Proprio qui sta il punto. I testi sacri non sono fantasie di perditempo, tant'è che alcuni, come il Corano, sono stati scritti da analfabeti o quasi. Il contenuto evidenzia che uomini comuni, anche dotti, non possono esserne gli autori. Attribuiresti la Divina Commedia a Dio? Attribuiresti la Bhagavad Gita a Dante Alighieri? Anche i romanzieri più apprezzati non sarebbero in grado di scrivere qualcosa che si avvicini a un testo sacro. E' l'elevazione dei contenuti che rende i testi sacri superiori alle fantasie di Dietrologo o di altri. Non è la fede, ma i contenuti.
Il blog l'ho aperto da parecchi anni. In realtà più che predicando, sto dando informazioni, che ritengo sconosciute a tutti coloro che non sono credenti delle singole religioni più recenti o di quelle "più" orientali.
C'è chi gioca sull'ignoranza per confutare i libri di Dio. Io punto sulla conoscenza, sull'informazione, per dargli maggior credito.







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