La fertilita', un affare di Stato

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  • meogatto
    Opinionista
    • 06/02/16
    • 5192

    #61
    Maternità e congedo, le regole per mamma e papà

    Tetto di 10 mesi se il permesso parentale lo chiedono entrambi i genitori
    Tetto di 10 mesi se il permesso parentale lo chiedono entrambi i genitori Mamma e papà hanno diritto al congedo parentale dopo la nascita (o adozione o affidamento) del figlio, una volta esaurito il periodo di congedo obbligatorio di maternità. Il congedo obbligatorio (nel senso che è vietato lavorare, anche se l’interessato volesse) dura tre o quattro mesi dalla data dell’evento. Tre mesi in via generale, quattro se si sceglie la cosiddetta maternità “flessibile”. Con questo secondo tipo di assenza dal lavoro la donna può chiedere di restare in attività fino all’ottavo mese di gravidanza, e quindi di superare lo step del settimo mese. La possibilità è offerta a condizione che ci sia la certificazione sanitaria di appoggio. In altre termini il medico deve attestare che lavorare un mese in più, quasi a ridosso dell’evento, non è di pregiudizio né alla salute della donna, né a quella del nascituro. Poi ovviamente il mese di assenza “perso” viene recuperato nel periodo post-partum, per cui dalla situazione 2+3 si passa all’1+4. Puerperio, possibile prolungare l'assenza Al termine del periodo di maternità obbligatoria è possibile prolungare l’assenza per le necessità legate al puerperio. La durata del congedo (è una richiesta personale non obbligatoria: se si vuole tornare al lavoro si è liberi di farlo) entro i primi otto anni di vita del bambino è predeterminata dalla legge e si compendia in cinque numeri: 3, 6, 7, 10, 11 mesi. Facile a dirsi, più complicato ad applicarli in concreto data la estrema diversità della condizione lavorativa dei due genitori. Lavoratrice autonoma o dipendente La cornice quadro della norma è la seguente: a) la mamma lavoratrice autonoma o parasubordinata ha un congedo massimo di 3 mesi entro l’anno (e non più fino agli otto anni, come è invece riconosciuto alle lavoratrici dipendenti) di vita del bambino; a) la mamma lavoratrice dipendente ha diritto da sola a 6 mesi di congedo; b) il papà lavoratore dipendente ha diritto da solo a 7 mesi; c) per i genitori che richiedono entrambi il congedo il tetto è 10 mesi: in questo caso 6 + 7 fa 10 e non 13; d) per entrambi i genitori che richiedono il congedo il tetto sale a 11 mesi, nei casi in cui il papà chiede per sé il massimo “maschile” di 7 mesi; in questa ipotesi 6 + 7 fa 11. Come si vede, stabilire la durata dei congedi dei due genitori non è proprio semplice. Se poi deve essere applicata in concreto sulla base dello status lavorativo delle persone la questione si tramuta in un garbuglio, non facile a decifrare e persino a ricordare. Durata dei permessi Poiché si tratta di diritti di importanza primaria per i neo-genitori è opportuno incastrare le varie combinazioni lavorative per permettere agli interessati di conoscere in anticipo quali e quante possibilità hanno di stare vicino al figlio invece di recarsi al lavoro. Entriamo nel ginepraio numerico. A – Madre e padre lavoratori dipendenti: massimo cumulato di 10 mesi, che sale a 11 se l’uomo chiede 7 mesi di congedo: in questa seconda ipotesi la donna non può chiedere per sé più di 4 mesi. B – Madre casalinga e padre lavoratore dipendente: massimo 7 mesi, riconosciuti solo all’uomo. C – Madre lavoratrice autonoma e padre lavoratore dipendente: massimo 10 mesi, suddivisi in 3 mesi per la donna e 7 mesi per l’uomo (tutti e due hanno diritto al proprio massimo). D – Madre lavoratrice dipendente e padre lavoratore autonomo o casalingo: massimo 6 mesi riconosciuti solo alla donna, in quanto l’uomo non ha alcun diritto. I due genitori possono avere il personale pacchetto di congedi in contemporanea tra loro, ovviamente consumando ognuno la quota personale a disposizione. E il marito può chiedere il congedo anche nel stesso periodo in cui la moglie è in maternità obbligatoria (cioè nel periodo che va fino a 3 mesi (o 4, in caso di maternità “flessibile”) dopo il parto.


