Spero di non trovarmeli di fronte, se poi son scalmanati è meglio la fuga di corsa in discesa per una via laterale
Numeri
Collapse
X
-
-
Secondo te come mai da giovane perseguitava fieramente i Cristiani? Cos'è poi accaduto di così prorompente nella sua vita se non un incontro che gliel'ha rovesciata?Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggioma qual'è? E' tanto che lo dici.
...................
Tra l'altro San Paolo neanche ha conosciuto Gesù, quindi caso mai avrebbe portato la testimonianza della testimonianza ossia la testimonianza al quadrato, stai sempre dando i numeri
....; oppure si può credere che la sua testimonianza non è su o di Gesù poiché non l'ha, come ho detto, n e a n c h e c o n o s c i u t o; non è certo quella di Gesù non essendo stato apostolo sin dalla prima ora, come i 12 e tanti altri/e. Saulo di Tarso poi Paolo di Roma crea la differenza, cittadino romano per acquisizione paterna poiché costui faceva tende, soprattutto da guerra e non da sole
, per i Romani invasori del suo paese, poi andò, sempre come cittadino romano ( ed allora era meglio di una vincita al superenalotto) a Gerusalemme alla scuola del famoso fariseo Hillel, quello che difese gli apostoli dopo la morte di Gesù. Saulo di Tarso era un bravo traduttore, a vantaggio di tutti e suo, dal vecchio al nuovo testamento poiché si rivolgeva a quelli che lui chiamava gentili, ossia quelli dell'Impero Romano che non sapevano nulla né del Dio ebraico e né di Gesù, Erode, Pilato e &. e neanche della storia del suo popolo. Quindi nella sua testa Gesù non è un simbolo ma diventa il simbolo per educare secondo la sua testa che diceva ispirata dallo Spirito....di chi?
Questa è la domanda da porsi su ciò che lascia scritto Paolo; di Dio o di Gesù?; non sembra che tra i Vangeli e gli scritti Paolini o per alcuni dei suoi falsari in quanto si sono spacciati per lui ( sono sempre in corso dispute interpretative, alcune lettere, e quindi pensieri,di sicuro non sono di Paolo) ci sia qualcosa di losco da parte dei secondi? In senso buono ovviamente, cioè diciamo chiaramente che non sono omogenei anche se tendono ad omogeneizzare i pensieri infantili, ossia dei semplici con sempliciotti e tutto?
“Io sono un giudeo, nato a Tarso, in Cilicia, ma educato in questa città, istruito ai piedi di Gamaliele, nella rigorosa osservanza della legge dei padri, pieno di zelo per Dio, come lo siete voi tutti oggi. Io ho perseguitato a morte questa Via, mettendo in catene e gettando in prigione uomini e donne, come me ne fa testimonianza anche il sommo sacerdote e tutto il consiglio degli anziani. Da essi avevo anzi ricevuto lettere per i fratelli di Damasco e stavo andando per condurvi incatenati a Gerusalemme anche quelli che si trovavano là, perché vi fossero puniti. Or mentre io ero in viaggio e mi stavo avvicinando a Damasco, verso mezzogiorno, all’improvviso una gran luce venuta dal cielo mi sfolgorò tutt’intorno. Io caddi a terra e udii una voce che mi diceva. ‘Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?’ Io rsposi:’Chi sei, o Signore?’ E mi disse: ‘Io sono Gesù il Nazareno che tu perseguiti’. Quelli che mi accompagnavano videro la luce, ma non udirono la voce di colui che parlava. Io ripresi: ‘Che debbo fare, Signore?’. E il Signore mi disse: ‘Alzati, và a Damasco e là ti sarà detto tutto ciò che è stabilito che tu faccia’. Ma poiché non potevo più vedere per lo splendore di quella luce, fui condotto per mano dai miei compagni di viaggio e giunsi a Damasco. Un certo Anania… mi disse: ‘ Saulo, fratello mio, torna a vedere!’ E io nella stessa ora riuscii a vederlo. Egli disse:‘Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il giusto e a udire una parola dalla sua bocca, poiché tu renderai testimonianza a suo favore presso tutti gli uomini di ciò che hai visto e udito’. (At 22,3-15)amate i vostri nemici
Comment
-
Prima perché era uno zelante fariseo rendendosi complice di un assassinio su mandato che qualcuno non gli ha mai perdonato ( vedi storia di S. Stefano); poi probabilmente intuì ( come Gesù del resto) la fine che avrebbe fatto Gerusalemme con il suo popolo. Segni premonitori? Forse. Comunque quegli avvenimenti temuti si avverarono nel 70 circa.Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioSecondo te come mai da giovane perseguitava fieramente i Cristiani? Cos'è poi accaduto di così prorompente nella sua vita se non un incontro che gliel'ha rovesciata?Last edited by crepuscolo; 09-06-2016, 16:22.
