Originariamente Scritto da Atomino
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La fertilita', un affare di Stato
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quello è vero, ma nemmeno troppo. Mia madre, dipendente della direzione amministrativa scolastica, ha fatto meno di 25 giorni di ferie. Come malattia hanno meno tutele dei bancari e il contratto non viene aggiornato da anni."Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".
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Dovresti anche ovviare ad una prospettiva del 40% di disoccupazione giovanile visto che desideri, o meno, nessuno ambisce a fornire carne da cannone e braccia da aratro.Originariamente Scritto da Yele Visualizza Messaggiook ma, secondo me, avremmo solo bisogno di sostegno alle donne che vogliono avere figli senza dover essere penalizzate sul lavoro e nella società.
Non servirebbe altro, perchè ci sono dati che dicono che il desiderio medio è di 2 figli a donna, non di più.
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Il pubblico impiego è già un settore penalizzante di suo, infatti è per quello che ci lavorano molte donne. Paghe basse, gli straordinari non vengono pagati ma vengono richiesti, carriera praticamente inesistente. Se togli anche quel poco di tutele che ci sono, siamo a posto.Originariamente Scritto da Atomino Visualizza Messaggioma dove...nel pubblico impiegno,abbiamo la piu' alta percentuale di tutele...d'Europa.
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Questo è un problema che dipende in parte da scelte politiche (pianificazione di politica industriale, turistica ecc.) e in parte dalla classe imprenditoriale, che in Italia è composta per la maggior parte da gente poco raccomandabile, vedi capitolo evasione fiscale e capitali all'estero.Originariamente Scritto da meogatto Visualizza MessaggioDovresti anche ovviare ad una prospettiva del 40% di disoccupazione giovanile visto che desideri, o meno, nessuno ambisce a fornire carne da cannone e braccia da aratro.
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Anche i vari sostegni alla natalita' sono gestiti dagli stessi, trasferendo costi privati al pubblico per pagare imprese che forniscono il servizio materiale in un contesto dove i conti quadrano e i benefici sono effettivi e percettibili.
Cosa poco stimolata da un surplus di persone gia' presenti e disimpegnate.
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Forse nel pubblico impiego, dove però le tutele sono comunque per tutti indipendentemente che si sia uomo o donna. Invece nel privato di tutele non ce ne sono proprio. Anche perché non ci sono più contratti tutelanti. Solo che se sei uomo non rischi che ti piantino a casa perché resti incinta. Se sei donna succede sempre. Anzi molte aziende ti fanno firmare delle dimissioni in bianco al momento dell'assunzione, per tutelarsi se resti incinta. Se questo per te è avere tutele...Originariamente Scritto da Atomino Visualizza Messaggioma dove...nel pubblico impiegno,abbiamo la piu' alta percentuale di tutele...d'Europa.“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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Originariamente Scritto da dark lady Visualizza MessaggioForse nel pubblico impiego, dove però le tutele sono comunque per tutti indipendentemente che si sia uomo o donna. Invece nel privato di tutele non ce ne sono proprio. Anche perché non ci sono più contratti tutelanti. Solo che se sei uomo non rischi che ti piantino a casa perché resti incinta. Se sei donna succede sempre. Anzi molte aziende ti fanno firmare delle dimissioni in bianco al momento dell'assunzione, per tutelarsi se resti incinta. Se questo per te è avere tutele...
scusa te,ma...chi dovrebbe rimanere incinta se non la donna..eh?? Le generazioni (italiche)sono piu' longeve, donne e uomini single,conviventi solo per il sesso o per omosessualita', sono in cerca di carriere per emulare chi possiede il denaro.Ci disgusta la paga da fame,poiche' non accettiamo quello che possediamo e in questo modo si e' dato il via allo sfascio della patria attuale...!! Poi qualcuno si lamenta della crisi ma nessuno si chiede come mai oggi come oggi..il 43% dei giovani, maschi e femmine laureati sono a spasso...con gli immigrati,che oltre a procreare, accettano di firmare le dimissioni in bianco,lavorano in nero e mandano pure i denari dall'altra parte del mondo...dimmi tu dove sta il problema se non accettare un ridimensionamento di se stessi delle apettative di vita.Basta mostrarsi degli animali sociali(prevalentemente per interessi o sopravvivenza)...bisogna tornare alla centralita' della famiglia come perno di civilta' sociale e politica.Last edited by Atomino; 05-09-2016, 15:38.
