Monogamia

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70460

    #61
    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    può darsi; anche se sono un po' diffidente sulle rappresentazioni romantiche;

    io ho avuto 4 amori e 1/2; solo in uno e 1/2 potrei parlare di quello stato di grazia & merda del rincoglionimento da farfalle nello stomaco, e nemmeno nei più gratificanti; per dire che posso provare grande amore, certamente essere fedele, ma con un certo distacco razionale;



    non ho interesse alle corna; non è necessariamente una tragedia, né sono io propenso; troppo pigro ma poi, per me il divertimento è la curiosità di giocare con quella persona;

    però, dovessi dire dell'onestà, per me il partner onesto la prima cosa che dovrebbe fare è chiedersi: in cosa posso essere utile, decisivo, per aprire uno spazio in cui questa persona si realizza, e lei per me ?

    è onestà perché una riflessione sincera con se stessi su questo punto costringe a dirsi esplicitamente se quella persona è un mezzo per uno scambio di educati servizi, finché dura, o un fine, che in qualche modo dura per sempre;
    se ritonfo sempre su questa cosa è perché è decisiva, come consapevolezza; un partner lo devi prendere per mano e attraversare con lui i territori in ombra della sua personalità, dove è incompiuto, e viceversa; e per fare questo devi sapere di cosa sei capace in quel senso, e vedere e fidarti nella sua capacità di fare altrettanto.
    Beh, ma quello è un discorso che fai quando ti innamori e cerchi una relazione seria, mi pare ovvio.
    Il problema è che puoi essere convintissimo di essere in grado di accompagnare i territori in ombra della personalità del partner, e questo io lo so bene, ho vissuto 17 anni così. Ma se uno le proprie ombre non impara da solo ad affrontarle, col piffero che tu puoi farci qualcosa.
    Non dovremmo mai porci come "salvatori" dell'altro.
    Piuttosto, come qualcosa in più, che lo arricchisce. E viceversa, ovviamente.
    Mai con qualcuno che non mi porti valore aggiunto.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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    • dark lady
      la viaggiatrice
      • 09/03/05
      • 70460

      #62
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      ma guarda che quella rabbia è nei confronti di te stessa, che nello stato di bisogno non sei stata capace di imporre quel limite di rispetto;

      a me capita una circostanza adiacente, simile; siccome detesto il conflitto, in una certa misura comunico bisogno e remissività, molto oltre la misura; ma rimugino in background, e a un certo momento, quando realizzo razionalmente il superamento del limite, semplicemente perdo interesse e la cosa diventa irreversibile; non perché non sappia perdonare, ma perché non so avvertire per tempo; è un limite grosso; credo sia un modo piuttosto femminile di elaborare il distacco.
      No no, è decisamente stata nei confronti di lui. Per la sua scorrettezza. Perché è ovvio che se uno si comporta scorrettamente con te, non è che gli fai le feste.
      Se un collega ti pugnala alle spalle facendoti lo sgambetto per prendere il tuo posto, non è che lo ringrazi e dici "Ma che caro ragazzo che sei".
      Quando qualcuno si comporta male con noi, ci arrabbiamo, ed è umano.
      Poi il perdono subentra quando passa la fase acuta, quella del dolore, della rabbia.
      Nelle relazioni la fine porta a un dolore reale, checché ne dica tu. Il dolore della perdita. Tu continui a ignorare la componente lutto, ma è un lutto vero e proprio.
      E' come se la persona cara fosse morta, perché lo è, di fatto, nella dimensione in cui era in relazione con te.
      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24581

