La sottomissione della donna\moglie

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • Vega
    Opinionista

    • 04/05/05
    • 17954

    #46
    E te che raccatti per curiosità? Ti va tutto bene? Lavoro, salute, famiglia, soldi, realizzazione personale...?
    Sarai tanto messo meglio degli altri, di chi non crede? Ti comporterai davvero meglio? Mmmmhhhhh...

    Ma invece di tergiversare sui principi di dio, perchè non ti prendi le tue responsabilità e non ci dici come mai trovi giusto che un essere umano si sottometta ad un altro, come mai gongoli della sottomissione delle donne?
    Scrivi, scrivi...siamo tutt'occhi!!
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

    Comment

    • andreric
      Opinionista
      • 26/04/14
      • 883

      #47
      Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
      E te che raccatti per curiosità? Ti va tutto bene? Lavoro, salute, famiglia, soldi, realizzazione personale...?
      Sarai tanto messo meglio degli altri, di chi non crede? Ti comporterai davvero meglio? Mmmmhhhhh...

      Ma invece di tergiversare sui principi di dio, perchè non ti prendi le tue responsabilità e non ci dici come mai trovi giusto che un essere umano si sottometta ad un altro, come mai gongoli della sottomissione delle donne?
      Scrivi, scrivi...siamo tutt'occhi!!
      Caro Vega , non stò dicendo che a me va tutto bene , dico solo che si vive meglio mettendo in pratica i principi biblici nella propria vita e ci da una speranza per il futuro , poi ripeto ogniuno siamo liberi ciao Riccardo

      Comment

      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #48
        Fai pensare ad una sharia di tipo biblico.

        Comment

        • Vega
          Opinionista

          • 04/05/05
          • 17954

          #49
          Originariamente Scritto da andreric Visualizza Messaggio
          Caro Vega , non stò dicendo che a me va tutto bene , dico solo che si vive meglio mettendo in pratica i principi biblici nella propria vita e ci da una speranza per il futuro , poi ripeto ogniuno siamo liberi ciao Riccardo
          Quindi tu metti in pratica la sottomissione di altri esseri umani, nel caso in questione le donne. Ci dici perchè, cosa ti piace?
          Ci spieghi a questo punto i ruoli?
          Non nicchiare.
          Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

