Qual'è l'identità dei cristiani?

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24578

    #46
    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    Gesù insegnava loro come trasgredire, e perché non era reato. In sostanza prima di saltare quelle misure ho avuto un insegnate che mi ha imparato lo stile.
    Fai degli esempi strani; non è mica indispensabile giocare ai concorsi o correre in macchina. I concorsi si regolano con le probabilità, il fato in sostanza, ed il vigile c'è per quelli che corrono,; io non corro, anzi vado a piedi e me ne strafrego sia del vigile che del limite di velocità. La mia coscienza è in ordine, non quella di chi corre che deve sempre controllare sia la lancetta della velocità che il vigile che mette le multe. Tale dramma, legge o non legge, io non l'ho, anzi se non ci fossero i vigili risparmierei nelle tasse.
    no, che esempi strani...
    è logica: legge vuol dire legge, ossia precetto espresso secondo forma inequivocabile;
    nel mio esempio, se tu vai a piedi non esisti, non sei rilevante per la norma, come precettare ad uno che deve ancora nascere;
    il concorso a cui mi riferivo è quello per un posto pubblico, non la lotteria; la legge esprime delle forme, delle soglie, generali ed astratte che devono essere uguali per tutti, a meno di tassative eccezioni;

    se trasgredisci, per quella legge è reato; se poi l'ideologo si atteggia a rivoluzionario e ti invita alla sovversione in virtù di valori diversi da far prevalere, non può dire di non voler abolire quella legge, perché contraddice la sua ideologia e istigazione ad agire.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #47
      A proposito dell'identità dei cristiani da un lato e del loro rapporto con l'ebraismo dall'altro ho letto quanto segue.
      La deliberazione sinodale della chiesa renana del gennaio 1980 la dice lunga con una drammaticità senza pari. Una preparazione da anni doveva cooperare a far si che a livello sia teologico che pratico e umano il rapporto con l'ebraismo venisse rimediato a fondo con decisione, coraggio e radicalità. Infatti giustamente si aveva l'impressione che molto di quanto era stato detto prima dell'atroce sterminio degli ebrei ora non potesse essere più ripetuto allo stesso modo. Ma ciò che di fatto è stato deliberato dal sinodo locale come direttiva generale rappresenta, per quanto riguarda armonizzazione ed adattamento, un culmine isolato, che non trova un suo pari in tutta la storia della chiesa. In questo documento ufficiale della chiesa l'armonizzazione è spinta così in là, da identificarsi con la rinuncia dei cristiani alla propria identità. Esso ha perciò presentato controversie in tutta l'ecumene; in esse non mancano le critiche, ma queste sono finora paragonabili soltanto a lampi isolati, che guizzano contro uno sfondo di entusiasmo fuori strada ( e qui mi viene in mente la manipolazione del popolo da parte delle istituzioni operata per la condanna di Gesù, ma non tocchiamo tali argomenti) .
      Centralità determinante ha l'avvio della deliberazione sinodale, che parte dalla parola nuovo . Noi volevamo essere il "nuovo popolo di Dio", la "nuova alleanza", e così via, attraverso i secoli dei secoli, nell'esegesi biblica la parola nuovo venne rivolta contro il popolo ebreo.. " in questo modo ci siamo resi colpevoli della estinzione" non solo spirituale, ma anche "fisica del popolo ebreo". In questo c'è qualcosa di molto giusto, ma allo stesso tempo io sono allergico nei confronti del "nuovo popolo dell'alleanza" e dell"Israele spirituale", al quale, in quanto cristiano, devo appartenere. Ma io polemizzo contro le suddette definizioni per motivi completamente diversi, e cioè per il fatto che noi non ne abbiamo bisogno ( di superare i limiti di velocità), che esse distorcono e pervertono la genuina dirittura dell'autocomprensione cristiana. Questo appoggio all'ebraismo, che è sempre stato ed è una chiara ricerca di legittimazione, non ci occorre in nessun modo. Il cristiano è cristiano in quanto si richiama a Cristo, e qualsiasi altra ricerca di legittimazione è soltanto indizio della mancanza di una profonda e piena relazione con Gesù. Ma ecco che nel Nuovo Testamento appare la parola "nuovo", e Gesù definisce esplicitamente la maggior parte del mondo religioso che lo circonda col termine di "otri vecchi", in cui non vuole versare il suo "vino nuovo". E' perciò più che comprensibile che nel seguito la deliberazione sinodale non si raccapezzi più con questa funesta parola. Esso non può neppure trarre dalla sua concezione di fondo tutte le necessarie conseguenze e in ogni caso non può mettersi in opposizione. Infatti a questo punto la conseguenza più coerente e radicale dovrebbe essere senza dubbio, quella di cessare, per il futuro, di parlare di un "Nuovo" Testamento, dato che qualsiasi nuovo testamento entra in contrasto col precedente e lo revoca. Quale prospettiva! O si deve piuttosto dire: quale sinodo della chiesa! Sul piano psicologico sarebbe ancora più giusto dire: questo non è un modo di pensare obbiettivo, ma a tali vicoli ciechi conduce il pensiero coatto, in questo caso il pensiero sotto la coercizione del complesso dell'olocausto.
      Last edited by crepuscolo; 11-09-2016, 13:50.

