Non mi senbra che il sindaco di Firenze non dica niente. Capita spesso ai politici di parlare molto e poi non dicano niente. Il non intervento di Renzi alla direzione del P.D. di pochi giorni fa è molto più eloquente di alcuni interventi che hanno fatto degli esponenti di partito. Il sindaco della città del fiore è l'unico in questo momento che può tenere testa al M5S, peccato che sia stato bruciato alle primarie dalla nomenklatura di partito. L'unica sua possibiltà di giocare le sue carte e tentare di ristabilire un'equlibrio istituzionale con delle nuove primarie fra alcuni mesi. Peccato che non avranno la stessa capacità dirompente come sarebbero state le precedenti, in ogni modo è inutile piangersi addosso, quindi vanno prese delle iniziative migliori delle mediocri che ci sono adesso.
Sondaggio elezioni politiche italiane 2013
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Per il tacere e tenere le mani legate al culo non mi riferivo a renzi, mi sono spiegato male, ma alla controparte grillica che tace e si oppone.
Renzi si è molto esposto ed è possibile che in caso di primarie, vista l'emergenza che lo stallo ha generato, si muova molta gente perchè con il bolocco istituzionale i primi ad affogare sono i rematori quindi diventa di interesse immediato proprio lanciare qualcuno in grando di rompere gli attuali equilibri, oltre a fare diverse valutazioni di voto.
E' la prima volta che il popolo sovrano si riduce a supplicare, ricevendo uno schiaffo.
Appello a Beppe Grillo e al Movimento 5 Stelle: se non ora, quando?
Più di 40.000 sottoscrizioni ad ora a cui grillo risponde coglionando
"Facciamolo!", nuovo appello per governo.
Benigni, Saviano e Serra tra i promotori
14.000 firme ad ora
I guru stanno schiaffeggiando il popolo sovrano, difficile che gli porti fortuna.
40.000 è un numero critico
I 40.000 trent'anni dopo
la marcia che cambiò il Paese
Il 14 ottobre del 1980 i quadri Fiat scendono in piazza. E chiudono la più drammatica vertenza della storia d'Italia. Nelle parole dei protagonisti, il racconto del "corteo silenzioso" che attraversò Torino e segnò la svolta nelle relazioni sindacali
ENRICO Berlinguer aveva promesso: "Se si arriverà all'occupazione della Fiat noi metteremo al servizio della classe operaia il nostro impegno politico, organizzativo e di idee". E aveva scatenato un putiferio.
l'ala radicale del sindacato in parte vicina ai "professorini" - l'allusione era ai maestri del terrorismo - contrari a ogni ipotesi di dialogo e fautori dello scontro duro che predicavano dagli autobus-caravan parcheggiati davanti alla Mirafiori.
Quando il loro corteo arriva in piazza San Carlo, nel "salotto buono" di Torino è un lungo serpentone. "Fui sorpreso dalla presenza di molti operai e impiegati. E anche da tanta gente non Fiat" ricorda Mario Vigna, allora capo al Lingotto e oggi presidente dell'Associazione nazionale quadri. "C'erano cittadini comuni e i negozianti rialzavano le serrande abbassate per paura". "Tutti ci chiedevano come mai non si vedevano bandiere rosse" racconta Arisio. In realtà il corteo procede quasi in silenzio. I loro slogan i "marciatori" li hanno affidati ai cartelli e agli striscioni: "Picchetti uguale violenza", "Referendum, referendum" "la libertà di lavoro è un diritto". Ai bordi delle strade la gente è assiepata come per i cortei del Primo Maggio. Qualcuno chiede "chi sono" e c'è chi sussurra: "Finalmente, era ora".
Last edited by Il gatto; 11-03-2013, 14:02.
