Sondaggio elezioni politiche italiane 2013

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #331
    i filosofi
    Pesantucci, ma comunque buoni per redigere una petizione, che deve essere solo da testata per il seguito che si è dimostrato ampio e ragionevolmente non è incline alle filosofie teoriche.

    Comunque anche il guru nazionale non ha una immagine eccellente in quell'estero tanto preso a riferimento

    Spiegel attacca Grillo: "Antidemocratico,
    è l'uomo più pericoloso d'Europa"

    Un durissimo editoriale sul sito del settimanale: "E' come Mussolini e trae energie dall'odio contro i politici e contro i tedeschi". E' lo stesso giornalista che aveva detto, parlando del comandante Schettino, che non c'era da meravigliarsi che fosse italiano.

    "Beppe Grillo è l'uomo più pericoloso d'Europa". Così titola Spiegel online in un lungo commento del suo editorialista Jan Fleischhauer, in cui definisce il leader del Movivento 5 Stelle antiparlamentare radicale e al fondo antidemocratico, e sottolinea come il giornalista britannico Nicholas Farrell abbia anche paragonato Grillo a Mussolini.
    "L'uomo che il leader dell'opposizione e candidato cancelliere Spd Peer Steinbrueck ha definito clown (il che aveva indotto il presidente Napolitano a cancellare l'incontro con lui durante la visita in Germania, ndr), ha detto che de facto l'Italia è gia fuori dell'euro;

    e sul parlamentarismo dà ai vecchi partiti ancora sei mesi, poi è chiuso". Quindi, egli continua, ha parlato un linguaggio ben più chiaro di quello di Steinbrueck.

    Grillo gode di simpatia anche in Germania, prosegue il commentatore, in parte per la sua vicinanza a idee di sinistra, nel suo programma si trovano molte idee simili a quelle di Attac o dei Verdi: un debole per le energie alternative, la promessa di più partecipazione dei cittadini, la protesta contro i 'fat cats', un modo per dire qui politici ingordi da mettere a dieta. Ma questa è solo la superficie, sottolinea Fleischhauer: Grillo trae energia dal risentimento, nella rabbia contro i tedeschi, contro i burocrati di Bruxelles, contro il sistema, ecco la vera molla del suo successo; è questo che lo rende forte, non appelli a ragionevolezza o amore per la democrazia.
    Come tutti i rivoluzionari, Grillo offre risposte semplici al malessere, continua il commento su Spiegel online: cacciare i politici, fare piazza pulita di tutto quanto odori di privilegio. Paragona il suo movimento a una rivoluzione francese senza ghigliottina, è il puritanesimo del moralista radicale che lo distingue dai concorrenti politici.

    Non è finita: a volte parla come il capo di una setta, scrive Fleischhauer, per poi sottolineare che il giornalista britannico Nicholas Farrell, autore di una nota biografia del Duce, ha paragonato Grillo a Mussolini. In fondo anche il fascismo, scrive l'editorialista dell'edizione online del settimanale di Amburgo, era un movimento di sinistra, e Mussolini disse 'sono e resterò socialista'. Continuando a citare Farrell, Fleischhauer nota (virgolettando il giudizio del giornalista britannico) "il fascismo di Mussolini era nero, quello di Grillo verde, ma entrambi hanno un cuore rosso".

    E l'articolo su Spiegel online conclude così: "Ci si può solo augurare che (il leader Spd) Steinbrueck avesse ragione con la sua frase secondo cui gli italiani avrebbero votato per due comici. Purtroppo sembra che su uno dei due egli si sia sbagliato di grosso".
    Un durissimo editoriale sul sito del settimanale: "E' come Mussolini e trae energie dall'odio contro i politici e contro i tedeschi". E' lo stesso gi…
    Last edited by Il gatto; 15-03-2013, 08:59.

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24587

      #332
      Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
      Bé, ma il peso della soggettività influenza i giudizi di tutti, anche il mio ed il tuo, in un verso o nell'altro. Anche tu non eri immune all'abbandonarti a luoghi comuni. Ma questo è normale per entrambi, il "luogo comune" è semplice fiducia, magari mal riposta, nel giudizio altrui, fiducia purtroppo necessaria per ogni progresso dato che nessun progresso sarebbe possibile senza appoggiarsi al lavoro degli altri, anche quello che non si capisce appieno.
      Di fatto però vedo che in Italia è molto facile riporre male questa fiducia perché si è culturalmente allergici ai numeri ed alle misurazioni...
      a parte il fatto che chiunque abbia studiato seriamente economia e scienze sociali in genere, ricorre a misurazioni, ma le valuta con un discreto grado di cautela, poché, nel migliore dei casi, essi possono rappresentare idiograficamente situazioni ex-post; in soldoni, rappresentare come è andata in quel caso;

