato di assoluto isolamento e completa separazione da Dio.
    LA VERITÀ DELLA BIBBIA “L’anima che pecca, essa stessa morirà” (Ezechiele 18:4). I morti “non sono consci di nulla” (Ecclesiaste 9:5). Se l’anima muore e perde così coscienza di sé, com’è possibile che provi il dolore del “fuoco eterno” o della separazione eterna da Dio?
    Nella Bibbia la parola ebraica e quella greca spesso tradotte “inferno” si riferiscono in realtà alla comune tomba del genere umano. Ad esempio, mentre soffriva per una dolorosa malattia, Giobbe pregò: “Oh, se tu volessi nascondermi nella tomba [“nell’inferno”, Sales]” (Giobbe 14:13, CEI, 1988). Giobbe desiderava riposare, non in un luogo di tormento o in uno stato di isolamento da Dio, ma nella tomba.
    PERCHÉ È IMPORTANTE Invece di avvicinarci a Dio, il pensiero che sia crudele non fa che allontanarci da lui. “Sin dall’infanzia mi era stata insegnata la dottrina dell’inferno di fuoco”, racconta Rocío, che vive in Messico. “Ero così terrorizzata che non riuscivo nemmeno a immaginare che Dio avesse delle buone qualità. Credevo fosse inflessibile e sempre adirato”.
    Il modo chiaro in cui la Bibbia parla dei giudizi di Dio e della condizione dei morti aiutò Rocío a cambiare opinione su di lui. “Mi sentii libera, come se mi fosse stato tolto di dosso un grosso peso”, dice. “Cominciai a convincermi che Dio desidera il meglio per noi, che ci ama e che anch’io potevo amarlo. È come un padre che prende per mano i suoi figli e vuole che siano felici” (Isaia 41:13).
    Molti cercano di essere persone devote per paura dell’inferno di fuoco, ma Dio non vuole che lo serviamo perché siamo terrorizzati da lui. Piuttosto, Gesù disse: “Devi amare il tuo Dio” (Marco 12:29,*30). Inoltre, quando capiamo che Dio agisce sempre con giustizia, non temiamo i suoi giudizi futuri. Come Eliu, amico di Giobbe, possiamo affermare con convinzione: “Dio, l’Onnipotente, non fa cose storte e ingiuste” (Giobbe 34:10, Parola del Signore).
    Che ne pensate? Saluti ciao Riccardo
  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66039

    #2
    L'Inferno ce lo possiamo costruire pian piano fin da questa vita, purtroppo. Sarà il risultato delle nostre scelte, voglio dire. Luogo preciso o condizione esistenziale, è spesso descritto dallo stesso Gesù Cristo molte volte nei Vangeli....
    amate i vostri nemici

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      Il problema si pone a monte visto che deve essere dimostrata l'esistenza di dio e ne consegue che tutto l'ambaradan che ne deriva e' pura letteratura.
      Per cui porsi la questione sull'esistenza dell'inferno e nel caso quale e' il suo funzionamento e' puro esercizio dialettico.

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66039

        #4
        Vabbè, al topic-starter interessa la questione. E l'ha posta, giustamente, in Spiritualità.
        amate i vostri nemici

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #5
          Va bene, non esiste l'inferno, quindi come decidi il suo funzionamento?
          Poi quale esercizio di interpretazione si possono valutare i vari modelli che nel tempo sono stati propinati alla gente.

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          • andreric
            Opinionista
            • 26/04/14
            • 883

            #6
            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
            L'Inferno ce lo possiamo costruire pian piano fin da questa vita, purtroppo. Sarà il risultato delle nostre scelte, voglio dire. Luogo preciso o condizione esistenziale, è spesso descritto dallo stesso Gesù Cristo molte volte nei Vangeli....
            Caro Cono tu dici che Gesù ha citato l'inferno nei Vangeli , bene citami i passi e ne possiamo parlare
            Ciao Riccardo

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66039

              #7
              Poi Gesù lasciò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si accostarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». 37 Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. 38 Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno, 39 e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli. 40 Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. 41 Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità 42 e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. 43 Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda! (Matteo 13)

              Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze. 27 Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d'iniquità! 28 Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori. 29 Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. 30 Ed ecco, ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi e alcuni tra i primi che saranno ultimi». (Luca 13)

              E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna. (Matteo 10)
              amate i vostri nemici

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              • andreric
                Opinionista
                • 26/04/14
                • 883

                #8
                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                Poi Gesù lasciò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si accostarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». 37 Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. 38 Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno, 39 e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli. 40 Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. 41 Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità 42 e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. 43 Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda! (Matteo 13)

                Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze. 27 Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d'iniquità! 28 Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori. 29 Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. 30 Ed ecco, ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi e alcuni tra i primi che saranno ultimi». (Luca 13)

                E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna. (Matteo 10)
                Se il tuo occhio ti fa commettere il male”, disse Gesù, “strappalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, piuttosto che avere due occhi ed essere gettato all’inferno, dove si soffre sempre [o “dove il loro verme non muore”, nota in calce] e il fuoco non finisce mai”. —*MARCO 9:47,*48, Parola del Signore (PS).
                In un’altra circostanza, Gesù parlò di un periodo di giudizio in cui avrebbe detto ai malvagi: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli”. Disse anche che questi sarebbero andati “al supplizio eterno”. —*MATTEO 25:41,*46, CEI.
                IN UN primo momento potrebbe sembrare che le parole di Gesù riportate sopra sostengano la dottrina dell’inferno. Naturalmente Gesù non intendeva contraddire la Parola di Dio, che dice esplicitamente: “I morti non sanno nulla”. —*Qoèlet [Ecclesiaste] 9:5, CEI.
                A cosa si riferiva dunque Gesù parlando di chi è gettato “all’inferno”? Il “fuoco eterno” contro cui mise in guardia Gesù è letterale o simbolico? In che senso i malvagi se ne vanno “al supplizio eterno”? Esaminiamo queste domande una alla volta.
                A cosa si riferiva Gesù parlando di chi è gettato “all’inferno”? La parola greca originale tradotta “inferno” in Marco 9:47 è gèenna. Il termine deriva dall’ebraico geh hinnòm, che significa “valle di Innom”. Questa valle si trovava nelle immediate vicinanze dell’antica Gerusalemme. Ai giorni dei re di Israele veniva usata per il sacrificio di bambini, una pratica abominevole che Dio condannava. Dio disse che avrebbe giustiziato coloro che compivano un simile atto di falsa adorazione. La valle di Innom sarebbe stata quindi chiamata “valle del massacro”, dove “i cadaveri di questo popolo” sarebbero rimasti insepolti. (Geremia 7:30-34, Nuova Riveduta [NVR]) Pertanto Geova predisse che la valle di Innom sarebbe diventata un luogo per eliminare in massa cadaveri, non per tormentare vittime ancora in vita.
                Ai giorni di Gesù gli abitanti di Gerusalemme utilizzavano la valle di Innom come discarica. Vi gettavano i corpi morti di abietti criminali e tenevano sempre acceso il fuoco per eliminare i rifiuti e i cadaveri.
                Parlando dei vermi che non muoiono e del fuoco che non finisce mai, a quanto pare Gesù alludeva a Isaia 66:24. Riguardo ai “cadaveri degli uomini che si sono ribellati a [Dio]”, Isaia dice che “il loro verme non morirà, e il loro fuoco non si estinguerà”. (NVR) Gesù e i suoi ascoltatori sapevano che queste parole di Isaia si riferivano al modo in cui venivano eliminati i cadaveri di coloro che non meritavano una sepoltura.
                Perciò Gesù usò la valle di Innom, o Geenna, come appropriato simbolo di morte senza speranza di risurrezione. Fece capire bene questo punto avvertendo che Dio “ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna”. (Matteo 10:28, CEI) La Geenna rappresenta la morte eterna, non il tormento eterno.
                Il “fuoco eterno” contro cui mise in guardia Gesù è letterale o simbolico? Si noti che il “fuoco eterno” menzionato da Gesù, come si legge in Matteo 25:41, era preparato “per il Diavolo e per i suoi angeli”. Pensate che il fuoco letterale possa bruciare le creature spirituali? Oppure Gesù stava usando il termine “fuoco” in senso simbolico? Di certo “le pecore” e “i capri” menzionati nello stesso discorso non sono letterali; sono termini che stanno a indicare due categorie di persone. (Matteo 25:32,*33) Il fuoco eterno di cui parlò Gesù brucia completamente i malvagi in senso figurato.
                In che senso i malvagi se ne vanno “al supplizio eterno”? Sebbene in Matteo 25:46 molte traduzioni usino termini come “punizione” e “pene”, la parola greca kòlasis ha a che fare sostanzialmente col “tenere sotto controllo la crescita degli alberi”, ossia la diramatura o potatura dei rami inutili. Quindi, mentre quelli simili a pecore ricevono la vita eterna, quelli simili a capri, impenitenti, subiscono il “supplizio eterno”, essendo annientati per sempre.
                Saluti ciao Riccardo