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Oramai è così chiaro dove Beppe Grillo dove vuole arrivare e quale è il suo obiettivo. Il fondatore del movimento sarà inamovibile e non può fare diversamente perchè il consenso che ha ottenuto è in base a ciò che ha sempre detto in questi anni in particolar modo negli ultimi mesi preelettorali, altrimenti non sarebbe più credibile a livello nazionale e nei confronti dell'informazione estera di cui trova molto spazio nelle interviste e quindi è sotto la loro lente di ingrandimento. Quindi la sua strategia sarà quella di usare la massima contraddizione del P.D. e del P.D.L. che non potranno fare a meno di un inciucio, facendo si che a una parte consistente di italiani aumenti il loro già esistente volta stomaco. In ogni modo il sindaco di Firenze credo che sorprenderà con le sue iniziative una fascia importante di cittadini. E' l'unica alternativa a Grillo indipendentemente chi è più nel giusto. Il guru del M5S vuole rifondare il sistema con nuove modalità demolendo questo modello vetusto. Renzi vuole ristrutturare il vecchio edificio modificando architettonicamente la struttura oramai fatiscente. I cittadini a questo punto sperano che uno di loro riesca a vincere e uscire da questo paludoso e malefico impasse creato ad arte dal clientelismo politico che per giustificare milioni di posti di lavoro fittizio per questioni di consenso elettorale e sindacale hanno creato ad arte una delle più pesanti burocrazie del pianeta che oltre agli alti costi sfianca il più ottiimista e perseverante imprenditore . Ben venga uno dei due contendenti. E' necessità vitale cambiare aria e soprattutto che sia fresca e ossigenata.
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Grillo: il no, il calcolo e la minaccia
Gli appelli a votare la fiducia non cambiano. Il rifiuto del capo del movimento M5S che preferisce l'ingovernabilità per conquistare ancora più consensi: ''Se fate l'accordo me ne vado''.
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L’onesta andrà di moda. Con queste parole, da qualche giorno, Beppe Grillo accompagna l’assedio a chiunque non sia approvato e certificato come “cittadino”.
Certificazione che, ovviamente, dipende da lui.
Un pezzo consistente del Paese sta accettando, con incredibile (e a volte furba) subalternità che a decidere chi è cittadino e chi no siano un paio di signori per tutti. Due “cittadini” che hanno una curiosa idea della cittadinanza, visto che “cittadino” solo chi la pensa come loro e tutti gli altri – senza distinzioni – sono casta.
Ma se è vero – e lo speriamo tutti – che l’onesta andrà e sta già andando di moda, allora ci sono domande che ostinatamente e onestamente anche noi non-cittadini dobbiamo continuare a farci.
Perché Grillo ha tutto il diritto di non votare la fiducia a nessuno. E ha tutto il diritto di puntare a governare l’Italia senza alleati. Ma non ha il diritto di prenderci – come spesso hanno fatto i cattivissimi partiti – per i nostri beneamati fondelli.
Per esempio.
E’ onesto continuare a dire che i Cinque Stelle voteranno “legge per legge”, evitando accuratamente di spiegare anche che senza un voto di fiducia anche tecnico non ci sarà alcun governo e si andrà inevitabilmente ad elezioni anticipate?
E’ onesto lanciare scandalizzate grida di allarme per l’eventuale nascita di un esecutivo Pd-Pdl, evitando accuratamente di dire anche che in questa fase la nascita di un governissimo è il vero obiettivo dell’ex comico e del suo guru di riferimento?
E’ onesto continuare a dire che il movimento è senza leader ma ha solo “portavoce”, quando intanto si minacciano le “dimissioni“ (o espulsioni) esattamente come facevano i capibastone della Dc quando volevano forzare su una linea rispetto a un’altra?
E’ onesto dire che si vuole cambiare dal basso il modo di far politica e poi gestire un successo elettorale secondo la logica della rendita di posizione di craxiana memoria?
E’ onesto mobilitare le folle verso una Terza repubblica gloriosa e finalmente democratica e poi agire al vertice (e in Parlamento) esattamente come si faceva nella Prima Repubblica?
E’ onesto invocare totale trasparenza e la morte delle caste chiuse e poi dribblare continuamente i giornalisti e definire “infiltrato” chiunque non sia fedele alla linea?
E infine.
La disonestà politica che ha portato Beppe Grillo a prendere il 25% dei voti, significa solo che un po’ di politici (non tutti) hanno rubato?
Oppure la disonestà politica che ci ha portato fin qui significa anche e soprattutto che in questi anni la politica si declinata quasi solo in propaganda, e che tra il dire della politica e il suo agire reale e non dissimulato lo iato si è fatto insopportabile?
E se le cose stanno così, allora Grillo non sta facendo la stessa identica cosa?
