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  • SilviaR
    Sylvia
    • 10/03/12
    • 1139

    #1

    Numeri

    Ogni essere umano è convinto di essere speciale, unico, particolare e in qualche modo lo è. Lo è per la propria famiglia, forse anche per qualche amico. Questo sentirci speciali ci aiuta a vivere. Se ci rifletto su mi rendo conto che è una pia illusione. 7,3 miliardi di abitanti nel mondo, 60 milioni gli italiani, 5000 i naufraghi morti nel Mediterraneo, più di un milione gli italiani morti durante la prima guerra mondiale...e potrei continuare così per ore. Continuiamo a correre e affannarci per non arrivare da nessuna parte, siamo gocce nell'oceano, numeri e poi solo un ricorso nella mente e nel cuore di chi ci ha amato...forse
    Io sono il problema e io la soluzione
    "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L
  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #2
    Quello che sostieni è sensato, ma la tua conclusione reca un'amarezza alla Ugo Foscolo che può, in estremi, tendere al nichilismo, poiché, come sappiamo, il tempo cancella ogni cosa, anche i ricordi.
    La soluzione che io mi do a questi pensieri è di cercare e mantenere una sana coscienza poiché è lì che si trova la nostra vera unicità, non per gli altri come tu hai accennato o per i ricordi che lasciamo che con noi se ne vanno, ma per noi stessi per la nostra vita presente; dare un senso alla vita, questo per me è importante, cercare nel non senso della mondo quello che può avere senso, cominciando a rallegrarsi l'animo soprattutto per ciò che può sembrarci insignificante. Il mondo purtroppo ha sempre funzionato così e così funzionerà sempre, se non peggio, ma se nel tuo mondo non riscontri responsabilità personali non pensare al male come se dipendesse da te.

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66024

      #3
      Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
      Ogni essere umano è convinto di essere speciale, unico, particolare e in qualche modo lo è. Lo è per la propria famiglia, forse anche per qualche amico. Questo sentirci speciali ci aiuta a vivere. Se ci rifletto su mi rendo conto che è una pia illusione. 7,3 miliardi di abitanti nel mondo, 60 milioni gli italiani, 5000 i naufraghi morti nel Mediterraneo, più di un milione gli italiani morti durante la prima guerra mondiale...e potrei continuare così per ore. Continuiamo a correre e affannarci per non arrivare da nessuna parte, siamo gocce nell'oceano, numeri e poi solo un ricorso nella mente e nel cuore di chi ci ha amato...forse
      Nella Creazione, se ci pensi, l’unicità è la costante….

      Non esiste nell’Universo un’altra Silvia! Come non esiste un fiore…una foglia…un gattino….una stella simili fra loro. E tutti i nostri capelli, dice la Scrittura, sono contati: Ciascuno di noi è presente a Dio in modo unico e totale. Ed è questo che conta veramente, alla fine! Il nostro Tempo quaggiù è solo un breve sbatter di ciglia in confronto a quello, infinito, dell’Eternità che ci aspetta.
      amate i vostri nemici

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      • Misterikx
        whatever..
        • 24/03/05
        • 15327

        #4
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Nella Creazione, se ci pensi, l’unicità è la costante….
        nó ,é la pazzia la costante

        " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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        • SilviaR
          Sylvia
          • 10/03/12
          • 1139

