Originariamente Scritto da crepuscolo
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è logica: legge vuol dire legge, ossia precetto espresso secondo forma inequivocabile;
nel mio esempio, se tu vai a piedi non esisti, non sei rilevante per la norma, come precettare ad uno che deve ancora nascere;
il concorso a cui mi riferivo è quello per un posto pubblico, non la lotteria; la legge esprime delle forme, delle soglie, generali ed astratte che devono essere uguali per tutti, a meno di tassative eccezioni;
se trasgredisci, per quella legge è reato; se poi l'ideologo si atteggia a rivoluzionario e ti invita alla sovversione in virtù di valori diversi da far prevalere, non può dire di non voler abolire quella legge, perché contraddice la sua ideologia e istigazione ad agire.

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, nell'esegesi biblica la parola nuovo venne rivolta contro il popolo ebreo.. " in questo modo ci siamo resi colpevoli della estinzione" non solo spirituale, ma anche "fisica del popolo ebreo". In questo c'è qualcosa di molto giusto, ma allo stesso tempo io sono allergico nei confronti del "nuovo popolo dell'alleanza" e dell"Israele spirituale", al quale, in quanto cristiano, devo appartenere. Ma io polemizzo contro le suddette definizioni per motivi completamente diversi, e cioè per il fatto che noi non ne abbiamo bisogno ( di superare i limiti di velocità
), che esse distorcono e pervertono la genuina dirittura dell'autocomprensione cristiana. Questo appoggio all'ebraismo, che è sempre stato ed è una chiara ricerca di legittimazione, non ci occorre in nessun modo. Il cristiano è cristiano in quanto si richiama a Cristo, e qualsiasi altra ricerca di legittimazione è soltanto indizio della mancanza di una profonda e piena relazione con Gesù. Ma ecco che nel Nuovo Testamento appare la parola "nuovo", e Gesù definisce esplicitamente la maggior parte del mondo religioso che lo circonda col termine di "otri vecchi", in cui non vuole versare il suo "vino nuovo". E' perciò più che comprensibile che nel seguito la deliberazione sinodale non si raccapezzi più con questa funesta parola. Esso non può neppure trarre dalla sua concezione di fondo tutte le necessarie conseguenze e in ogni caso non può mettersi in opposizione. Infatti a questo punto la conseguenza più coerente e radicale dovrebbe essere senza dubbio, quella di cessare, per il futuro, di parlare di un "Nuovo" Testamento, dato che qualsiasi nuovo testamento entra in contrasto col precedente e lo revoca. Quale prospettiva! O si deve piuttosto dire: quale sinodo della chiesa! Sul piano psicologico sarebbe ancora più giusto dire: questo non è un modo di pensare obbiettivo, ma a tali vicoli ciechi conduce il pensiero coatto, in questo caso il pensiero sotto la coercizione del complesso dell'olocausto.

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