Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
certo, quelli sono i testi istituzionali; ma per comprendere il senso delle norme occorre anche avere contezza della filosofia di quel quadro giuridico, che emerge anche dall'insieme strutturato dei principi;
in teoria, un bravo studente dovrebbe desumere da solo certe gerarchie; ma, fatalmente, nello sforzo di apprendere le nozioni per l'esame, è facile appiattire a mera elencazione e sommatoria inorganica di articolati un impianto organico in cui operano costantemente principi essenziali, come la libertà, l'uguaglianza, ecc...
te ne accorgi dalla frequenza con la quale si equivocano tante formulazioni, per mancanza di ordine logico;
si. diciamo che uno studente normale e privo di conoscenze, di nozioni di ideologia politica, che intenda studiare la costituzione, la domanda sulle idee sottese al testo della Carta non se le pone nemmeno. si parla di gente di vent'anni. insomma se non sei un leopardi o un baldassarre certe riflessioni richiedono tempo, età e maturità (ovviamente parlo per me).

Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
io sono d'accordo, ma lo è la stessa Costituzione, che infatti ha consentito lo svuotamento di quella dicitura "fondata sul matrimonio", che resta solo perché la politica non vuole assumersi l'onere di togliere quella foglia di fico, per non dispiacere al Vaticano;
intanto lo svuotamento ha avuto conseguenze negative. come il subordinare il matrimonio civile, nella realtà, agli umori di coppie sprovvedute o alle richieste della propria adesione politica. il che non giova ai costumi, alla cultura di un popolo e alle esigenze sovrastanti gli impulsi istintuali di uomini e donne senza coscienza civica. anzi proprio senza coscienza...

Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
ed è per questo che è necessario lo studio organico che citavo sopra: se si osservano i principi nella loro gerarchia e peso, si capisce che l'uguaglianza è preponderante e che quella nozione di famiglia - ovvia per l'epoca - era destinata a soccombere, come negli altri ordinamenti giuridici assimilabili;
si. ma ti ripeto che nella generalità dei casi ci vuole anche una età, almeno per chi, come me non ha una "famiglia alle spalle". quanto meno a livello di cultura generale. (qui mi ritorna la suggestione del proverbiale "patto scuola/famiglia" di cui parlava cono.)


Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
aspetta, qui per "cultura" non si intende "istruzione" vs "ignoranza", ma l'attitudine di tutto il genere umano all'educazione, come trasmissione di esperienze, idee astratte, valori, comportamenti, qualche forma di sapere, ecc... cioè, nessuno è l'uomo-lupo, cresciuto da solo nella giungla;
si. occorre però intendersi sul come l'attitudine al trasmettere educazione si concreti nella realtà. il che è tutto dire. ci sono e ci sono stati uomini che pensano alla violenza sulle donne come educazione, ad es.


Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
tutti gli ordinamenti sono in divenire continuo; e il nostro è esplicitamente pensato in termini evolutivi, proprio perché postula secondo formulazioni "aperte" e relativamente immateriali, astratte, da sostanziare; pensa al "fondata sul lavoro"...
mah. io penso che di leggi ce ne siano a sufficienza. quello che manca è l'uomo: se vuoi un mondo migliore devi intervenire sull'individuo. o con i natali, come si dice a destra. o con l'educazione, come dicono i comunisti. il resto a mio parere lascia il tempo che trova.


Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
no, qui non conosci la storia, ma è comprensibile, perché in questo caso è piuttosto controintuitiva:
la legge Baslini-Fortuna del 1970 fu iniziativa di un socialista-radicale e di un liberale; passò grazie alla defezione dei centristi, repubblicani, liberali, e di diversi DC, soprattutto lombardi, emiliani, nonché al voto di una parte dei missini; lo stesso Almirante era divorziato, anche se poi appoggiò il referendum; l'ambiente dirigente della DC in maggioranza si dimostrò molto tiepido sulla questione, perché i segnali che arrivavano dalla borghesia che sosteneva il partito andavano in direzione contraria;



nel 1973, i circoli cattolici di base raccolsero le firme per indire il referendum abrogativo, e il PCI era contrario a sostenere quella legge, per evitare uno scontro frontale che temeva di perdere, anche perché nel suo stesso elettorato era presente una forte componente socialmente conservatrice sulle questioni di famiglia, costume sociale, ecc... un po' il profilo dell'amico Cono, molto legato alla Chiesa, ma anche, parrebbe, devoto al laburismo berlingueriano; soprattutto nell'Italia centrale e rurale degli anni '70 questa era un'antropologia diffusissima, che ricordo personalmente, avendo radici marchigiane di campagna; i comunisti erano pari o più dei DC, ma in molti la pensavano come Cono, addirittura più radicalmente di molti DC;

al momento del referendum, però, il PCI ha dovuto dare indicazione per il "no" all'abrogazione, perché il contrario sarebbe stato impensabile; ma fu la dirigenza DC radicata nella borghesia dei grandi centri urbani del centro-nord a risultare decisiva per la sconfitta del referendum di Fanfani, perché di fatto nella campagna referendaria ricevette e ri-trasmise ai suoi ceti di riferimento un messaggio di libertà di voto;

il ribaltamento radicale delle proporzioni di voto attese - 59% al no - si spiega solo con la massiccia defezione di una quota di elettori DC, che si identificava con una idea di modernità e pragmatismo che molti dirigenti del partito riuscivano a percepire, proprio perché i tempi erano maturi; per questo dico che il divorzio sostanzialmente si deve ad una parte fondamentale dell'ambiente democristiano, nella scia del pragmatismo degasperiano.

si. ok errore mio. però da quanto scrivi mi pare che la politica del tempo e i suoi movimenti e risvolti non vadano oltre un quadro nel quale il pci fa cmq. sia opposizione, la dc tenta di pararsi il culo perché se non il vaticano rompe i cc.dd. e gli altri a fare ostruzione in parlamento perché i voti sono pochi. insomma pur essendo la situazione abbastanza problematica e complessa, resta il fatto che il referendum fu espressione (anche se negativa) di un diffuso sentimento popolare...ovviamente a favore del divorzio.