    Si puo' fare, da vedere l'entita' dello stipendio che ne soffre, elemento che mediamente determina la scelta.

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    • Atomino
      Tenero Amante
      • 17/08/16
      • 581

      #62
      Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
      Maternità e congedo, le regole per mamma e papà

      Tetto di 10 mesi se il permesso parentale lo chiedono entrambi i genitori
      Tetto di 10 mesi se il permesso parentale lo chiedono entrambi i genitori Mamma e papà hanno diritto al congedo parentale dopo la nascita (o adozione o affidamento) del figlio, una volta esaurito il periodo di congedo obbligatorio di maternità. Il congedo obbligatorio (nel senso che è vietato lavorare, anche se l’interessato volesse) dura tre o quattro mesi dalla data dell’evento. Tre mesi in via generale, quattro se si sceglie la cosiddetta maternità “flessibile”. Con questo secondo tipo di assenza dal lavoro la donna può chiedere di restare in attività fino all’ottavo mese di gravidanza, e quindi di superare lo step del settimo mese. La possibilità è offerta a condizione che ci sia la certificazione sanitaria di appoggio. In altre termini il medico deve attestare che lavorare un mese in più, quasi a ridosso dell’evento, non è di pregiudizio né alla salute della donna, né a quella del nascituro. Poi ovviamente il mese di assenza “perso” viene recuperato nel periodo post-partum, per cui dalla situazione 2+3 si passa all’1+4. Puerperio, possibile prolungare l'assenza Al termine del periodo di maternità obbligatoria è possibile prolungare l’assenza per le necessità legate al puerperio. La durata del congedo (è una richiesta personale non obbligatoria: se si vuole tornare al lavoro si è liberi di farlo) entro i primi otto anni di vita del bambino è predeterminata dalla legge e si compendia in cinque numeri: 3, 6, 7, 10, 11 mesi. Facile a dirsi, più complicato ad applicarli in concreto data la estrema diversità della condizione lavorativa dei due genitori. Lavoratrice autonoma o dipendente La cornice quadro della norma è la seguente: a) la mamma lavoratrice autonoma o parasubordinata ha un congedo massimo di 3 mesi entro l’anno (e non più fino agli otto anni, come è invece riconosciuto alle lavoratrici dipendenti) di vita del bambino; a) la mamma lavoratrice dipendente ha diritto da sola a 6 mesi di congedo; b) il papà lavoratore dipendente ha diritto da solo a 7 mesi; c) per i genitori che richiedono entrambi il congedo il tetto è 10 mesi: in questo caso 6 + 7 fa 10 e non 13; d) per entrambi i genitori che richiedono il congedo il tetto sale a 11 mesi, nei casi in cui il papà chiede per sé il massimo “maschile” di 7 mesi; in questa ipotesi 6 + 7 fa 11. Come si vede, stabilire la durata dei congedi dei due genitori non è proprio semplice. Se poi deve essere applicata in concreto sulla base dello status lavorativo delle persone la questione si tramuta in un garbuglio, non facile a decifrare e persino a ricordare. Durata dei permessi Poiché si tratta di diritti di importanza primaria per i neo-genitori è opportuno incastrare le varie combinazioni lavorative per permettere agli interessati di conoscere in anticipo quali e quante possibilità hanno di stare vicino al figlio invece di recarsi al lavoro. Entriamo nel ginepraio numerico. A – Madre e padre lavoratori dipendenti: massimo cumulato di 10 mesi, che sale a 11 se l’uomo chiede 7 mesi di congedo: in questa seconda ipotesi la donna non può chiedere per sé più di 4 mesi. B – Madre casalinga e padre lavoratore dipendente: massimo 7 mesi, riconosciuti solo all’uomo. C – Madre lavoratrice autonoma e padre lavoratore dipendente: massimo 10 mesi, suddivisi in 3 mesi per la donna e 7 mesi per l’uomo (tutti e due hanno diritto al proprio massimo). D – Madre lavoratrice dipendente e padre lavoratore autonomo o casalingo: massimo 6 mesi riconosciuti solo alla donna, in quanto l’uomo non ha alcun diritto. I due genitori possono avere il personale pacchetto di congedi in contemporanea tra loro, ovviamente consumando ognuno la quota personale a disposizione. E il marito può chiedere il congedo anche nel stesso periodo in cui la moglie è in maternità obbligatoria (cioè nel periodo che va fino a 3 mesi (o 4, in caso di maternità “flessibile”) dopo il parto.