          Comment

          • andreric
            Opinionista
            • 26/04/14
            • 883

            #50
            Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
            Quindi tu metti in pratica la sottomissione di altri esseri umani, nel caso in questione le donne. Ci dici perchè, cosa ti piace?
            Ci spieghi a questo punto i ruoli?
            Non nicchiare.
            Caro Vega
            La famiglia è il nucleo fondamentale della società umana. In essa marito e moglie possono trovare compagnia reciproca e i figli possono essere protetti ed educati finché diventano adulti. (Proverbi 5:15-21; Efesini 6:1-4) Questa nobile disposizione va organizzata in modo da permettere ai componenti della famiglia di vivere in pace e armonia. Geova ottiene questo risultato grazie al principio dell’autorità, riassunto nelle seguenti parole che si trovano in 1*Corinti 11:3: “Il capo di ogni uomo è il Cristo; a sua volta il capo della donna è l’uomo; a sua volta il capo del Cristo è Dio”.
            Il marito è il capo della famiglia. Ma c’è un capo sopra di lui: Gesù Cristo. Paolo scrisse: “Mariti, continuate ad amare le vostre mogli, come anche il Cristo amò la congregazione e si consegnò per essa”. (Efesini 5:25) Un marito dimostra la sua sottomissione a Cristo quando tratta la moglie come Gesù ha sempre trattato la congregazione. (1*Giovanni 2:6) A Gesù è stata conferita grande autorità, ma egli la esercita con la massima delicatezza, il massimo amore e la massima ragionevolezza. (Matteo 20:25-28) Come uomo, Gesù non abusò mai della propria posizione di autorità. Era “d’indole mite e modesto di cuore”, e chiamava i suoi seguaci “amici” anziché “schiavi”. “Io vi ristorerò”, promise loro, ed è proprio quello che fece. —*Matteo 11:28,*29; Giovanni 15:15.
            L’esempio di Gesù insegna ai mariti che l’autorità cristiana non conferisce un potere dispotico. Implica invece rispetto e amore altruistico. Questo chiaramente esclude qualsiasi maltrattamento fisico o verbale del coniuge. (Efesini 4:29, 31,*32; 5:28,*29; Colossesi 3:19) Se un cristiano dovesse maltrattare la moglie, le sue opere buone sarebbero prive di valore e le sue preghiere sarebbero impedite. —*1*Corinti 13:1-3; 1*Pietro 3:7.
            Quando un marito imita l’esempio di Cristo, è più facile per la moglie attenersi alle parole di Efesini 5:22,*23: “Le mogli siano sottomesse ai loro mariti come al Signore, perché il marito è capo della moglie come anche il Cristo è capo della congregazione”. Come il marito deve essere sottomesso a Cristo, così la moglie deve essere sottomessa al marito. La Bibbia spiega inoltre che le mogli capaci meritano onore e lode per la loro devota saggezza e operosità. —*Proverbi 31:10-31.
            La sottomissione della moglie cristiana al marito è relativa. Questo significa che si deve ubbidire a Dio e non all’uomo se sottomettersi in una determinata questione significherebbe violare la legge divina. Anche in questo caso la salda presa di posizione della moglie dovrebbe essere temperata da uno “spirito quieto e mite”. Dovrebbe essere evidente che la conoscenza di Dio l’ha resa una moglie migliore. (1*Pietro 3:1-4) Lo stesso si può dire del cristiano la cui moglie non è credente. L’adesione ai princìpi biblici dovrebbe renderlo un marito migliore.
            16 Efesini 6:1 indica il ruolo dei figli, dicendo: “Siate ubbidienti ai vostri genitori unitamente al Signore, poiché questo è giusto”. I figli cristiani seguono l’esempio di Gesù, che mentre cresceva rimase sottomesso ai genitori. Essendo un ragazzo ubbidiente, “progrediva in sapienza e crescita fisica e nel favore di Dio e degli uomini”. —*Luca 2:51,*52.
            Il modo in cui i genitori assolvono le proprie responsabilità può determinare se i figli rispetteranno l’autorità o si ribelleranno. (Proverbi 22:6) Quindi i genitori farebbero bene a chiedersi: ‘Esercito l’autorità in maniera amorevole o dura? Sono permissivo?’ Il genitore devoto sarà amorevole e premuroso, eppure fermo nell’attenersi ai princìpi biblici. Appropriatamente Paolo scrisse: “Padri, non irritate [letteralmente “non provocate ad ira”] i vostri figli, ma continuate ad allevarli nella disciplina e nella norma mentale di Geova”. —*Efesini 6:4; Colossesi 3:21.
            I genitori dovrebbero vagliare i propri metodi educativi, specie se desiderano che i figli siano ubbidienti e quindi che siano per loro fonte di gioia. (Proverbi 23:24,*25) Nella Bibbia la disciplina è fondamentalmente una forma di istruzione. (Proverbi 4:1; 8:33) È legata all’amore e alla mitezza, non all’ira e alla brutalità. Perciò i genitori cristiani devono agire con saggezza e padroneggiarsi quando disciplinano i figli. —*Proverbi 1:7
            Ciao Riccardo

            Comment

            • Vega
              Opinionista

              • 04/05/05
              • 17954

              #51
              Questa nobile disposizione va organizzata in modo da permettere ai componenti della famiglia di vivere in pace e armonia.
              Nobile disposizione...via...ma poi, se fosse così giusta e buona dovremmo essere tutti contenti da tempo di vivere così, invece...Mi sa che Geova ha perso qualche colpo.

              E' una bella utopia per il maschio e per chi ci crede, per chi tende a volere o conservare il suo gradino più alto di quell'altro.

