Il vangelo di Giovanni

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  • Vega
    Opinionista

    • 04/05/05
    • 17951

    #91
    E l'anima???
    Non ho capito che succede.
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #92
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      certo, ma tu al primo leone, puoi provare spavento, sgomento se attacca qualcuno dei tuoi; ma non ti poni in relazione con lui; magari fuggi perché lo temi istintivamente, ma nemmeno sei cosciente della morte come definitiva, che è un "sapere" che presuppone il linguaggio, e cioè che i tuoi anziani abbiano constatato che altri sbranati dal leone in passato non sono più tornati in vita e si sono loro decomposti i resti, e ti possano insegnare il tutto;


      Eppure su Focus ha fatto ben vedere, con simulazioni, che, sebbene gli anziani mantengano le tradizioni, è proprio il soggetto presente che con il tempo nota l'assenza, magari dal battito del cuore che non batte più o dal respiro che cessa, sempre che del malcapitato sia rimasto qualcosa; secondo te ci voleva un linguaggio per capire che una grotta poteva essere un buon rifugio.

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #93
        A livelli cosi' semplici ed immediati non credo.
        Ho visto un gatto che ne tirava via dalla strada un altro investito per portarlo sul bordo.
        Pero' poi fare di cio' una strategia di gruppo organizzata e, anche nel semplice, piuttosto elaborata e' un'altra storia.
        E la religione e' un risultato di gruppo molto organizzato, non un risultato individuale, cosa che richiede pure un linguaggio specializzato per esprime certi concetti del tutto astratti senza uno straccio di corrispondenza concreta.
        Un conto e' dire bue e, standoci un bue fisico, si porta su lui l'attenzione e si ridice bue costruendo l'associazione del fonetico bue al bestio che pascola, un conto dire dio e costruire delle corrispondenze abbastanza simili in gruppi pure vasti.
        Sentivo che l'ebraico antico era un linguaggio specifico per trattare concetti religiosi, un po come l'inglese che ben si presta meglio di altro a concetti scientifici, o l'italiano per concetti letterali, piuttosto che la matematica o il linguaggio finanziario per i loro settori.
        Una religione non e' il fulmine mi fulmina e, se piovono fulmini, porgo il collo in segno di sottomissione, lo fanno pure gli animali verso il capo branco, cio' non comporta grandi concetti astratti.

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #94
          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
          Parole ("E i due saranno una carne sola") che resterebbero fini a sè stesse se non fossero constatate come vere nella vita reale delle persone, Axeugene.
          Non è che Dio si limita a pontificare dall'alto, quanto piuttosto invita ciascuno di noi a mettere alla prova ciò che viene suggerito. Con amore. Con delicatezza. Avendo massimo rispetto della nostra Libertà.
          Io, personalmente, nei miei 55 anni di vita, non ho trovato niente di più appagante, coinvolgente e realizzante dell'unirmi intimamente con la Donna che amo e che Lui m'ha messo accanto. Altri avranno le loro esperienze.
          vabbè, Cono, sempre opinioni restano;

          quando dici "la sessualità è un dono" intendi un'opinione personale fondata su quella dottrina; non c'è nulla di vero, se non per te e chi vuol vederla come te;

          il "dono" ha un senso storicamente ed etimologicamente compiuto solo in relazione alla sessualità femminile e al mito della "purezza", quella sì irreversibile:
          in una società in cui la donna illibata è ritenuta "virtuosa" e pregiata questa definizione che rende la sessualità un oggetto che "si dona" - ma come si dona, si può anche vendere all'uomo più ricco, come moglie - ha un senso; come per contro ha senso considerare impura, licenziosa, indesiderabile, la donna non vergine;
          infatti, la stessa società che ha elaborato questa morale ha creato e tollerato o incentivato la prostituzione, salvo ghettizzare le prostitute, affinché gli uomini - cui non è richiesta l'indimostrabile illibatezza - non rovinassero la "purezza" delle ragazze da marito;