      Si puo' fare, da vedere l'entita' dello stipendio che ne soffre, elemento che mediamente determina la scelta.
      nessun decurtamento di stipendio per entrambi..!

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      • meogatto
        Opinionista
        • 06/02/16
        • 5192

        #63
        Solo che lo stipendio e' una componente del reddito, staordinari, missioni, indennita'....
        Da vedere come funzionano i contributi pure.
        In prospettiva incide l'incarico e la carriera.
        Tutto da valutare nel paniere che porta soldi netti.

        Comment

        • Atomino
          Tenero Amante
          • 17/08/16
          • 581

          #64
          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
          Non sono affatto d'accordo.
          Innanzitutto non è che si debba accettare piegati a 90 tutto quello che ci fanno fare. Gli immigrati lavorano in nero? Sì, peccato che in Italia sia reato. E se lo fa un immigrato poco gli importa perché tanto mal che vada torna nel suo Paese e nessuno lo becca più. Se beccano me a lavorare in nero poi la devo pagare per il resto della vita. In seconda istanza, tantissimi giovani come noi lavorano in condizioni lavorative pessime e con stipendi da fame. Io stessa faccio diversi lavori per avere uno stipendio dignitoso. Ma questo non significa che sia giusto. Così come non è giusto che una donna debba firmare dimissioni in bianco nell'eventualità che resti incinta quando teoricamente avrebbe anche dei diritti.
          Ripristinare la centralità della famiglia? Certo, d'accordissimo. Peccato che ci sia poco da centralizzare visto che il nostro Stato per primo non tutela la famiglia. Non è con cagate come il fertility day che si mette al centro la famiglia, ma con delle serie politiche a sostegno della stessa. Politiche che invece latitano.

          in fondo siamo d'accordo...l'hai detto tu,lo stato e il governo non tutelano la famiglia poiche' servono politiche sociali di civilta',ora peggio che mai in mano ai banchieri e alla troika.Poco tempo fa' se sfanculavi il capo o il direttore solo un sindacalista in malafede e un giudice del lavoro con tessera di "Rifondazione" in tasca ti avrebbero potuto parare il didietro (nota il condizionale,perche' forse la pacchia ideologica è finita)
          Aggiungo inoltre che difendere e reintegrare questi cialtroni è stato l'attegiamento suicida dei sindacati, che hanno portato il pendolo verso i cocopro, gli stage e le finte partite IVA...eppoi sbanderiamo ai quattro venti che in questo paese non ci sono mai state tutele..eh??

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          • Yele
            abstract
            • 16/08/16
            • 6082

            #65
            Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
            Maternità e congedo, le regole per mamma e papà