        #63
        Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio

        Beh, ma quello è un discorso che fai quando ti innamori e cerchi una relazione seria, mi pare ovvio.
        a me non sembra affatto ovvio;
        la gente si mette insieme per una finalità negoziale esterna, stabilità, famiglia, figli, già elaborata in proprio, e col meno peggio che passa il convento;
        benessere e realizzazione dell'altro contano solo nella misura in corrispondono alle stipulazioni del pacchetto; una volta realizzate, si vede come va a finire;
        Non dovremmo mai porci come "salvatori" dell'altro.
        dovremmo porci come porci; io, il mio l'ho fatto
        Piuttosto, come qualcosa in più, che lo arricchisce. E viceversa, ovviamente.
        Mai con qualcuno che non mi porti valore aggiunto.
        salvatori certo che no; è più un creare spazio protetto;
        fuor di metafora e formule, io ero stato cresciuto nell'aspettativa di un fru-fru, tanto intelligente, per carità, ma dedito solo a se stesso e inaffidabile; al punto che ci credevo pure io e vivevo in quel modo;

        poi tre donne e ambienti acclusi mi hanno investito di responsabilità e fiducia, e io - compatibilmente alle situazioni - sono stato all'altezza e diventato probabilmente una versione decente di me stesso; ho ricambiato efficacemente coi miei talenti, dei quali non ero del tutto consapevole;
        per questo insisto sul fatto che è utile averli presenti in modo esplicito, perché ti rendi anche conto in tempo reale se quella persona ne ha bisogno.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24581

          #64
          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio

          No no, è decisamente stata nei confronti di lui. Per la sua scorrettezza. Perché è ovvio che se uno si comporta scorrettamente con te, non è che gli fai le feste.
          Se un collega ti pugnala alle spalle facendoti lo sgambetto per prendere il tuo posto, non è che lo ringrazi e dici "Ma che caro ragazzo che sei".
          Quando qualcuno si comporta male con noi, ci arrabbiamo, ed è umano.
          Poi il perdono subentra quando passa la fase acuta, quella del dolore, della rabbia.
          non sono convinto; le persone che ho visto provare rabbia erano il più delle volte incapaci di confliggere e farsi rispettare, e la cosa monta in quel modo per quella frustrazione;
          chi esercita una deterrenza in origine non subisce sgambetti, perché se ne teme la reazione;
          nelle relazioni la fine porta a un dolore reale, checché ne dica tu. Il dolore della perdita. Tu continui a ignorare la componente lutto, ma è un lutto vero e proprio.
          E' come se la persona cara fosse morta, perché lo è, di fatto, nella dimensione in cui era in relazione con te.
          no guarda; non ignoro il lutto, ma non sono convinto che nella maggior parte delle rotture la maggior parte del dolore sia descrivibile come lutto per la persona "cara", nel senso del sentimento probo dell'affetto;

          quel lutto è per un soggetto più spesso di un copione di dipendenza, visto che spesso la relazione era tutt'altro che serena e improntata al rispetto o all'affetto.


          c'è del lardo in Garfagnana

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          • dark lady
            la viaggiatrice
            • 09/03/05
            • 70460

            #65
            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
            non sono convinto; le persone che ho visto provare rabbia erano il più delle volte incapaci di confliggere e farsi rispettare, e la cosa monta in quel modo per quella frustrazione;
            chi esercita una deterrenza in origine non subisce sgambetti, perché se ne teme la reazione;

            no guarda; non ignoro il lutto, ma non sono convinto che nella maggior parte delle rotture la maggior parte del dolore sia descrivibile come lutto per la persona "cara", nel senso del sentimento probo dell'affetto;

            quel lutto è per un soggetto più spesso di un copione di dipendenza, visto che spesso la relazione era tutt'altro che serena e improntata al rispetto o all'affetto.