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #48
        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        no, che esempi strani...
        è logica: legge vuol dire legge, ossia precetto espresso secondo forma inequivocabile;
        nel mio esempio, se tu vai a piedi non esisti,
        ...meglio così non m'investite

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        • meogatto
          Opinionista
          • 06/02/16
          • 5192

          #49
          Mi sembra che tu torni sempre ad un ruolo di per se identitario dell'individuo che se lo costruisce per vie e considerazioni sue.
          Il che puo' anche andar bene, un cranio, una identita', se non fosse che tale appartenenza identitaria e' invisibile al resto del mondo che non vede e non sa cosa ti passa per la testa, ne in genere gli interessa saperlo.
          Nel banale servirebbe la carta di identita' religiosa.
          Per questo il primo livello di visibilita' identitaria e' quello di gruppo che emette proclami pubblici visibili al mondo definendo pure i criteri di appartenenza e pensiero per sommi capi del seguito proprio.

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24578

            #50
            Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
            Infatti a questo punto la conseguenza più coerente e radicale dovrebbe essere senza dubbio, quella di cessare, per il futuro, di parlare di un "Nuovo" Testamento, dato che qualsiasi nuovo testamento entra in contrasto col precedente e lo revoca. Quale prospettiva! O si deve piuttosto dire: quale sinodo della chiesa! Sul piano psicologico sarebbe ancora più giusto dire: questo non è un modo di pensare obbiettivo, ma a tali vicoli ciechi conduce il pensiero coatto, in questo caso il pensiero sotto la coercizione del complesso dell'olocausto.
            non so chi sia a scrivere, ma è una questione che conosco;
            il punto è che compiendo a fondo quella riflessione sul nuovo si smantellerebbero tutte le chiese, non solo il legame col VT, che rappresenta il tratto eteronomo cui è agganciata tutta la teologia, già piena di contraddizioni;

            è come un edificio costruito dove non si sarebbe dovuto in assenza di norme sull'edilizia, ma condonato;
            ora che le norme - la capacità di criticare la coerenza teologica - ci sono, buttare giù quell'edificio significherebbe esporsi all'accertamento e al diniego della licenza;

            in realtà è già così per effetto della Riforma; solo che quella ha lasciato tutto in sospeso nella rarefazione della coscienza, che sfuma nella morale laica in modo graduale;

            ma se vai in via teorica a scindere il legame cristiano col VT, poi ti tocca riformulare l'impossibile teologia della creazione, del Male, del libero arbitrio in senso positivo, cioè affermando cose ex-novo e non ricollegandoti ad una tradizione assimilata, e lì ci sarebbe da ridere
            ai cattolici, certamente, non interessa e non conviene, poiché hanno replicato l'eteronomia veterotestamentaria e sarebbero i primi a finire alla gogna.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #51
              Questa idea che ho espresso sulla armonizzazione è derivata dall'idea originale della cristiana Hanna Wolf della quale se vuoi ti scrivo una brevissima biografia, ma l'intrigante sta nel fatto che è una studiosa eccellente di teologia ma soprattutto psicologia del profondo. Complimenti per aver sgamato che non era una mia farina ma crusca, però voglio applicare questo metodo o questa intuizione per i miei studi: cosa c'è di veramente nuovo nel Gesù arrivatoci? Oppure che cosa c'è da scartare perché frutto di armonizzazione? Non è un compito facile ma credo sia la strada giusta per scrollarsi di dosso molti anni, anzi dire da sempre, tutti gli inutili e dannosi compromessi inculcati nella mia mente.
              "Quando diranno: il regno è qua è là è sù è giù, non guardate ma riflettete perché Dio è dentro di noi" neanche questa è una mia idea originale anche se accomodata o armonizzata al mio carattere, ma a me piace molto, e credo che sia un metodo originale per l'identificazione più profonda del carattere di Gesù.

