Il marito è capo della moglie” (Efesini 5:23)
COSA DICE LA BIBBIA Perché in famiglia le cose vadano bene è necessario che qualcuno abbia l’ultima parola nelle decisioni da prendere. La Bibbia affida questa responsabilità al marito. Ma questo non lo autorizza a essere un despota o un prepotente, e nemmeno gli permette di sottrarsi alle proprie responsabilità, perdendo così il rispetto della moglie e addossandole un peso non necessario. Al contrario, Dio vuole che il marito faccia tutto il possibile per prendersi cura della moglie e per onorarla quale sua compagna più intima e fidata (1*Timoteo 5:8; 1*Pietro 3:7). In Efesini 5:28 si legge: “I mariti devono amare le loro mogli come i propri corpi”.
Un marito che ama davvero sua moglie ne valorizza capacità e talenti; rispetta la sua opinione e ne tiene conto, specialmente su questioni che riguardano l’intera famiglia. Un uomo non dovrebbe pretendere che si faccia a modo suo solo perché è il capofamiglia. Quando il devoto Abraamo respinse il saggio consiglio di sua moglie Sara su una questione familiare, Geova, riferendosi a Sara, gli disse: “Ascolta la sua voce” (Genesi 21:9-12). Abraamo diede umilmente ascolto alla moglie e la famiglia poté godere di pace e unità, con la benedizione di Dio.
La Bibbia enuncia la sostanza del principio dell’autorità in Efesini 5:22-24: “Le mogli siano sottomesse ai loro mariti come al Signore, perché il marito è capo della moglie come anche il Cristo è capo della congregazione . . . Infatti, come la congregazione è sottomessa al Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in ogni cosa”. Come “capo della moglie”, è il marito ad avere la responsabilità di dirigere la propria famiglia, mentre la moglie segue la sua guida e ne rispetta l’autorità. —*Efesini 5:33.
L’autorità del marito è limitata dal fatto che egli stesso è soggetto a Dio e a Cristo. Non ha la facoltà di costringere la moglie a infrangere le leggi di Dio o a violare la sua coscienza educata secondo la Bibbia. Entro questi limiti Dio gli ha comunque affidato la responsabilità di prendere decisioni importanti per la famiglia. —*Romani 7:2; 1*Corinti 11:3.
La Bibbia dà istruzioni al marito perché eserciti l’autorità in modo altruistico, anteponendo il bene della moglie al proprio. Efesini 5:25 dice: “Mariti, continuate ad amare le vostre mogli, come anche il Cristo amò la congregazione e si consegnò per essa”. Il marito che segue il massimo esempio di amore, quello dato da Cristo, non eserciterà mai l’autorità pensando solo al proprio tornaconto.
La Bibbia, inoltre, ordina all’uomo di dimorare con la moglie “secondo conoscenza”. (1*Pietro 3:7) Non dovrebbe semplicemente essere consapevole delle differenze fisiche ed emotive esistenti tra uomo e donna, ma anche comprendere i bisogni della moglie.
“La tua compagna”
È necessario che la moglie rimanga del tutto passiva per dimostrarsi sottomessa? Pensate a Sara, citata nella Bibbia come esempio di ubbidienza al marito Abraamo. (1*Pietro 3:5,*6) Si sottomise sia in questioni di rilievo, come lasciare un’abitazione confortevole per vivere da nomade in tende, che in questioni di minore importanza, come improvvisare un pasto. (Genesi 12:5-9; 18:6) Di fronte a un problema serio, però, espresse più volte un punto di vista del tutto diverso da quello di Abraamo. Questo successe quando voleva che il marito mandasse via la concubina Agar e il figlio primogenito, Ismaele. Invece di rimproverare Sara, Dio disse ad Abraamo di ‘ascoltare la sua voce’. Nel frattempo Sara continuò ad essere sottomessa ad Abraamo, aspettando che fosse lui a mandare via Agar e Ismaele piuttosto che farlo lei stessa. —*Genesi 21:8-14.
L’esempio di Sara mostra che invece di limitarsi a vivere all’ombra del marito, la moglie deve essere sua “compagna”, ricoprendo un ruolo onorevole. (Malachia 2:14) Il suo contributo è prezioso quando si prendono decisioni in famiglia e le è dato un certo grado di autorità: spesso è lei ad occuparsi della casa e a gestire anche alcune questioni finanziarie. Naturalmente è responsabilità del marito, in qualità di capofamiglia, prendere le decisioni finali. —*Proverbi 31:10-31; 1*Timoteo 5:14.
Rispetto per Colui che ha istituito il matrimonio
Geova Dio creò l’uomo e la donna, e istituì il matrimonio per unirli in un vincolo sacro. (Genesi 2:18-24) Stabilì anche i rispettivi ruoli, ricoprendo i quali marito e moglie sarebbero stati veramente felici. —*Deuteronomio 24:5; Proverbi 5:18.
Essendo Colui che ha istituito il matrimonio, Geova ha sia il diritto che la capacità di stabilire princìpi che lo regolino. Se assolvono i rispettivi ruoli e si attengono alla disposizione divina dell’autorità, non solo per i suoi vantaggi pratici ma anche per rispetto verso l’autorità di Dio, i coniugi ottengono il suo favore e il suo sostegno.