          tu dici di essere contrario alla mercificazione e alla strumentalizzazione della sessualità, ma forse non ti accorgi che la morale che ha governato le nostre società, inclusa le dottrine che si pretendono "cristiane" è esattamente all'origine di quella mercificazione, che passa attraverso il mito della "purezza" femminile.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #95
            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
            A livelli cosi' semplici ed immediati non credo.
            Ho visto un gatto che ne tirava via dalla strada un altro investito per portarlo sul bordo.
            Pero' poi fare di cio' una strategia di gruppo organizzata e, anche nel semplice, piuttosto elaborata e' un'altra storia.
            E la religione e' un risultato di gruppo molto organizzato, non un risultato individuale, cosa che richiede pure un linguaggio specializzato per esprime certi concetti del tutto astratti senza uno straccio di corrispondenza concreta.
            Un conto e' dire bue e, standoci un bue fisico, si porta su lui l'attenzione e si ridice bue costruendo l'associazione del fonetico bue al bestio che pascola, un conto dire dio e costruire delle corrispondenze abbastanza simili in gruppi pure vasti.
            Sentivo che l'ebraico antico era un linguaggio specifico per trattare concetti religiosi, un po come l'inglese che ben si presta meglio di altro a concetti scientifici, o l'italiano per concetti letterali, piuttosto che la matematica o il linguaggio finanziario per i loro settori.
            Una religione non e' il fulmine mi fulmina e, se piovono fulmini, porgo il collo in segno di sottomissione, lo fanno pure gli animali verso il capo branco, cio' non comporta grandi concetti astratti.
            Io credo che la religione abbia avuto inizio con allorché si cominciarono a seppellire i morti.

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24578

              #96
              Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
              Eppure su Focus ha fatto ben vedere, con simulazioni, che, sebbene gli anziani mantengano le tradizioni, è proprio il soggetto presente che con il tempo nota l'assenza, magari dal battito del cuore che non batte più o dal respiro che cessa, sempre che del malcapitato sia rimasto qualcosa; secondo te ci voleva un linguaggio per capire che una grotta poteva essere un buon rifugio.
              forse no, ma ci voleva il linguaggio per avvisare che nelle grotte si rifugiavano anche gli orsi; chi non intendeva, il più delle volte non faceva in tempo a riprodursi;

              quello che ti sfugge è che per giungere ad astrazioni sofisticate, come l'attribuzione di poteri, nozioni di causa ed effetto, circostanze cicliche e ricorrenti, non basta l'esperienza di una vita - peraltro a quei tempi brevissima; perché altrimenti saremmo ancora cavernicoli;

              serva la cumulazione del sapere, e cioè la "cultura", che si veicola solo col linguaggio, l'astrazione; un dio, uno qualsiasi, tuono o serpente, può essere pensato solo dopo aver raggiunto un certo livello cumulativo di mozioni e segni linguistici perché, anche se a te sembra un pensiero ovvio e possibile anche ad una mente elementare, in realtà è il frutto di una notevole capacità di astrarre;

              così non fosse, sarebbe naturale pensarci spontaneamente - compiutamente, non come nozione appresa a pappagallo dagli adulti - anche per un bambino di 5 anni;
              se tu non parli di Dio ad un bambino - nessuno gliene parla, una piccola comunità assolutamente agnostica - secondo te quanto ci mette ad arrivare ad una nozione qualsiasi, e quanto questa sarebbe corrispondente a quella delle dottrine ?
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #97
                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                Io credo che la religione abbia avuto inizio con allorché si cominciarono a seppellire i morti.
                Magari il processo e' avvenuto al contrario e il culto dei morti, esso stesso una religione, e' cominciato quando i concetti religiosi erano gia' espressi e ben unificati negli ambienti di applicazione dei rituali, uno scherzo da niente da organizzare un rituale astratto senza un coordinamento, tato che anche oggi sia una religione che una ideologia necessitano dei loro libri sacri ufficiali fermi e fissi a che entrambe non si dissolvano nelle concezioni personali.

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24578

                  #98
                  Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                  Io credo che la religione abbia avuto inizio con allorché si cominciarono a seppellire i morti.
                  quello potrebbe essere l'indizio di un'idea già formata, non certo l'inizio;
                  peraltro, con tutta probabilità l'esigenza era forzosamente pratica al momento della stanzialità, dato che i cadaveri attiravano altri animali, anche predatori, come le iene, e producevano miasmi percepiti istintivamente come dannosi;
                  la sacralizzazione di una prassi è sempre successiva alla nozione della sua praticità; e comunque, ci troviamo già ad uno stadio molto avanzato delle capacità organizzative e comunicative.
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #99
                    Forze l'inizio ci è stato quando i corpi decomposti attiravano le mosche, e poiché le mosche sono fastidiose ed attaccano malattie ben visibili, tipo bubboni, a chi è venuta la felice idea di coprirli di terra è stato subito proclamato dagli altri ominidi gran sacerdote.