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #52
                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                ai cattolici, certamente, non interessa e non conviene, poiché hanno replicato l'eteronomia veterotestamentaria e sarebbero i primi a finire alla gogna.
                Certo meglio continuare a zappare piuttosto che darsi la zappa sui piedi, infatti c'è il rischio di farsi male, ma ironia del caso,il male uno lo fa a se stesso,che vuoi che me ne importi a me se Gesù viene appreso o no. Molti si accontentano di un vago riflesso come se guardassero un quadro od una scultura che lo raffiguri, il Cristo, una scultura che non parla e non nutre sentimenti. Guarda la pietà di Michelangelo che a cono tanto piace, a me non dice se non la bravura dell'artista. Il dolore quello vero, quello che Michelangelo voleva rappresentare, per me, è un fatto prettamente personale, in sostanza se non provi dolore o non hai provato dolore la statua è inconcepibile perché il mio dolore e non tanto pietà, esiste in me anche senza statua e se non ho dolore che la guado a fare, solo per la bravura dell'artista.
                Last edited by crepuscolo; 11-09-2016, 16:43.

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                • meogatto
                  Opinionista
                  • 06/02/16
                  • 5192

                  #53
                  Se dio e' dentro di te e induce il tuo pensiero, di fatto affermi il primato della coscienza individuale rispetto al catechismo della gerarchia non riconoscendo il primato illuminato e infallibile di questa.
                  Protestante

                  Comunque non disponendo di nulla di originale e certificato su gesu', puoi al massimo discriminare cosa c'e di nuovo nell'armonizzato corrente rispetto all'armonizzato arcaico della documentazione ebraica.
                  Cosa pure secondaria se dio e' in te a guidarti.
                  Last edited by meogatto; 11-09-2016, 16:38.

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                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24578

                    #54
                    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                    Questa idea che ho espresso sulla armonizzazione è derivata dall'idea originale della cristiana Hanna Wolf della quale se vuoi ti scrivo una brevissima biografia, ma l'intrigante sta nel fatto che è una studiosa eccellente di teologia ma soprattutto psicologia del profondo. Complimenti per aver sgamato che non era una mia farina ma crusca
                    beh, ci vuol poco: il discorso aveva un senso dai, scherzo...
                    però voglio applicare questo metodo o questa intuizione per i miei studi: cosa c'è di veramente nuovo nel Gesù arrivatoci? Oppure che cosa c'è da scartare perché frutto di armonizzazione?
                    io te l'ho scritto tante volte, da approssimativo conoscitore della filosofia e della storia, che cerca di ragionare logicamente;

                    il principio di Gesù - nemmeno a Lui esclusivo nell'epoca e dopo, va detto - come puntualizza il gatto è di autonomia della coscienza, laddove un referente divino esterno è indispensabile per la legge eteronoma, e cioè una roba scritta da qualcuno che per via di successive deleghe assume il potere di dirti cosa sia giusto e cosa sbagliato;

                    il Vangelo produrrebbe tecnicamente un'anarchia religiosa e la fine della religione tout-court, cosa che semplicemente i cristiani dell'epoca non volevano, e cui hanno risposto creando la Chiesa e armonizzando;
                    Lutero poi, involontariamente, è stato sopraffatto della sua deutsche gruendlichkeit, la motivazione del crucco, un po' come quella dell'ingegnere sotto la ghigliottina che trova il punto in cui quella si inceppa e non gli taglia la testa

                    il senso ultimo, andando a srotolare tutte le conseguenze logiche del sistema evangelico è che non è necessaria alcuna autorità, né alcuna religione e nemmeno alcun dio esplicitamente presente come soggetto che interferisce e remunera;