      se si parla di variabili economiche italiane poi, il raffronto del comportamento delle stesse dovrebbe essere ulteriormente accessoriato da un surplus di cautele, in considerazione della complessità del sistema e delle sue pecuiarità che sfuggono più che altrove a misurazioni;
      inssomma, bisognerebbe innanzitutto mettersi d'accordo su quali numeri osservare e su come interpretarli per avere un quadro significativamente rappresentativo della tendenza che vuoi osservare;

      al contrario di quello che suggerisci, io non riposo sul luogo comune, ma mi pongo in modo critico esattamente contro una presunzione che attribuisce la crisi attuale al mero fattore esogeno, e in questo modo si lasci affascinare da prospettive avventurose, così come nei confronti di altri luoghi comuni e opinioni assunte acriticamente, per esempio riguardo alla vitalità del modello italiano delle P&MI e della relativa cultua d'impresa, ecc...

      poi, ripeto, se vogliamo trattare seriamente e in dettaglio l'argomento del saldo M/X, i relativi valori scorporati per componente e settore corredati da quelli relativi all'intervento statale nel quadro fiscale e di committenza, e il relativo significato per i trend economici nazionali di lungo periodo, si possono anche sintetizzare studi e numeri, ma in un 3d apposito.
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #333
        "Beppe Grillo è l'uomo più pericoloso d'Europa". Così titola Spiegel online in un lungo commento del suo editorialista Jan Fleischhauer, in cui definisce il leader del Movivento 5 Stelle antiparlamentare radicale e al fondo antidemocratico, e sottolinea come il giornalista britannico Nicholas Farrell abbia anche paragonato Grillo a Mussolini.
        E la valutazione si allarga

        560081_507362909310682_740243028_n-1.jpg


        1. L’infallibilità del capo
        2. “Non siamo di destra nè di sinistra” dice Grillo, ma la post-ideologia è ideologia
        3. Grillo non è un leader democratico
        4. Il lato oscuro di Grillo e dei suoi partner impresentabili
        5. Del militante. Ovvero dell’animo intimamente fascista del grillino

        CONCLUSIONI

        Il progetto liberista dello stato minimo con Grillo arriva ad un nuova, più avanzata fase.

        Dopo aver distrutto lo stato sociale ed aver privatizzato tutto il privatizzabile nel periodo che va da Reagan e la Thatcher fino ad oggi, si tratta ora di distruggere la rappresentanza politica. L’ultimo baluardo di fronte allo strapotere dell’economia sulla politica.

        Un’ottima strategia per riuscire nello scopo è questo fascismo di nuova concezione che mischia elementi classici del totalitarismo (il leader carismatico e la sua infallibilità, il primato del partito) con elementi di modernità tecnica (l’uso di internet) ma quello che ne esce è un mix che di progressista non ha nulla.

        Nella ridondanza dell’infinito spazio di internet si disperde il valore della singola persona che confluisce all’interno del progetto totalitario e il processo di deliberazione democratico viene sostituito dal plebiscito a favore di un leader assolutamente autoreferenziale.

        Più brevemente: la democrazia sparisce e rimane solo il suo simulacro multimediale

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #334
          Epitaffio per un grillino, al secolo senatore della repubblica, nella realtà caporale di giornata guardiano di pecore e che se le fa pure scappare.

          Lo sguardo scorre sui ranghi impietriti dei senatori grillini (intanto c’è Pietro Grasso che quasi accenna un inchino, allarga le braccia, e l’applauso così cresce, ci sono le grida di evviva che rotolano dai banchi del Pd, c’è una piccola bolgia di allegria che travolge l’emiciclo di Palazzo Madama). Vito Crimi, il capogruppo del M5S, è però pallido nonostante le luci gialle dei lampadari, ha gli occhi socchiusi, lentamente abbassa la testa.


          Mentre l'ira funesta dell'angelo vendicatoregrillo.jpgsi abbatte su di lui e sui traditori.