            Puoi non esserne convinto quanto vuoi, ma è la realtà dei fatti, ed è un fenomeno studiato a livello di psicologia.
            La dipendenza affettiva a volte capita si instauri, che poi è più che altro un'abitudine, tranne in casi patologici. Però tu stai facendo un minestrone di cose che non c'entrano nulla. E meno male che sarei io quella incasinata
            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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            • dark lady
              la viaggiatrice
              • 09/03/05
              • 70460

              #66
              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
              a me non sembra affatto ovvio;
              la gente si mette insieme per una finalità negoziale esterna, stabilità, famiglia, figli, già elaborata in proprio, e col meno peggio che passa il convento;
              benessere e realizzazione dell'altro contano solo nella misura in corrispondono alle stipulazioni del pacchetto; una volta realizzate, si vede come va a finire;

              dovremmo porci come porci; io, il mio l'ho fatto

              salvatori certo che no; è più un creare spazio protetto;
              fuor di metafora e formule, io ero stato cresciuto nell'aspettativa di un fru-fru, tanto intelligente, per carità, ma dedito solo a se stesso e inaffidabile; al punto che ci credevo pure io e vivevo in quel modo;

              poi tre donne e ambienti acclusi mi hanno investito di responsabilità e fiducia, e io - compatibilmente alle situazioni - sono stato all'altezza e diventato probabilmente una versione decente di me stesso; ho ricambiato efficacemente coi miei talenti, dei quali non ero del tutto consapevole;
              per questo insisto sul fatto che è utile averli presenti in modo esplicito, perché ti rendi anche conto in tempo reale se quella persona ne ha bisogno.
              Invece per me è assolutamente ovvio.
              Tu conosci una persona, ti accorgi che ti piace parecchio. Ci esaci, ti piace sempre più, poi scatta la componente ormonale che fa tutta la parte dell'innamoramento, e non vedi altri che quella persona. Poi con il tempo si instaura qualcosa di più profondo, fondato sull'intimità e sulla reciproca conoscenza.
              Il meccanismo è quello per tutti. Ovviamente parlo di relazioni sane, lasciamo da parte tutta la questione narcisisti patologici, manipolatori, ecc, che sono derive abbastanza speficiche.
              Che la gente si metta assieme per stabilità, famiglia e figli aveva un senso 30 anni fa. Ora la gente per fortuna non ha più il mito della famiglia Mulino Bianco. Che poi anche quelli sono meccanismi consci.
              In realtà ti metti con qualcuno che risponde a determinati bisogni ed esigenze che hai in quel momento. Ed è per questo che poi ci si lascia: perché i bisogni cambiano. Io lo so perché l'ho vissuto sulla mia pelle. So esattamente perché la mia relazione è finita (ovviamente grazie alla psicologa, da sola non ci sarei mai arrivata). Perché quelli che erano i miei bisogni di 25enne a 40 anni non c'erano più. Ce n'erano di diversi. E quella persona non era più quella che rispondeva ai bisogni nuovi.
              E so anche che adesso come adesso una persona con cui potrei stare insieme ci sarebbe, perché io e lui siamo bravissimi a spingerci a vicenda verso la realizzazione, verso il coronamento dei nostri sogni. Solo che nessuno dei due vuole una relazione seria. Nè ha tempo per pensare di averne una.
              Lui grazie a me ha dato una svolta alla sua carriera ed è lanciatissimo. Io grazie a lui ho imparato un sacco di cose che mi sono utili. Mi spinge a dare sempre il meglio e io faccio lo stesso con lui.
              Ma non necessariamente persone così sono quelle con cui poi decidiamo di condividere una vita insieme.
              “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

              Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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              • Vega
                Opinionista

                • 04/05/05
                • 17951

                #67
                la gente si mette insieme per una finalità negoziale esterna, stabilità, famiglia, figli, già elaborata in proprio, e col meno peggio che passa il convento
                Aridajeeeeeeeee
                Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24581

