Coppie e situazioni paradossali

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66028

    #121
    Ho presente. Ma prima di trasmettere entusiasmo e gioia, ai ragazzi và trasmesso l’Amore, per la Vita. Che non è semplicemente l’intermezzo fra la culla e la bara. Un lasso di tempo nel quale l’importante è godersela, sfruttando la Libertà che Dio ci ha dato, per fare solo ciò che ci pare…..

    La vita è un’avventura stupenda, meravigliosa: Ma i nostri giusti diritti dovrebbero sempre andare a braccetto coi nostri doveri. Verso gli Altri.
    amate i vostri nemici

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #122
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      tu trasmetti la paura di essere te stesso, dei tuoi istinti, e di quelli altrui e delle rispettive libertà; e la necessità di ingessare e controllare tutto ciò che è vitale e imprevedibile, appunto, libero;

      la paura della morte te la fa desiderare in anticipo, così in qualche modo ti illudi di esercitare un controllo su di essa; niente di strano; lo facciamo tutti, anche se in modi diversi;

      tu lo fai congelando un'idea astratta di felicità che ti impone di ignorare la personalità altrui come autonoma e asservirla a quel tuo disegno, in cui tutti devono ibernarsi nel ruolo che le tue paure impone loro;
      perciò, aderisci a quelle scempiaggini dei "carismi", hai bisogno di convincere gli altri della bontà del tuo modello, e hai bisogno di ignorare i fatti storici, la logica razionale, ecc...

      tutto ciò che è diverso da quel tuo modello ti destabilizza e ti irrita, perché sta lì davanti a te e ogni giorno dimostra che si può vivere anche diversamente, rendendoti faticosissimo impermeabilizzare il tuo mondo fatato.
      Ma carissimo, non si tratta di rinunciare a niente: Si tratta di venirsi reciprocamente incontro….di passare dall’ottica dell’IO a quella del NOI. Di pensare prima al Bene dell’altro, di uscire dal cerchio di Morte che sempre ci obbliga al culto di noi stessi e ci amareggia la Vita.

      Se io so che qua sono solo di passaggio, che è preparata per me una Vita che non finisce, posso realmente passare all’Altro. Ma non perché così ho la ricompensa, non per sentirmi “eroe” o migliore dei miei simili. Lo faccio per Amore a Cristo. A Colui che m’ha amato nonostante i miei peccati….Viene naturale…è una naturale conseguenza della Fede! Spero che mi hai capito: Non sono meglio di te perché ho 5 figli, son sposato da 24 anni e faccio volontariato la sera….
      amate i vostri nemici

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      • SilviaR
        Sylvia
        • 10/03/12
        • 1139

        #123
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Silvia, l’Amore o è oblativo o è egoistico. Se la Vita non è spesa per gli Altri, diventa una cosa piccola piccola….
        Intanto, come ho scritto da qualche altra parte, credo che facciamo tutto per un nostro tornaconto personale anche la cosa più bella, inoltre spendere la vita per gli altri è una bella cosa ma se non c'è il giusto equilibrio tra il benessere degli altri e il proprio, stai sicuro che prima o poi la persona esplode...non si può e non si deve vivere solo per gli altri così come non si può vivere solo per se stessi...
        Non si può vivere una vita sacrificandosi solo per ricevere non so quale bene dopo....se la vita è solo questo, dio non avrebbe dovuto farmi nascere, visto che conosce da sempre la verità e sa benissimo che non posso accettare l'idea di essere strumentalizzata
        Io sono il problema e io la soluzione
        "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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        • dark lady
          la viaggiatrice
          • 09/03/05
          • 70474

          #124
          Qualcuno mi spiega perché in una discussione sulle problematiche di coppie che si cornificano allegramente si è finiti a parlare di Dio? Facciamo che la finiamo di nominare la religione sempre e ovunque? (Cono soprattutto lo dico a te, ma pure agli altri). Torniamo in topic, grazie.
          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24593

