Il vangelo di Giovanni

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #61
    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    no, perché inspiegabili ?
    Perché sono realtà relative non assolute, e sta proprio qui la libertà di cui ho parlato.
    Tra cani, gatti, uccelli e persino pesci, si capiscono perfettamente, la babele arriva tra razze o specie o insiemi disomogenei, mentre razze, pesci, non si parlano; applicando la matematica al sistema discutendi questi animali persone piante e quant'altrofarebbero parte di insiemi diversi ma di che cosa? Dell'intero universo che sarebbe l'universo degli universi che ha sempre qualche contatto a scendere ed a salire, dove? E qui nasce un bel busillis.......................................... .................................................. .................................................. .................................................. ................................................ ciao a domani, buona notte ( faccio come cono quando fugge)
    Last edited by crepuscolo; 31-10-2015, 23:19.

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24578

      #62
      Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
      Perché sono realtà relative non assolute, e sta proprio qui la libertà di cui ho parlato.
      per favore, non buttiamola in caciara con la poesia;

      il linguaggio non è così relativo; quando la tua compagnia telefonica deve progettare un'apparecchiatura o mandare in orbita un satellite, gli ingegneri si parlano in modo univoco, per espressioni matematiche che misurano impedenze, resistenze, traiettorie, energia...

      se vai a cercare in negativo quel cavillo di ineffabilità poetica o di relatività dei postulati, quando in effetti il linguaggio lo usiamo in ogni momento per produrre risultati concreti, ti perdi quella sua funzione essenziale di vincolo che rende possibile pensare a tutte le deità, giustizie e altre cose di cui si parla e straparla - almeno tra gli esseri umani, lasciamo da parte gli animali, altrimenti la caciara aumenta.
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #63
        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        per favore, non buttiamola in caciara con la poesia;

        il linguaggio non è così relativo
        Non il linguaggio, ma le infinite forme che si nascondono dietro, tenendo conto della più o meno attinenza con il parlante; ma è proprio qui il fatto poché una parola può significare infinite cose, tutte dipendenti dalla forma mentis...ci vorrebbe una macchina super raffinata per collegare tra loro linguaggio, tono della voce, gesticolo del corpo, ecc e poter quindi arrivare all' individuazione del pensiero puro.

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #64
          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
          Non il linguaggio, ma le infinite forme che si nascondono dietro, tenendo conto della più o meno attinenza con il parlante; ma è proprio qui il fatto poché una parola può significare infinite cose, tutte dipendenti dalla forma mentis...ci vorrebbe una macchina super raffinata per collegare tra loro linguaggio, tono della voce, gesticolo del corpo, ecc e poter quindi arrivare all' individuazione del pensiero puro.
          vabbè, ma tutto questo in che misura inficia la sostanzialità del linguaggio ?

          toglilo, e non avrai più nulla di ciò che costituisce la nostra esistenza consapevole; pensare dei concetti, presuppone un linguaggio; e l'esistenza del linguaggio ti consente di appropriarti di cose che altrimenti non esisterebbero, perché non le potresti concepire.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #65
            Io non voglio togliere alcun punto al linguaggio corrente, sto solo cercando di dire che esso è soggettivo e ho seri dubbi che possa diventare oggettivo proprio per la complessità di significati mentali che stanno dietro, allora come metodo razionalizzante perché logico e mono pensiero vedrei meglio il linguaggio matematico.

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24578

              #66
              Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
              Io non voglio togliere alcun punto al linguaggio corrente, sto solo cercando di dire che esso è soggettivo e ho seri dubbi che possa diventare oggettivo proprio per la complessità di significati mentali che stanno dietro, allora come metodo razionalizzante perché logico e mono pensiero vedrei meglio il linguaggio matematico.
              guarda che quando si parla di linguaggio non si intende il dialetto della Vallesina, ma tutti i sistemi di comunicazione e rappresentazione della realtà, matematica inclusa;

              ad ogni modo, il linguaggio dei discorsi al bar può essere vago come intendi tu; in filosofia o diritto si usano linguaggi molto rigorosi, premessi i postulati aristotelici di identità e non contraddizione;
              resta che senza linguaggio non esisterebbero dii, né altro di simile, perché non potresti nemmeno pensarli, né comunicarne precetti;
              immagina Mosé che ascolta rumori indistinti che non sa decifrare, poiché non ha linguaggio; cosa incide sulle tavole ?
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #67
                Puoi inventare o rappresentare la realtà nel migliore dei modi, come il matematico che ha simulato un universo, ma rimangono sempre da definire le variabili ancora sconosciute alla cui scoperta contribuì certamente Aristotele, da buon filosofo, poiché tu mi insegni, che la filosofia cerca costrutti che siano soprattutto capaci di dare un senso oggettivo alla nostra mente, usando pratiche logiche.