          #5
          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
          Quello che sostieni è sensato, ma la tua conclusione reca un'amarezza alla Ugo Foscolo che può, in estremi, tendere al nichilismo, poiché, come sappiamo, il tempo cancella ogni cosa, anche i ricordi.
          La soluzione che io mi do a questi pensieri è di cercare e mantenere una sana coscienza poiché è lì che si trova la nostra vera unicità, non per gli altri come tu hai accennato o per i ricordi che lasciamo che con noi se ne vanno, ma per noi stessi per la nostra vita presente; dare un senso alla vita, questo per me è importante, cercare nel non senso della mondo quello che può avere senso, cominciando a rallegrarsi l'animo soprattutto per ciò che può sembrarci insignificante. Il mondo purtroppo ha sempre funzionato così e così funzionerà sempre, se non peggio, ma se nel tuo mondo non riscontri responsabilità personali non pensare al male come se dipendesse da te.
          Era un modo per consolarmi il mio...rimanere nel cuore di qualcuno ...
          Rimanere nel cuore degli altri presuppone che con questi ci sia un rapporto di amore/affetto, ma se ci pensi bene l'amore è autoreferenziale, amiamo solo chi ci ama e non chi non ci ama, quindi al centro ci siamo sempre noi. Siamo solo egoismo allo stato puro e quello che facciamo lo facciamo solo per noi anche sacrificarsi per gli altri che in altri termini significa...mi sacrifico per te perché tu possa amarmi, ricordare, ricambiare e tanto altro...
          Io sono il problema e io la soluzione
          "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #6
            Finché lo chiami sacrificio sono d'accordo con te.

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66024

              #7
              Quella portata da Cristo, in effetti, è una vera e propria rivoluzione: L'Amore al Nemico! Scritto in maiuscolo perchè spesso prende le sembianze della Moglie o del Marito. Del Collega d'ufficio, del Vicino di casa eccetera....
              In quest'ottica, lasciandosi inondare e trasformare da Cristo, si diviene capaci di amare gratuitamente l'Altro. Anche quando non ha niente da darci in cambio. Quando ci limita. Quando ci ostacola....
              amate i vostri nemici

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              • SilviaR
                Sylvia
                • 10/03/12
                • 1139

                #8
                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                Finché lo chiami sacrificio sono d'accordo con te.
                Tu come lo chiameresti?
                Io sono il problema e io la soluzione
                "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #9
                  Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                  Tu come lo chiameresti?
                  Che cosa e soprattutto com'è!?
                  Ci sarebbe molto da dire anche sul modo di consolarsi specialmente quando presupponi.
                  Last edited by crepuscolo; 06-06-2016, 15:14.

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #10
                    Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                    Quella portata da Cristo, in effetti, è una vera e propria rivoluzione: L'Amore al Nemico! Scritto in maiuscolo perchè spesso prende le sembianze della Moglie o del Marito. Del Collega d'ufficio, del Vicino di casa eccetera....
                    In quest'ottica, lasciandosi inondare e trasformare da Cristo, si diviene capaci di amare gratuitamente l'Altro. Anche quando non ha niente da darci in cambio. Quando ci limita. Quando ci ostacola....
                    Perché non vai in prima linea a dirlo? Con l'unica arma la tua fede? Allora si che crederei a quello che dici.

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66024

                      #11
                      Tutti eravamo nemici Crep! Perché tutti soggetti al peccato e Dio, per mezzo di Cristo, ha operato la riconciliazione.
                      Osserviamo che è uno strano modo di concepire la riconciliazione, nel senso che, di solito, a cercare la riconciliazione deve essere la persona che ha recato offesa, non chi è stato offeso. Invece, nel caso della salvezza, è Dio ad aver cercato la riconciliazione e ad averla attuata. Si tratta di una generosità stupenda. Nella lettera ai Romani Paolo esprime il suo stupore e la sua ammirazione davanti a questo modo di agire di Dio:
                      "Mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo morì per gli empi nel tempo stabilito... Quando eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo". E si meraviglia, riflettendo: "A stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto; forse ci può essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene, ma Dio dimostra il suo amore verso di noi, perché mentre eravamo ancora peccatori Cristo è morto per noi".

                      Non è un sogno irraggiungibile amare i nemici, diventare santi, immacolati, irreprensibili al cospetto di Dio, ma una possibilità che ci è sempre offerta, perché la morte di Gesù, il suo amore ci ottiene tutte le grazie necessarie per vivere anche noi in questa generosità che viene dal Padre, che passa attraverso il cuore di Gesù e ci raggiunge nei sacramenti.
                      La condizione viene espressa da san Paolo: occorre restare "fondati e fermi nella fede", cioè aderire a Cristo mediante la fede, essere in questo modo collegati alla corrente di amore che viene da Dio e passa attraverso Cristo. Chi è saldo nella fede riceve la grazia e diventa santo!