            #125
            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
            Ma carissimo, non si tratta di rinunciare a niente: Si tratta di venirsi reciprocamente incontro….di passare dall’ottica dell’IO a quella del NOI.
            il NOI esiste solo fino a quando è condiviso, dal momento che una coppia è fatta di individualità distinte;
            se l'altro vuole andare per la sua strada e tu insisti nel dire che dovrebbe pensare in termini di "noi", eserciti esattamente quella violenza concettuale che origina quella materiale, che non riconosce il diritto individuale ad autodeterminarsi;

            ripeti spesso che "noi" è bene e "io" è "peccato", egoismo; ma imporre il "noi" a chi non lo vuole più è solo un egoismo peggiore e più violento, come si può constatare quotidianamente;

            è peggiore in modo lampante perché chi ti lascia non inficia la tua possibilità di cercare altro tra milioni di persone e ricostruirti una serenità a seconda delle tue esigenze; mentre la pretesa di ingessare il "noi" è semplicemente l'asservimento dell'altro alla tua personale pretesa, che è poi la tipica postura mentale di chi trascende;

            personalmente, credo che questo atteggiamento pauroso nuoccia altrettanto a chi trattiene, rassegnato all'infelicità del potere e del controllo; ma che te ne fai dell'inferno di una relazione con una persona la cui causa di infelicità sei tu stesso e il tuo desiderio di dominio, le tue insicurezze (non sto parlando di Cono-persona, beninteso, eh; non mi permetterei mai) ?

            si deve proprio avere una grande sfiducia e un profondo odio per la vita ed il Creato per ridursi la normazione dei sentimenti e alla mortificazione della verità di quelli in nome del proprio interesse a conservare;
            la relazione deve essere consensuale, altrimenti è solo egoismo di chi trattiene, non di chi lascia, che semplicemente dice la verità; una verità che va onorata, perché fa soffrire anche chi se ne va, come sa bene chiunque.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • nahui
              Astensionista

              • 05/03/09
              • 21040

              #126
              Axe, quello che dici tu è correttissimo e lo condivido, ma credo che - statisticamente - per fortuna nelle coppie infelici siano poche le situazioni in cui l'uno trattiene l'altro con la forza o la violenza psicologica. Molto più spesso, per quello che vedo io, sono entrambi deboli a non riuscire a lasciarsi, spesso manca proprio un'educazione alla felicità, forse perché educati a quella logica del sacrificio e della conservazione a tutti i costi di cui parla Cono, ma si tratta di una responsabilità di entrambi i partner, e spesso neanche si rendono conto della situazione in cui si sono cacciati, sono entrambi nella tela del ragno.
              E' vero che sempre più spesso sono le donne a reagire, a decidere di staccarsi da situazioni indefinite, da amori finiti. Da sempre lo sento dire, anche alle donne più anziane: "I mariti anche se non amano più mica se ne vanno, hanno le loro comodità, si fanno una vita fuori..." E' verissimo anche ai nostri giorni, forse sostituiscono mentalmente la moglie alla mamma, la amano dell'affetto della casa, istituzionale Oggi le donne sono indipendenti, più o meno , educate ad aspettarsi l'amore, non solo la "sistemazione", e prendono l'iniziativa di troncare questi legami. Credo che molte tragedie familiari nascano dal fatto che alcuni uomini non metabolizzano questa cosa, l'abbandono della mamma, cattiva cattiva, vita ingiusta. La perdita della casa, che spesso s'accompagna alla separazione...
              Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
              (George Bernard Shaw)

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24593

                #127
                Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                Axe, quello che dici tu è correttissimo e lo condivido, ma credo che - statisticamente - per fortuna nelle coppie infelici siano poche le situazioni in cui l'uno trattiene l'altro con la forza o la violenza psicologica. Molto più spesso, per quello che vedo io, sono entrambi deboli a non riuscire a lasciarsi...
                va bene, questo è pacifico; ma i miei appunti non riguardano le fragilità delle persone, per le quali bisogna avere rispetto e comprensione, esattamente per lo stesso ossequio alla libertà di cui dico;

                nei discorsi di Cono si concettualizza un declassamento della libertà individuale, alla quale si attribuisce un connotato egoista o peccaminoso;

                non ci vuole Aristotele per capire che se non è l'individuo a determinare se stesso secondo le sue proprie esigenze, sarà qualcun altro a farlo per lui, imponendogli una morale confacente al proprio personale tornaconto, spesso nemmeno conveniente a lungo andare;