Comment
-
come un colpo di sole, insolazione ,chiamatela come volete ,puó cambiare il corso della storia...Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioSecondo te come mai da giovane perseguitava fieramente i Cristiani? Cos'è poi accaduto di così prorompente nella sua vita se non un incontro che gliel'ha rovesciata?
“Io sono un giudeo, nato a Tarso, in Cilicia, ma educato in questa città, istruito ai piedi di Gamaliele, nella rigorosa osservanza della legge dei padri, pieno di zelo per Dio, come lo siete voi tutti oggi. Io ho perseguitato a morte questa Via, mettendo in catene e gettando in prigione uomini e donne, come me ne fa testimonianza anche il sommo sacerdote e tutto il consiglio degli anziani. Da essi avevo anzi ricevuto lettere per i fratelli di Damasco e stavo andando per condurvi incatenati a Gerusalemme anche quelli che si trovavano là, perché vi fossero puniti. Or mentre io ero in viaggio e mi stavo avvicinando a Damasco, verso mezzogiorno, all’improvviso una gran luce venuta dal cielo mi sfolgorò tutt’intorno. Io caddi a terra e udii una voce che mi diceva. ‘Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?’ Io rsposi:’Chi sei, o Signore?’ E mi disse: ‘Io sono Gesù il Nazareno che tu perseguiti’. Quelli che mi accompagnavano videro la luce, ma non udirono la voce di colui che parlava. Io ripresi: ‘Che debbo fare, Signore?’. E il Signore mi disse: ‘Alzati, và a Damasco e là ti sarà detto tutto ciò che è stabilito che tu faccia’. Ma poiché non potevo più vedere per lo splendore di quella luce, fui condotto per mano dai miei compagni di viaggio e giunsi a Damasco. Un certo Anania… mi disse: ‘ Saulo, fratello mio, torna a vedere!’ E io nella stessa ora riuscii a vederlo. Egli disse:‘Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il giusto e a udire una parola dalla sua bocca, poiché tu renderai testimonianza a suo favore presso tutti gli uomini di ciò che hai visto e udito’. (At 22,3-15)
oggi una ragazza messicana mi chiedeva dove si trovasse nyhavn "oltre quell´alta palizzata di lavori in corso" risposi,
mi ringrazió per averla illuminata..a volte basta cosi poco a far ritrovare la via...
" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui
Comment
-
-
«Io sono il più piccolo tra gli apostoli perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana» (1 Cor 15,9-10). L’apostolo Paolo così riassume il significato della sua conversione. Essa, avvenuta dopo il folgorante incontro con Gesù Risorto sulla strada da Gerusalemme a Damasco, non è prima di tutto un cambiamento morale, ma un’esperienza trasformante della grazia di Cristo, e al tempo stesso la chiamata ad una nuova missione, quella di annunciare a tutti quel Gesù che prima perseguitava . In quel momento, infatti, Paolo comprende che tra il Cristo vivente in eterno e i suoi seguaci esiste un’unione reale e trascendente: Gesù vive ed è presente in loro ed essi vivono in Lui. La vocazione ad essere apostolo si fonda non sui meriti umani di Paolo, che si considera “infimo” e “indegno”, ma sulla bontà infinita di Dio, che lo ha scelto e gli ha affidato il ministero.Originariamente Scritto da Misterikx Visualizza Messaggiocome un colpo di sole, insolazione ,chiamatela come volete ,puó cambiare il corso della storia...
oggi una ragazza messicana mi chiedeva dove si trovasse nyhavn "oltre quell´alta palizzata di lavori in corso" risposi,
mi ringrazió per averla illuminata..a volte basta cosi poco a far ritrovare la via...
