Il Calendario dei Santi

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66033

    #691
    Oggi si festeggia un grandissimo santo! Auguri a chi porta il suo nome....

    San Giovanni Bosco Sacerdote

    31 gennaio

    Castelnuovo d’Asti, 16 agosto 1815 – Torino, 31 gennaio 1888

    Grande apostolo dei giovani, fu loro padre e guida alla salvezza con il metodo della persuasione, della religiosità autentica, dell’amore teso sempre a prevenire anziché a reprimere. Sul modello di san Francesco di Sales il suo metodo educativo e apostolico si ispira ad un umanesimo cristiano che attinge motivazioni ed energie alle fonti della sapienza evangelica. Fondò i Salesiani, la Pia Unione dei cooperatori salesiani e, insieme a santa Maria Mazzarello, le Figlie di Maria Ausiliatrice. Tra i più bei frutti della sua pedagogia, san Domenico Savio, quindicenne, che aveva capito la sua lezione: “Noi, qui, alla scuola di Don Bosco, facciamo consistere la santità nello stare molto allegri e nell’adempimento perfetto dei nostri doveri”. Giovanni Bosco fu proclamato Santo alla chiusura dell’anno della Redenzione, il giorno di Pasqua del 1934. Il 31 gennaio 1988 Giovanni Paolo II lo dichiarò Padre e Maestro della gioventù, “stabilendo che con tale titolo egli sia onorato e invocato, specialmente da quanti si riconoscono suoi figli spirituali”.

    Patronato: Educatori, Scolari, Giovani, Studenti, Editori

    Etimologia: Giovanni = il Signore è benefico, dono del Signore, dall'ebraico
    amate i vostri nemici

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66033

      #692
      Auguri a tutti gli innamorati e a quanti si chiamano Valentino o Valentina

      San Valentino Martire

      14 febbraio

      Patronato: Innamorati, Amanti

      Etimologia: Valentino = che sta bene, sano, forte, robusto, dal latino

      Emblema: Bastone pastorale, Palma

      Martirologio Romano: A Roma sulla via Flaminia presso il ponte Milvio, san Valentino, martire.

      La più antica notizia di S.Valentino è in un documento ufficiale della Chiesa dei secc.V-VI dove compare il suo anniversario di morte. Ancora nel sec. VIII un altro documento ci narra alcuni particolari del martirio: la tortura, la decapitazione notturna, la sepoltura ad opera dei discepoli Proculo, Efebo e Apollonio, successivo martirio di questi e loro sepoltura. Altri testi del sec. VI, raccontano che S.Valentino, cittadino e vescovo di Terni dal 197, divenuto famoso per la santità della sua vita, per la carità ed umiltà, per lo zelante apostolato e per i miracoli che fece, venne invitato a Roma da un certo Cratone, oratore greco e latino, perché gli guarisse il figlio infermo da alcuni anni. Guarito il giovane, lo convertì al cristianesimo insieme alla famiglia ed ai greci studiosi di lettere latine Proculo, Efebo e Apollonio, insieme al figlio del Prefetto della città. Imprigionato sotto l’Imperatore Aureliano fu decollato a Roma. Era il 14 febbraio 273. Il suo corpo fu trasportato a Terni al LXIII miglio della Via Flaminia. Fu tra i primi vescovi di Terni, consacrato da S.Feliciano vescovo di Foligno nel 197. Preceduto da S.Pellegrino e S.Antimo, fratello dei SS.Cosma e Damiano.

      IL CULTO

      S.Valentino fu sepolto in un’area cimiteriale nei pressi dell’attuale Basilica. E’ sicuro che quel cimitero già esisteva in età pagana. Da questa zona provengono alcuni reperti le più antiche risalgono ai secc. IV-V. Si tratta di titoli sepolcrali. Il pezzo più interessante è il sarcofago a “teste allineate” del sec.IV ora conservato in Palazzo Carrara. E’il tradizionale sarcofago paleocristiano dove sono scolpite attorno alla figura del defunto orante, Scene della vita di Cristo. La prima basilica fu costruita nel sec.IV dato che la collocazione dell’edificio, fuori delle mura della città e in area cimiteriale e sopra la tomba del martire. Distrutta dai Goti, insieme alla città nel sec. VI, sarebbe stata ricostruita nel sec.VII. A conferma di questa ultima costruzione fu il rinvenimento di una moneta di Eraclio del 641. Al periodo della prima costruzione o a quella della ricostruzione del sec.VII, dovrebbe risalire la cripta con l’altare ad arcosolio, cioè sotto una nicchia coperta da un arco e sopra la tomba del martire. Intorno al sec.VII la basilica fu affidata ai Benedettini. Nel 742 vi avvenne l’incontro storico tra il papa Zaccaria partito da Roma verso Terni e il vecchio re longobardo Liutprando. La scelta della Basilica di S.Valentino fu fatta dal re perché all’interno di quella si veneravano le spoglie del glorioso martire alle quali egli attribuiva un valore taumaturgico. Da quell’incontro il re donava al pontefice alcune città italiane tra le quali Sutri.
      Qui il pontefice ordinò il nuovo vescovo di Terni alla cui morte (760) la città rimase priva del pastore fino al 1218. In questo periodo la basilica fu oggetto di scorrerie prima di Ungari poi Normanni e Saraceni poi degli abitanti di Narni che vantavano pretese su alcuni territori e sulla Basilica. Onorio III nel 1219 vi si recò e consegnò la Basilica al clero locale. Da questo anno in poi non sappiamo più nulla dello stato di conservazione della Basilica. Agli inizi del 1600 doveva apparire fatiscente.

