*L’amore della vita, un inganno Le relazioni, una trappola*...di Santippe?

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24593

    #106
    Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
    Anche solo e semplicemente nel volere una relazione, nel condividere qualcosa, ecc.
    Per farti un esempio: a te piace una, ma tu non piaci a lei. E quindi manca la reciprocità.
    Oppure, tu vuoi un figlio, lei no. Qui manca la reciprocità.
    Esempi di questo tipo.
    ...
    lo stress di uno che non sa cosa vuole, mai più nella vita.
    beh, se uno dei due non piace all'altro, direi che non c'è relazione;

    ma "sapere cosa si vuole", figli o altro, significa già che l'altro ha una funzione, senza espletare la quale non va più bene;

    ora, con tutta la demistificazione che serve in queste cose - non è che io ragioni tanto diversamente, sia chiaro - ma, ora che non mi possono nemmeno offrire un caffè, le donne che ho amato, le amo ancora; con intensità diverse, ma in effetti mi piacevano per quello che erano, a prescindere da quello che si potesse volere o progettare insieme; loro erano abbastanza un fine in sé, o meglio, il mio compiacimento nell'essere presente a loro; per esempio, il fatto che vedessero in me una persona migliore rispetto alle aspettative o giudizi di altri;

    pure questo è un fine egoistico, quindi non c'è il venir meno del "prima me stesso"; però c'è questo essersi riconosciuti e apprezzati più per quello che si è che per delle prestazioni con un fine, cioè un qualcosa per cui effettivamente "sapere quello che si vuole" è essenziale;

    mo' la metto un po' sull'orientale de noantri, ma forse davvero l'atto di volere ha in sé una carica distruttiva di affermazione di un sé bulimico, che occupa tutto, non lascia spazio a niente che non sia nel menù delle cose che uno fagocita;

    usare l'altro non è quando ci trombi finché ce n'è, ricreativo o meno, ma quando non vedi e gli riconosci qualcosa di suo e bello; questa cosa può succedere anche dopo 30 di matrimonio; chiedi a uno: "ma che ha tua moglie di speciale ?" e quello - brava persona. eh, buon marito o moglie - risponde in termini di prestazioni affidabili, perché è settato sin dall'inizio su quelle prestazioni.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • dark lady
      la viaggiatrice
      • 09/03/05
      • 70502

      #107
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      beh, se uno dei due non piace all'altro, direi che non c'è relazione;

      ma "sapere cosa si vuole", figli o altro, significa già che l'altro ha una funzione, senza espletare la quale non va più bene;

      ora, con tutta la demistificazione che serve in queste cose - non è che io ragioni tanto diversamente, sia chiaro - ma, ora che non mi possono nemmeno offrire un caffè, le donne che ho amato, le amo ancora; con intensità diverse, ma in effetti mi piacevano per quello che erano, a prescindere da quello che si potesse volere o progettare insieme; loro erano abbastanza un fine in sé, o meglio, il mio compiacimento nell'essere presente a loro; per esempio, il fatto che vedessero in me una persona migliore rispetto alle aspettative o giudizi di altri;

      pure questo è un fine egoistico, quindi non c'è il venir meno del "prima me stesso"; però c'è questo essersi riconosciuti e apprezzati più per quello che si è che per delle prestazioni con un fine, cioè un qualcosa per cui effettivamente "sapere quello che si vuole" è essenziale;

      mo' la metto un po' sull'orientale de noantri, ma forse davvero l'atto di volere ha in sé una carica distruttiva di affermazione di un sé bulimico, che occupa tutto, non lascia spazio a niente che non sia nel menù delle cose che uno fagocita;