                    nel momento in cui - a causa di Gesù o di altre influenze - il dio vivente è stato interiorizzato consapevolmente nella coscienza come imperativo morale - instabile, relativo, poiché siamo comunque calati in contesti di valori variabili - non è nemmeno necessario credere, né tantomeno ostentare quella fede;

                    la testimoni comunque col tuo agire liberamente per il bene; dove liberamente va inteso senza remunerazione o punizione; e qui siamo già in una morale laica, in cui la dimensione è individuale e non è necessario un soggetto esterno che giudica, perché è già in noi, come in noi il giudizio;

                    semplice a dirsi, ma molto più difficile astenersi dalla tentazione di argomentare di nuovo in senso normativo verso chi non si conforma alla propria sensibilità e ricostituire nuclei di eteronormazione dogmatica.
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #55
                      Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
                      Se dio e' dentro di te e induce il tuo pensiero, di fatto affermi il primato della coscienza individuale rispetto al catechismo della gerarchia non riconoscendo il primato illuminato e infallibile di questa.
                      Protestante
                      Non sono le categorie che mi interessano se come dici tu do il primato alla coscienza individuale che è formata dal miscuglio della mia esperienza e dei miei ideali, piuttosto andrei a discutere con un prete cattolico in gamba se ancora si trovano, considera che sono cresciuto in quell'ambiente. Dovrei ricominciare tutto da capo ed alla mia età? E' meglio tenersi ciò che si ha. In quanto a protestare perché non mi sta bene ciò che è, spero almeno quello si possa fare.

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                      • meogatto
                        Opinionista
                        • 06/02/16
                        • 5192

                        #56
                        Capisco che tu prescinda dalle categorie, ma nel caso decade il tema identitario essendo quello individuale invisibile.
                        E una identita' esiste in funzione di chi la veste e di chi la vede senza nemmeno fare l'investigatore.

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #57
                          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                          beh, ci vuol poco: il discorso aveva un senso dai, scherzo...

                          ..no non scherzi; a parte che quando scrivo butto giù tutto in una volta ciò che mi fate venire in mente, e poi correggo via via, tant'è che qualcuno se l'è letta prima che la correggessi definitivamente e non ci ha capito niente, altri mi hanno detto che cambio appositamente, ma sarei curioso di capire se capite veramente o io non riesco a farmi capire, o non ho capito niente io.
                          Non mi dirmi che è la seconda.

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                          • meogatto
                            Opinionista
                            • 06/02/16
                            • 5192

                            #58
                            Le ultime due, ma ti chiarirai, dopo morto

                            Considera che la risposta parte sulla prima versione e il 90% delle correzioni va solo ai posteri se ci capitano.
                            Meglio che chiarisci con un nuovo post successivo visto anche il tempo che dedichi alla correzione.
                            Last edited by meogatto; 11-09-2016, 19:34.

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #59
                              Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                              Non sono le categorie che mi interessano se come dici tu do il primato alla coscienza individuale che è formata dal miscuglio della mia esperienza e dei miei ideali, piuttosto andrei a discutere con un prete cattolico in gamba se ancora si trovano, considera che sono cresciuto in quell'ambiente. Dovrei ricominciare tutto da capo ed alla mia età? E' meglio tenersi ciò che si ha. In quanto a protestare perché non mi sta bene ciò che è, spero almeno quello si possa fare.
                              il protestante credo fosse riferito alla postura generale, che, almeno nelle aspirazioni, è da riformato;
                              se vai a discutere col prete cattolico, se quello è onesto e ci crede, puoi soltanto trovarti di fronte al dogmatismo dottrinario, perché quella è la natura della ditta; può fare un po' di scherma per darti soddisfazione, ma alla fine deve ribadirti che la verità strutturata in quel modo non può essere cambiata per farti piacere;

                              ma non credo che sia tanto importante o decisiva la questione dell'appartenenza; almeno se decidi di voler ignorare questioni teologiche; forse, più che con un prete, dovresti parlare con un teologo, e allora avresti quantomeno alcune indicazioni più interessanti;