                      Se invece stai lontano dalla Parola, dalla Preghiera e dai Sacramenti non solo ti apparirà impossibile amare chi ti fa del male, ma anche lo stesso amare in senso lato.
                      amate i vostri nemici

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                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #12
                        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                        Tutti eravamo nemici Crep!
                        troppo comodo.
                        Poi non ho più letto; ci sei andato, a proposito, tra le due linee nemiche con le armi della tua fede, come ha detto Paolo il saggio, a predicare la pace sulla Terra, a costo della tua vita?
                        Altrimenti è bene mantenerlo come un mistero.

                        Ps. complimenti, comunque sei in perfetta sincrinia psichica col titolo, stai dando i Numeri.....per cosa cono?
                        Last edited by crepuscolo; 07-06-2016, 17:56.

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66024

                          #13
                          Porto la mia Testimonianza: che spesso genera odio, sarcasmo, guerra e battaglia....

                          "La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.

                          [13]Prendete perciò l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. [14]State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, [15]e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. [16]Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; [17]prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. [18]Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi, [19]e anche per me, perché quando apro la bocca mi sia data una parola franca, per far conoscere il mistero del vangelo, [20]del quale sono ambasciatore in catene, e io possa annunziarlo con franchezza come è mio dovere." (Efesini 6)
                          amate i vostri nemici

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                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #14
                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            Porto la mia Testimonianza (Efesini 6)
                            ma qual'è? E' tanto che lo dici.
                            ...................
                            Tra l'altro San Paolo neanche ha conosciuto Gesù, quindi caso mai avrebbe portato la testimonianza della testimonianza ossia la testimonianza al quadrato, stai sempre dando i numeri....; oppure si può credere che la sua testimonianza non è su o di Gesù poiché non l'ha, come ho detto, n e a n c h e c o n o s c i u t o; non è certo quella di Gesù non essendo stato apostolo sin dalla prima ora, come i 12 e tanti altri/e. Saulo di Tarso poi Paolo di Roma crea la differenza, cittadino romano per acquisizione paterna poiché costui faceva tende, soprattutto da guerra e non da sole, per i Romani invasori del suo paese, poi andò, sempre come cittadino romano ( ed allora era meglio di una vincita al superenalotto) a Gerusalemme alla scuola del famoso fariseo Hillel, quello che difese gli apostoli dopo la morte di Gesù. Saulo di Tarso era un bravo traduttore, a vantaggio di tutti e suo, dal vecchio al nuovo testamento poiché si rivolgeva a quelli che lui chiamava gentili, ossia quelli dell'Impero Romano che non sapevano nulla né del Dio ebraico e né di Gesù, Erode, Pilato e &. e neanche della storia del suo popolo. Quindi nella sua testa Gesù non è un simbolo ma diventa il simbolo per educare secondo la sua testa che diceva ispirata dallo Spirito....di chi?
                            Questa è la domanda da porsi su ciò che lascia scritto Paolo; di Dio o di Gesù?; non sembra che tra i Vangeli e gli scritti Paolini o per alcuni dei suoi falsari in quanto si sono spacciati per lui ( sono sempre in corso dispute interpretative, alcune lettere, e quindi pensieri,di sicuro non sono di Paolo) ci sia qualcosa di losco da parte dei secondi? In senso buono ovviamente, cioè diciamo chiaramente che non sono omogenei anche se tendono ad omogeneizzare i pensieri infantili, ossia dei semplici con sempliciotti e tutto?
                            Last edited by crepuscolo; 08-06-2016, 22:12.

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                            • meogatto
                              Opinionista
                              • 06/02/16
                              • 5192

                              #15
                              Le genti, ne incontri uno e puo' essere un storia, ne hai difrornte 10.000 e sono numeri da gestire logisticamente.

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