      LA RICOGNIZIONE

      Nel 1605 il vescovo Giovanni Antonio Onorati, ottenuto il permesso da papa Paolo V, fece iniziare le ricerche del corpo del Santo. Erano partite da tempo anche a Roma le ricerche dei primi martiri della Chiesa e per autenticare la loro esistenza e per accrescerne la venerazione. Il corpo di S.Valentino fu presto rinvenuto in una cassa di piombo contenuta entro un’urna di marmo rozza esternamente ma all’interno intagliata con rilievi. La testa era separata dal busto a conferma della morte avvenuta per decapitazione. Fu portata subito in Cattedrale. Nessuno in città voleva che il corpo del loro martire riposasse nella chiesa madre. Neanche la Congregazione dei Riti era favorevole poiché le reliquie dovevano essere venerate là dove erano state sepolte. Così si decise di ricostruire una nuova Basilica.

      LA NUOVA BASILICA

      I lavori per la costruzione della Basilica iniziarono nel 1606 e durarono alcuni anni ma già dal 1609 questa poté essere officiata dai PP.Carmelitani, chiamati a custodirla. Nel 1618 il corpo del santo vescovo e martire venne solennemente riportato nella sua Basilica. Nel 1625 l’Arciduca Leopoldo d’Austria, diretto a Roma, fece visita alla Basilica e si assunse la spese per la costruzione di un nuovo altare maggiore in marmo, completato nel 1632, impegnandosi a rendere alla Basilica una parte del cranio del Santo donata alcuni secoli prima ad un suo antenato. Dietro all’altare maggiore è il coro con la “confessione” di S.Valentino, un altare costruito sopra la tomba del martire. Al centro è una tela ovale che ricorda il martirio del santo, opera della fine del sec. XVII. L’episodio del Duca Leopoldo fornì l’occasione per un radicale rinnovamento dell’architettura del tempio, condotto a termine grazie anche all’opera di molti ternani. La Basilica si presenta secondo uno schema caro ai teorici della Controriforma: grande navata unica con attorno cappelle laterali, due grandi cappelle costituiscono il transetto, presbiterio e dietro l’altare del martire con la “confessione”. La facciata del sec.XVII è animata da paraste, un grande portale sormontato da un finestrone. Le statue in stucco raffigurano in alto i santi patroni della città Valentino e Anastasio (+649) e sono state aggiunte nel sec.XIX. L’interno è animato da grandi paraste con capitelli in stile ionico con ghirlande. Queste sorreggono un architrave sporgente dentellato. Due cappelle per lato erano proprietà di alcune famiglie importanti della città. Le più interessanti sono le cappelle del transetto. Quella di destra è dedicata a S.Michele arcangelo ed era la cappella privata della famiglia Sciamanna. Ai lati infatti sono i monumenti funebri di alcuni membri tra i quali un certo Brunoro, vescovo di Caserta morto nel 1647. Al centro è la bella pala con S.Michele che sconfigge il demonio dell’artista romano Giuseppe Cesari detto il “Cavalier d’Arpino”. Esponente di una pittura colta e raffinata, docile alle richieste della Chiesa, che tornava a privilegiare chiarezza dell’espressione e il decoro nella rappresentazione delle figure sacre. Questa immagine è una chiara ripresa del classicismo di Raffaello: equilibrio della posa e fermezza dell’atteggiamento. L’altra cappella è dedicata alla santa carmelitana Teresa d’Avila. La bella pala centrale raffigura la Madonna con il Bambino tra i SS.Giuseppe e Teresa dell’artista Lucas De La Haye, monaco carmelitano della seconda metà del sec. XVII. L’artista fu l’incarico principale della decorazione della basilica. Infatti oltre a questa lascia altri capolavori tra i quali la bella pala centrale con S.Valentino chiede la protezione della Vergine su Terni e ancora una Adorazione dei pastori e una Adorazione dei Magi. Sempre per la basilica realizza le tele con i Quattro evangelisti e una serie con i Martiri ternani (Catulo, Saturnino, Lucio e magno discepoli di Valentino) conservati nella navata. Il suo stile è pienamente barocco: figure ricoperte di sontuosi panneggi che si agitano al vento, intrisi di un colore caldo che fa pensare anche ad un’influenza sull’artista della pittura veneta forse filtrata dal Rubens romano. Al centro del coro è una grande tela raffigurante la Crocifissione dove traspaiono figure intrise di grande drammaticità. Un ultimo capolavoro si può ammirare in una delle cappelle della navata. Si tratta di una tela raffigurante la Madonna con il Bambino ed i SS. Lorenzo, Giovanni Battista e Bartolomeo del 1635, opera di Andrea Polinori, cittadino di Todi. L’ispirazione dell’artista è il Caravaggio ma è abile a regolarizzarlo e depurarlo di ogni aggressività.
      L’ambiente della cripta presenta l’antico altare ad arcosolio (inserito in una nicchia voltata a botte sopra la tomba del martire) nel quale furono rinvenute le reliquie di S.Valentino. Alcuni reperti dell’area valentiniana sono stati riuniti nell’ambiente accanto alla cripta.