                  #68
                  Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio

                  Invece per me è assolutamente ovvio.
                  Tu conosci una persona, ti accorgi che ti piace parecchio. Ci esaci, ti piace sempre più, poi scatta la componente ormonale che fa tutta la parte dell'innamoramento, e non vedi altri che quella persona. Poi con il tempo si instaura qualcosa di più profondo, fondato sull'intimità e sulla reciproca conoscenza.
                  Il meccanismo è quello per tutti.
                  sarà... io noto tanta differenza tra le coppie; pochissime brillano di complicità originaria; io la vedo anche in quelli scazzati; per la maggior parte - ovviamente, quelle che ho conosciuto - mostrano una distanza - modica, non assoluta; è una cosa che ho iniziato a notare da adolescente, già a partire dagli amici dei miei che venivano a cena;
                  anche tra coetanei, per decenni con un'amica psicopipposa tua omonima notavamo questa cosa tiepida in tante coppie esordienti e ci spettegolavamo

                  Che la gente si metta assieme per stabilità, famiglia e figli aveva un senso 30 anni fa. Ora la gente per fortuna non ha più il mito della famiglia Mulino Bianco.
                  diciamo che è un prodotto di lusso, che quasi nessuno si può più permettere; infatti i single sono la maggioranza e gli altri hanno assetti più laschi;

                  io resto perplesso, perché la gente che è, o è stata, davvero felice comunica un equilibrio e una forza particolare, che mi pare di riconoscere a prima vista e che viene irradiata;
                  forse sono suggestionato, però sono le persone che frequento volentieri per quel motivo, per me proprio vistoso.

                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • Vega
                    Opinionista

                    • 04/05/05
                    • 17951

                    #69
                    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                    beh, se finisce vuol dire che uno dei due ha una scelta migliore e che l'abbandonato retrocede a seconda scelta; può anche capitare che col tempo sia l'unica disponibile, ma sempre retrocesso resta;

                    vado a parare che gli strumenti/idee per capire quello che ci succede sono, a livello di patrimonio comune, spesso inadeguate, in modo sorprendente;

                    parliamo di educazione sessuo-affettiva nelle scuole; magari; ma se poi racconti ai ragazzi che devono essere gentili e rispettosi, ma li lasci nell'ideologia della giustificazione romantica, con tutti gli accessori, funziona come le immagini sui pacchetti di sigarette; cioè, zero.
                    O forse finisce per altri motivi, carattere, atteggiamenti che non vanno bene, cotte passeggere ecc... e dopo del tempo ritrovi qualcuno.
                    D'altronde se non stai con una persona come fai a conoscerla e capire se ci stai bene e viceversa? Questa storia dell'adolescenza e del primo innamorato/a finchè morte non li separi la spari tanto per per spararla.

                    E poi che fai, il giochino delle tre carte che recriminavi a qualcuno? Adesso la seconda scelta non è quella del momento in cui inizi ma per retrocessione?
                    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24581

                      #70
                      Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio

                      E poi che fai, il giochino delle tre carte che recriminavi a qualcuno? Adesso la seconda scelta non è quella del momento in cui inizi ma per retrocessione?
                      è la stessa cosa, con la differenza che non hai il termine di paragone che te la rivela;

                      per la mia esperienza, è un fatto evidente: conosci una persona da 10 anni, quella inizia una relazione e gli effetti che vedi sono meno che se avesse smesso di fumare, si fosse iscritta in palestra o avesse cambiato auto; stessi discorsi, stesse cazzate; li vedi insieme e sono eccitati quanto due coniugi dopo 15 anni di matrimonio;

                      ognuno con la stessa vita di prima, di cui l'altro è utile complemento e novità, tipo nuovo hobby o upgrade nello stesso modulo di esistenza; nessuna scossa, nessuna trasformazione, nessuna energia creativa che si libera, identico stato nervoso-esistenziale, impatto scarso o nullo;

                      sia chiaro, io non ho alcuna censura su questo, né sarebbero affari miei; è successo anche a me e non avevo il quadro mentale per capire, benché la situazione psicologica di limitatezza fosse quella; prima trombavi di rado, ora 2 o 3 volte alla settimana, e esci con quella;