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24578

                  #68
                  Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                  Puoi inventare o rappresentare la realtà nel migliore dei modi, come il matematico che ha simulato un universo, ma rimangono sempre da definire le variabili ancora sconosciute...
                  ma se prima non c'è un linguaggio per ordinare il pensiero - in principio era il Verbo - che ti inventi o rappresenti ?
                  che c'entrano "le variabili ancora sconosciute" col fatto che per pensare dii e storie che li riguardano è indispensabile un linguaggio ?
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #69
                    Con il linguaggio degli dei arriviamo al significato che davano loro i sumeri, e l'influenza che hanno attaccato agli occidentali che stavano maturando un loro linguaggio e cioè: succo, ovviamente di coglioni ed il pene eretto era scritto e identificato da chi leggeva come una candela con lo stoppino. E così il nome derivato di Giove, Geova, Zeus e compagnia bella.
                    Il nome della loro divinità non era mica fantastico ma ben delineato nella realtà di allora. Altra civiltà altro dio ma tutti influenzati dal più antico perché allora era più all'avanguardia essendosi sviluppato nei minimi particolari e copiato dai selvaggi. Supponendo quindi che tutte le religioni sono relative ed autoinfluenzantesi l'idea del dio primitivo che se ne deduceva era di un dio potente e prolifico, l'ideale dell'uomo di allora. Quindi le idee religiose in termini di assolutezza son addirittura antropomorfe perché interpellano un dio simile ai loro desideri. Che vuoi che ne abbia saputo Alessandro il grande di se stesso, sapeva solo chi avrebbe voluto essere.
                    Torno quindi a ribadire che il pensiero è relativo se ammettiamo l'esistenza di un essere soprannaturale col quale confrontarci, tale pensiero volge all'assoluto ( per me senza mai raggiungerlo), quindi omogeneo tra gli uomini e confrontabile solo quando eliminiamo l'esistenza di un dio. Questo per dirti che lo scrivere ed il pensare dipende da ciò.
                    Forse sono andato fuori tema, tu che dici? Vogliamo chiederlo a Freud? basta andare al circolo 77 vicino Firenze, dove sentono le voci dell'al di là a
                    Comunque sono d'accordo con te sul linguaggio e l'influenza che esercita sull'uomo, ma non credere che per me, che sono un ricercatore, sia facile capire se chi parla parla come mangia.
                    Last edited by crepuscolo; 02-11-2015, 22:43.

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #70
                      Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                      Torno quindi a ribadire che il pensiero è relativo se ammettiamo l'esistenza di un essere soprannaturale col quale confrontarci, tale pensiero volge all'assoluto ( per me senza mai raggiungerlo), quindi omogeneo tra gli uomini e confrontabile solo quando eliminiamo l'esistenza di un dio. Questo per dirti che lo scrivere ed il pensare dipende da ciò.
                      Forse sono andato fuori tema, tu che dici?
                      no, è che non hai detto niente;
                      perché parti da metà romanzo e, ovviamente, non si capisce un tubo, non c'è costrutto logico, né senso;
                      a prescindere dalle fedi creazioniste, devi partire dai primi ominidi che hanno modulato una comunicazione, scoperto e comunicato alle nuove generazioni - oltre ad un sapere di base per la sopravvivenza - il destino comune di dover morire; esisteva un Dio prima ? no che non esisteva, perché quale senso avrebbe avuto per loro ?
                      la prospettiva di un essere privo di questo concetto è pari a quella dell'animale, per cui il soggetto predato della sua specie non c'è più, ma lui se è più veloce vive; vive e basta, senza scadenza; e senza Dio;

                      senza le astrazioni del linguaggio, passi il tempo a scansare i predatori, le intemperie, a cercare cibo e cercare un buco di femmina; altro non esiste.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66024

                        #71
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        quindi, ci si priverebbe di cosa ?
                        non mi dire di se stessi, perché si fa sempre in tempo a tornare soli o a concedersi ad altri, ecc...
                        Del nostro io: Che tende sempre a strumentalizzare l'altro (anche il partner) a nostro vantaggio...per il nostro piacere.....
                        Nell'unione intima vissuta con partecipazione emotiva e spirituale, si passa veramente all'altro. Si ama! Si fa, veramente, L'AMORE!!!
                        amate i vostri nemici

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24578

                          #72
                          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                          Del nostro io: Che tende sempre a strumentalizzare l'altro (anche il partner) a nostro vantaggio...per il nostro piacere.....
                          ma non te ne privi affatto; te lo puoi riprendere in ogni momento;
                          oltretutto, c'è un piacere - egoistico pure quello - anche nella "virtù": quello di sentirsi "giusti" e magari dare lezioni agli altri su come si sta al mondo;

                          resta il fatto che la sessualità non è affatto un "dono", poiché si fa - amore o solo ricreazione - per piacere e non c'è alcuna rinuncia;

                          a meno che con quel "è un dono" tu intenda che "dovrebbe essere concepita come un dono", perché così piace a te; ma questa è solo una tua opinione, non una realtà oggettiva.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #73
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            no, è che non hai detto niente;
                            perché parti da metà romanzo e, ovviamente, non si capisce un tubo, non c'è costrutto logico, né senso;
                            infatti sono sensazioni esternalizzate con un filo di logica molto sottile.

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                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #74
                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              devi partire dai primi ominidi che hanno modulato una comunicazione, scoperto e comunicato alle nuove generazioni - oltre ad un sapere di base per la sopravvivenza - il destino comune di dover morire; esisteva un Dio prima ? no che non esisteva, perché quale senso avrebbe avuto per loro ?
                              Non ti viene mai in mente di stare dalla parte di Dio? Se l'ominide non lo poteva pensare ( e non sarei molto d'accorso) perché faceva scarabocchi sulla pietra allora per te Dio non esisteva, non mi quadra molto.Se Dio esiste non lo creiamo certamente noi né tanto meno la nostra consapevolezza: c'è e basta; altrimenti non c'è. Più logica di questa non credo che esista

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                              • crepuscolo
                                Opinionista
                                • 08/10/07
                                • 24570

                                #75
                                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                                Del nostro io: Che tende sempre a strumentalizzare l'altro (anche il partner) a nostro vantaggio...per il nostro piacere.....
                                Spero parli per te solo.

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