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  A cosa si riferiva dunque Gesù parlando di chi è gettato “all’inferno”? Il “fuoco eterno” contro cui mise in guardia Gesù è letterale o simbolico? In che senso i malvagi se ne vanno “al supplizio eterno”? Esaminiamo queste domande una alla volta.


                  Mi sembra che si entri nel campo delle interpretazioni e li ogni autore, in funzione del proprio punto di vista, puo' interpretare quello che gli pare purche' abbia una minima plusibilita' linguistica.
                  Mancando ogni possibilita' di riscontro con il dato autentico dimostrato tale che valore si puo' dare a interpretazioni diverse fra loro dichiarate veri da chi le propone e false da tutti gli altri?
                  Uno puo' essere esteticamente attratto da una tesi piuttosto che da un'altra, ma cio sul piano dello stabilire cosa e' vero e cosa no non dice niente.

                  Comment

                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24593

                    #10
                    Originariamente Scritto da dietrologo
                    se riuscirò un giorno a diventare mod di questa sezione la smetterete di voler discutere coi copia incolla
                    no, aspetta; qui il confronto è interessante, nonostante le citazioni...


                    Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                    Mi sembra che si entri nel campo delle interpretazioni e li ogni autore, in funzione del proprio punto di vista, puo' interpretare quello che gli pare purche' abbia una minima plusibilita' linguistica.
                    Mancando ogni possibilita' di riscontro con il dato autentico dimostrato tale che valore si puo' dare a interpretazioni diverse fra loro dichiarate veri da chi le propone e false da tutti gli altri?
                    Uno puo' essere esteticamente attratto da una tesi piuttosto che da un'altra, ma cio sul piano dello stabilire cosa e' vero e cosa no non dice niente.
                    beh, quello che dici è spesso vero, ma lo è molto se si è pigri;

                    volendo approfondire - ma è faticoso, e su quello speculano i preti - dei vincoli ermeneutici e anche più generali di senso e di coerenza si possono trovare, ed escludere determinate interpretazioni a favore di altre; poi, dipende da quanto ti interessa...

                    a me interessa soprattutto perché mi offre chiavi di interpretazione generale della cultura umana e delle propensioni al giudizio e pre-giudizio; insomma per la filosofia, che è comunque un esercizio spesso faticoso.
                    c'è del lardo in Garfagnana

                    Comment

                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #11
                      Ma qua mi sembrano porre la questione se su due piedi in modo spiccio se uno e' convinto, o comunque credicchia che l'inferno esiste e nel caso se va a metano o a kerosene avio.
                      Certo che dal punto di vista dello studioso certi voli interpretativi non li puoi fare, ma a quel punto non decidi se quanto affermato esiste, ma decidi che voto dare in filosofia, cosa senza conseguenze nel dopo morti e su cui non ci sacrifichi una vita.
                      Diverso invece se la bruciano kerosene avio che scalda piu' del metano e tu in qualche modo ci credi.

                      La trama generale e' chiara, l'inferno ti deve torturare se non obbedisci e zitto, il come e' secondario, resta solo se crederci o meno.