                pertanto, se due persone, per motivi che riguardano esclusivamente loro, decidono di aderire ad una certa concezione o di conservare un determinato status, non si pone alcun problema;

                problema che invece sorge quando si fa pubblica manifestazione ideologica di una pretesa morale che suggerisce un'interpretazione malefica dei ruoli: X mi lascia, è cattiv*, egoista, ecc... quindi è nel mio pieno diritto cercare di impedirglielo anche contro la sua volontà, ché è sbagliata, mentre la mia è quella giusta;

                formulata così, sembra una cosa ovvia, su cui quasi tutti concordano, forse pure Cono, almeno in via formale;
                tuttavia, nelle pieghe dei discorsi spessissimo emerge la morale acquisita subliminalmente come frutto di educazione atavica ai sentimenti; perciò, se non si sradicano all'origine - in via razionale ed emotiva-educativa - certe impostazioni, la mentalità comune tende a rafforzare il pre-giudizio.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • dark lady
                  la viaggiatrice
                  • 09/03/05
                  • 70474

                  #128
                  Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                  Axe, quello che dici tu è correttissimo e lo condivido, ma credo che - statisticamente - per fortuna nelle coppie infelici siano poche le situazioni in cui l'uno trattiene l'altro con la forza o la violenza psicologica. Molto più spesso, per quello che vedo io, sono entrambi deboli a non riuscire a lasciarsi, spesso manca proprio un'educazione alla felicità, forse perché educati a quella logica del sacrificio e della conservazione a tutti i costi di cui parla Cono, ma si tratta di una responsabilità di entrambi i partner, e spesso neanche si rendono conto della situazione in cui si sono cacciati, sono entrambi nella tela del ragno.
                  E' vero che sempre più spesso sono le donne a reagire, a decidere di staccarsi da situazioni indefinite, da amori finiti. Da sempre lo sento dire, anche alle donne più anziane: "I mariti anche se non amano più mica se ne vanno, hanno le loro comodità, si fanno una vita fuori..." E' verissimo anche ai nostri giorni, forse sostituiscono mentalmente la moglie alla mamma, la amano dell'affetto della casa, istituzionale Oggi le donne sono indipendenti, più o meno , educate ad aspettarsi l'amore, non solo la "sistemazione", e prendono l'iniziativa di troncare questi legami. Credo che molte tragedie familiari nascano dal fatto che alcuni uomini non metabolizzano questa cosa, l'abbandono della mamma, cattiva cattiva, vita ingiusta. La perdita della casa, che spesso s'accompagna alla separazione...
                  E' quello che penso io. A volte è più comodo adattarsi ad una abitudine infelice piuttosto che andare alla ricerca di una felicità incerta.
                  “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                  Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                  • Misterikx
                    whatever..
                    • 24/03/05
                    • 15327

                    #129
                    Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                    Axe, quello che dici tu è correttissimo e lo condivido, ma credo che - statisticamente - per fortuna nelle coppie infelici siano poche le situazioni in cui l'uno trattiene l'altro con la forza o la violenza psicologica. Molto più spesso, per quello che vedo io, sono entrambi deboli a non riuscire a lasciarsi, spesso manca proprio un'educazione alla felicità, forse perché educati a quella logica del sacrificio e della conservazione a tutti i costi di cui parla Cono, ma si tratta di una responsabilità di entrambi i partner, e spesso neanche si rendono conto della situazione in cui si sono cacciati, sono entrambi nella tela del ragno.
                    E' vero che sempre più spesso sono le donne a reagire, a decidere di staccarsi da situazioni indefinite, da amori finiti. Da sempre lo sento dire, anche alle donne più anziane: "I mariti anche se non amano più mica se ne vanno, hanno le loro comodità, si fanno una vita fuori..." E' verissimo anche ai nostri giorni, forse sostituiscono mentalmente la moglie alla mamma, la amano dell'affetto della casa, istituzionale Oggi le donne sono indipendenti, più o meno , educate ad aspettarsi l'amore, non solo la "sistemazione", e prendono l'iniziativa di troncare questi legami. Credo che molte tragedie familiari nascano dal fatto che alcuni uomini non metabolizzano questa cosa, l'abbandono della mamma, cattiva cattiva, vita ingiusta. La perdita della casa, che spesso s'accompagna alla separazione...
                    ragionamento impeccabile
                    dovresti scrivere su Cosmopolitan
                    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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                    • dark lady
                      la viaggiatrice
                      • 09/03/05
                      • 70474

