*L’amore della vita, un inganno Le relazioni, una trappola*...di Santippe?

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70502

    #166
    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    la tua domanda è "sbagliata" - nel mio caso - perché contempla un sistema di valori diverso dal tuo:

    poniamo che qualcuno ti dica: tu, a forza di tifare Empoli, collezioni una serie di frustrazioni; davvero hai rinunciato a vincere ? una cosa possibile tu tifassi per la Juventus...

    tu, in queste cose, ragioni in termini strumentali: contempli un obiettivo, una finalità, che informa la volontà di una persona; nella fattispecie, la stessa condizione di solitudine è molto ambigua, oltre che smaccatamente materialista:

    al contrario, io in queste faccende non "voglio", e prima di tutto perché non serve a nulla;
    nel tuo mondo psichico si "conquista" una "cosa" - la disponibilità dell'altro - e si deve "combattere" per conservare quella "cosa" ove l'altro decida altrimenti;

    nel mio mondo psichico le relazioni semplicemente accadono, perché il modo di essere di due persone crea una corrente in quel senso; se sopraggiungono difficoltà, si vivono lo stesso bene;
    ma, se per qualsiasi motivo si determina una distanza, ogni sforzo è deteriore; la volontà è deteriore, la finalità è deteriore, il negoziato è deteriore, il patto/vincolo è deteriore; questa cosa la capisce meglio di tutti Lady, per via della sua frequentazione yoga;

    ma non si tratta affatto di stipsi emotiva, per cui uno vuole evitare uno sforzo; è esattamente il contrario: se ti rendi conto che è necessario volere, piegare, significa che ci si sta anestetizzando rispetto alla realtà dei sentimenti e bisogni per costringerli al proprio "io", che si angoscia a dover dare risposte a se stesso e, per evitare, deve riempire quello spazio con altro, una persona, a prescindere dal benessere di quella;

    a volte capita che nell'incontro si generi una liberazione di qualcosa che era compresso; più spesso, quando si "vuole", ci si indirizza su qualcuno che diventa strumento che puntella le difese contro la crescita, come i braccioli per chi ha paura di non galleggiare;

    tu parli tanto della schiavitù all'"Io"; beh, "volere" è esattamente la premessa di quella schiavitù, anche se si traveste da abnegazione o virtù.
    E qui non posso che essere d'accordo.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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    • LadyHawke
      Osservatrice

      • 29/04/19
      • 9385

      #167
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      la tua domanda è "sbagliata" - nel mio caso - perché contempla un sistema di valori diverso dal tuo:


      nel mio mondo psichico le relazioni semplicemente accadono, perché il modo di essere di due persone crea una corrente in quel senso; se sopraggiungono difficoltà, si vivono lo stesso bene;
      ma, se per qualsiasi motivo si determina una distanza, ogni sforzo è deteriore; la volontà è deteriore, la finalità è deteriore, il negoziato è deteriore, il patto/vincolo è deteriore; questa cosa la capisce meglio di tutti Lady, per via della sua frequentazione yoga;

      ma non si tratta affatto di stipsi emotiva, per cui uno vuole evitare uno sforzo;

      .
      Ognuno di noi ha un "destino", un dharma-ruolo nella vita da svolgere, diverso da quello di altri e se le cose devono accadere accadono senza sforzi, altrimenti si vede che se non accade quella è la cosa giusta per noi.

      "Lo scopo della vita? È essere felici"
      Detto dal Dalai Lama.



      Attenzione che secondo me Cono con sta domanda sta cercando di piazzare l'amica poetessa che non ha voluto il suo amico ad Axe.
      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
      Però Axe........
      La mia domanda è questa: ci hai rinunciato definitivamente a un rapporto a due o ancora in qualche modo ci pensi?
      La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
      Confucio

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      • Vega
        Opinionista

        • 04/05/05
        • 17967

        #168
        "Lo scopo della vita? È essere felici"
        Però tutto questo, riflettendoci, mi pare in contrasto con questo:

        Ognuno di noi ha un "destino", un dharma-ruolo nella vita da svolgere, diverso da quello di altri e se le cose devono accadere accadono senza sforzi, altrimenti si vede che se non accade quella è la cosa giusta per noi.
        Non è detto che quello scopo, cioè la felicità, venga raggiunto e se c'è un destino, vista la quantità di problemi ed eventi brutti che accadono, vuol dire che non è raggiungibile.
        Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24593

          #169
          Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
          Ognuno di noi ha un "destino", un dharma-ruolo nella vita da svolgere, diverso da quello di altri e se le cose devono accadere accadono senza sforzi,
          ecco, immaginavo saresti con-venuta