                      Comment

                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24593

                        #12
                        Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                        Ma qua mi sembrano porre la questione se su due piedi in modo spiccio se uno e' convinto, o comunque credicchia che l'inferno esiste e nel caso se va a metano o a kerosene avio.
                        beh, non proprio, se valuti le implicazioni;

                        qui, il punto sollevato è l'eventuale allegoricità che si può attribuire a determinate enunciazioni evangeliche, in rapporto ad interpretazioni invece inscatolate nella dottrina come "autentiche";

                        il portato di questo confronto può essere rilevantissimo, perché la maggior verosimiglianza filologica - quindi scientifica - ti scopre, come un affresco nascosto sotto un altro, letture completamente diverse, in cui potrebbe intendersi - per restare nel 3d - che l'inferno è la condizione "qui ed ora", il che a sua volta lascia intendere tutt'altra nozione dell'Aldilà, ecc...

                        ora, religione e Bibbia possono interessare o meno; ma nel momento in cui se ne discute sotto il profilo filologico, filosofico e culturale in generale, sarebbe bene non equiparare un dottrinalismo rigido come lo conosciamo nella prassi cattolica, alle modalità dottrinarie che maturano nell'ambito di un principio di "libero esame", e che sono di volta in volta opinabili, ma che concettualmente appartengono ad una modalità molto diversa di approccio, perché riconoscono intrinsecamente l'opinabilità;

                        cioè, Riccardo dice: è così perché lo spiego in questo modo, dove la sua spiegazione si apre alla dialettica, quand'anche lui pretenda sia "autentica";
                        il cattolico invece dice: è così perché lo dice la Chiesa, investita da Gesù e animata dallo S. Santo, dove la dialettica è esclusa a priori;
                        a prescindere dal merito di ciò che si afferma, il salto è notevole; cioè, ribalta tutto, quanto a conseguenze...
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #13
                          Glielo dicevo che ad essere troppo precisi e descrittivi era cosa negativa che portava ad intrappolarsi nelle proprie affermazioni dovendole poi difendere tutte fino alla morte.

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                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #14
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            beh, non proprio, se valuti le implicazioni;

                            qui, il punto sollevato è l'eventuale allegoricità che si può attribuire a determinate enunciazioni evangeliche, in rapporto ad interpretazioni invece inscatolate nella dottrina come "autentiche";

                            il portato di questo confronto può essere rilevantissimo, perché la maggior verosimiglianza filologica - quindi scientifica - ti scopre, come un affresco nascosto sotto un altro, letture completamente diverse, in cui potrebbe intendersi - per restare nel 3d - che l'inferno è la condizione "qui ed ora", il che a sua volta lascia intendere tutt'altra nozione dell'Aldilà, ecc...

                            ora, religione e Bibbia possono interessare o meno; ma nel momento in cui se ne discute sotto il profilo filologico, filosofico e culturale in generale, sarebbe bene non equiparare un dottrinalismo rigido come lo conosciamo nella prassi cattolica, alle modalità dottrinarie che maturano nell'ambito di un principio di "libero esame", e che sono di volta in volta opinabili, ma che concettualmente appartengono ad una modalità molto diversa di approccio, perché riconoscono intrinsecamente l'opinabilità;

                            cioè, Riccardo dice: è così perché lo spiego in questo modo, dove la sua spiegazione si apre alla dialettica, quand'anche lui pretenda sia "autentica";
                            il cattolico invece dice: è così perché lo dice la Chiesa, investita da Gesù e animata dallo S. Santo, dove la dialettica è esclusa a priori;
                            a prescindere dal merito di ciò che si afferma, il salto è notevole; cioè, ribalta tutto, quanto a conseguenze...
                            Condivido il tuo spirito di discutere argomenti specialmente se in qualche maniera suffragati, per lo meno filologicamente, e ambientati; sarebbe interessante approfondire il vero significato di Inferno ed a me sembra che Riccardo abbia fatto buon discorso specialmente approfondendo il significato di geenne ( tra l'altro ne avevo parlato anch'io qui un paio di anni fa ma allora il discorso finì in sloga, vediamo ora).
                            Comunque se il tema va farò anch'io qualche ricerca.
                            Last edited by crepuscolo; 15-05-2014, 18:46.

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                            • Bauxite
                              Cosmo-Agonica

                              • 25/12/09
                              • 36341

                              #15
                              Esistono i barbecue mal riusciti.

                              Comment

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