COSA DICE LA BIBBIA Perché in famiglia le cose vadano bene è necessario che qualcuno abbia l’ultima parola nelle decisioni da prendere. La Bibbia affida questa responsabilità al marito. Ma questo non lo autorizza a essere un despota o un prepotente, e nemmeno gli permette di sottrarsi alle proprie responsabilità, perdendo così il rispetto della moglie e addossandole un peso non necessario. Al contrario, Dio vuole che il marito faccia tutto il possibile per prendersi cura della moglie e per onorarla quale sua compagna più intima e fidata (1*Timoteo 5:8; 1*Pietro 3:7). In Efesini 5:28 si legge: “I mariti devono amare le loro mogli come i propri corpi”.
Un marito che ama davvero sua moglie ne valorizza capacità e talenti; rispetta la sua opinione e ne tiene conto, specialmente su questioni che riguardano l’intera famiglia. Un uomo non dovrebbe pretendere che si faccia a modo suo solo perché è il capofamiglia. Quando il devoto Abraamo respinse il saggio consiglio di sua moglie Sara su una questione familiare, Geova, riferendosi a Sara, gli disse: “Ascolta la sua voce” (Genesi 21:9-12). Abraamo diede umilmente ascolto alla moglie e la famiglia poté godere di pace e unità, con la benedizione di Dio.
La Bibbia enuncia la sostanza del principio dell’autorità in Efesini 5:22-24: “Le mogli siano sottomesse ai loro mariti come al Signore, perché il marito è capo della moglie come anche il Cristo è capo della congregazione . . . Infatti, come la congregazione è sottomessa al Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in ogni cosa”. Come “capo della moglie”, è il marito ad avere la responsabilità di dirigere la propria famiglia, mentre la moglie segue la sua guida e ne rispetta l’autorità. —*Efesini 5:33.
L’autorità del marito è limitata dal fatto che egli stesso è soggetto a Dio e a Cristo. Non ha la facoltà di costringere la moglie a infrangere le leggi di Dio o a violare la sua coscienza educata secondo la Bibbia. Entro questi limiti Dio gli ha comunque affidato la responsabilità di prendere decisioni importanti per la famiglia. —*Romani 7:2; 1*Corinti 11:3.
La Bibbia dà istruzioni al marito perché eserciti l’autorità in modo altruistico, anteponendo il bene della moglie al proprio. Efesini 5:25 dice: “Mariti, continuate ad amare le vostre mogli, come anche il Cristo amò la congregazione e si consegnò per essa”. Il marito che segue il massimo esempio di amore, quello dato da Cristo, non eserciterà mai l’autorità pensando solo al proprio tornaconto.
La Bibbia, inoltre, ordina all’uomo di dimorare con la moglie “secondo conoscenza”. (1*Pietro 3:7) Non dovrebbe semplicemente essere consapevole delle differenze fisiche ed emotive esistenti tra uomo e donna, ma anche comprendere i bisogni della moglie.
“La tua compagna”
È necessario che la moglie rimanga del tutto passiva per dimostrarsi sottomessa? Pensate a Sara, citata nella Bibbia come esempio di ubbidienza al marito Abraamo. (1*Pietro 3:5,*6) Si sottomise sia in questioni di rilievo, come lasciare un’abitazione confortevole per vivere da nomade in tende, che in questioni di minore importanza, come improvvisare un pasto. (Genesi 12:5-9; 18:6) Di fronte a un problema serio, però, espresse più volte un punto di vista del tutto diverso da quello di Abraamo. Questo successe quando voleva che il marito mandasse via la concubina Agar e il figlio primogenito, Ismaele. Invece di rimproverare Sara, Dio disse ad Abraamo di ‘ascoltare la sua voce’. Nel frattempo Sara continuò ad essere sottomessa ad Abraamo, aspettando che fosse lui a mandare via Agar e Ismaele piuttosto che farlo lei stessa. —*Genesi 21:8-14.
L’esempio di Sara mostra che invece di limitarsi a vivere all’ombra del marito, la moglie deve essere sua “compagna”, ricoprendo un ruolo onorevole. (Malachia 2:14) Il suo contributo è prezioso quando si prendono decisioni in famiglia e le è dato un certo grado di autorità: spesso è lei ad occuparsi della casa e a gestire anche alcune questioni finanziarie. Naturalmente è responsabilità del marito, in qualità di capofamiglia, prendere le decisioni finali. —*Proverbi 31:10-31; 1*Timoteo 5:14.
Rispetto per Colui che ha istituito il matrimonio
Geova Dio creò l’uomo e la donna, e istituì il matrimonio per unirli in un vincolo sacro. (Genesi 2:18-24) Stabilì anche i rispettivi ruoli, ricoprendo i quali marito e moglie sarebbero stati veramente felici. —*Deuteronomio 24:5; Proverbi 5:18.
Essendo Colui che ha istituito il matrimonio, Geova ha sia il diritto che la capacità di stabilire princìpi che lo regolino. Se assolvono i rispettivi ruoli e si attengono alla disposizione divina dell’autorità, non solo per i suoi vantaggi pratici ma anche per rispetto verso l’autorità di Dio, i coniugi ottengono il suo favore e il suo sostegno.
Aiutatemi ed aiutateci a capire ferventi credenti.
Esisterà un perchè spero, un motivo, una qualche verità.
Il dubbio c'è. Cosa abbiamo di sbagliato? Cosa ci manca altrimenti?
Dio ha "tirato a sorte" o ci sono caratteristiche peculiari dietro la scelta di un sesso rispetto ad un altro?
Insomma, diteci qualcosa.



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