      usare l'altro non è quando ci trombi finché ce n'è, ricreativo o meno, ma quando non vedi e gli riconosci qualcosa di suo e bello; questa cosa può succedere anche dopo 30 di matrimonio; chiedi a uno: "ma che ha tua moglie di speciale ?" e quello - brava persona. eh, buon marito o moglie - risponde in termini di prestazioni affidabili, perché è settato sin dall'inizio su quelle prestazioni.
      Mi hai frainteso.
      Nel non sapere cosa si vuole io non parlo di progetti di vita a lungo termine, ma proprio non sapere se si vuole o meno stare con una persona.
      Beh sul riconoscere all'altro qualcosa direi che è normale, altrimenti cosa ci stai a fare.
      Io so esattamente perché sono stata con le persone con cui sono stata. So cosa avevano di speciale. E so pure cosa trovavano di speciale in me. Ma bisogna anche riconoscere in cosa erano disfunzionali. E pure in cosa lo sei tu, altrimenti non cresci.
      Le dinamiche disfunzionali che spesso si attuano nelle relazioni, e che sono retaggio dei traumi infantili, vanno riconosciute e identificate con nome e cognome, per imparare a liberarsene.
      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66040

        #108
        Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
        Cono, non tutti quelli che copulano hanno bisogno di dire che hanno fatto l'amore per il semplice motivo che non si sentono sporchi per aver provato e dato piacere.
        Fare l'amore non vuole dire necessariamente aver provato AMMORE di divina provenienza durante l'atto sessuale.

        Poi ognuno può dire ciò che vuole in merito a ciò che fa, ma per fortuna ciò che ognuno fa nella propria camera da letto non è affare altrui.
        Ma scusa, che me ne viene a me? È lei che piange sangue dagli occhi ogni volta: io le dò una chiave di lettura, un consiglio che mi viene dall'esperienza, poi lei è adulta e vaccinata: faccia sesso con chi vuole, una volta in Egitto, settimana dopo a Ravenna e domani a Katmandu. No problem. Ma il risultato sarà una perenne insoddisfazione...
        amate i vostri nemici

        Comment

        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66040

          #109
          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
          Mi hai frainteso.
          Nel non sapere cosa si vuole io non parlo di progetti di vita a lungo termine, ma proprio non sapere se si vuole o meno stare con una persona.
          Beh sul riconoscere all'altro qualcosa direi che è normale, altrimenti cosa ci stai a fare.
          Io so esattamente perché sono stata con le persone con cui sono stata. So cosa avevano di speciale. E so pure cosa trovavano di speciale in me. Ma bisogna anche riconoscere in cosa erano disfunzionali. E pure in cosa lo sei tu, altrimenti non cresci.
          Le dinamiche disfunzionali che spesso si attuano nelle relazioni, e che sono retaggio dei traumi infantili, vanno riconosciute e identificate con nome e cognome, per imparare a liberarsene.
          Ciononostante continui a vederti col tuo ex: sei una contraddizione vivente.
          "Io scelgo sempre me stessa"
          "Io qui, io là, io valgo"
          Ha ragione Axe, il tuo è un sé bulimico, che occupa tutti gli spazi. Un ego smisurato che ti mette sempre al centro.
          amate i vostri nemici

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          • Vega
            Opinionista

            • 04/05/05
            • 17967

            #110
            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
            Ma scusa, che me ne viene a me? È lei che piange sangue dagli occhi ogni volta: io le dò una chiave di lettura, un consiglio che mi viene dall'esperienza, poi lei è adulta e vaccinata: faccia sesso con chi vuole, una volta in Egitto, settimana dopo a Ravenna e domani a Katmandu. No problem. Ma il risultato sarà una perenne insoddisfazione...
            @Dark

            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24593

              #111
              Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
              Mi hai frainteso.
              Nel non sapere cosa si vuole io non parlo di progetti di vita a lungo termine, ma proprio non sapere se si vuole o meno stare con una persona.
              Beh sul riconoscere all'altro qualcosa direi che è normale, altrimenti cosa ci stai a fare.
              appunto, "ci stai", che è un patto; come un patto è la trombamicizia, ecc...

