Il vangelo di Giovanni

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #1

    Il vangelo di Giovanni

    Il vangelo di Giovanni, enuncia con chiarezza non soltanto il suo proposito, ma anche il metodo seguito per realizzarlo: leggere il vangelo.
    Ciascun genere letterario esige il suo particolare modo di lettura . Quella di un romanzo o di un'opera drammatica, organizzati secondo un piano d'insieme, non è quella di una miscellanea di articoli o raccolta di aneddoti, senza altra unità che di autore, tema o personaggi comuni.
    Il vangelo di Giovanni si presenta come un'opera unitaria; di conseguenza si è partiti, per leggerlo, dal presupposto che possa essere letto come tale, vale a dire, come uno scritto di cui le sue singoli parti sono in funzione di un piano o struttura d'insieme intenzionale dell'autore, struttura che a sua volta illumina il senso di ciascuna delle parti che la compongono. In altre parole. l'autore ha disposto il suo materiale in maniera organica, atta ad esprimere il contenuto che desidera trasmettere.
    In questo modo, oggetto di lettura diviene l'opera nel suo complesso, non soltanto le unità che la compongono prese isolatamente

    Adottata l'ipotesi secondo cui questo vangelo costituisce un'opera unitaria, è necessario determinare se la sua struttura risponda ad un intento prevalentemente storico-narrativo e non piuttosto ad una concezione teologica.
    Il tentativo di considerare il vangelo come una narrazione di carattere prevalentemente storico incontra, incontra immediatamente difficoltà insormontabili. analizzando il testo come se fosse opera di un cronista, si presentano, da un lato, "salti" nella topografia e incoerenze nella successione degli eventi e, dall'altro, omissione di dati, mancanza di logica narrativa e dettagli inverosimili.
    Fra i salti topografici spicca la successione dei capitoli 5 e 6. Gesù, che si trovava a Gerusalemme, nel pieno della controversia con i suoi avversari, appare d'un tratto, senza transizione alcuna, in Galilea, sulla sponda orientale del lago, accompagnato dai suoi discepoli (6,1). Più tardi, la barca che trasporta i discepoli si trova repentinamente "a terra", mentre Gesù cammina "sul mare" (6,19-21).
    La mancanza di logica nella successione degli eventi risalta nell'invito ad uscire rivolto da Gesù a metà del discorso della Cena (14,31), mentre egli stesso continua il discorso, senza che si indichi un cambiamento di luogo o di tempo.
    L'omissione di dati risulta evidente, per esempio, nella solenne dichiarazione di Giovanni Battista (1,29-34), dove manca qualunque menzione di uditorio; parallelamente il grido finale di Gesù, quando sintetizza la sua attività (12,44-50), risuona nel vuoto, senza che venga indicato né il luogo e né il pubblico.
    Altre volte viene meno la logica narrativa: così, a Cana, la madre di Gesù, dinnanzi alla mancanza di vino, si rivolge a lui, un invitato, anziché al maestro di tavola lì presente, incaricato dell'andamento del banchetto (2,1-11). In questo stesso episodio, Gesù "manifesta la sua gloria", espressione solenne, unica nel vangelo, per aver trasformato acqua in vino; non altrettanto più tardi quando dà vita ad un moribondo, fa camminare un invalido o dona la vista ad un cieco, opere che si direbbero di maggiore importanza.
    D'altra parte, le cifre che compaiono in alcuni episodi risultano inverosimili se considerate dal punto di vista esclusivamente storico: così, in una casa privata, si trovano 6 giare da 80 a 120 litri ciascuna, destinate semplicemente alla purificazione (2,6); Nicodemo compra per imbalsamare Gesù 100 libbre di aromi, circa 40 chili.
    Per questi e per molti altri dettagli, il testo, letto in una prospettiva puramente storica, risulta spesso trascurato e incoerente.
  • Pazza_di_Acerra
    люблю беспокоиться
    • 09/12/09
    • 28840

    #2
    il testo, letto in una prospettiva puramente storica, risulta spesso trascurato e incoerente.

    Proprio come gli altri tre.
    semel in anno licet insanire, cotidie melius

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66024

      #3
      E' di gran lunga il Vangelo che preferisco. Quello che con più risvolti psicologici, parte dai fatti e rivela immensi tesori nascosti!
      amate i vostri nemici

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #4
        Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
        il testo, letto in una prospettiva puramente storica, risulta spesso trascurato e incoerente.