              Insomma, ci tagliate fuori più o meno da una gestione equa e paritaria di noi stesse, della famiglia, magari anche del lavoro.
              Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

              Comment

              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #52
                Qualunque regolamento ambisce a far vivere meglio, in generale e mediamente otterrebbe pure il risultato se non fosse che le regole dettate da altri per realizzare la propria visione del mondo restano indigeste a chi le deve solo che rispettare.
                E per ovviare a queste resistenze si e' pensato di farle dire a dio a che se qualcuno osa opporre resistenza gli si puo' dire non io, ma dio lo dice e vuole, mo tu lo fai, per il tuo bene e quello superiore della collettivita'

                Comment

                • andreric
                  Opinionista
                  • 26/04/14
                  • 883

                  #53
                  Carissimi dipende da noi , Dio ripeto ci ha lasciato liberi di scegliere, poi ogni uno è libero di scegliere ciao Riccardo

                  Comment

                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #54
                    La liberta' implica l'assenza di pressioni che inducano una scelta preferenziale e quindi chi sceglie liberamente valuta solo su criteri che ha inventato lui per se stesso.
                    Nella situazione invece la scelta e' contornata da notevoli minacce e promesse di premi, nonche' da stringenti obblighi piu' o meno espliciti esercitati dal gruppo e dalla cultura dominante in cui si e' immersi.
                    Ci vuole fantasia a definire libera quella scelta, comparabile ad una scelta fatta con una pistola puntata alla tempia dove comunque si puo' dire che hai scelto tu di farti sparare e nessuno ti obbligava a farlo.

                    Comment

                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24584

                      #55
                      Originariamente Scritto da andreric Visualizza Messaggio
                      Carissimi dipende da noi , Dio ripeto ci ha lasciato liberi di scegliere, poi ogni uno è libero di scegliere ciao Riccardo
                      beh, tu cita pure la Bibbia, ma un dio che istituisce un qualsiasi principio di autorità tra esseri umani non è certamente il dio di Gesù e del Vangelo, se lo si legge con onestà;

                      le interpretazioni anti-ugualitarie e le dottrine di sottomissione sono solo l'espressione meschina del potere che si richiama ad una "tradizione", e oltretutto sono la premessa della stessa infelicità di quelli che a quel potere aspirano, perché chi esercita un'autorità non sarà mai amato, né può essere amato chi cerca il potere di ricatto morale del martirio;

                      voi che credete in queste cose siete dei gran bestemmiatori, perché imputate a Dio un precetto di infelicità che deturpa il Creato, nonostante tante belle parole sulla virtù;

                      non c'è niente di buono e giusto che possa scaturire da questa idea dei rapporti tra le persone, e chi addita la "crisi" della famiglia come conseguenza dell'allontanamento da questi precetti cupi e ingiusti confonde il sintomo con la malattia, laddove questa è esattamente l'idea di famiglia che queste dottrine scellerate hanno imposto per millenni, educando le persone al possesso e al potere sul prossimo.
                      c'è del lardo in Garfagnana

                      Comment

                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66028

                        #56
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        mah... i precetti vanno collocati nella realtà e nell'insieme della dottrina:
                        se a questa concezione del matrimonio come un giogo - che già evoca un'immagine cupa e punitiva di per sé - aggiungi, per esempio, il divieto della contraccezione, oltre all'insieme delle tare sessiste della società, di fatto l'uomo - come è sempre stato - gode di una grande libertà e addirittura dell'istituto della prostituzione;
                        mentre la donna non può fare lo stesso, per il rischio della gravidanza;

                        in una società patriarcale, questa idea del sottomettersi a vicenda è una triste burla;



                        che bello ?
                        ma che significa in concreto soffrire per la persona amata ?
                        io trovo spaventosa questa nozione dell'amore infarcita di sofferenza...