                      #130
                      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                      va bene, questo è pacifico; ma i miei appunti non riguardano le fragilità delle persone, per le quali bisogna avere rispetto e comprensione, esattamente per lo stesso ossequio alla libertà di cui dico;

                      nei discorsi di Cono si concettualizza un declassamento della libertà individuale, alla quale si attribuisce un connotato egoista o peccaminoso;

                      non ci vuole Aristotele per capire che se non è l'individuo a determinare se stesso secondo le sue proprie esigenze, sarà qualcun altro a farlo per lui, imponendogli una morale confacente al proprio personale tornaconto, spesso nemmeno conveniente a lungo andare;

                      pertanto, se due persone, per motivi che riguardano esclusivamente loro, decidono di aderire ad una certa concezione o di conservare un determinato status, non si pone alcun problema;

                      problema che invece sorge quando si fa pubblica manifestazione ideologica di una pretesa morale che suggerisce un'interpretazione malefica dei ruoli: X mi lascia, è cattiv*, egoista, ecc... quindi è nel mio pieno diritto cercare di impedirglielo anche contro la sua volontà, ché è sbagliata, mentre la mia è quella giusta;

                      formulata così, sembra una cosa ovvia, su cui quasi tutti concordano, forse pure Cono, almeno in via formale;
                      tuttavia, nelle pieghe dei discorsi spessissimo emerge la morale acquisita subliminalmente come frutto di educazione atavica ai sentimenti; perciò, se non si sradicano all'origine - in via razionale ed emotiva-educativa - certe impostazioni, la mentalità comune tende a rafforzare il pre-giudizio.
                      Ma dai non è questione di morale! Più di senso del possesso, secondo me. Sono i casi tipici in cui lui è attaccato a idee retrograde di donna come oggetto da possedere più che come compagna di vita. Lo vedo ad esempio in una coppia in cui lui è calabrese e lei lombarda. Lui è possessivo all'inverosimile, parla della "sua donna", che a me questa definizione fa accapponare la pelle. Lei deve chiedergli il permesso anche per uscire con le amiche. Non lo molla perché hanno un figlio, e perché alla fine fa più comodo avere la routine quotidiana e qualcuno che contribuisce alle spese domestiche.
                      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                      • SilviaR
                        Sylvia
                        • 10/03/12
                        • 1139

                        #131
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        il NOI esiste solo fino a quando è condiviso, dal momento che una coppia è fatta di individualità distinte;
                        se l'altro vuole andare per la sua strada e tu insisti nel dire che dovrebbe pensare in termini di "noi", eserciti esattamente quella violenza concettuale che origina quella materiale, che non riconosce il diritto individuale ad autodeterminarsi;

                        ripeti spesso che "noi" è bene e "io" è "peccato", egoismo; ma imporre il "noi" a chi non lo vuole più è solo un egoismo peggiore e più violento, come si può constatare quotidianamente;

                        è peggiore in modo lampante perché chi ti lascia non inficia la tua possibilità di cercare altro tra milioni di persone e ricostruirti una serenità a seconda delle tue esigenze; mentre la pretesa di ingessare il "noi" è semplicemente l'asservimento dell'altro alla tua personale pretesa, che è poi la tipica postura mentale di chi trascende;

                        personalmente, credo che questo atteggiamento pauroso nuoccia altrettanto a chi trattiene, rassegnato all'infelicità del potere e del controllo; ma che te ne fai dell'inferno di una relazione con una persona la cui causa di infelicità sei tu stesso e il tuo desiderio di dominio, le tue insicurezze (non sto parlando di Cono-persona, beninteso, eh; non mi permetterei mai) ?

