lo fanno anche gli studenti, a lezione e nella preparazione dell'esame; noi avevamo il "Maranini" - un costituzionalista della Cesare Alfieri - a compendio del testo di costituzionale; la ratio delle norme è essenziale per capirne il senso e la materia;
e le minute dei dibattiti non sono un'opinione, ma fatti, documenti storici che spiegano esplicitamente il perché di quelle formulazioni;
infatti, come ho spiegato, la costituzione non ricorre a quel termine nel senso di definire cosa sia "naturale", ma in quello di escludere l'artificioso intervento dello stato nelle scelte private delle persone;si. tutto sta nell'intendersi sul concetto. che cosa può essere definito "naturale"? naturale è ciò che esiste in natura...se è vero questo allora anche le coppie di fatto, come quelle omosessuali devono essere riconosciute. non è concepibile un diritto che, anziché sanzionare l'esistente, cioè il "naturale", intervenga di volta in volta a stabilire cosa è "secondo natura" e cosa no. questo lo fa la chiesa e credo che basti...
poi, non solo nel caso umano l'invocazione della "naturalità", da contrapporre alla "culturalità", è un nonsense, dato che la cultura fa parte della stessa natura umana, tramite il linguaggio e la socialità, ma sarebbe anche assurdo che lo stato e, a maggior ragione, la Chiesa invochino la "natura" a criterio di pregio, visto che il primo - con le leggi - e la seconda - con la sua dottrina ispirata al Vangelo - si propongono esattamente di limitare e disciplinare tutto ciò che sarebbe istintivo:
il matrimonio indissolubile esiste in natura ? no; la nostra natura ci spingerebbe a cambiare partner dopo alcuni anni, e a tanti altri comportamenti censurati...
beh, la Costituzione è molto laica, ma sconta anche la società italiana dell'epoca; la cd Costituzione materiale, somma delle riforme, giurisprudenza delle corti e del giudiziario ordinario ha riformato tutto il riformabile, e restano alcune diciture di forma, come quella di "unioni civili" anziché "matrimonio"; si tratta di due istituti sostanzialmente identici nei loro effetti, ma con una dicitura di forma che, per il momento, viene incontro al desiderio della Chiesa di mantenere una forma;non però all'ingerenza della chiesa...che è tutto dire...
sanzionasse o sancisse ?certo. in caso di matrimonio non avverrebbe l'inversione dell'onere della prova purché il matrimonio stesso rispettasse determinati schemi, che sono quelli che sappiamo. tutt'altro accadrebbe se si sanzionasse giuridicamente anche altre forme di unione come la convivenza, non importa in che modo qualificata...
beh, ma è quello che avviene sempre, no ?la necessità credo, prima che legislativa dovrebbe essere "sociale". che una buona volta il diritto intervenisse per "sancire" con legge la realtà delle cose. una realtà che si fa finta di non vedere...
è ovvio che ci vuole tempo, opinione diffusa, che è il risultato di prassi diffuse; nelle società democratiche la norma interviene quando le circostanze sono mature; quando si vietò il fumo nei cinema, e poi nei locali pubblici, c'era già la consapevolezza diffusa, persino tra i fumatori, che si trattasse di un provvedimento necessario ed inevitabile; e così per il divorzio, che sostanzialmente si deve alla parte più laica e moderna del partito cattolico.








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