                      ma è un'eventualità normale; stai da solo da un po', incontri questa nella stessa situazione, combinate e per un po' funziona, senza traumi, né sfide; avresti potuto incontrare un'altra che te la dava e sarebbe stato più o meno lo stesso, ognuno con le sue priorità, concentrato su quelle; una cosa che ha pure un suo senso, eh... io non sto mica giudicando o dando precetti;

                      dico solo che le storie così hanno la data di scadenza stampigliata in fronte; e guarda che inconsciamente gli interessati se ne rendono talmente conto che non di rado si sposano e fanno figli proprio per "smuovere" e dare un senso a quell'assetto stagnante; sai quante coppie così ho visto, che si sono lanciate alla cieca in tentativi di conservazione di quel confort grigio, pur di non ricominciare la fatica e rimettersi nell'incertezza e nella competizione ? tanto, uno vale l'altro, lo sa anco ir maiale;

                      magari chi è così, a sua volta non ha la sensibilità e l'esperienza per osservare; ma io conosco svariate persone che invece questa stessa cosa la notano subito e la esprimono in modo semplice e diretto; quasi sempre donne; anzi, senza il quasi;

                      ps. Anzi, no; il mio socio faceva proprio questa osservazione, col paradosso di aver fatto un figlio un anno prima di ammalarsi e dopo una crisi; per anni ha commentato con me gli schemi delle coppie di conoscenti e amici che erano sempre a cena.
                      Last edited by axeUgene; 08-04-2026, 07:26.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • dark lady
                        la viaggiatrice
                        • 09/03/05
                        • 70460

                        #71
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio

                        sarà... io noto tanta differenza tra le coppie; pochissime brillano di complicità originaria; io la vedo anche in quelli scazzati; per la maggior parte - ovviamente, quelle che ho conosciuto - mostrano una distanza - modica, non assoluta; è una cosa che ho iniziato a notare da adolescente, già a partire dagli amici dei miei che venivano a cena;
                        anche tra coetanei, per decenni con un'amica psicopipposa tua omonima notavamo questa cosa tiepida in tante coppie esordienti e ci spettegolavamo


                        diciamo che è un prodotto di lusso, che quasi nessuno si può più permettere; infatti i single sono la maggioranza e gli altri hanno assetti più laschi;

                        io resto perplesso, perché la gente che è, o è stata, davvero felice comunica un equilibrio e una forza particolare, che mi pare di riconoscere a prima vista e che viene irradiata;
                        forse sono suggestionato, però sono le persone che frequento volentieri per quel motivo, per me proprio vistoso.
                        Tu hai notato delle cose, io invece ne noto altre.
                        E non dico che siano tutti felici e contenti. Ma ovviamente in tempi passati i presupposti di un unione erano quelli dell'opportunità. La mentalità patriarcale questo faceva: la donna aveva bisogno di chi la mantenesse, l'uomo di chi si occupasse della casa e di crescere i figli. Lo credo bene che poi non fossero coppie felici!
                        Per fortuna oggi le donne lavorano, sono indipendenti e non hanno bisogno dell'uomo che le mantenga. Purtroppo ci sono ancora molti uomini, invece, che cercano una badante più che una compagna. Il segreto è imparare a girargli al largo
                        E certo che ci sono molti single, per forza! Proprio perché si impara a non accontentarsi. Soprattutto le donne, che invece si sono accontentate per tutta la storia.
                        Uno scenario che fa inorridire gli iperconsevatori ipercattolici e iperpatriarcali, ovviamente. Ma di cui la società deve prendere atto.
                        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24581

                          #72
                          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio

                          Tu hai notato delle cose, io invece ne noto altre.
                          E non dico che siano tutti felici e contenti. Ma ovviamente in tempi passati i presupposti di un unione erano quelli dell'opportunità. La mentalità patriarcale questo faceva: la donna aveva bisogno di chi la mantenesse, l'uomo di chi si occupasse della casa e di crescere i figli. Lo credo bene che poi non fossero coppie felici!
                          Per fortuna oggi le donne lavorano, sono indipendenti e non hanno bisogno dell'uomo che le mantenga. Purtroppo ci sono ancora molti uomini, invece, che cercano una badante più che una compagna. Il segreto è imparare a girargli al largo
                          E certo che ci sono molti single, per forza! Proprio perché si impara a non accontentarsi. Soprattutto le donne, che invece si sono accontentate per tutta la storia.
                          Uno scenario che fa inorridire gli iperconsevatori ipercattolici e iperpatriarcali, ovviamente. Ma di cui la società deve prendere atto.
                          ok; però, mediamente, questa evoluzione positiva va a cadere in un contesto culturale ed economico forzosamente tradizionale, e il combinato disposto delle due cose produce più competizione tra soggetti poveri, liberi solo in teoria;
                          se sei una disoccupata o precaria, e i maschi attorno lo stesso, per quanto tu li voglia educare, il precariato li rende inabili, e fatalmente le alternative per la maggior parte delle donne sono tra il patriarcato che passa il convento per i poveri, e accasarsi con un patriarca più agiato in un ambiente esterno, competendo con altre come te;
                          le uniche donne - ma pure gli uomini - libere sono quelle con uno stipendio sopra la media, ma di un buon 30/50 %;
                          purtroppo, la circostanza che la sessualità femminile faccia mercato, nella maggior parte della società dove il reddito è basso finisce con l'orientare scelte e prassi, ormai persino nel ceto medio.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • dark lady
                            la viaggiatrice
                            • 09/03/05
                            • 70460

                            #73
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            ok; però, mediamente, questa evoluzione positiva va a cadere in un contesto culturale ed economico forzosamente tradizionale, e il combinato disposto delle due cose produce più competizione tra soggetti poveri, liberi solo in teoria;
                            se sei una disoccupata o precaria, e i maschi attorno lo stesso, per quanto tu li voglia educare, il precariato li rende inabili, e fatalmente le alternative per la maggior parte delle donne sono tra il patriarcato che passa il convento per i poveri, e accasarsi con un patriarca più agiato in un ambiente esterno, competendo con altre come te;
                            le uniche donne - ma pure gli uomini - libere sono quelle con uno stipendio sopra la media, ma di un buon 30/50 %;
                            purtroppo, la circostanza che la sessualità femminile faccia mercato, nella maggior parte della società dove il reddito è basso finisce con l'orientare scelte e prassi, ormai persino nel ceto medio.
                            Ma non è vero.
                            Come tu hai detto, c'è un precariato, che è però bipartisan, anche se le donne ne sono tendenzialmente più colpite.
                            Se si è in coppia ci si dividono le spese, se si è da soli si tira a campare al meglio, ma non è che serva entrare in una dinamica patriarcale. Ci si dividono i costi e le incombenze, alla pari. Poi purtroppo non è sempre così, siamo d'accordo. L'educazione sessuo-affettiva è fondamentale nelle scuole. Bisogna dare ai ragazzi di oggi strumenti nuovi. Bisogna smetterla di comprare alle bambine il kit delle pulizie o il ferro da stiro giocattolo e ai maschi le macchinine. Bisogna crescere ragazzi consapevoli che non esistono ruoli di genere, che non esistono incombenze da maschio o da femmina e che gli equilibri nel rapporto di coppia devono essere gestiti in modo paritario.
                            Per il resto, tante persone sono single e arrivano comunque a fine mese, come possono, senza essere tra i redditi di fascia alta.
                            Ho un'amica, separata, due figli, che lavora facendo le pulizie in università, e non credo guadagni uno stipendio sopra la media. Ma si barcamena da sola, e non si è certo andata a cercare un uomo per farsi aiutare (anche perché dopo la fine del matrimonio si è accorta di preferire le donne ).
                            Poi per carità ci saranno anche i casi che descrivi tu. E difatto quelle sono coppie disfunzionali. Purtroppo quelle ci sono e ci saranno sempre. Ma non è che i problemi di quelle coppie li risolvi con la poligamia e il tradimento. Direi proprio tutt'altro. In quei casi quando ti rendi conto che le cose non sono funzionali l'unica soluzione praticabile è andarsene.
                            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24581