            Tetto di 10 mesi se il permesso parentale lo chiedono entrambi i genitori
            Tetto di 10 mesi se il permesso parentale lo chiedono entrambi i genitori Mamma e papà hanno diritto al congedo parentale dopo la nascita (o adozione o affidamento) del figlio, una volta esaurito il periodo di congedo obbligatorio di maternità. Il congedo obbligatorio (nel senso che è vietato lavorare, anche se l’interessato volesse) dura tre o quattro mesi dalla data dell’evento. Tre mesi in via generale, quattro se si sceglie la cosiddetta maternità “flessibile”. Con questo secondo tipo di assenza dal lavoro la donna può chiedere di restare in attività fino all’ottavo mese di gravidanza, e quindi di superare lo step del settimo mese. La possibilità è offerta a condizione che ci sia la certificazione sanitaria di appoggio. In altre termini il medico deve attestare che lavorare un mese in più, quasi a ridosso dell’evento, non è di pregiudizio né alla salute della donna, né a quella del nascituro. Poi ovviamente il mese di assenza “perso” viene recuperato nel periodo post-partum, per cui dalla situazione 2+3 si passa all’1+4. Puerperio, possibile prolungare l'assenza Al termine del periodo di maternità obbligatoria è possibile prolungare l’assenza per le necessità legate al puerperio. La durata del congedo (è una richiesta personale non obbligatoria: se si vuole tornare al lavoro si è liberi di farlo) entro i primi otto anni di vita del bambino è predeterminata dalla legge e si compendia in cinque numeri: 3, 6, 7, 10, 11 mesi. Facile a dirsi, più complicato ad applicarli in concreto data la estrema diversità della condizione lavorativa dei due genitori. Lavoratrice autonoma o dipendente La cornice quadro della norma è la seguente: a) la mamma lavoratrice autonoma o parasubordinata ha un congedo massimo di 3 mesi entro l’anno (e non più fino agli otto anni, come è invece riconosciuto alle lavoratrici dipendenti) di vita del bambino; a) la mamma lavoratrice dipendente ha diritto da sola a 6 mesi di congedo; b) il papà lavoratore dipendente ha diritto da solo a 7 mesi; c) per i genitori che richiedono entrambi il congedo il tetto è 10 mesi: in questo caso 6 + 7 fa 10 e non 13; d) per entrambi i genitori che richiedono il congedo il tetto sale a 11 mesi, nei casi in cui il papà chiede per sé il massimo “maschile” di 7 mesi; in questa ipotesi 6 + 7 fa 11. Come si vede, stabilire la durata dei congedi dei due genitori non è proprio semplice. Se poi deve essere applicata in concreto sulla base dello status lavorativo delle persone la questione si tramuta in un garbuglio, non facile a decifrare e persino a ricordare. Durata dei permessi Poiché si tratta di diritti di importanza primaria per i neo-genitori è opportuno incastrare le varie combinazioni lavorative per permettere agli interessati di conoscere in anticipo quali e quante possibilità hanno di stare vicino al figlio invece di recarsi al lavoro. Entriamo nel ginepraio numerico. A – Madre e padre lavoratori dipendenti: massimo cumulato di 10 mesi, che sale a 11 se l’uomo chiede 7 mesi di congedo: in questa seconda ipotesi la donna non può chiedere per sé più di 4 mesi. B – Madre casalinga e padre lavoratore dipendente: massimo 7 mesi, riconosciuti solo all’uomo. C – Madre lavoratrice autonoma e padre lavoratore dipendente: massimo 10 mesi, suddivisi in 3 mesi per la donna e 7 mesi per l’uomo (tutti e due hanno diritto al proprio massimo). D – Madre lavoratrice dipendente e padre lavoratore autonomo o casalingo: massimo 6 mesi riconosciuti solo alla donna, in quanto l’uomo non ha alcun diritto. I due genitori possono avere il personale pacchetto di congedi in contemporanea tra loro, ovviamente consumando ognuno la quota personale a disposizione. E il marito può chiedere il congedo anche nel stesso periodo in cui la moglie è in maternità obbligatoria (cioè nel periodo che va fino a 3 mesi (o 4, in caso di maternità “flessibile”) dopo il parto.


            Si puo' fare, da vedere l'entita' dello stipendio che ne soffre, elemento che mediamente determina la scelta.
            Eh appunto, ma siccome mediamente gli uomini ottengono sempre stipendi più alti, sappiamo come finisce.

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            • Yele
              abstract
              • 16/08/16
              • 6082

              #66
              Originariamente Scritto da Atomino Visualizza Messaggio
              in fondo siamo d'accordo...l'hai detto tu,lo stato e il governo non tutelano la famiglia poiche' servono politiche sociali di civilta',ora peggio che mai in mano ai banchieri e alla troika.Poco tempo fa' se sfanculavi il capo o il direttore solo un sindacalista in malafede e un giudice del lavoro con tessera di "Rifondazione" in tasca ti avrebbero potuto parare il didietro (nota il condizionale,perche' forse la pacchia ideologica è finita)
              Aggiungo inoltre che difendere e reintegrare questi cialtroni è stato l'attegiamento suicida dei sindacati, che hanno portato il pendolo verso i cocopro, gli stage e le finte partite IVA...eppoi sbanderiamo ai quattro venti che in questo paese non ci sono mai state tutele..eh??
              Vedo una sfilza di luoghi comuni da far paura, eh

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              • Atomino
                Tenero Amante
                • 17/08/16
                • 581

                #67
                Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
                Solo che lo stipendio e' una componente del reddito, staordinari, missioni, indennita'....
                Da vedere come funzionano i contributi pure.
                In prospettiva incide l'incarico e la carriera.
                Tutto da valutare nel paniere che porta soldi netti.
                per il paese,ogni nuovo nato e' una risorsa,che va ben aldila' delle carriere e delle plusvalenze personali..!!