        Proprio come gli altri tre.
        Si

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        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #5
          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
          E' di gran lunga il Vangelo che preferisco. Quello che con più risvolti psicologici, parte dai fatti e rivela immensi tesori nascosti!
          Una specie di caccia al tesoro?

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #6
            Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
            Il vangelo di Giovanni, enuncia con chiarezza non soltanto il suo proposito, ma anche il metodo seguito per realizzarlo: leggere il vangelo.
            Ciascun genere letterario esige il suo particolare modo di lettura . Quella di un romanzo o di un'opera drammatica, organizzati secondo un piano d'insieme, non è quella di una miscellanea di articoli o raccolta di aneddoti, senza altra unità che di autore, tema o personaggi comuni.
            Il vangelo di Giovanni si presenta come un'opera unitaria; di conseguenza si è partiti, per leggerlo, dal presupposto che possa essere letto come tale, vale a dire, come uno scritto di cui le sue singoli parti sono in funzione di un piano o struttura d'insieme intenzionale dell'autore, struttura che a sua volta illumina il senso di ciascuna delle parti che la compongono. In altre parole. l'autore ha disposto il suo materiale in maniera organica, atta ad esprimere il contenuto che desidera trasmettere.
            In questo modo, oggetto di lettura diviene l'opera nel suo complesso, non soltanto le unità che la compongono prese isolatamente