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Il fatto che hai troppa gente e pochi incarichi ti sta a dire che la famiglia non fa perno, cosa sostituita dall'iniziativa del singolo e dal capitale.
Ciascuno puo' dire "questo" e' l'interesse che deve prevalere, ma poi a decidere e' la selezione darwiniana del successo.
La storia delle dimissioni preventive e' stata ovviata dovendo essere scritte su un modulo inps numerato, cosa che impedisce di scrivere ieri qualcosa che deve avere il numero di emissione di oggi.
Sull'abbattimento delle retribuzioni si puo' considerare che comportano l'abbattimento dei consumi con esuberi nella produzione, creando e alimentando una spirale deflattiva che vediamo quale effetto produce.
Tra l'altro i nuovi contratti hanno di fatto ridotto salari..e pure gli occupati.
Non sarebbero altrimenti tutti preoccupati per il calo dei consumi, che fa pure riduzione del pil.
Ci si aggiunge che in un contesto competitivo non puoi usare aziende e stato come ammortizzatore sociale, cosa ampiamente fatta che produce ora una progressiva defenestrazione di eccedenze.
Per altro verso lo stato non e' una azienda che licenziando risolve, dovendo lo stato decidere se fare saponette dei surplus, o in qualche modo finanziarli.Last edited by meogatto; 05-09-2016, 15:40.
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Non sono affatto d'accordo.Originariamente Scritto da Atomino Visualizza Messaggioscusa te,ma...chi dovrebbe rimanere incinta se non la donna..eh?? Le generazioni (italiche)sono piu' longeve, donne e uomini single,conviventi solo per il sesso o per omosessualita', sono in cerca di carriere per emulare chi possiede il denaro.Ci disgusta la paga da fame,poiche' non accettiamo quello che possediamo e in questo modo si e' dato il via allo sfascio della patria attuale...!! Poi qualcuno si lamenta della crisi ma nessuno si chiede come mai oggi come oggi..il 43% dei giovani, maschi e femmine laureati sono a spasso...con gli immigrati,che oltre a procreare, accettano di firmare le dimissioni in bianco,lavorano in nero e mandano pure i denari dall'altra parte del mondo...dimmi tu dove sta il problema se non accettare un ridimensionamento di se stessi delle apettative di vita.Basta mostrarsi degli animali sociali(prevalentemente per interessi o sopravvivenza)...bisogna tornare alla centralita' della famiglia come perno di civilta' sociale e politica.
Innanzitutto non è che si debba accettare piegati a 90 tutto quello che ci fanno fare. Gli immigrati lavorano in nero? Sì, peccato che in Italia sia reato. E se lo fa un immigrato poco gli importa perché tanto mal che vada torna nel suo Paese e nessuno lo becca più. Se beccano me a lavorare in nero poi la devo pagare per il resto della vita. In seconda istanza, tantissimi giovani come noi lavorano in condizioni lavorative pessime e con stipendi da fame. Io stessa faccio diversi lavori per avere uno stipendio dignitoso. Ma questo non significa che sia giusto. Così come non è giusto che una donna debba firmare dimissioni in bianco nell'eventualità che resti incinta quando teoricamente avrebbe anche dei diritti.