              guarda che io risponderei esattamente come te, e ragiono nello stesso modo; non sono un marziano; solo che in effetti se andiamo ad aprire quella scatola dello "stare insieme" è ovvio che ci troviamo tutti i motivi di crisi e le contraddizioni;

              avere a che fare con un oggetto esterno a noi comporta necessariamente prendere atto di vincoli e limiti; se ti piace la frittura di pesce sai che fa ingrassare; la frequenti meno di quanto vorresti, o frequenti di più la palestra, oppure ti rassegni a due taglie in più; o ancora, ti inganni con la friggitrice ad aria; cioè, scambi il piacere per una sua proiezione astratta;

              figuriamoci se quella frittura avesse pure una personalità e volesse scegliere da chi essere mangiata, come, dove, quando e quanto

              tutti abbiamo delle esigenze; ma se la coscienza di queste si cristallizza, tutta la capacità di sentire si conforma a qualcosa che è spesso dettato da fragilità o paura; uno è abituato alla vacanza 4 stelle tutto prenotato, perché è ansioso, ma poi il caso o gli amici lo portano nell'isola dove si sta alla rotta in culo nello sgabuzzino con la branda e il cesso nel frutteto ma con spiagge che quello si sognerà per il resto della vita;

              stare insieme: stare = status. è un patto, una regola; ti serve ? perché ? il primo passo sarebbe quello di rispondere a questo perché e valutare quanto ti costa; niente che faccia venir meno il "prima me stesso".
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • Breakthru
                Opinionista

                • 30/04/19
                • 5135

                #112
                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                Ma scusa, che me ne viene a me? È lei che piange sangue dagli occhi ogni volta: io le dò una chiave di lettura, un consiglio che mi viene dall'esperienza, poi lei è adulta e vaccinata: faccia sesso con chi vuole, una volta in Egitto, settimana dopo a Ravenna e domani a Katmandu. No problem. Ma il risultato sarà una perenne insoddisfazione...

                Appunto, è adulta e vaccinata, l'educazione e il buon senso suggerirebbero che tu non debba metterci il naso
                Last edited by Breakthru; 28-05-2025, 07:56.

                Comment

                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24593

                  #113
                  Doppio
                  Last edited by axeUgene; 28-05-2025, 08:08.
                  c'è del lardo in Garfagnana

                  Comment

                  • Breakthru
                    Opinionista

                    • 30/04/19
                    • 5135

                    #114
                    Perché diciamo "fare l'amore"?

                    Alla fine la domanda mi ha incuriosito e ho scoperto che

                    non si è sempre detto o comunque non si diceva con il significato di avere un rapporto sessuale

                    Significato moderno: si afferma tra XIX e XX secolo

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24593

                      #115
                      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                      Ciononostante continui a vederti col tuo ex: sei una contraddizione vivente.
                      "Io scelgo sempre me stessa"
                      "Io qui, io là, io valgo"
                      Ha ragione Axe, il tuo è un sé bulimico, che occupa tutti gli spazi. Un ego smisurato che ti mette sempre al centro.
                      visto che mi cita, preciso:

                      la bulimia che intendo non è affatto una ricerca del piacere e del benessere, che può essere praticata nella libertà sessuale, una cosa sacrosanta e auspicabile, nel rispetto e nella libertà di chi vi partecipa;

                      la bulimia che intendo io è il bisogno di fagocitare l'altro e ridurlo a esecutore e strumento di un proprio equilibrio; e l'espressione tipica di questa cosa è proprio il matrimonio-patto, indissolubile proprio in quanto "investimento" che deve fruttare all'ego, indipendentemente dai bisogni e dalla personalità autentica dell'altro, il "combattere" e tutto il ciborio solito.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • dark lady
                        la viaggiatrice
                        • 09/03/05
                        • 70502

                        #116
                        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                        Ciononostante continui a vederti col tuo ex: sei una contraddizione vivente.
                        "Io scelgo sempre me stessa"
                        "Io qui, io là, io valgo"
                        Ha ragione Axe, il tuo è un sé bulimico, che occupa tutti gli spazi. Un ego smisurato che ti mette sempre al centro.
                        A parte che non "continuo a vedermi col mio ex". Siamo rimasti amici, molto semplicemente. E a volte mi racconta i suoi problemi. Cosa ci sarebbe di così strano?
                        Abbiamo compagnie in comune, per cui è ovvio che ci vediamo. Dopo 17 anni, figurati. E peraltro lui ha una nuova compagna, che è quella per cui mi aveva mollata, e a cui, col senno di poi, sono immensamente grata perché se l'è accollato lei, liberando me.
                        Cosa ci sarebbe di contraddittorio, me lo spieghi?
                        Qui chi ha un ego smisurato sei tu, che pensi di avere la verità in tasca e di giudicare la vita altrui senza conoscerla. E non solo con me, lo fai con tutti.
                        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                        • dark lady
                          la viaggiatrice
                          • 09/03/05
                          • 70502