Te continua pure a parlare di insolazione, Giuseppe. Che Paolo ha reso la vita, martirizzato alle Tre Fontane, per via di un'insolazione....amate i vostri nemici
Comment
-
Il racconto tradizionale, che vuole Paolo di Tarso «più volte imprigionato dai romani» non è giudicato attendibile secondo alcune recenti ricerche storiografiche. Mentre per il periodo storico preso in esame non mancano fonti antiche, come Tacito e Giuseppe Flavio (gli accenni alla prigionia di Paolo sono presenti solamente in alcuni passi degli Atti degli apostoli), che vengono ora diversamente interpretati sulla base delle conclusioni raggiunte da una branca della moderna storiografia che si occupa del controllo delle fonti.Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioTe continua pure a parlare di insolazione, Giuseppe. Che Paolo ha reso la vita, martirizzato alle Tre Fontane, per via di un'insolazione....
Durante i suoi viaggi, Paolo di Tarso aveva fatto tappa nelle città di Filippi e Tessalonica, in entrambe le località rimediando l'accusa di esercizio della magia da parte dei capi delle comunità ebraiche, cui i magistrati romani non dettero credito. Anche a Corinto fu portato in giudizio, da un certo Sostene (Sosthenes in greco),[69] capo della comunità israelita corinzia, per rispondere delle accuse di "religione non permessa". Infatti i culti, per essere "legali", dovevano essere riconosciuti dall'autorità di Roma, e il cristianesimo non era tra quelli: dicevano infatti «Costui persuade la gente a rendere un culto a Dio in modo contrario alla legge» (At 18,13). Il proconsole Giunio Anneo Gallio (fratello di Lucio Anneo Seneca) rifiutò di procedere ritenendo che la giustizia romana non fosse interessata a questioni puramente religiose (At 18,12-17). Gli Atti aggiungono che il capo della sinagoga fu malmenato dal popolo che reclamava attenzione: «Allora tutti afferrarono Sòstene, capo della sinagoga, e lo percossero davanti al tribunale, ma Gallione non si curava affatto di tutto ciò.» (At 18,17).
Forte della protezione delle leggi di Roma, Paolo era tornato a Gerusalemme nel 58 e, contro il parere dei capi della comunità cristiana, si era recato nel tempio ebraico per predicare, scatenando la prevedibile reazione degli ebrei.
Paolo, quindi, sarebbe stato non arrestato, ma strappato in extremis al linciaggio dal pronto intervento dei soldati romani, agli ordini del tribuno Claudio Lissa, i quali portarono al sicuro l'apostolo nella fortezza Antonia, incalzati dalla folla inferocita che gridava «ammazzalo, ammazzalo!». Il racconto degli Atti degli Apostoli parla sì di arresto, ma fa chiaramente intendere che ci fu un salvataggio (At 21,27-36).
Il tribuno Lissa convocò il sinedrio, ma non si ritenne in grado di prendere una decisione. Tuttavia, avuta notizia che si stava preparando un colpo di mano per eliminare Paolo, probabilmente allo scopo di evitare altri disordini, lo fece trasferire a Cesarea - protetto da una forte scorta di duecento fanti, duecento arcieri e settanta cavalieri - sede del governatore Antonio Felice e della più importante guarnigione romana in Giudea.
Anche il governatore rimandò la decisione, ma fece restare Paolo all'interno del castrum in "custodia militaris", ovvero sotto protezione. Secondo l'ordinamento Romano, la custodia militaris era una misura ben diversa dalla "custodia publica" (ovvero l'arresto) e lasciava la possibilità al "custodito", di ricevere chiunque volesse e condurre una vita pressoché normale, certo col divieto di lasciare la fortezza. Ma è facile dedurre che Paolo, in tale situazione, neppure si sarebbe sognato di contravvenire al divieto.
