si. pubbliche o private?
se fosse del tutto privata, la questione matrimoniale non richiederebbe un istituto come il matrimonio civile. è lo stato che si arroga con tale istituto la facoltà di "controllare" l'accesso al matrimonio da parte delle coppie che intendono fare quel passo. ciò che non trovo "giusto" è un certo decadimento della prassi che realizza il concetto. cioè, se io decido di sposarmi civilmente, dato che il matrimonio civile consente la possibilità di divorziare, e con essa la possibilità di attribuire le cure di una determinata eventuale prole, ad uno o all'altro coniuge, allora si presenta la possibilità di un uso strumentale dell'istituto. strumentale perché il matrimonio contratto con rito civile viene ad essere funzionale ad alcuni privilegi in seno alla parte politica di appartenenza. cioè se io esercito un azione che dalla mia parte politica è considerato "diritto" poi posso accedere all'esercizio di altri diritti connessi col primo, che portano acqua al mulino ideologico della mia parte di appartenenza. è un modo come un altro per portare la gente comune a condividere le unioni cc.dd. "di fatto", con tutto ciò che in termini di consenso ne consegue...
a parte le tue personali opinioni, tendenze, opportunità. se si parte dal presupposto che la famiglia è liberamente e naturalmente costituita, allora si pregiudica tutto ciò che ne consegue. a questo punto trovo più efficace il matrimonio canonico: almeno su questo c'è un controllo dell'istituzione ecclesiastica. almeno questo. e non basta neanche. insomma non è possibile cambiare l'umana natura per via di iniziative "dall'alto". non c'è altro da fare che limitare i danni, che per loro stessa natura, se accadono, allora non possono essere ragionevolmente previsti.
si. al mondo si può stare in tanti modi. la gente che conosco, per lo più, sta al mondo "male" e trasmette questo male ai propri discendenti. insomma questa è la umana condizione in assenza o "di natali" o "di educazione". non tutti vanno a scuola, non tutti nascono bene.
si. però permettimi di osservare che se tu uccidi me perché voglio cambiare le cose sei doppiamente colpevole. primo perché a difesa del pluralismo metti in atto un gesto "totalitario" come nei regimi estremi. e poi perché difendi quella assenza di "ordine" che nei regimi totalitari è stata sempre garantita. non tutti possono sposarsi. non tutti sono davvero "liberi in coscienza" ecc.
mah. a quanto mi risulta prima del referendum una legge era stata approvata, ed era in vigore. ora il referendum non fu una smentita ma la conferma di quel sentimento dal basso che tu ovviamente citi a "detrimento" dei comunisti e degli altri. tuttavia il fatto che il popolo si sia espresso a sfavore della abrogazione di quella legge la dice lunga su come sia stato "strumentalizzato" da chi di dovere.







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