Ripristinare la centralità della famiglia? Certo, d'accordissimo. Peccato che ci sia poco da centralizzare visto che il nostro Stato per primo non tutela la famiglia. Non è con cagate come il fertility day che si mette al centro la famiglia, ma con delle serie politiche a sostegno della stessa. Politiche che invece latitano.“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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è la società economicista e industriale forgiata nel XX secolo, ma a partire del XVIII (non conta se capitalista, statalista o comunista) dove ognuno è solo un numero produttivo, e chi non è d'accordo va rimosso dagli ingranaggi come scarto della storia. La tecnocrazia, non la tecnica (strumento), "l'età dei sofisti, degli economisti e dei contabili" (Edmund Burke), che causa tutti i problemi odierni. Il ritorno al passato non è possibile né auspicabile, il futuro quale sarà? la decrescita? non credo..."Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".
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tanto non la pagano mica loro la crescita dei figli...Originariamente Scritto da meogatto Visualizza MessaggioPolitiche pure che costano e che sono piu' funzionali ad una propaganda clericale, che non ad una produttivita'."Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".
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Appunto la propagandano
, traendo fedeli finanziatori dallo stato di bisogno.
Comunque
Danimarca, solo i robot potranno salvare il Welfare
Per coprire i costi del sistema, serve robotizzare massicciamente l’industria. Così saliranno competitività, export, utili e dunque entrate fiscali. I punti deboli sono gli alti costi del Welfare, la scarsa natalità e la mancanza di manodopera specializzata
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Facciamo così: la donna sforna il pargolo e il padre rinuncia al lavoro e sta a casa ad accudirlo. Specialmente il padre che inneggia al ridimensionamento delle aspettative individuali e alla centralità della famiglia.Originariamente Scritto da Atomino Visualizza Messaggioscusa te,ma...chi dovrebbe rimanere incinta se non la donna..eh?? Le generazioni (italiche)sono piu' longeve, donne e uomini single,conviventi solo per il sesso o per omosessualita', sono in cerca di carriere per emulare chi possiede il denaro.Ci disgusta la paga da fame,poiche' non accettiamo quello che possediamo e in questo modo si e' dato il via allo sfascio della patria attuale...!! Poi qualcuno si lamenta della crisi ma nessuno si chiede come mai oggi come oggi..il 43% dei giovani, maschi e femmine laureati sono a spasso...con gli immigrati,che oltre a procreare, accettano di firmare le dimissioni in bianco,lavorano in nero e mandano pure i denari dall'altra parte del mondo...dimmi tu dove sta il problema se non accettare un ridimensionamento di se stessi delle apettative di vita.Basta mostrarsi degli animali sociali(prevalentemente per interessi o sopravvivenza)...bisogna tornare alla centralita' della famiglia come perno di civilta' sociale e politica.
Sono un po' stufa di questa ipocrisia. Bello fare i figli col corpo delle donne eh.
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Originariamente Scritto da Yele Visualizza MessaggioFacciamo così: la donna sforna il pargolo e il padre rinuncia al lavoro e sta a casa ad accudirlo. Specialmente il padre che inneggia al ridimensionamento delle aspettative individuali e alla centralità della famiglia.
Sono un po' stufa di questa ipocrisia. Bello fare i figli col corpo delle donne eh.
ipocrisia..??
fra le buffonate inserite all'interno della legge Fornero esiste anche la paternita' ....tanto per chiarire..
Per congedo di paternità (erroneamente chiamato anche permesso) si intende l'astensione dal lavoro da parte del lavoratore padre per tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice madre in determinati casi specifici. Con la riforma Fornero, per favorire una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all'interno della coppia, è stato previsto che i lavoratori padri, entro i primi 5 mesi di vita del bambino, avranno il diritto di richiedere quattro giorni consecutivi di assenza dal lavoro senza decurtazione di stipendio. Il recente D. Lgs. n. 80/2015 (uno dei quattro provvedimenti del Jobs act) ha previsto, inoltre, che il padre ha diritto di richiedere il congedo di paternità anche nel caso in cui la madre sia una lavoratrice autonoma.
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