Capisco che io, cittadino non certificato e dunque reietto, non ho diritto ad alcuna risposta. Ma almeno ho il diritto di continuare a fare domande? E quando i cittadini certificati avranno il 100% del Parlamento, i non-cittadini cattivi avranno ancora la possibiità di farle, queste domande?
Last edited by Il gatto; 11-03-2013, 14:49.
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La storia insegna quando una parte importante della popolazione arriva alla esasperazione per mancanza di lavoro, sulla precarietà di curarsi, quando le banche si riprendono le case perchè i mutuatari non possono più assolvere i ratei annuali nei pagamenti, quando devono ripiegare sui genitori anziani pur con pensione medio bassa per tirare avanti, quando hanno difficoltà a pagare le rette delle mense scuola ai figli o si recano nei centri di assistenza siano laici che religiosi per un piatto di minestra, quando sentono suonare alla porta di casa e ci trovano l'ufficiale giudiziario che comunica loro lo sfratto della abitazione, ecc, non si pongono molti problemi sulle dinamiche comportamentali di alcuni leader di movimento o partitito e se sono in sintonia con la prassi tradizionali della democrazia per come ci è stato dimostrato fino ad adesso da alcuni personaggi bravi nell'oratoria ma puri demagoghi, che se dovessero vivere con meno di 1500 euro al mese per un anno si ritroverebbero a vivere sotto un ponte. Se intravedono un minimo di speranza in esso/i vi si aggrappano e non lo mollano, perchè quando le persone stanno per affogare si aggrappano pure ad un rasoio.
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Da vedere quanti dei nove milioni di voti sono così pressati e per questo i guru puntano a peggiorare la situazione a che possano rastrellare e utilizzare per il proprio piacere il consenso di protesta e la protesta cresce insieme al disagio, quindi genera disagio e conquisterai il mondo.
Sta all'abilità degli alti toglierli tale strumento dalle grinfie.
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Se non sussiste una adeguata mentalità e un comportamento che possa interagire con la vita reale delle persone, l'abilità conta fino a un certo punto, è questione di tempo che i nodi vengono al pettine e se non ti destreggi nel dovuto modo o si rompe il dente del pettine o strappi i capelli nodosi. Coloro che si trovano in stuazioni profondamente critiche economicamente e altri milioni di persoe mediamente critiche e altri ancora che non sono in quelle situazioni ma hanno il timore di arrivarci diventano un numero consistente e di conseguenza riflettono questa consistenza alle votazioni elettorali una realtà per niente trascurabile. Ti dirò che conosco delle persone che avevano delle entrare economiche interessanti e adesso per questioni di licenziamenti ochiusura delle proprie imprese si ritrovano in ua situazione più che precaria. Quindi come dicevo prima non necessita essere sottooccupati, disoccupati, cassantegrati o esodati per votare il M5S o qualche altro partito o movimento di entità minore, ma nella fattispecie quello che preoccupa i politicanti è il guru genovese e con le dovute ragioni
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Il fascismo è uscito dai congedati della prima guerra mondiale che emarginati si aggregarono in quel modo e situazione similare trovò hitler, ma ritengo che nel nostro caso molto elettorato è stato attratto dalla moralizzazione dei compensi onorevoli e da un'idea di democrazia diretta che ora è evidente quanto sia falsa e anch'io ho avuto la tentazione tutto sommato pensando a quella funzione di solo megafono predicata da grillo e senza tener in gran conto il casaleggio che è sempre stato defilato, fin'ora.
Poi qualcosa non mi quadrava nel programma e mi sono attenuto ad una scelta prudenziale.
Io non sono un marziano e come me saranno tanti invece ad averlo votato e poter ritirare quel voto non pressati dal bisogno disperato e potendo valutare che non sono i guru che gli daranno risposte, non potendole dare e non volendo darle perchè ciò nuocerebbe alla loro strategia di campare sulle disgrazie altrui, presenti e da costruire, quindi da massimizzare predicando un mondo ideale che se ne fregano di facilitare, anzi.
Che poi era la strategia di fondo del terrorismo, massimizzare il disagio e lo scontro per passare al reclutamento della carne da macello.