          Attenzione che secondo me Cono con sta domanda sta cercando di piazzare l'amica poetessa che non ha voluto il suo amico ad Axe.
          chissà... mai escludere nulla; magari è l'autrice dell'Ode al lubrificante, opera pregna di elevati ed edificanti contenuti morali
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • dark lady
            la viaggiatrice
            • 09/03/05
            • 70502

            #170
            Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
            Ognuno di noi ha un "destino", un dharma-ruolo nella vita da svolgere, diverso da quello di altri e se le cose devono accadere accadono senza sforzi, altrimenti si vede che se non accade quella è la cosa giusta per noi.

            "Lo scopo della vita? È essere felici"
            Detto dal Dalai Lama.



            Attenzione che secondo me Cono con sta domanda sta cercando di piazzare l'amica poetessa che non ha voluto il suo amico ad Axe.
            Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
            Però tutto questo, riflettendoci, mi pare in contrasto con questo:



            Non è detto che quello scopo, cioè la felicità, venga raggiunto e se c'è un destino, vista la quantità di problemi ed eventi brutti che accadono, vuol dire che non è raggiungibile.
            Io non vedo la felicità come un obiettivo da raggiungere, ma come le piccole cose che trovo lungo il percorso. Persone, momenti, situazioni.
            Anche coloro che entrano nella nostra vita hanno una funzione, nel bene e nel male. Se è nel bene, ci porteranno un po' di gioia, di serenità, di bellezza. Se è nel male, ci faranno crescere, maturare, evolvere. In ogni modo, avranno assolto al loro scopo.
            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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            • LadyHawke
              Osservatrice

              • 29/04/19
              • 9385

              #171
              Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
              Io non vedo la felicità come un obiettivo da raggiungere, ma come le piccole cose che trovo lungo il percorso. Persone, momenti, situazioni.
              Anche coloro che entrano nella nostra vita hanno una funzione, nel bene e nel male. Se è nel bene, ci porteranno un po' di gioia, di serenità, di bellezza. Se è nel male, ci faranno crescere, maturare, evolvere. In ogni modo, avranno assolto al loro scopo.
              Va interpretata:"Spesso mi chiedo quale sia lo scopo della vita. La conclusione a cui sono giunto è essere felici."
              Infatti va "coltivata", bisognerebbe riuscire a provare felicità, trovare il bello in ogni piccola cosa, un atteggiamento positivo sempre anche nelle esperienze negative, appunto fanno crescere, evolvere.
              La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
              Confucio

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              • LadyHawke
                Osservatrice

                • 29/04/19
                • 9385

                #172
                Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                Però tutto questo, riflettendoci, mi pare in contrasto con questo:



                Non è detto che quello scopo, cioè la felicità, venga raggiunto e se c'è un destino, vista la quantità di problemi ed eventi brutti che accadono, vuol dire che non è raggiungibile.
                In teoria bisognerebbe trovare il lato positivo anche nella negatività, trasformare crisi in opportunità.
                E mi pare che ci siano persone che ci riescano, trasformando ad esempio una malattia in opportunità, di crescita e trovando un proprio equilibrio interiore e gioia di vivere, felicità. In pratica non fare dipendere il proprio stato di'animo e felicità interiore dagli eventi esterni, perchè se la felicità dipende da eventi esterni non è duratura.
                Naturalmente lo so non è facile sembra impossibile anche per me, però ci si può provare certo bisogna probabilmente abbracciare certe filosofie di vita.
                La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
                Confucio

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                • dark lady
                  la viaggiatrice
                  • 09/03/05
                  • 70502

                  #173
                  Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
                  Va interpretata:"Spesso mi chiedo quale sia lo scopo della vita. La conclusione a cui sono giunto è essere felici."
                  Infatti va "coltivata", bisognerebbe riuscire a provare felicità, trovare il bello in ogni piccola cosa, un atteggiamento positivo sempre anche nelle esperienze negative, appunto fanno crescere, evolvere.
                  Esattamente. Attorno a questa consapevolezza ho costruito la mia vita.
                  “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                  Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                  Comment

                  • LadyHawke
                    Osservatrice

                    • 29/04/19
                    • 9385

                    #174
                    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                    ecco, immaginavo saresti con-venuta

                    Mi sono sentita tirare in ballo.
                    La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
                    Confucio

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24593

                      #175
                      Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
                      Mi sono sentita tirare in ballo.
                      mi sono permesso solo perché confidavo che con lo stretching frequente non avresti subito traumi
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • LadyHawke
                        Osservatrice

                        • 29/04/19
                        • 9385

                        #176
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        mi sono permesso solo perché confidavo che con lo stretching frequente non avresti subito traumi
                        Ma certo, sono allenata
                        La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
                        Confucio

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                        • Ninag
                          Opinionista
                          • 05/03/24
                          • 1569

                          #177
                          Doppio

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                          • Ninag
                            Opinionista
                            • 05/03/24
                            • 1569

                            #178
                            Personalmente dividerei i concetti; sesso, amore, innamoramento, relazione.