                              Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                              ..no non scherzi; a parte che quando scrivo butto giù tutto in una volta ciò che mi fate venire in mente, e poi correggo via via, tant'è che qualcuno se l'è letta prima che la correggessi definitivamente e non ci ha capito niente, altri mi hanno detto che cambio appositamente, ma sarei curioso di capire se capite veramente o io non riesco a farmi capire, o non ho capito niente io.
                              Non mi dirmi che è la seconda.
                              beh, quello che capisco io è che la tua ricerca è il tentativo di dare una forma alle idee a cui sei affezionato;
                              non c'è niente di male; ma non è una vera ricerca, nel senso che si tratta di una manipolazione molto selettiva, che alla fine ti costringe a rimozioni troppo grosse per ignorarle; e queste rischiano di produrre più insicurezze delle certezze che vorresti;

                              ora, se io dovessi pensare ad un cristiano agito - penso di conoscerne diversi - sono persone che si comportano bene, brave persone;

                              non guardano pagliuzze o scagliano pietre, non giudicano; non ostentano fede e appartenenza, né fanno la morale agli altri; sono quasi invisibili; alcuni non sono nemmeno credenti e la maggior parte mette piede in una chiesa solo per matrimoni o funerali, e quasi tutti esprimono una filosofia di esistenza in radicale contrasto con i precetti del clero, di qualsiasi confessione.
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • crepuscolo
                                Opinionista
                                • 08/10/07
                                • 24570

                                #60
                                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio


                                io te l'ho scritto tante volte, da approssimativo conoscitore della filosofia e della storia, che cerca di ragionare logicamente;

                                il principio di Gesù - nemmeno a Lui esclusivo nell'epoca e dopo, va detto - come puntualizza il gatto è di autonomia della coscienza, laddove un referente divino esterno è indispensabile per la legge eteronoma, e cioè una roba scritta da qualcuno che per via di successive deleghe assume il potere di dirti cosa sia giusto e cosa sbagliato;
                                prima di continuare a leggerti voglio riportare il pensiero di Bultmann che mi sembra ci stia bene.
                                Bultmann, credo tu sappia chi è, dice parlando della dottrina di Gesù:
                                "...Ora però è facile capire che ci sia il malinteso di ritenere tale dottrina come un sistema di verità generali, un sistema di proporzioni che hanno la loro validità a prescindere dalla concreta situazione di vita in cui si trova colui che parla. Si avrebbe allora l'ulteriore conseguenza di misurare la verità di tali proposizioni secondo un sistema ideale, valido in generale, di verità e di proposizioni eternamente valide. E in quanto o nella misura in cui le idee di Gesù corrispondessero a questo sistema ideale, si potrebbe parlare di realtà soprastorica nella predicazione di Gesù. Ma così diventerebbe di nuovo chiaro che si è rinunciato a ciò che è essenziale nella storia e che non si è incontrato nulla di veramente nuovo nella storia. Infatti questo sistema ideale non sarebbe desunto dalla storia, ma piuttosto designerebbe un al di là rispetto alla storia, sul cui metro sarebbero misurati i singoli fenomeni storici. La considerazione della storia allora, nel migliore dei casi, consisterebbe nel prendere coscienza davanti a "casi" concreti di questo sistema ideale preesistente. La ricerca storica sarebbe un lavoro di "riminiscenza" nel senso platonico, un chiarificare a se stesso ciò che in fondo già si possiede. Tale considerazione della storia sarebbe in realtà razionalistica; la storia come avvenimento temporale sarebbe esclusa.
                                Se dunque si parla di dottrina o di idee di Gesù, ciò non ha alla base la concezione di un sistema di pensiero ideale valido in generale, che può essere reso plausibile per ognuno. Bensì le idee sono comprese come ciò che esse sono nella situazione concreta di un uomo che vive nel tempo: come l'interpretazione della propria esistenza situata nel movimento, nell'insicurezza, nella decisione, come l'espressione di una possibilità di comprendere questa esistenza, come il tentativo di chiarire le possibilità e le necessità del proprio esistere. Se dunque noi nella storia di Gesù incontriamo delle parole, esse non devono essere giudicate a partire da un sistema filosofico in relazione alla loro validità razionale, ma le incontriamo quali interrogativi sul modo in cui vogliamo comprendere la nostra esistenza. Con questo si presuppone che noi stessi siamo spinti all'interrogativo della nostra esistenza. Ma allora l'interrogazione della storia condurrà non ad arricchirci di un sapere temporale, bensì ad un incontro con la storia che è un avvenimento temporale; questo sarebbe un dialogo con la storia.

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