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stai dando per scontato che l'elaborazione del prodotto avvenga una sola volta in tutta la vita aziendale, cosa che non è. Un'azienda può anche avere dei capolavori che continuano a rimanere sul mercato per decenni (tipo il cremino algida), ma per la maggior parte dei casi deve modificare ogni tot anni i propri prodotti.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggiose il costo di elaborazione/acquisto del brevetto è stato ammortizzato diventa parte del capitale stesso;
guarda che nel XXI secolo quasi tutte le produzioni nel mondo hanno filiere internazionali, la moda italiana è anzi uno dei rarissimi casi in cui, a fianco a prodotti di filiere internazionali (tipo l'esempio che citi) si hanno anche filiere interamente nazionali (ed in entrambi i casi ci sono pro e contro). del resto, giusto poco fa, lamentavi che la parte a maggior valore aggiunto di certe produzioni (il capitale) andasse all'estero lasciando in Italia "solo" la produzione, ora invece lamenti che, viceversa, in Italia arrivi "solo" il capitale e venga portata all'estero la produzione.poi dovresti andare a disaggregare la componente lavoro anche di ciò che "esporti", e anche comprendere il senso economico di quelle esportazioni:
la quasi totalità della Moda che esporta ha una rifinitura italiana che consente l'etichettatura, ma spesso è dichiaratamente manufatta all'estero, il che va pure bene, per motivi speculari a quelli che lamento; poi, si dovrebbe vedere anche qual è la componente lavoro "nazionale", perché se i terzisti interni che fanno le borse di Prada sono sono cinesi remunerati alla cinese è un cazz'e tutt'uno: delocalizzazione nascosta;
A leggere i tuoi vari interventi si potrebbe fraintenderti e ritenerti un auspice dell'autarchia.
Comunque, vivendo a Milano, ti posso garantire che anche quei prodotti, che fanno tanta sensazione, che di italiano hanno "solo" il progetto e la firma (e che sono una ristretta minoranza) generano comunque un ampio indotto.
Certo, il potere delle famiglie si è fortemente ridotto e dunque si è ristretta fortemente la loro domanda e questo ha un immediato riflesso sulla produzione industriale italiana proprio perché, contrariamente a quanto sembravi sostenere nel precedente messaggio, dei beni consumati in Italia solo una piccola parte è interamente di importazione, passando tutto il resto attraverso processi produttivi qui in Italia.prova a considerare come viene speso davvero il reddito disponibile di una famiglia media, detratte le utenze e le spese fisse, poi scorpora le diverse componenti: ti accorgi subito del profilo strutturale della crisi del manufatturiero italiano in termini di domanda interna;
Sono d'accordo in linea generale che ci sia un problema culturale diffuso (probabilmente non intendiamo lo stesso), ma nel tuo intervento iniziale nulla di ciò traspariva. Nel primo intervento dicesti che era facile capire la nostra triste miseria collettiva (e non era necessario "essere premi nobel") osservando i prodotti di largo consumo, e ne elencasti molti riportando erroneamente una loro origine in prevalenza di importazione, dunque il tuo messaggio faceva supporre che ritenevi causa della crisi l'eccessiva dipendenza dall'estero per i beni di largo consumo.quello che ho lamentato è un dato di cultura economica complessiva, con un sistema che in 20 anni è stato incapace di ristrutturarsi in ragione del suo inserimento in un sistema di moneta forte, campicchiando della rendita garantita dai vantaggi e rinviando sine die le misure rese necessrie dalle sfide.
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no guarda, non hai letto attentamente; io ho scritto esplicitamente che la delocalizzazione del lavoro meno qualificato ci sta; però, mi sembra ovvio che l'Italia non può lasciarsi retrocedere a paese di delocalizzazione, per ovvii motivi di incomprimibilità dei salari;Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggiodel resto, giusto poco fa, lamentavi che la parte a maggior valore aggiunto di certe produzioni (il capitale) andasse all'estero lasciando in Italia "solo" la produzione, ora invece lamenti che, viceversa, in Italia arrivi "solo" il capitale e venga portata all'estero la produzione.