                          #117
                          Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                          @Dark

                          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                          Comment

                          • dark lady
                            la viaggiatrice
                            • 09/03/05
                            • 70502

                            #118
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            appunto, "ci stai", che è un patto; come un patto è la trombamicizia, ecc...

                            guarda che io risponderei esattamente come te, e ragiono nello stesso modo; non sono un marziano; solo che in effetti se andiamo ad aprire quella scatola dello "stare insieme" è ovvio che ci troviamo tutti i motivi di crisi e le contraddizioni;

                            avere a che fare con un oggetto esterno a noi comporta necessariamente prendere atto di vincoli e limiti; se ti piace la frittura di pesce sai che fa ingrassare; la frequenti meno di quanto vorresti, o frequenti di più la palestra, oppure ti rassegni a due taglie in più; o ancora, ti inganni con la friggitrice ad aria; cioè, scambi il piacere per una sua proiezione astratta;

                            figuriamoci se quella frittura avesse pure una personalità e volesse scegliere da chi essere mangiata, come, dove, quando e quanto

                            tutti abbiamo delle esigenze; ma se la coscienza di queste si cristallizza, tutta la capacità di sentire si conforma a qualcosa che è spesso dettato da fragilità o paura; uno è abituato alla vacanza 4 stelle tutto prenotato, perché è ansioso, ma poi il caso o gli amici lo portano nell'isola dove si sta alla rotta in culo nello sgabuzzino con la branda e il cesso nel frutteto ma con spiagge che quello si sognerà per il resto della vita;

                            stare insieme: stare = status. è un patto, una regola; ti serve ? perché ? il primo passo sarebbe quello di rispondere a questo perché e valutare quanto ti costa; niente che faccia venir meno il "prima me stesso".
                            Beh, ma scusa, o frequenti una persona o non la frequenti, non è che ci sia una via di mezzo. Se stai bene con qualcuno e provi qualcosa per lui, provi anche la voglia di trascorrere del tempo insieme, non è che lo passi a casa a farti dei film su come potrebbe essere.
                            Se manca la reciprocità, molto semplicemente, mancano i presupposti per frequentarsi. Non è complicato, è molto semplice...
                            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                            Comment

                            • dark lady
                              la viaggiatrice
                              • 09/03/05
                              • 70502

                              #119
                              Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio
                              Perché diciamo "fare l'amore"?

                              Alla fine la domanda mi ha incuriosito e ho scoperto che

                              non si è sempre detto o comunque non si diceva con il significato di avere un rapporto sessuale

                              Significato moderno: si afferma tra XIX e XX secolo
                              MA per quale motivo, alla fine? Pima cosa significava?
                              “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                              Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                              Comment

                              • bumble-bee
                                ...

                                • 10/12/09
                                • 15569

                                #120
                                Ho sempre pensato al sesso come ad una manifestazione d'altruismo. Mi spiego : un rapporto intimo comporta una prestazione in termini di fisicità che supera quella barriera invisibile che esiste tra le persone e oltre la quale non si va, se non ci sono i presupposti, una complicita, un'intesa, una dichiarazione d'intendi, tra le controparti. E benché queste intese siano anche solo spinte da attrazione fisica, un seppur minimo coinvolgimento emotivo ci deve pur essere, in assenza di vero e proprio amore. Ebbene, a mio modesto parere, questo coinvolgimento emotivo è sufficiente per legare la coppia per sempre, anche se non in termini vincolanti.

                                Non so se sono stato spiegato.
                                Bambol utente of the decade

                                Comment

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