            Adottata l'ipotesi secondo cui questo vangelo costituisce un'opera unitaria, è necessario determinare se la sua struttura risponda ad un intento prevalentemente storico-narrativo e non piuttosto ad una concezione teologica.
            Il tentativo di considerare il vangelo come una narrazione di carattere prevalentemente storico incontra, incontra immediatamente difficoltà insormontabili. analizzando il testo come se fosse opera di un cronista, si presentano, da un lato, "salti" nella topografia e incoerenze nella successione degli eventi e, dall'altro, omissione di dati, mancanza di logica narrativa e dettagli inverosimili.
            Fra i salti topografici spicca la successione dei capitoli 5 e 6. Gesù, che si trovava a Gerusalemme, nel pieno della controversia con i suoi avversari, appare d'un tratto, senza transizione alcuna, in Galilea, sulla sponda orientale del lago, accompagnato dai suoi discepoli (6,1). Più tardi, la barca che trasporta i discepoli si trova repentinamente "a terra", mentre Gesù cammina "sul mare" (6,19-21).
            La mancanza di logica nella successione degli eventi risalta nell'invito ad uscire rivolto da Gesù a metà del discorso della Cena (14,31), mentre egli stesso continua il discorso, senza che si indichi un cambiamento di luogo o di tempo.
            L'omissione di dati risulta evidente, per esempio, nella solenne dichiarazione di Giovanni Battista (1,29-34), dove manca qualunque menzione di uditorio; parallelamente il grido finale di Gesù, quando sintetizza la sua attività (12,44-50), risuona nel vuoto, senza che venga indicato né il luogo e né il pubblico.
            Altre volte viene meno la logica narrativa: così, a Cana, la madre di Gesù, dinnanzi alla mancanza di vino, si rivolge a lui, un invitato, anziché al maestro di tavola lì presente, incaricato dell'andamento del banchetto (2,1-11). In questo stesso episodio, Gesù "manifesta la sua gloria", espressione solenne, unica nel vangelo, per aver trasformato acqua in vino; non altrettanto più tardi quando dà vita ad un moribondo, fa camminare un invalido o dona la vista ad un cieco, opere che si direbbero di maggiore importanza.
            D'altra parte, le cifre che compaiono in alcuni episodi risultano inverosimili se considerate dal punto di vista esclusivamente storico: così, in una casa privata, si trovano 6 giare da 80 a 120 litri ciascuna, destinate semplicemente alla purificazione (2,6); Nicodemo compra per imbalsamare Gesù 100 libbre di aromi, circa 40 chili.
            Per questi e per molti altri dettagli, il testo, letto in una prospettiva puramente storica, risulta spesso trascurato e incoerente.
            II
            Di fatto, il piano che struttura il vangelo di Giovanni è teologico. Non si tratta di una biografia di Gesù (20,30), e neppure di un riassunto della sua vita, ma di una interpretazione della sua parola ed opera, data da una comunità attraverso la sua esperienza di fede. Ne consegue che il lettore deve interpretare i fatti che incontra nel testo, la storicità dei quali non viene pregiudicata, attenendosi alle finalità del vangelo, vale a dire come linguaggio teologico.
            Ebbene, una volta ammesso che questo vangelo pone in primo piano l'interpretazione teologica e che ad essa vengono subordinati i dati storici, sarebbe illogico continuare a farsi un problema delle difficoltà che il testo presenta nella prospettiva storica. Nella lettura di Giovanni risulta ozioso discutere per es. se, collocando l'espulsione dei mercanti dal tempio al principio della vita pubblica di Gesù anziché alla fine, egli sia più preciso dei sinottici. In questo od in altri fatti, interessa soprattutto considerare il significato che essi assumono all'interno della struttura teologica del vangelo, e scoprire se, messi a fuoco in tale prospettiva, sia giustificata la loro collocazione nel contesto.
            Le linee portanti della teologia di Giovanni sono due: il tema della creazione e quello della Pasqua-alleanza.
            Il tema della creazione, che comincia nel prologo, domina la cronologia e fornisce una chiave interpretativa dell'opera di Gesù. In primo luogo spiega la successione cronologica che appare al principio del vangelo ( 1,19: testimonianza di Giovanni Battista; 1,29: il giorno seguente; 1,35: il giorno seguente; 2,1: il terzo giorno) il cui obbiettivo è far coincidere l'annuncio ed il principio dell'opere di Gesù con il sesto giorno, quello della creazione dell'uomo; sottolinea in tal modo il senso ed il risultato della sua opera : portare a compimento questa creazione. Essa culminerà nella sua morte in croce (19,30: è ormai completato), che avrà luogo anch'essa nel sesto giorno come ricorda l'evangelista con un'altra serie di indicazioni (12,1: sei giorni prima della Pasqua, 12,12: il giorno seguente; 13,1: prima della Pasqua; 19,14.31.42: preparazione della Pasqua).
            Ne consegue che tutta l'attività di Gesù fino alla sua morte sta sotto il segno del "sesto giorno", mostrando il disegno che la presiede: condurre a termine l'opera creatrice , completando l'uomo con lo spirito di Dio. Il giorno sesto include due periodi: quello dell'attività di Gesù , "il giorno del Messia" , e l'"ora finale", che lo conclude e coincide con il periodo dell'ultima Pasqua, intrecciando così i due temi principali.
            La parte finale del vangelo completa il tema della creazione situandosi nel "primo giorno" (20,1), che indica l'inizio e la novità della creazione portata a compimento, e che allo stesso tempo è l"ottavo giorno" (20,26), indicandone la pienezza ed il carattere definitivo. Anche la menzione dell'orto giardino (19,41) allude al giardino della prima coppia.
            Last edited by crepuscolo; 17-10-2015, 15:20.

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            • andreric
              Opinionista
              • 26/04/14
              • 883