Rimase in questa condizione due anni, durante i quali pare che il governatore propose all'apostolo di trasferirlo sotto scorta in altra città, in cambio d'una adeguata somma di denaro. Antonio Felice (fratello di Pallante, il più importante consigliere di Claudio) era un uomo avido e corrotto e, per questo motivo, fu destituito da Nerone che nominò governatore il più scrupoloso Porcio Festo.[70]
A una sola settimana dal suo insediamento, il nuovo governatore decise di risolvere la situazione riconvocando il sinedrio e, ascoltata la richiesta di condanna a morte, esternò la propria incompetenza giuridica: «Se si trattasse di qualche ingiustizia o di qualche malvagia azione, io vi ascolterei come di ragione, o Ebrei. Ma si tratta di discussioni su una parola, su dei nomi e sulla vostra legge: io non voglio dover giudicare di cose come queste.»[71] In teoria aveva dato ragione a Paolo, ma in pratica la liberazione l'avrebbe esposto alla vendetta dei Giudei. D'altro canto mantenerlo all'infinito in "custodia militaris" significava ammettere implicitamente l'inefficacia dell'autorità di Roma.
A trarre d'impaccio il governatore fu lo stesso Paolo che, nella sua qualità di cittadino romano esercitò il diritto di appellarsi al giudizio dell'imperatore Nerone: («Civis romanus sum. Caesarem appello!»). Occorre precisare che, pochi anni prima (57), Paolo aveva definito l'imperatore "autorità istituita da Dio", raccomandandone l'obbedienza ai cristiani dell'Urbe.[72]
L'apostolo fu dunque imbarcato nel porto militare di Cesarea e scortato a Roma dal centurione Giulio. Qui giunto nel 60, in attesa del giudizio imperiale fu posto agli "arresti domiciliari", da dove tuttavia poté predicare in assoluta libertà e senza ostacoli.[73]
Nel 62 fu sottoposto al giudizio del tribunale di Roma, presieduto dal Prefetto del pretorio Afranio Burro, che lo assolse.
Te continua pure a farneticare delle tre fontane, che le fonti storiche serie (anche cristiane) dicono altro...
semel in anno licet insanire, cotidie melius
Comment
-
vi era pure un palizzata di ...etá !Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio...ma l'hai poi rivista?
" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui
Comment
-
molto interessante grazieOriginariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza MessaggioIl racconto tradizionale, che vuole Paolo di Tarso «più volte imprigionato dai romani» non è giudicato attendibile secondo alcune recenti ricerche storiografiche. Mentre per il periodo storico preso in esame non mancano fonti antiche, come Tacito e Giuseppe Flavio (gli accenni alla prigionia di Paolo sono presenti solamente in alcuni passi degli Atti degli apostoli), che vengono ora diversamente interpretati sulla base delle conclusioni raggiunte da una branca della moderna storiografia che si occupa del controllo delle fonti.
Durante i suoi viaggi, Paolo di Tarso aveva fatto tappa nelle città di Filippi e Tessalonica, in entrambe le località rimediando l'accusa di esercizio della magia da parte dei capi delle comunità ebraiche, cui i magistrati romani non dettero credito. Anche a Corinto fu portato in giudizio, da un certo Sostene (Sosthenes in greco),[69] capo della comunità israelita corinzia, per rispondere delle accuse di "religione non permessa". Infatti i culti, per essere "legali", dovevano essere riconosciuti dall'autorità di Roma, e il cristianesimo non era tra quelli: dicevano infatti «Costui persuade la gente a rendere un culto a Dio in modo contrario alla legge» (At 18,13). Il proconsole Giunio Anneo Gallio (fratello di Lucio Anneo Seneca) rifiutò di procedere ritenendo che la giustizia romana non fosse interessata a questioni puramente religiose (At 18,12-17). Gli Atti aggiungono che il capo della sinagoga fu malmenato dal popolo che reclamava attenzione: «Allora tutti afferrarono Sòstene, capo della sinagoga, e lo percossero davanti al tribunale, ma Gallione non si curava affatto di tutto ciò.» (At 18,17).
Forte della protezione delle leggi di Roma, Paolo era tornato a Gerusalemme nel 58 e, contro il parere dei capi della comunità cristiana, si era recato nel tempio ebraico per predicare, scatenando la prevedibile reazione degli ebrei.