                        ecco, questa figurazione dell'amore come "dono" e "dedizione" la trovo una delle perversioni del Vangelo più maligne operate dalla Chiesa:

                        la spiegazione è semplice: questa è la catechesi impartita per secoli alla donna, perché l'idea di farsi "dono" per il marito - comunque in posizione di autorità e libertà sociale infinitamente maggiore - serviva a far accettare alla donna la condizione di sottomessa, a farla rassegnare col conforto della parvenza di un ruolo attivo, poiché il matrimonio era il più delle volte subito e non scelto;

                        la perversione dialettica peggiore è che con la perifrasi della "dedizione" il coniuge si trasforma in oggetto e l'idea stessa di amore che viene inculcata non è quella di una relazione tra due persone come oggetto dell'amore, ma del possesso della persona che si dice di "amare", la quale diviene oggetto, anche nel caso lo faccia di sua sponte;

                        mi spiace Cono, ma secondo me la tradizione e la dottrina della Chiesa in tema di famiglia e rapporti coniugali è davvero brutta, cupa e spaventosa;
                        Dio ce ne scampi, come per fortuna sembra aver voluto negli ultimi decenni, almeno nel mondo cristiano...
                        Soffrire e dare la vita per l'altro non vuol dire fare sforzi inauditi e incomprensibili, Axe: E' il naturale proseguimento del modello che Cristo ha dato agli uomini e alle donne che vogliono seguirLo.....
                        Significa mettere il bene dell'altro prima del tuo, cercare la sua realizzazione prima della tua, vivere in simbiosi pur essendo diversi. A volte diversissimi! E quando nel Matrimonio accade questo, con l'aiuto di Dio, si vive un'anticipazione di Paradiso....

                        «L'immagine di Dio è la coppia di sposi», ha esordito il Papa, che ha pronunciato la catechesi quasi interamente a braccio: «Non soltanto il maschio, non soltanto l'uomo, ma tutt'e due». All'inizio del libro della Genesi, il primo libro della Bibbia, a coronamento del racconto della creazione - ha ricordato il Papa - si dice: «Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò... Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un'unica carne». «Siamo creati per amare, come riflesso di Dio e del suo amore», ha commentato il Papa: «E nell'unione coniugale l'uomo e la donna realizzano questa vocazione nel segno della reciprocità e della comunione di vita piena e definitiva».

                        «Il matrimonio è icona dell'amore di Dio», ha proseguito il Papa, che nella catechesi dell'udienza generale di oggi ha spiegato che «quando un uomo e una donna celebrano il sacramento del matrimonio, Dio, per così dire, si rispecchia in essi, imprime in loro i propri lineamenti e il carattere indelebile del suo amore». «La Bibbia è forte, dice un'unica carne», ha ricordato il Papa: «Così intima è l'unione tra uomo e donna nel matrimonio, ed è proprio questo il mistero del matrimonio: l'amore di Dio si rispecchia nel matrimonio, nella coppia che decide di vivere insieme. Per questo l'uomo lascia la casa dei suoi genitori e va a vivere con sua moglie e si unisce tanto fortemente a lei che diventa una sola carne». Poi il Santo Padre ha citato la lettera agli Efesini, per spiegare come «il matrimonio risponde a una vocazione specifica e deve essere considerato come una consacrazione». «Il matrimonio è una consacrazione, uomo e donna sono consacrati in questo amore», ha ribadito il Papa, secondo il quale «gli sposi, in forza del sacramento, vengono investiti di una vera e propria missione, perché possano rendere visibile, a partire dalle cose semplici, ordinarie, l'amore con cui Cristo ama la sua Chiesa».