          Ma qualcuno degli insubordinati non si preoccupa dell'anatema che il verbo scaglia e così osa rispondergi

          “Grillo sia meno isterico”
          I “dissidenti” fanno coming out sui social network. I senatori 5Stelle che hanno votato Pietro Grasso alla presidenza del Senato, dopo il post di Beppe Grillo che chiedeva le dimissioni dei traditori, hanno spiegato su Facebook e Twitter le motivazioni del loro voto. Una reazione che, però, non ha attutito le polemiche interne al Movimento …


          E accerchiato pure lui, si sucidi
          Last edited by Il gatto; 17-03-2013, 14:02.

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66028

            #335
            Nel week-end intanto, son stati partoriti i 2 presidenti di camera e senato: Boldrini e Grasso. Molto belli i loro discorsi d'insediamento, và detto.
            amate i vostri nemici

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            • Full di Jack
              Opinionista
              • 29/04/12
              • 904

              #336
              Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
              .
              La vicenda dei voti dati al senato non ci voleva. E' spinosa. Da una parte capisco i grillini siciliani che dovendo scegliere se astenersi o votare tra quel mezzo mafioso di schifani e il buon Grasso abbiano deciso di assicurare l' elezione di quest' ultimo ma hanno clamorosamente contravvenuto ad uno dei principi base della tanto decantata democrazia diretta su cui il m5s è fondato.
              I portavoce non devono assolutamente permettersi iniziative personali, hanno fatto una riunione e la maggioranza ha deciso per la scheda bianca, avrebbero dovuto attenersi al volere dell' assemblea. Loro invece hanno agito come in democrazia rappresentativa, cioè hanno votato secondo coscienza, ovvio che Grillo si incazzi, si sono comportati da onorevoli parlamentari, non da portavoce.
              Questi comportamenti sono da censurare duramente sul nascere altrimenti il m5s si trasformerà presto in un altra cosa, una cosa diversa da quella che ho votato io. Quello che mi preoccupa è il dibattito interno in rete perchè mi pare che ancora in molti non hanno capito bene cosa sia la democrazia diretta e quando lo capiranno potrebbe non piacergli.

              E' un episodio di quelli che fanno parte della prevista necessaria messa a punto del sistema interno, c'è ancora un grande bisogno di Grillo per ora. Stanno muovendo i primi passi.
              A presto!

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #337
                Guarda che la democrazia diretta è quella dove decide la gente in generale, quindi ne grillo, ne una maggioranza che è pilotata da grillo, posso capire che i seguaci ritengano un'eresia l'essersi distaccati da questa logica padrona, ma fuori dal cerchio magico la valutazione può essere opposta e il gran tradimento in sede di gran consiglio valutato scelta meritevole così mentre il dux fucila i traditori la gente invece li apprezza.

                c'è ancora un grande bisogno di Grillo
                Come a suo tempo del duce e di stalin.

                fanno parte della prevista necessaria messa a punto del sistema interno
                Sistema interno che punta allo sfascio per applicare il tanto peggio tanto meglio e sul disastro generale raccogliere quel 100% di potere auspicato dal ducetto per imporre la sua dittatura democratica perchè il popolo è lui che superlativamente più di tutti ne interpreta le necessità e attua le giuste soluzioni, che vanno imposte ai cretini e non mediate.
                Nel nostro caso tale disegno doveva concretizzarsi con la paralisi istituzionale o, meglio ancora, con l'elezione di schifani perchè solo assaggiando il bastone il popolo capisce chi è il suo salvatore.
                Eleggendo grasso invece si è dato respiro istituzionale e si è intralciato il piano del verbo, unico e assoluto elemento di via, verità e vita per tutti.

                Mo il verbo farà dieci lettere ai corinzi e riporterà l'ordine nel suo gregge eletto.
                Last edited by Il gatto; 18-03-2013, 08:45.

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66028

                  #338
                  Originariamente Scritto da Full di Jack Visualizza Messaggio
                  La vicenda dei voti dati al senato non ci voleva. E' spinosa. Da una parte capisco i grillini siciliani che dovendo scegliere se astenersi o votare tra quel mezzo mafioso di schifani e il buon Grasso abbiano deciso di assicurare l' elezione di quest' ultimo ma hanno clamorosamente contravvenuto ad uno dei principi base della tanto decantata democrazia diretta su cui il m5s è fondato.
                  I portavoce non devono assolutamente permettersi iniziative personali, hanno fatto una riunione e la maggioranza ha deciso per la scheda bianca, avrebbero dovuto attenersi al volere dell' assemblea. Loro invece hanno agito come in democrazia rappresentativa, cioè hanno votato secondo coscienza, ovvio che Grillo si incazzi, si sono comportati da onorevoli parlamentari, non da portavoce.
                  Questi comportamenti sono da censurare duramente sul nascere altrimenti il m5s si trasformerà presto in un altra cosa, una cosa diversa da quella che ho votato io. Quello che mi preoccupa è il dibattito interno in rete perchè mi pare che ancora in molti non hanno capito bene cosa sia la democrazia diretta e quando lo capiranno potrebbe non piacergli.