Paolo, quindi, sarebbe stato non arrestato, ma strappato in extremis al linciaggio dal pronto intervento dei soldati romani, agli ordini del tribuno Claudio Lissa, i quali portarono al sicuro l'apostolo nella fortezza Antonia, incalzati dalla folla inferocita che gridava «ammazzalo, ammazzalo!». Il racconto degli Atti degli Apostoli parla sì di arresto, ma fa chiaramente intendere che ci fu un salvataggio (At 21,27-36).
Il tribuno Lissa convocò il sinedrio, ma non si ritenne in grado di prendere una decisione. Tuttavia, avuta notizia che si stava preparando un colpo di mano per eliminare Paolo, probabilmente allo scopo di evitare altri disordini, lo fece trasferire a Cesarea - protetto da una forte scorta di duecento fanti, duecento arcieri e settanta cavalieri - sede del governatore Antonio Felice e della più importante guarnigione romana in Giudea.
Anche il governatore rimandò la decisione, ma fece restare Paolo all'interno del castrum in "custodia militaris", ovvero sotto protezione. Secondo l'ordinamento Romano, la custodia militaris era una misura ben diversa dalla "custodia publica" (ovvero l'arresto) e lasciava la possibilità al "custodito", di ricevere chiunque volesse e condurre una vita pressoché normale, certo col divieto di lasciare la fortezza. Ma è facile dedurre che Paolo, in tale situazione, neppure si sarebbe sognato di contravvenire al divieto.
Rimase in questa condizione due anni, durante i quali pare che il governatore propose all'apostolo di trasferirlo sotto scorta in altra città, in cambio d'una adeguata somma di denaro. Antonio Felice (fratello di Pallante, il più importante consigliere di Claudio) era un uomo avido e corrotto e, per questo motivo, fu destituito da Nerone che nominò governatore il più scrupoloso Porcio Festo.[70]
A una sola settimana dal suo insediamento, il nuovo governatore decise di risolvere la situazione riconvocando il sinedrio e, ascoltata la richiesta di condanna a morte, esternò la propria incompetenza giuridica: «Se si trattasse di qualche ingiustizia o di qualche malvagia azione, io vi ascolterei come di ragione, o Ebrei. Ma si tratta di discussioni su una parola, su dei nomi e sulla vostra legge: io non voglio dover giudicare di cose come queste.»[71] In teoria aveva dato ragione a Paolo, ma in pratica la liberazione l'avrebbe esposto alla vendetta dei Giudei. D'altro canto mantenerlo all'infinito in "custodia militaris" significava ammettere implicitamente l'inefficacia dell'autorità di Roma.
A trarre d'impaccio il governatore fu lo stesso Paolo che, nella sua qualità di cittadino romano esercitò il diritto di appellarsi al giudizio dell'imperatore Nerone: («Civis romanus sum. Caesarem appello!»). Occorre precisare che, pochi anni prima (57), Paolo aveva definito l'imperatore "autorità istituita da Dio", raccomandandone l'obbedienza ai cristiani dell'Urbe.[72]
L'apostolo fu dunque imbarcato nel porto militare di Cesarea e scortato a Roma dal centurione Giulio. Qui giunto nel 60, in attesa del giudizio imperiale fu posto agli "arresti domiciliari", da dove tuttavia poté predicare in assoluta libertà e senza ostacoli.[73]
Nel 62 fu sottoposto al giudizio del tribunale di Roma, presieduto dal Prefetto del pretorio Afranio Burro, che lo assolse.
Te continua pure a farneticare delle tre fontane, che le fonti storiche serie (anche cristiane) dicono altro...
le testimonianze vanno diffuse
quindi: doppia insolazione!
" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui
Comment
-
Interessante, me lo finisco più tardi, ciao P_d_AOriginariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza MessaggioIl racconto tradizionale, che vuole Paolo di Tarso «più volte imprigionato dai romani» non è giudicato attendibile secondo alcune recenti ricerche storiografiche. Mentre per il periodo storico preso in esame non mancano fonti antiche, come Tacito e Giuseppe Flavio (gli accenni alla prigionia di Paolo sono presenti solamente in alcuni passi degli Atti degli apostoli), che vengono ora diversamente interpretati sulla base delle conclusioni raggiunte da una branca della moderna storiografia che si occupa del controllo delle fonti.