                              #74
                              Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio

                              Ma non è vero.
                              Come tu hai detto, c'è un precariato, che è però bipartisan, anche se le donne ne sono tendenzialmente più colpite.
                              Se si è in coppia ci si dividono le spese, se si è da soli si tira a campare al meglio, ma non è che serva entrare in una dinamica patriarcale. Ci si dividono i costi e le incombenze, alla pari...
                              se la vedi in modo scientifico, capisci che è estremamente improbabile; ma lo dimostrano tutti i trend socio-economici delle classi subalterne;

                              se tu hai una struttura sociale, ruoli, classi, cultura, ecc... e una pressione contrapposta disorganizzata, questa opera come una rivolta, non una rivoluzione; guarda l'Iran di questi giorni e hai la dimostrazione;

                              puoi avere l'illusione di una possibilità perché le generazioni di oggi possono consumare in parte reddito e patrimonio delle famiglie di origine; ma la vita da single per scelta è abbastanza un lusso per pochi; a meno di una società molto ricca che offre possibilità di reddito importanti e relativa istruzione alle donne;

                              di fronte alle ristrettezze e prospettive grame si resiste poco e male, e il più delle volte si opta per la famiglia come organizzazione meno peggio; ma è comunque famiglia patriarcale, per quanto attenuata dalla buona volontà che dici; se fuori la società è povera e non ha livelli altissimi di welfare - tipo Germania, dove hai benefit e assegni belli grassi per i figli, anche dopo la maggiore età; non paghi praticamente nulla, scuola, libri, attività sportive e ricreative - alla fine sono sempre le donne a farsi carico del welfare, perché l'organizzazione del lavoro ti spinge lì come gli argini di un fiume;

                              però, la condizione di basso reddito medio produce anche una guerra tra generi; proprio perché l'accoppiamento cresce di peso nel determinare la condizione di vita;
                              di fronte a una prospettiva angusta, ma chiusa - la famiglia di classe anni 60 - ci si sposava per forza e nello stesso ceto;
                              nella prospettiva angusta, ma "aperta", teoricamente libera, non hai prospettive di ascensore sociale, per entrambi i generi, ma se nasci bella e sei fortunata, puoi sposare un uomo agiato, o magari appoggiarti su altre opportunità;
                              nella tua bolla non è così, ma gli ultimi 40 anni di cultura popolare televisiva hanno rilanciato il modello donna-oggetto, da vendere al prezzo più alto possibile;
                              dal lato maschile, per quanto tu sia una persona civile, se sbagli matrimonio e incappi in un divorzio con figli senza essere patrimonialmente molto robusto, finisci in mezzo a una strada, letteralmente; se sei fortunato, nella cameretta di ragazzo dai genitori;

                              è per questo che la gente non fa più figli, tranne eccezioni; la povertà induce a vedere in un potenziale partner il futuro padrone, in modalità diverse, e attorno a questa miseria si propaga anche una cultura di odio, oppure di rassegnazione cinica.
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • Ninag
                                Opinionista
                                • 05/03/24
                                • 1521

                                #75
                                Ho sempre pensato che fosse importante trovare la persona giusta, anche se devo confessare che ho una predilezione per quelle intelligenti, cosa rarissima, quasi come trovare l'ago in pagliaio, anzi da evento planetario. Naturalmente anche per le storie con basi solidissime le storie, è importante sapere esattamente cosa si vuole, a prescindere dal modello " Monogamo o poligamo".

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