                            Il “sesso” per le donne ha subito una grande trasformazione tra gli anni '60 e '70: l’emancipazione femminile ha giocato un ruolo fondamentale nel promuovere la liberazione sessuale femmine Questo periodo è stato caratterizzato da una maggiore apertura alla sessualità, con la discussione di temi come l'aborto, la contraccezione.
                            L’introduzione della pillola anticoncezionale ha avuto un impatto significativo, consentendo alle donne un maggiore controllo sulla propria fertilità e aprendo nuove possibilità in termini di relazioni sessuali. Fino agli anni Cinquanta la morale era controllata dallo stato o quasi, con forme sociali molto rigide. Probabilmente questo era dovuto alla necessità o al bisogno di far crescere la prole, assicurando loro la sopravvivenza. Per gli uomini era diverso, loro potevano avere relazioni sessuali ma con donne disponibili (alcune venivano anche emarginate dalla società), d’altro canto la prostituzione era largamente praticata e organizzata in luoghi preposti.

                            Sull’amore sono stati scritti fiumi d’inchiostro, che non possiamo certo negare Dante, Petrarca hanno scritto opere incredibili, e non sempre, anzi raramente sentimento era corrisposto, lasciamo un alone di mistero intorno a questo sentimento evitando di renderlo sterile. Nelle liriche provenzali la donna è un elemento centrale dell'amore cortese, spesso idealizzata e elevata al rango di un essere sublime e superiore “non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca”.

                            Innamoramento, questa fase che prima o poi ha convolto tutti e di cui tutti ricordano benissimo ogni fase, perché l’euforia che prende, la forte attrazione verso l’altro, che di sicuro sono tipici dell’adolescenza, e non solo, non è solo ed esclusivamente un’invenzione del corpo umano per perpetuare la specie (senza il quale forse l’umanità si sarebbe estinta” anche senza asteroide”).

                            La relazione può essere di qualsiasi natura, amicale, amorosa, può essere libera o chiusa all’esterno, ma anche privata dentro il proprio io (senza scomodare le psicosi). La nostra libertà è condizionata fortemente dalla società quello che crediamo un nostro diritto è stato conquistato bene o male con anni di lotte, ma ho un dubbio, la nostra è davvero una conquista o la visione di qualcuno che vuole una società più disgregata. Siamo tutti consapevoli che non sempre le” famiglie” funzionano, D’altro canto quando le famiglie si sciolgono (in nome della libertà) la prole è quella che paga un prezzo molto alto.

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24593

                              #179
                              Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
                              Ma certo, sono allenata
                              e spiritosa; sempre sia benedetto il buon senso e lo spirito veneto
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • Vega
                                Opinionista

                                • 04/05/05
                                • 17967

                                #180
                                Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
                                In teoria bisognerebbe trovare il lato positivo anche nella negatività, trasformare crisi in opportunità.
                                E mi pare che ci siano persone che ci riescano, trasformando ad esempio una malattia in opportunità, di crescita e trovando un proprio equilibrio interiore e gioia di vivere, felicità. In pratica non fare dipendere il proprio stato di'animo e felicità interiore dagli eventi esterni, perchè se la felicità dipende da eventi esterni non è duratura.
                                Naturalmente lo so non è facile sembra impossibile anche per me, però ci si può provare certo bisogna probabilmente abbracciare certe filosofie di vita.
                                Però questo rimane sempre in contrasto con la teoria del destino. La ricerca della felicità avrebbe senso se non ci fosse quel qualcosa di predeterminato, altrimenti decadrebbe proprio lo sforzo e l'impegno per cambiare le cose, per essere felici se gli eventi accadono perché devono accadere e non ci sarebbe nemmeno quel libero arbitrio, spina nel fianco di tante discussioni.

                                Non fare dipendere il proprio stato d'animo dagli eventi esterni è un'utopia. Ci siamo evoluti per rispondere all'ambiente. Purtroppo anche queste filosofie propongono l'idealizzazione dell'uomo e del mondo, che nella realtà non esistono.
                                Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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