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #100
                      Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                      Forze l'inizio ci è stato quando i corpi decomposti attiravano le mosche, e poiché le mosche sono fastidiose ed attaccano malattie ben visibili, tipo bubboni, a chi è venuta la felice idea di coprirli di terra è stato subito proclamato dagli altri ominidi gran sacerdote.
                      i rituali sacralizzati e trasformati in precetti rispondono sempre ad originarie esigenze pratiche, ma questo avviene anche ora da noi, con le laicissime sacralità democratiche, che rispondono all'esigenza di evitare la guerra per bande e le guerre tra stati; nominami due democrazie che si siano fatte la guerra negli ultimi 90 anni...

                      resta che il linguaggio è necessariamente molto antecedente alla religione, e pertanto all'esistenza di Dio, nella misura in cui essa ha un qualsiasi rilievo per l'essere umano;
                      questo per me significa parecchio, almeno come indizio.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #101
                        Io non unificherei il fatto dell'esistenza di Dio all'"esistenza" della religione, probabilmente sarebbe più appropriato il termine "consapevolezza", poiché se Dio è Dio è sempre esistito indipendentemente dall'uomo e dalla sua religione.

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24578

                          #102
                          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                          Io non unificherei il fatto dell'esistenza di Dio all'"esistenza" della religione, probabilmente sarebbe più appropriato il termine "consapevolezza"
                          più appropriato, sarebbe la credenza; si è consapevoli di qualcosa di appurato;
                          poiché se Dio è Dio è sempre esistito indipendentemente dall'uomo e dalla sua religione.
                          appunto, è quel "se" inconoscibile che appartiene solo al credere, non al sapere;

                          ma anche per credere devi poter astrarre; e, senza linguaggio, che ti astrai ?

                          e un Dio non pensato dagli esseri umani, non comunicato tra loro, dove esiste, dal momento che l'unica traccia che se ne ha è nella nostra cultura ? esiste perché ora tu ora lo enunci, gli attribuisci delle volontà, ecc...
                          ma se tu fossi solo, non avessi linguaggio, né la necessità di comunicare e soprattutto la capacità di astrarre che quel linguaggio ti offre, che senso avrebbe un "Dio", tale da distinguerlo dal mero caos degli eventi naturali ?

                          anche solo per attribuire un senso alle cose, un ordine, è necessario un linguaggio, che serve per pensare in astratto;
                          il linguaggio non è solo "strumento" deduttivo di astrazione, ma anche di creazione induttiva di quell'astrazione; e Dio è astrazione pura, dal momento che nulla di realmente esistente ti può confermare come prova la Sua esistenza.

                          il vincolo mi sembra evidente, e la cosa dovrebbe far riflettere.
                          Last edited by axeUgene; 06-11-2015, 08:52.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #103
                            Discorso interessante e raffinato ma allora , quel'è il posto che tu daresti alla divina provvidenza?
                            Come diceva Gesù, se Dio nutre gli uccellini a maggior ragione penserà a noi, anche se siamo ciechi sordi e muti.
                            Probabilmente si uscirebbe dal concetto di un dio pensato e si entrerebbe in quello di un dio desiderato, anche se Egli starebbe al di sopra dei nostri desideri, dove Gesù rappresenterebbe il "Dio con noi".
                            Last edited by crepuscolo; 06-11-2015, 11:16.

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #104
                              Non tieni conto che gli uccellini della stagione corrente non sono gli stessi di quella passata, quindi, per l'individuo, la "divina" provvidenza a ben poco provvede basandosi la sopravvivenza della specie sul trombaggio generale e non su entita' che ti risolvono qualcosa nel tuo.
                              Poi, se hai una eterna esistenza, seppure da morto, con i poteri di azione e pensiero dei morti e sepolti, cosa importa di salvaguardare le facolta' risibili e volatili dei vivi?
                              Anzi si direbbe che "la morte libera", quindi perche' scomodare le divinita' a salvaguardare gli inciampi.

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                              • crepuscolo
                                Opinionista
                                • 08/10/07
                                • 24570

                                #105
                                Beh, bisogna vedere cosa si intende per vita e per morte. A mio avviso la vita serve alla morte dando un senso a ciò che segue. Non è tanto il presente che per me conta e neanche il futuro presi a se stanti, ma presente e futuro messi insieme. Questo è il senso che io do, il presente senza il futuro non ha senso ed il futuro senza presente è astratto, sospeso per aria.

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