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sì, infatti il Protestantesimo è la confessione cristiana prevalente in tutto il Nordeuropa e il Nordamerica, cioè i paesi che sono stati il traino della Modernità, quindi con un peso enormemente maggiore in termini di proporzioni sullo sviluppo sociale e il nostro modo di essere;

sono ortodossi tutti gli europei orientali, eccetto i polacchi; fai un po' tu...
comunque, tra i teologi cui mi riferivo ci sono anche Agostino, Tommaso, Anselmo, Erasmo... oltre ai filosofi;
Secondo Wikipedia, a grandi linee, queste sono le statistiche:

"Attualmente il cristianesimo è la religione più diffusa al mondo, con circa 2,5 miliardi di fedeli (1 miliardo di cattolici, 500 milioni di protestanti, 470 milioni di evangelici pentecostali -dati forniti dal CESNUR-, 240 milioni di ortodossi, e 275 milioni d'altri)"

I protestanti sarebbero circa 500 milioni, ma se li suddividi per il numero di sette, diventano relativamente poco numerosi per ciascuna setta. Sono sempre numeri importanti, ma nessun fondatore ha sfondato rispetto agli altri. Questo intendevo.

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ci sono diverse chiese, o gruppi di chiese, unite da una comune concezione che esclude intermediari - il clero; i protestanti non hanno un clero, vige l'apostolato universale, anche femminile - nella lettura della "Sola Scriptura", non credo diversi; è per quello che nessuno ha avuto bisogno, né pretesa di integrare quei testi sacri con altro;
Che ci siano credi diversi è testimoniato dall'esistenza di più chiese protestanti, altrimenti ce ne sarebbe solo una. Certo, la base è cristiana ed è comune la critica severa alle dottrine cattoliche.
Che ci sia un clero è testimoniato dalla presenza di pastori, invece di... preti. Ciascuna di quelle chiese non ha forse dei capi?
I testi sacri, per loro definizione, sono ispirati direttamente da Dio, quindi non si tratta di necessità o pretese di qualche credente. I fondatori di quelle chiese sono stati guidati da Dio attraverso la Bibbia, ma non hanno ricevuto rivelazioni personali.

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gli stessi mormoni hanno potuto esistere in virtù di quella rivoluzione, che ha sottratto la materia religiosa alle prerogative del clero, dato che, nel caso non lo sapessi, prima di Lutero le Scritture non potevano essere lette dai non consacrati; solo il catechismo era ammesso;
I mormoni sono nati attorno al 1850 e dire che senza i protestanti non avrebbero potuto esistere mi sembra errato. Di sicuro una base pluralista ha agevolato anche l'esistenza dei mormoni, ma non andrei oltre.

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vedi, è per questo che dovresti spiegare la questione dell'onnipotenza e onniscienza in relazione al libero arbitrio, dal momento che, in base a quelle prerogative, anche lo stesso peccato originale non potrebbe essere imputabile, poiché già noto a Dio in anticipo, e in quanto compiuto da soggetti creati con quella natura di peccatori, quindi non imputabili;
Queste sono teorie false. Il fatto che Dio abbia previsto il peccato originale non toglie responsabilità a chi lo ha compiuto. Dio lo ha solo previsto non lo ha voluto né deciso. Tu, probabilmente, segui solo teorie di santoni che fai tue, perché i collegamenti che fai sono errati e non logici.
Come ti ho già detto, Dio non ha creato i peccatori. Dio ha creato una coppia di esseri perfetti, che sono diventati peccatori in seguito alla disubbidienza. Possono esseri perfetti diventare peccatori? Evidentemente sì, se la loro perfezione è legata all'obbedienza al loro creatore. E' capitato prima fra gli angeli, anch'essi perfetti nella loro natura. Le creature possono ribellarsi al loro creatore, ma se lo rinnegano perdono la loro perfezione iniziale. Quindi parlerei di perfezione condizionata, non di perfezione assoluta. Dio ha una perfezione assoluta, le sue creature una perfezione condizionata.
Se così non fosse, chiunque potrebbe pretendere il posto di Dio, a cominciare da Dietrologo. Questo Dio non può permetterlo.

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beh, tutta la teologia cristiana ti smentisce, dato che se fosse così come dici, la ragione dovrebbe essere sufficiente a credere, date le Scritture; in tutto ciò, la fede sarebbe trascurabile; al contrario, il teologo deve spiegare da dove essa provenga, e la risposta non può essere nella sola ragione; il "voler credere" non costituisce la fede, che è per definizione irrazionale; per tutte le confessioni, chi non crede non ha ricevuto la Grazia, con tutte le conseguenze logiche del caso, che alcuni affrontano e risolvono in un modo, altri in maniera diversa o omissiva.
Sì, la ragione è sufficiente a credere attraverso le Scritture, non è necessaria una fede preventiva. La fede può essere razionale. Forse nel Trattato Tripartito la questione è definita meglio.
In "Luce delle Sacre Scritture", testo induista, scritto da Abhinavagupta:

Il Dio stesso, ricolmo com’è di tutte le cose, espressione della sua illimitata coscienza, il Dio stesso, secondo noi, si manifesta in forma di scritture, sicché, come tale, non può essere tacciato di irrealtà. Così com’egli, in forza della sua volontà, desidera manifestarsi in forma di realtà conoscibile, così pure, desideroso di esprimere la sua propria natura, si manifesta in forma di scritture. (4:234, 235)

Le Scritture sono delle testimonianze, sono delle prove che Dio ci dà, tant'è che impediscono di affermare che Dio è una figura irreale, di fantasia, e così pure tutto ciò che afferma in esse.
Ovviamente il contenuto delle Scritture deve essere compreso nel modo corretto e spesso ciò non è facile. Gli insegnamenti principali, però, sono chiari.