                  E' un episodio di quelli che fanno parte della prevista necessaria messa a punto del sistema interno, c'è ancora un grande bisogno di Grillo per ora. Stanno muovendo i primi passi.
                  Mah! Permettimi, ti prego, di essere alquanto scettico su una frase del genere, Full.
                  amate i vostri nemici

                  Comment

                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #339
                    Quello che mi preoccupa è il dibattito interno in rete perchè mi pare che ancora in molti non hanno capito bene cosa sia la democrazia diretta e quando lo capiranno potrebbe non piacergli.
                    Poesse quando la democrazia diretta che lascia pensare al sistema svizzero si trasforma nel centralismo democratico di stampo sovietico dove i saggi del partito, scelti dal leader, eleggono il loro dittatore che da quel momento rappresenta il popolo e detiene il potere assoluto, in nome del popolo e per il popolo ovviamente, popolo che tramite lui comanda.
                    Questa è la democrazia diretta che si vede qui, il popolo che comanda tramite il dittatore che lo impersona investito dall'ovazione elettorale che lo ha nominato e santificato, magari su un pensiero ben diverso che motivava un voto che voleva altro e a questo punto mal riposto.

                    Perchè pure il pcus era convinto di far governare il popolo lavoratore con il potere nelle mani di stalin e ugale logica iniziale mosse quella filosofia politica, la rivoluzione era necessaria a che il popolo prendesse il potere e una volta assunto il potere, in nome e per il popolo, il pcus si sarebbe ritirato visto che il popolo governava e quindi potendosi autorappresentare non aveva più bisogno di intermmediari, nella teoria.
                    Troski fece notare a stalin l'incongruenza che costituiva il suo regnare rispetto alla logica che lo aveva posto sul trono e si prese una pistolettata in testa.
                    Mancando la critica controrivoluzionaria e disfattista la teoria iniziale era pienamente raggiunta dalla pratica finale.


                    Il lasciar pensare è un espediente dialettico con cui si carpisce il consenso di chi, imbrogliato dall'ambiguità della promessa che gli lascia pensare non specificando, pensando in buona fede di sostenere altro va a dar forza al truffatore delle genti che sapeva di non ottenere lo stesso risultato illustrando con esattenza il disegno che vuole invece realizzare.
                    Last edited by Il gatto; 18-03-2013, 10:27.

                    Comment

                    • Full di Jack
                      Opinionista
                      • 29/04/12
                      • 904

                      #340
                      Facciamo un passo indietro:

                      Grillo, che non è in senato, indica di non schierarsi con nessuno e votare scheda bianca;

                      Ipotesi1 (come dovrebbe funzionare il giocattolo secondo le regole) - duce o non duce i portavoce si riuniscono e possono ignorare questa indicazione e decidere a maggioranza di schierarsi per uno dei due candidati.
                      In questo caso, dato che uno vale uno, troverei giustissimo che prevalga la linea dei portavoce su quella di Grillo.

                      Ipotesi2 (come ha funzionato il giocattolo aggirando le regole) - alla riunione si discute l' indicazione di Grillo, ci sono cinque portavoce che sono in disaccordo, si discute animatamente, si vota la linea da seguire, prevale una maggioranza contraria ai cinque, i cinque portavoce che dovrebbero democraticamente attenersi a quella linea fanno comunque di testa loro come se rappresentassero se stessi e non la base e votano di testa loro.

                      Si verifica l' ipotesi 2.

                      Ergo, il fascismo non c' entra perchè quello che indica Grillo può essere smentito dall' assemblea, i cinque parlamentari hanno preso iniziativa personale contraria all' indicazinone della base (l' assemblea) contravvenendo alle regole del moVimento.
                      Ricamaci sopra quanto vuoi, Gatto, questi sono i fatti. Se potessi farei il disegnino.
                      A presto!