Durante i suoi viaggi, Paolo di Tarso aveva fatto tappa nelle città di Filippi e Tessalonica, in entrambe le località rimediando l'accusa di esercizio della magia da parte dei capi delle comunità ebraiche, cui i magistrati romani non dettero credito. Anche a Corinto fu portato in giudizio, da un certo Sostene (Sosthenes in greco),[69] capo della comunità israelita corinzia, per rispondere delle accuse di "religione non permessa". Infatti i culti, per essere "legali", dovevano essere riconosciuti dall'autorità di Roma, e il cristianesimo non era tra quelli: dicevano infatti «Costui persuade la gente a rendere un culto a Dio in modo contrario alla legge» (At 18,13). Il proconsole Giunio Anneo Gallio (fratello di Lucio Anneo Seneca) rifiutò di procedere ritenendo che la giustizia romana non fosse interessata a questioni puramente religiose (At 18,12-17). Gli Atti aggiungono che il capo della sinagoga fu malmenato dal popolo che reclamava attenzione: «Allora tutti afferrarono Sòstene, capo della sinagoga, e lo percossero davanti al tribunale, ma Gallione non si curava affatto di tutto ciò.» (At 18,17).
Forte della protezione delle leggi di Roma, Paolo era tornato a Gerusalemme nel 58 e, contro il parere dei capi della comunità cristiana, si era recato nel tempio ebraico per predicare, scatenando la prevedibile reazione degli ebrei.
Paolo, quindi, sarebbe stato non arrestato, ma strappato in extremis al linciaggio dal pronto intervento dei soldati romani, agli ordini del tribuno Claudio Lissa, i quali portarono al sicuro l'apostolo nella fortezza Antonia, incalzati dalla folla inferocita che gridava «ammazzalo, ammazzalo!». Il racconto degli Atti degli Apostoli parla sì di arresto, ma fa chiaramente intendere che ci fu un salvataggio (At 21,27-36).
Il tribuno Lissa convocò il sinedrio, ma non si ritenne in grado di prendere una decisione. Tuttavia, avuta notizia che si stava preparando un colpo di mano per eliminare Paolo, probabilmente allo scopo di evitare altri disordini, lo fece trasferire a Cesarea - protetto da una forte scorta di duecento fanti, duecento arcieri e settanta cavalieri - sede del governatore Antonio Felice e della più importante guarnigione romana in Giudea.
Anche il governatore rimandò la decisione, ma fece restare Paolo all'interno del castrum in "custodia militaris", ovvero sotto protezione. Secondo l'ordinamento Romano, la custodia militaris era una misura ben diversa dalla "custodia publica" (ovvero l'arresto) e lasciava la possibilità al "custodito", di ricevere chiunque volesse e condurre una vita pressoché normale, certo col divieto di lasciare la fortezza. Ma è facile dedurre che Paolo, in tale situazione, neppure si sarebbe sognato di contravvenire al divieto.
Rimase in questa condizione due anni, durante i quali pare che il governatore propose all'apostolo di trasferirlo sotto scorta in altra città, in cambio d'una adeguata somma di denaro. Antonio Felice (fratello di Pallante, il più importante consigliere di Claudio) era un uomo avido e corrotto e, per questo motivo, fu destituito da Nerone che nominò governatore il più scrupoloso Porcio Festo.[70]
A una sola settimana dal suo insediamento, il nuovo governatore decise di risolvere la situazione riconvocando il sinedrio e, ascoltata la richiesta di condanna a morte, esternò la propria incompetenza giuridica: «Se si trattasse di qualche ingiustizia o di qualche malvagia azione, io vi ascolterei come di ragione, o Ebrei. Ma si tratta di discussioni su una parola, su dei nomi e sulla vostra legge: io non voglio dover giudicare di cose come queste.»[71] In teoria aveva dato ragione a Paolo, ma in pratica la liberazione l'avrebbe esposto alla vendetta dei Giudei. D'altro canto mantenerlo all'infinito in "custodia militaris" significava ammettere implicitamente l'inefficacia dell'autorità di Roma.