                        «Tre parole magiche: permesso, grazie, scusa»; la «preghiera» reciproca, «lo sposo per la sposa e la sposa per lo sposo»; «fare la pace sempre, prima che finisca la giornata». È la ricetta per un matrimonio felice. A consegnarla ai fedeli, al termine della catechesi dell'udienza generale di oggi, è stato il Papa, sottolineando come il sacramento del matrimonio «si attua nella semplicità e anche nella fragilità della condizione umana». «Sappiamo bene quante difficoltà e prove conosce la vita di due sposi», ha detto il Papa, ma «l'importante è mantenere vivo il legame con Dio, che è alla base del legame coniugale». «Il vero legame è sempre col Signore»
                        «L'immagine di Dio è la coppia matrimoniale. L'immagine di Dio con noi è lì, è rappresentata da quest'alleanza tra l'uomo e la donna». Lo ha detto il Papa, che con l'udienza di oggi ha concluso il ciclo di catechesi dedicato ai sacramenti, soffermandosi sul sacramento del matrimonio che «ci conduce nel cuore del disegno di Dio, che è un disegno di alleanza, di comunione».
                        amate i vostri nemici

                        Comment

                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #57
                          Non sembra che la cosa piaccia

                          Matrimoni religiosi in calo. Nel 2013 si sono celebrati meno di 200mila matrimoni, per un quoziente di nuzialità pari al 3,3 per mille, il più basso nella storia del paese. La celebrazione del matrimonio con rito religioso perde ulteriore terreno nei confronti del rito civile. Tra il 2008 e il 2013 la quota di sposi che sceglie il primo passa infatti dal 63% al 57%, mentre la quota di coloro che scelgono di sposarsi con rito civile cresce dal 37% al 43%. Da quando esistono statistiche sui matrimoni, escludendo il primo conflitto bellico, bisogna risalire al 1880 per trovare un numero di matrimoni più basso, ma con una popolazione che all'epoca era meno della metà di quella odierna.

                          Crollo delle nascite, toccato il minimo storico
                          514mila nuovi nati in Italia nel 2013: è calo per il quinto anno consecutivo. Diminuisce anche l'ingresso dei cittadini stranieri: 42mila in meno rispet…


                          «Il matrimonio è icona dell'amore di Dio»,

                          Comment

                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24584

                            #58
                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            Soffrire e dare la vita per l'altro non vuol dire fare sforzi inauditi e incomprensibili, Axe: E' il naturale proseguimento del modello che Cristo ha dato agli uomini e alle donne che vogliono seguirLo.....
                            Significa mettere il bene dell'altro prima del tuo, cercare la sua realizzazione prima della tua
                            sbagliato:
                            Gesù ha detto Ama il prossimo tuo come te stesso, non più di te stesso;

                            tutta questa glorificazione del sacrificio e dell'abnegazione nasconde la polpetta avvelenata di cui dicevo, perché offre una dignità inesistente a chi si sottomette, molto comprensibile sotto il profilo storico e culturale;

                            è avvelenata anche per il presunto beneficiario, che si sentirà in debito e in colpa se è in buona fede, oppure sarà odiato se padrone;

                            dietro questa perversione che fa diventare il "come te stesso" in "più di te stesso", apparentemente luminosa, si cela la bruttura e la mortificazione della gioia di vivere, della speranza, l'educazione al potere e al possesso caratteristica della barbarie arcaica;

                            io non vorrei mai qualcuna che mi ami più di se stessa e, se avessi figli, non vorrei mai che fossero educati a questo tipo di idea delle relazioni umane, che trovo orrenda e mortificante, generatrice di nevrosi e frustrazione, e pure blasfema nei confronti della vita.
                            c'è del lardo in Garfagnana

                            Comment

                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66028

                              #59
                              Ma infatti non ti sei sposato, no? Te lo ripeto: Dio non ci chiede sforzi sovrumani, nell'amore. Nè, tantomeno, l'annullamento della nostra personalità. Ci chiede di passare all'altro, di entrare in quella comunione profonda che rende bello non solo il Matrimonio in sè: Ma la Vita stessa!

                              Ciao, a domani.
                              amate i vostri nemici

                              Comment

                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24584

                                #60
                                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                                Ma infatti non ti sei sposato, no?
                                ho vissuto come se lo fossi stato, con lo stesso impegno;
                                ma comunque, non avrei mai voluto che una moglie mi amasse "più di se stessa", perché credo che questa sia una velenosa perversione.
                                c'è del lardo in Garfagnana

                                Comment

                                Working...