A leggere i tuoi vari interventi si potrebbe fraintenderti e ritenerti un auspice dell'autarchia.
ribadisco pienamente quello che ho scritto all'inizio, e cioè che è indice di impoverimento la marcata riduzione nel paniere dei consumi della famiglia media italiana di beni che presentino una componente importante di valore nazionale
no, credo che questa sia una lettura sbagliata;Certo, il potere delle famiglie si è fortemente ridotto e dunque si è ristretta fortemente la loro domanda e questo ha un immediato riflesso sulla produzione industriale italiana proprio perché, contrariamente a quanto sembravi sostenere nel precedente messaggio, dei beni consumati in Italia solo una piccola parte è interamente di importazione, passando tutto il resto attraverso processi produttivi qui in Italia.
la contrazione marcata dipende dal profilo peculiare del pool di beni di consumo nazionali, destinati ad un consumatore di fascia media, medio-alta; un profilo che in tempi di crisi prolungata risulta quello più colpito;
la fascia di alta gamma tiene bene, mentre si rafforzano i prodotti economici, spesso importati; moda, tessile, mobilifici, settori nazionali del superfluo di massa, entrati in crisi da molto perchè esposti ad una concorrenza che diventa vincente in momenti di crisi... pensa alla penetrazione del capitale spagnolo nei grandi magazzini della moda, o al successo di Ikea in un settore tradizionalmente di appannaggio dell'industria nazionale anche nella fascia economica...
comunque, e lo ripeto, ho richiamato uno squilibrio di assetto produttivo e servizio della domanda interna in relazione all'illusione che il recupero della sovranità monetaria in un contesto di questo tipo produca effettivamente i vantaggi in cui in troppi cominciano a credere.Last edited by axeUgene; 11-03-2013, 22:17.c'è del lardo in Garfagnana
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E' il modo di gestire che ha renzi che mi porta a pensare male a prescindere dal merito. Nel pd lo chiamano silvio renzi, alle cosidette primarie non ha raccolto niente dall' ala sinistra del partito, lo accusavano di essere un clone del cieco di arcore... oggi viene invocato come salvatore della patria proprio da quella sinistra che le uniche due volte che è andata al potere ha dovuto farsi trainare da un democristiano (prodi).Originariamente Scritto da Durante Visualizza MessaggioQuindi per te era meglio che le privatizzazioni che ha fatto il sindaco di Firenze non le avesse fatte? Non penso che tu sia su questa linea. Mi domando se non avesse fatto queste privatizzazioni queste voragini dei conti comunali cosa sarebbero ora? Mi sembra che qualunque cosa e iniziativa che venga presa è sempre fatta male. Tutto ciò mi ricorda una vecchia canzone del lontano 1967 del cantante francese Antoine "le pietre".
Oggi che il cambiamento è a portata di mano che si fà? Si torna diabolicamente indietro, questo penso, Durante.
Si prendono i gli argomenti che hanno portato il m5s al successo, li si fà propri, si prende la calcolatrice e si rabbercia una coalizione vendola-silvio renzi-monti e la si propone come promotrice del cambiamento.
Io, che sono ignorante ed un pò ottuso, diffido profondamente di certo conservatorismo che ci ha portato poco lontano e mi chiedo quanto resisterebbe vendola vicino agli altri due, cinque anni? cinque mesi? Io dico cinque settimane.A presto!
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se leggi Renzi in questo modo, non centri il punto;Originariamente Scritto da Full di Jack Visualizza MessaggioE' il modo di gestire che ha renzi che mi porta a pensare male a prescindere dal merito. Nel pd lo chiamano silvio renzi, alle cosidette primarie non ha raccolto niente dall' ala sinistra del partito, lo accusavano di essere un clone del cieco di arcore... oggi viene invocato come salvatore della patria proprio da quella sinistra che le uniche due volte che è andata al potere ha dovuto farsi trainare da un democristiano (prodi).