                        si deve proprio avere una grande sfiducia e un profondo odio per la vita ed il Creato per ridursi la normazione dei sentimenti e alla mortificazione della verità di quelli in nome del proprio interesse a conservare;
                        la relazione deve essere consensuale, altrimenti è solo egoismo di chi trattiene, non di chi lascia, che semplicemente dice la verità; una verità che va onorata, perché fa soffrire anche chi se ne va, come sa bene chiunque.
                        L’inferno a casa, l’infelicità eclatante sono facilmente riconoscibili e forse affrontabili, mentre ci sono quelle situazioni dove non c’è nulla di evidente, ma ci sono impercettibili ricatti morali, condizionamenti ambientali non facilmente riconoscibili, situazioni contingenti ed il gioco è fatto. Tutto è apparentemente sereno, tutti sembrano felici e chissà… forse sono infelici ma non sanno di esserlo.
                        Io sono il problema e io la soluzione
                        "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24593

                          #132
                          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                          Ma dai non è questione di morale! Più di senso del possesso, secondo me. Sono i casi tipici in cui lui è attaccato a idee retrograde di donna come oggetto da possedere più che come compagna di vita.
                          scusa Dark, ma nel momento in cui quel sentimento è iscritto in un'idea condivisa, per cui per il costume sociale in cui si viene educati si pensa in un certo modo, si tratta esattamente di morale;

                          cioè, chi prova un determinato sentimento di possesso non incontra un giudizio esterno che gli inibisca quel pensiero; questa è esattamente la morale, proprio come quella per cui non ci si sente in colpa a lasciare l'auto in seconda fila, a trasgredire altre leggi, ad indulgere in comportamenti molesti, ecc...
                          c'è del lardo in Garfagnana

                          Comment

                          • nahui
                            Astensionista

                            • 05/03/09
                            • 21040

                            #133
                            Educazione sessuale e sentimentale nelle scuole. Facciamoli lavorare sti milioni di laureati in psicologia. Chissà cosa ne pensano i 5 stelle
                            Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                            (George Bernard Shaw)

                            Comment

                            • dark lady
                              la viaggiatrice
                              • 09/03/05
                              • 70474

                              #134
                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              scusa Dark, ma nel momento in cui quel sentimento è iscritto in un'idea condivisa, per cui per il costume sociale in cui si viene educati si pensa in un certo modo, si tratta esattamente di morale;

                              cioè, chi prova un determinato sentimento di possesso non incontra un giudizio esterno che gli inibisca quel pensiero; questa è esattamente la morale, proprio come quella per cui non ci si sente in colpa a lasciare l'auto in seconda fila, a trasgredire altre leggi, ad indulgere in comportamenti molesti, ecc...
                              Secondo me invece è una questione prettamente caratteriale. Poi uno può sforzarsi o meno di dominare il proprio carattere, ma quello non è sempre facile. Io caratterialmente sono gelosissima, ed è una mia caratteristica la morale non c'entra nulla. Poi ho imparato a dominarmi.
                              “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                              Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24593

                                #135
                                Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                                Secondo me invece è una questione prettamente caratteriale.
                                quindi, l'osservazione dell'origine dei due, era casuale e irrilevante ?
                                Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                                Sono i casi tipici in cui lui è attaccato a idee retrograde di donna come oggetto da possedere più che come compagna di vita. Lo vedo ad esempio in una coppia in cui lui è calabrese e lei lombarda. Lui è possessivo all'inverosimile, parla della "sua donna", che a me questa definizione fa accapponare la pelle. Lei deve chiedergli il permesso anche per uscire con le amiche.
                                Poi uno può sforzarsi o meno di dominare il proprio carattere, ma quello non è sempre facile. Io caratterialmente sono gelosissima, ed è una mia caratteristica la morale non c'entra nulla. Poi ho imparato a dominarmi.
                                ma, scusa, vuoi dire che l'ambiente culturale in cui si è cresciuti, idee retrograde o progressiste, non conta ?

                                non vedi come è contraddittorio quello che scrivi ?
                                è ovvio che se prendi 10mila mariti danesi e 10mila afgani può darsi che un afgano sia occasionalmente più liberale di un danese, ma la media ti dirà il contrario;

                                e ciò a cosa è dovuto ? non credo al caso che ha destinato tutti i temperamenti gelosi in Afghanistan e quelli tolleranti in Danimarca, ma evidentemente alla cultura, cioè alla morale; no ?
                                c'è del lardo in Garfagnana

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