              #7
              SCHEMA DEL VANGELO DI GIOVANNI
              Storia della vita di Gesù scritta dall’apostolo Giovanni, in cui viene dato risalto al tema che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, mediante il quale è possibile avere la vita eterna
              Scritto verso il 98*E.V., più di 30*anni dopo gli altri tre Vangeli e 65*anni dopo la morte di Gesù
              La Parola diviene carne ed è identificata come l’Agnello di Dio, il Figlio di Dio e il Cristo (1:1-51)
              Colui che era nel principio con Dio, la Parola, risiede fra gli uomini ma viene rigettato dal suo popolo; a quanti l’hanno ricevuto è data autorità di diventare figli di Dio
              Giovanni il Battezzatore attesta che Gesù è il Figlio di Dio e l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo
              Andrea e poi altri si convincono che Gesù è il Cristo
              I miracoli e la predicazione di Gesù dimostrano che è il Cristo, per mezzo del quale si può avere vita eterna (2:1–6:71)
              Gesù trasforma l’acqua in vino a Cana
              Dice a Nicodemo che Dio ha mandato il Suo unigenito Figlio affinché i fedeli possano avere vita eterna
              Parla a una samaritana dell’acqua spirituale che impartisce vita eterna, e si identifica come il Cristo
              Gesù compie guarigioni miracolose; gli ebrei protestano per una guarigione compiuta di sabato e cercano di ucciderlo
              Annunciando che tutti quelli che credono in lui avranno vita eterna, Gesù predice la risurrezione di quanti sono nelle tombe commemorative
              Sfama miracolosamente circa 5.000 uomini; quando la folla vuole farlo re si ritira; a quanti lo seguono dice che è il pane sceso dal cielo e che se vogliono la vita eterna dovranno mangiare la sua carne e bere il suo sangue
              Si intensifica l’ostilità verso il Figlio di Dio (7:1–12:50)
              Gesù predica intrepidamente nell’area del tempio benché i capi sacerdoti e i farisei cerchino di arrestarlo
              Gesù afferma di essere la luce del mondo e che la verità può rendere liberi i suoi ascoltatori, ma essi cercano di lapidarlo
              Gesù sana di sabato un uomo nato cieco; i farisei sono furiosi
              Gesù si identifica come il pastore eccellente e spiega che le sue pecore ascoltano la sua voce; gli ebrei cercano nuovamente di lapidarlo
              La risurrezione di Lazzaro intimorisce i capi religiosi ebrei; essi decidono che sia Gesù che Lazzaro devono morire
              Gesù entra in Gerusalemme ed è acclamato Re dalla folla ma non dai farisei
              Alla Pasqua, Gesù impartisce gli ultimi consigli ai seguaci (13:1–17:26)
              Lava loro i piedi per insegnare l’umiltà e dà “un nuovo comandamento”, quello di amarsi l’un l’altro come li ha amati lui
              Si identifica come la via, la verità e la vita; promette che manderà lo spirito santo ai discepoli dopo che se ne sarà andato
              Per portare frutto i suoi seguaci devono restare uniti a lui, la vera vite; comunque saranno perseguitati
              Gesù prega per i suoi seguaci e riferisce al Padre di avere finito l’opera affidatagli, rendendo manifesto il Suo nome
              Gesù viene arrestato, rigettato dalla nazione ebraica e messo al palo (18:1–19:42)
              Nel Getsemani Gesù è arrestato; viene condotto davanti ad Anna, Caiafa e poi Pilato
              Dice a Pilato che il Suo regno non fa parte di questo mondo
              Falliti i tentativi di Pilato per liberarlo, Gesù viene messo al palo e muore
              Giuseppe di Arimatea e Nicodemo si occupano della sua sepoltura
              Giovanni conclude dimostrando che Gesù è risorto a conferma che è veramente il Cristo (20:1–21:25)
              Gesù si mostra a Maria Maddalena, poi agli altri discepoli, incluso Tommaso
              In Galilea compie l’ultimo miracolo, la pesca miracolosa, quindi ordina a Pietro: “Pasci le mie pecorelle”
              Ciao Riccardo

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66024

                #8
                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                Una specie di caccia al tesoro?
                Volendo...si! Soltanto nell'episodio della Samaritana al pozzo, puoi trovarci elementi di teologia, di spiritualità e di stringente attualità....
                amate i vostri nemici

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                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #9
                  niente di sexi?

                  Comment

                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66024

                    #10
                    Se ami i gossip leggi novella2000, non i Vangeli.
                    amate i vostri nemici

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #11
                      Perché secondo te Gesù non aveva niente davanti? Cosa sono i gossip? Parlez vous francais?

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66024

                        #12
                        I chiacchiericci. Quelli lasciamoli a coloro che vivono di cose fatue.

                        Ciao bello, a domani.
                        amate i vostri nemici

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #13
                          Specialmente i chiacchiericci ripetitivi.
                          Hai timore a parlare del sesso di Gesù?
                          Che ne dici delle 10 vergini?
                          Ciao bello( boh non ti ho mai visto) ad oggi. Meglio oggi che domani, che c'è più importante dell'oggi?

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66024

                            #14
                            Gesù Cristo incarna la perfezione dell'Uomo, Crep. L'Uomo che rimane sempre padrone e non schiavo di sè stesso.
                            amate i vostri nemici

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                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #15
                              Per te il sesso è solo schiavitù? Per me ci sono tanti modi di concepire il sesso.

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