Renzi non è un'alternativa politica, anche perché in questo momento nessuno ha proposte politiche strutturali significative; quelle del M5S hano un importante valore simbolico, ma non incidono più di tanto, oppure sono quantomeno azzardate;
Renzi rappresenta la frattura culturale tra elettorato effettivo e potenziale PD del centro-nord rispetto al modello gestito dall'apparato, che è praticamente scomparso dalle realtà sociali più dinamiche; cioè, per ora si colloca in una fase pre-politica, di metodo, e in questo è naturalmente coincidente con alcuni punti del M5S, e non uno scimmiottatore opportunista;
ovviamente nell'apparato PD ci sono fortissime resistenze e la situazione è tanto più grave quanto effettivamente quell'apparato rappresenta ancora una parte di elettorato che culturalmete gli assomiglia: elle regioni "rosse" molti elettori PD sono increduli dei risultati lombardi perché si sono fatti un film in cui la persona perbene e moderata che è Ambrosoli avrebbe trionfato sulla corruttela palesatasi negli ultimi anni; senza comprendere che nella cultura politica di quell'area geografica il PD viene semplicemente identificato come la ragion di stato, quelli delle tasse, usate per una spesa pubblica che percepiscono come un ladrocinio molto peggiore rispetto agli scandali in regione;
ora ci troviamo in una situazione in cui le forze che potrei definire di stabilità europea, PD e montiani, sono minoritarie e disorientate come un pugile suonato; e la rappresentanza politica maggioritaria tira il sistema da direzioni diverse, in alcuni casi con effetti convergenti;
tra stallo politico e crisi, trovo molto probabile che si faccia fortemente presente un sentimento "leghista" di obiezione fiscale generalizzata, verosimilmente guidata dagli amministratori locali, cone effetti che possiamo immaginare.c'è del lardo in Garfagnana
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Il P.D. chiama con il nomignolo dispregiativo "il piccolo Silvio Renzi" per un motivo solo e cioè perchè esula l'ortodossia del partito e quindi la gerarchia affermata e incontestabile. Come detto da axeUgene siamo in una situazione precaria non solo economica ma purtroppo anche istituzionale, è sufficiente considerare cosa è successo ieri al palazzo di Giustizia di Milano, quindi non necessitano tanti commenti, poi ognuno può avere una sua considerazione, ma un dato di fatto rimane per quello che è e nel suo significato. Oltre quello inizia la disarticolazione instituzionale dei vari corpi dello stato. Riguardo alla questione importante dell'occupazione e quindi l'economia i due personaggi attualmente amati e contemporaneamente discussi vogliono raggiungere la medesima meta con due strade diverse. Come già scritto ieri, Grillo vuole rifondare uno stato non ex nuovo ma totalmente diverso con principi diametralmente opposti rispetto a come è strutturato lo Stato attuale. Renzi vuole intervenire dall'interno quindi dalle macerie che hanno lasciato queste classi dirigenti politiche e dirigenziali che si sorreggono esclusivamente sulla farraginosa e dannosa burocrazia che frena qualsiasi slancio imprenditoriale che non facciano parte dei classici carrozzoni che hanno contribuito pesantemente ad indebitare la nazione. Signori la Svizzera insegna e come sappiamo non fa parte di una costellazione distante anni luce nel senso fisico, è la nostra confinante anche se il loro incedere nelle scelte che fanno e prima ancora che pensano sono si distanti anni luce e lo dimostra l'ultimo referendum che hanno svolto, dove da noi invece i risultati referendari vengono raggirati con una semplice carnevalata con esiti purtroppo nefasti. Quindi sia Grillo che Renzi il loro messaggio è che se non si cambia noi cittadini l'Italia ma soprattutto gli italiani rimarremo quello che siamo, cioè una mediocre nazione, ed è quello che vogliono che si rimanga i partners europei perchè così hanno gioco facile su di noi sotto molti aspetti, ma prevalentemente quello economico commerciale e della ricerca che è la propulsione del futuro del paese. Quindi è sufficiente valutare quanti investimenti vengono fatti su questo settore. Poi non ci si accontenta di questo, vengono spesi diversi miliardi di euro l'anno per formare tecnici e professionisti di alto livello per poi metterli in condizione di espatriare e fare avvantaggiare i paesi che gli accolgono per poi a loro volta fare profitti nei nostri confronti. Tutto questo lo definisco la negazione della negazione
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Mica è obbligatorio, dipende da cosa vuoi e dalla rosa che chiede forza.
Per cui devi prima decidere cosa vuoi, poi valutarti chi si offre e poi decidi su tale base.
C'è anche da vedere se renzi riesce ad emergere perchè ai destini di bersani sono legati quelli di granparte della nomenklatura e della burocrazia interna e pure la natura del partito visto che i soldi di cui si parla la se li sono già spesi.
Dovendo fronteggiare insolvenze milionario succederebbe un terremoto.
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