A trarre d'impaccio il governatore fu lo stesso Paolo che, nella sua qualità di cittadino romano esercitò il diritto di appellarsi al giudizio dell'imperatore Nerone: («Civis romanus sum. Caesarem appello!»). Occorre precisare che, pochi anni prima (57), Paolo aveva definito l'imperatore "autorità istituita da Dio", raccomandandone l'obbedienza ai cristiani dell'Urbe.[72]
L'apostolo fu dunque imbarcato nel porto militare di Cesarea e scortato a Roma dal centurione Giulio. Qui giunto nel 60, in attesa del giudizio imperiale fu posto agli "arresti domiciliari", da dove tuttavia poté predicare in assoluta libertà e senza ostacoli.[73]
Nel 62 fu sottoposto al giudizio del tribunale di Roma, presieduto dal Prefetto del pretorio Afranio Burro, che lo assolse.
Te continua pure a farneticare delle tre fontane, che le fonti storiche serie (anche cristiane) dicono altro...
Comment
-
Stupendo! Molte fonti autorevoli ritengono anche Gesù Cristo un esaltato….un mitomane…un imbonitore…..e che sia morto di sonno, fra le altre cose.Originariamente Scritto da Misterikx Visualizza Messaggiomolto interessante grazie
le testimonianze vanno diffuse
quindi: doppia insolazione!
Mentre voi continuate a parlare di insolazione (doppia!) noi constatiamo che i due Polmoni coi quali respira la Chiesa (San Pietro e San Paolo) ancora oggi godono ottima salute….
È di 9.100.935 il numero dei pellegrini giunti a Roma dalla apertura del Giubileo a oggi, che hanno visitato le 4 basiliche giubilari e il santuario del Divino Amore. «I dati - ha aggiunto monsignor Fisichella - sono aggiornati a oggi, e mostrano un numero certamente significativo, che conferma la grande attenzione dei fedeli di tutto il mondo nel loro desiderio di giungere a Roma per incontrare Papa Francesco, nonostante la Porta della misericordia sia estremamente diffusa in tutto il mondo». Il titolo del topic parla di numeri, no?
San Paolo è senz’altro il più grande missionario di tutti i tempi, non conobbe personalmente Cristo, ma per la Sua folgorante chiamata sulla via di Damasco, ne divenne un discepolo fra i più grandi, perorò la causa dei pagani convertiti, fu l’apostolo delle Genti; insieme a Pietro diffuse il messaggio evangelico nel mondo mediterraneo di allora; con la sua parola e con i suoi scritti operò la prima e fondamentale inculturazione del Vangelo nella storia.
Nel 66, forse a Nicopoli, fu di nuovo arrestato e condotto a Roma, dove fu lasciato solo dai discepoli, alcuni erano lontani ad evangelizzare nuovi popoli, qualcun altro aveva lasciato la fede di Cristo; i cristiani di Roma terrorizzati dalla persecuzione, lo avevano abbandonato o quasi, solo Luca era con lui.
Paolo presagiva ormai la fine e lanciò un commovente appello a Timoteo: “Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele… Cerca di venire presto da me perché Dema mi ha abbandonato…, Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. Solo Luca è con me. Prendi Marco e portalo con te, perché mi sarà utile per il ministero…”.
Questa volta il tribunale romano lo condannò a morte perché cristiano; fu decapitato tradizionalmente un 29 giugno di un anno imprecisato, forse il 67, essendo cittadino romano gli fu risparmiata la crocifissione; la sentenza ebbe luogo in una località detta “palude Salvia”, presso Roma (poi detta Tre Fontane, nome derivato dai tre zampilli sgorgati quando la testa mozzata rimbalzò tre volte a terra); i cristiani raccolsero il suo corpo seppellendolo sulla via Ostiense, dove poi è sorta la magnifica Basilica di San Paolo fuori le Mura.