                      Comment

                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #341
                        Ma di chi portano la voce quelli? visto che, o rispondono al gruppo che risponde a grillo, o rispondono direttamente a grillo, mentre il lasciato pensare è che dovevano portare la voce della gente diffusa realizzando quella volontà e non altre, voce questa che in in quell'ambiente non ha invece voce in capitolo.
                        Mo vai ragionevolmente a dire che il nome di grasso non era un nome diffusamente gradito, ma è evidente in contrasto con i progetti sfascisti del verbo che deve costruire le condizioni adatte alla guerra civile dove lucrare seguito e consenso.

                        Purtroppo la situazione lo ha messo nella condizione di scoprirsi dovendo prendere decisioni che comportano conseguenze invece di nascondersi dietro le condanne degli altri ed è lineare che in tali condizioni chi ha capito il gioco non glielo facilita presentandogli scelte alle quali, chi ha aderito allo spirito della predica senza capire i disegni del verbo, può difficilmente porre un rifiuto rappresentando ciò che si diceva di volere, in spirito, uno spirito che però è stato lui a raccogliere il vasto e trasversale consenso elettorale al posto dei disegni riservati del verbo.

                        Be, mo fucili i traditori se ne ha il coraggio perchè rischia di aggravare la frattura e scoprirsi di più, se invece non li fucila istiga altre insubordinazioni.



                        Blog Beppe Grillo: Quando il leader M5S scriveva: "Ogni eletto risponderà alla propria coscienza, non a organi direttivi"
                        Smemoratezza o effetto dell'ingresso nei palazzi del potere? Sia come sia, l'anatema lanciato ieri sera da Beppe Grillo contro gli eletti del M5S che a Palazzo Madama hanno votato per Pietro Grasso presidente, segna un ripensamento importante nelle convinzioni del comico guru. Una inversione a U che, c'è da scommetterci, getterà nuova benzina sul fuoco delle polemiche - in tantissimi continuano a commentare negativamente l'accusa di tradimento scoccata da Grillo contro i dodici che, alla scheda bianca imposta dai vertici, hanno preferito la libertà di coscienza.

                        Proprio alla libertà di ciascuno dei futuri eletti cinquestelle si fa riferimento nel comunicato politico numero 45, pubblicato sul blog del comico l'11 agosto 2011, in cui, ragionando sulle future votazioni politiche nazionali, Grillo scrive: "Ogni eletto risponderà al programma e alla propria coscienza, non a organi direttivi di qualunque tipo".

                        E oragani direttivi sono tutte le entità che avocano a se la libera scelta del sigolo.

                        Si può sempre eccepire che la lettera ai corinzi n 45 è stata annullata dalle successive lettere, anche quelle secretate.
                        Last edited by Il gatto; 18-03-2013, 11:53.

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66028

                          #342
                          Intanto che sul forum facciamo ipotesi fantasmagoriche, i mercati ci puntano la pistola alla tempia, gente....

                          Lo spread con il Bund tedesco che schizza a quota 500. Significa che il Tesoro dovrebbe pagare, per un Btp decennale, un tasso quasi del 6,50 per cento. Un intero punto in meno di quota 7,483 per cento, raggiunta nei drammatici giorni del novembre 2011, con l'agonia del governo Berlusconi. Ma sempre livelli da allarme rosso. All'ipotesi- collasso viene attribuito un quoziente di probabilità del 25 per cento, il più alto fra gli scenari possibili. Peraltro, le elezioni potrebbero anche andar bene. Cioè, nell'ottica dei mercati, finire con una maggioranza Bersani-Monti. In questo caso, lo spread scenderebbe a spiccioli: 150 punti, la metà di oggi, per un tasso di interesse sui Btp del 3 per cento e una manna per le casse del Tesoro. Probabilità? Il 20 per cento, una su cinque. Tutte le altre ipotesi (Bersani-Berlusconi, Bersani-Grillo) sono più remote e danno, comunque, in termini di spread, risultati peggiori.

                          Naturalmente, accertare preventivamente i sentimenti dei mercati è impossibile. Bisogna aspettare che comincino a muoversi i soldi, cioè gli investimenti. E, fino a questo momento, i mercati hanno fatto capire che preferiscono aspettare gli eventi, senza impegnarsi troppo. Anche in questo stato di animazione sospesa, però, si possono fiutare gli umori e lo schema, studiato dal team di Crédit Agricole, una delle maggiori banche europee, è una testimonianza verosimile delle attese degli operatori finanziari. Preparato, un po' per gioco, un po' sul serio, è stato pomposamente definito "diagramma di flusso", ma, in realtà, sembra piuttosto la lavagnetta di un allibratore, un bookmaker, alle corse dei cavalli: Bersani-Monti, 5 a 1, Bersani- Grillo 4 a 1. Non è un paragone casuale: scommettere sull'andamento dei parametri finanziari è esattamente il mestiere di ogni giorno del suo autore: Luca Jellinek, capo del dipartimento Strategie sui Tassi Europei di Crédit Agricole.