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                • Atomino
                  Tenero Amante
                  • 17/08/16
                  • 581

                  #68
                  Originariamente Scritto da Yele Visualizza Messaggio
                  Vedo una sfilza di luoghi comuni da far paura, eh
                  non ne avevo dubbi..eh

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                  • Yele
                    abstract
                    • 16/08/16
                    • 6082

                    #69
                    Originariamente Scritto da Atomino Visualizza Messaggio
                    non ne avevo dubbi..eh
                    il sindacalista di Rifondazione
                    il mondo in mano ai banchieri e alla troika

                    ma dai.

                    Comment

                    • Yele
                      abstract
                      • 16/08/16
                      • 6082

                      #70
                      Originariamente Scritto da Atomino Visualizza Messaggio
                      per il paese,ogni nuovo nato e' una risorsa,che va ben aldila' delle carriere e delle plusvalenze personali..!!
                      Benissimo, allora mettiamolo davanti alle carriere e alle plusvalenze personali dei padri. Dove sta il problema ?

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                      • Atomino
                        Tenero Amante
                        • 17/08/16
                        • 581

                        #71
                        Originariamente Scritto da Yele Visualizza Messaggio
                        il sindacalista di Rifondazione
                        il mondo in mano ai banchieri e alla troika

                        ma dai.

                        chi ha parlato di mondo..eh??

                        io parlo dell'Eurabia e del mio povero paese gravido di pagliacci al potere..!!

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                        • Atomino
                          Tenero Amante
                          • 17/08/16
                          • 581

                          #72
                          Originariamente Scritto da Yele Visualizza Messaggio
                          Benissimo, allora mettiamolo davanti alle carriere e alle plusvalenze personali dei padri. Dove sta il problema ?


                          appunto dove sta il problema..??dimmelo forza..daiiii

                          Comment

                          • meogatto
                            Opinionista
                            • 06/02/16
                            • 5192

                            #73
                            Penso che ad incidere sia stato piu' il "just on time", produci quello che ti serve quando ti serve, lo hai gia' venduto, introdotto nella produzione dai giapponesi e ripreso ovunque per evitare i magazzini pieni di invenduto, tipici i parcheggi fiat.

                            In una situazione di forte crisi commerciale la stessa cosa e' stata applicata alla forza lavoro per sostenere la competizione dei prezzi.
                            Non standoci una legge che permetteva il licenziamento di massa si e' ovviato con una flessibilita realizzata con contratti a tempo che seguissero la sorte delle commesse.
                            Cosa in parte risolta con il job act che pero' inserisce delle penali per il datore di lavoro, comunque al momento compensate dagli sgravi contributivi.

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                            • meogatto
                              Opinionista
                              • 06/02/16
                              • 5192

                              #74
                              Originariamente Scritto da Atomino Visualizza Messaggio
                              per il paese,ogni nuovo nato e' una risorsa,che va ben aldila' delle carriere e delle plusvalenze personali..!!
                              Chissa' come mai len nazioni a bassa demografia sono piu' ricche con il pil procapite piu' alto.
                              E chi ha 10 figli dovrebbe essere compreso nei redditi piu' alti e non fra i richiedenti soccorso sociale.

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                              • Tiberio
                                Opinionista
                                • 16/08/16
                                • 3530

                                #75
                                Originariamente Scritto da Atomino Visualizza Messaggio
                                in fondo siamo d'accordo...l'hai detto tu,lo stato e il governo non tutelano la famiglia poiche' servono politiche sociali di civilta',ora peggio che mai in mano ai banchieri e alla troika.Poco tempo fa' se sfanculavi il capo o il direttore solo un sindacalista in malafede e un giudice del lavoro con tessera di "Rifondazione" in tasca ti avrebbero potuto parare il didietro (nota il condizionale,perche' forse la pacchia ideologica è finita)
                                Aggiungo inoltre che difendere e reintegrare questi cialtroni è stato l'attegiamento suicida dei sindacati, che hanno portato il pendolo verso i cocopro, gli stage e le finte partite IVA...eppoi sbanderiamo ai quattro venti che in questo paese non ci sono mai state tutele..eh??
                                se il capo è un maleducato o abusa del suo ruolo, è giusto che lo si mandi affanc.ulo. è il minimo
                                "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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