Culto
Non c’è certezza se i due apostoli Pietro e Paolo, siano morti contemporaneamente o in anni diversi, è certo comunque che il 29 giugno 258, sotto l’imperatore Valeriano (253-260) le salme dei due apostoli furono trasportate nelle Catacombe di San Sebastiano, per metterle al riparo da profanatori; quasi un secolo dopo, papa s. Silvestro I (314-335) fece riportare le reliquie di Paolo nel luogo della prima sepoltura e in quell’occasione l’imperatore Costantino I, fece erigere sulla tomba una chiesa, trasformata in Basilica nel 395, che sopravvisse fino al 1823, quando un violento incendio la distrusse; nello stesso luogo fu ricostruita l’attuale Basilica.
amate i vostri nemici
Comment
-
Luca 8:47-49Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioStupendo! Molte fonti autorevoli ritengono anche Gesù Cristo un esaltato….un mitomane…un imbonitore…..e che sia morto di sonno, fra le altre cose.
Mentre voi continuate a parlare di insolazione (doppia!) noi constatiamo che i due Polmoni coi quali respira la Chiesa (San Pietro e San Paolo) ancora oggi godono ottima salute….
47 Quando la donna si rese conto che Gesù sapeva, cominciò a tremare e cadde in ginocchio davanti a lui, confessando che era stata lei a toccarlo e che ora era guarita.
48 « Figliola », le disse Gesù, « la tua fede ti ha salvato. Va’ in pace ».
49 Stava ancora parlando con lei, che arrivò un uomo dalla casa di Giàiro per comunicargli che la bambina era morta, e aggiunse: « Ormai non occorre più disturbare il Maestro! »
se basta la fede perché disturbare ancora il Maestro?!" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui
Comment
-
la miglior morteOriginariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioStupendo! Molte fonti autorevoli ritengono anche Gesù Cristo un esaltato….un mitomane…un imbonitore…..e che sia morto di sonno, fra le altre cose.
ma basta usare un po' di cervello per capire che Gesù non era affatto scemo, come è riferito ai morti di sonno perchè finché dormono non possono morire, altrimenti quando si sveglierebbero che direbbero? ahimè! Son morto...Oh, no, per fortuna non son morto, ma che incubo che ho avuto, mi sembrava di esser morto, fammi dare un pizzicotto
. -
Gli ecclesiastici ad oltranza son proprio con molta fantasia ma senza cervello per via dei dogmi, raramente usano il cosiddetto raziocinio.
ma conooo che ti frega di che cosa dicono gli altri, alla fine sei tu che introiti, non ci sono mogli e figli che possono prendere il tuo posto visto che il dialogo con la coscienza è un fatto personalissimo.Last edited by crepuscolo; 13-06-2016, 17:39.
Comment
-
Hai postato questo passo di Luca per?Originariamente Scritto da Misterikx Visualizza MessaggioLuca 8:47-49
47 Quando la donna si rese conto che Gesù sapeva, cominciò a tremare e cadde in ginocchio davanti a lui, confessando che era stata lei a toccarlo e che ora era guarita.
48 « Figliola », le disse Gesù, « la tua fede ti ha salvato. Va’ in pace ».
49 Stava ancora parlando con lei, che arrivò un uomo dalla casa di Giàiro per comunicargli che la bambina era morta, e aggiunse: « Ormai non occorre più disturbare il Maestro! »
se basta la fede perché disturbare ancora il Maestro?!
E’ sempre la Fede delle Persone che muove Dio all’azione….amate i vostri nemici
Comment
-
Se parli di dialogo non può essere esclusivamente con noi stessi o con una parte di noi.....Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggiola miglior morte
ma basta usare un po' di cervello per capire che Gesù non era affatto scemo, come è riferito ai morti di sonno perchè finché dormono non possono morire, altrimenti quando si sveglierebbero che direbbero? ahimè! Son morto...Oh, no, per fortuna non son morto, ma che incubo che ho avuto, mi sembrava di esser morto, fammi dare un pizzicotto
. -
Gli ecclesiastici ad oltranza son proprio con molta fantasia ma senza cervello per via dei dogmi, raramente usano il cosiddetto raziocinio.
ma conooo che ti frega di che cosa dicono gli altri, alla fine sei tu che introiti, non ci sono mogli e figli che possono prendere il tuo posto visto che il dialogo con la coscienza è un fatto personalissimo.
Il dialogo presuppone sempre mettersi in relazione con....
Con Altri fuori di noi e con Dio Padre: Proprio come faceva Gesù Cristo.amate i vostri nemici
Comment


Comment