                          Dall'attuale Parlamento senza maggioranza precostituita lo sviluppo largamente più probabile, per gli scommettitori della grande finanza, sono nuove elezioni a breve scadenza: 45 per cento di probabilità, quasi una su due. Lo scioglimento di un Parlamento appena eletto sarebbe il primo scossone allo spread, che salirebbe a 400 punti (cioè un tasso del 5,50 per cento, quasi un punto più di oggi e già sufficiente, probabilmente, a invocare un salvataggio da parte della Bce di Draghi). Fra la grande coalizione Bersani-Berlusconi e quella Bersani-Grillo, invece, più probabile la prima: 30 per cento di probabilità contro 25 per cento. La reazione dei mercati, però, sarebbe diversa.

                          Mentre un accordo Pd-Pdl lascerebbe, almeno in prima battuta, lo spread, più o meno, ai livelli attuali, un accordo fra Pd e Movimento 5 Stelle sarebbe accolto, inizialmente, con grande diffidenza dall'alta finanza e i tassi salirebbero. Non quanto con nuove elezioni, ma comunque di 50 punti: il ministro del Tesoro - grillino o meno - si troverebbe a gestire un tasso di interesse sui titoli decennali di circa il 5 per cento.

                          Lo scetticismo, però, è più o meno lo stesso, sia di fronte alla coalizione del Pd con Berlusconi, che a quella con Grillo. I mercati non sembrano rilevare apprezzabili differenze fra due opzioni così diverse, almeno per le materie che li interessano più direttamente. In nessuno dei due casi, infatti, ci si aspettano, nonostante i numeri in Parlamento, le riforme strutturali che la grande finanza ritiene necessarie per riavviare lo sviluppo italiano. Al massimo, un mantenimento della disciplina fiscale di Monti e una nuova legge elettorale che eviti il ripetersi dell'attuale impasse (20 per cento di probabilità con Berlusconi e 15 per cento con Grillo). In tutt'e due i casi, la presenza comunque di un governo allenterebbe la pressione dei mercati e lo spread scenderebbe a 200 punti (meglio, dunque, anche degli ultimi mesi). Tuttavia, ambedue gli ipotetici governi potrebbero, al contrario, perdere il controllo della spesa pubblica e spaccarsi, riaprendo il vuoto politico, che costerebbe un rialzo dello spread a 450 punti.

                          Insomma, previsioni all'insegna del pessimismo. Qualsiasi governo possibile appare fragile e, anche nell'ipotesi migliore, incapace di varare le riforme necessarie, ci sia dentro Berlusconi o Grillo. I mercati, come l'opinione pubblica europea, non sembrano aver ancora digerito la delusione per il flop di Mario Monti. Così, un po' paradossalmente per chi ricorda le ansie e le profezie di sventura che accompagnarono il doppio appuntamento elettorale di Atene, la soluzione più gradita è quella alla greca: un rematch elettorale che consegni finalmente una maggioranza pro euro a Bersani, magari - ma non necessariamente - insieme a Monti.http://www.repubblica.it/economia/20...6/?ref=HRER1-1
                          amate i vostri nemici

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #343
                            Mo ci sta pure lo scottante problema cipriota che certo non incoraggia investimenti in europa.

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66028

                              #344
                              Già. Conviene, secondo me, rassicurare intanto i mercati con un governo Bersani. Poi, si vedrà.
                              amate i vostri nemici

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                              • Il gatto
                                Opinionista
                                • 21/11/09
                                • 12721

                                #345
                                Non ha i numeri nemmeno cercandoli con il lanternino e bersani è un uomo dell'apparato difensore della casta, non è proprio il personaggio stimato che si vorrebbe avere e il suo sacrificio per volontà e per fattori oggettivi deve consumarsi.
                                Se fosse stato per lui al posto di grasso si presentava franceschini o al massimo la finocchiaro e puoi capire con quali conseguenze politiche.
                                E' in corso anche uno scontro interno al pd.

                                E in generali con tre minoranze incompatibili quale governo vuoi fare che non possa cadere ad ogni passo?
                                Per fare un governo ci vuole un sostegno stabile maggioritario e questa staabilità chi la garantisce?

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