      LA LEGGENDA

      La festa del vescovo e martire Valentino si riallaccia agli antichi festeggiamenti di Greci, Italici e Romani che si tenevano il 15 febbraio in onore del dio Pane, Fauno e Luperco. Questi festeggiamenti erano legati alla purificazione dei campi e ai riti di fecondità. Divenuti troppo orridi e licenziosi, furono proibiti da Augusto e poi soppressi da Gelasio nel 494. La Chiesa cristianizzò quel rito pagano della fecondità anticipandolo al giorno 14 di febbraio attribuendo al martire ternano la capacità di proteggere i fidanzati e gli innamorati indirizzati al matrimonio e ad un’unione allietata dai figli. Da questa vicenda sorsero alcune leggende. Le più interessanti sono quelle che dicono il santo martire amante delle rose, fiori profumati che regalava alle coppie di fidanzati per augurare loro un’unione felice. Oggi la festa di S.Valentino è celebrata ovunque come Santo dell’Amore. L’invito e la forza dell’amore che è racchiuso nel messaggio di S.Valentino deve essere considerato anche da altre angolazioni, oltre che dall’ormai esclusivo significato del rapporto tra uomo e donna. L’Amore è Dio stesso e caratterizza l’uomo, immagine di Dio. Nell’Amore risiede la solidarietà e la pace, l’unità della famiglia e dell’intera umanità.

      GLI EVENTI

      A Terni è sorta la “Fondazione S.Valentino”, che cura il culto del Santo durante l’intero mese di febbraioi sono programmate grandi iniziative di fede e di cultura, di arte e di scienza, di spettacolo e di divertimento.Da quest'anno è nata inoltre l'Associazione "San Valentino Festival" promossa da Comune, Provincia, Camera di Commercio, Diocesi, Sviluppumbria e Consorzio Cometa per organizzare eventi valentiniani anche nel resto dell'anno.
      amate i vostri nemici

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #693
        Se corre come una diavola forse il nome lascia pensare

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66033

          #694
          Auguri di cuore a tutti i MARCO del forum!

          San Marco Evangelista

          25 aprile

          sec. I

          Ebreo di origine, nacque probabilmente fuori della Palestina, da famiglia benestante. San Pietro, che lo chiama «figlio mio», lo ebbe certamente con sè nei viaggi missionari in Oriente e a Roma, dove avrebbe scritto il Vangelo. Oltre alla familiarità con san Pietro, Marco può vantare una lunga comunità di vita con l'apostolo Paolo, che incontrò nel 44, quando Paolo e Barnaba portarono a Gerusalemme la colletta della comunità di Antiochia. Al ritorno, Barnaba portò con sè il giovane nipote Marco, che più tardi si troverà al fianco di san Paolo a Roma. Nel 66 san Paolo ci dà l'ultima informazione su Marco, scrivendo dalla prigione romana a Timoteo: «Porta con te Marco. Posso bene aver bisogno dei suoi servizi». L'evangelista probabilmente morì nel 68, di morte naturale, secondo una relazione, o secondo un'altra come martire, ad Alessandria d'Egitto. Gli Atti di Marco (IV secolo) riferiscono che il 24 aprile venne trascinato dai pagani per le vie di Alessandria legato con funi al collo. Gettato in carcere, il giorno dopo subì lo stesso atroce tormento e soccombette. Il suo corpo, dato alle fiamme, venne sottratto alla distruzione dai fedeli. Secondo una leggenda due mercanti veneziani avrebbero portato il corpo nell'828 nella città della Venezia. (Avvenire)

          Patronato: Segretarie

          Etimologia: Marco = nato in marzo, sacro a Marte, dal latino

          Emblema: Leone
          amate i vostri nemici

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66033

            #695
            Buon onomastico alle amiche che portano il nome di questa grandissima Santa!

            Santa Caterina da Siena Vergine e dottore della Chiesa, patrona d'Italia

            29 aprile

            Siena, 25 marzo 1347 - Roma, 29 aprile 1380

            «Niuno Stato si può conservare nella legge civile in stato di grazia senza la santa giustizia»: queste alcune delle parole che hanno reso questa santa, patrona d'Italia, celebre. Nata nel 1347 Caterina non va a scuola, non ha maestri. I suoi avviano discorsi di maritaggio quando lei è sui 12 anni. E lei dice di no, sempre. E la spunta. Del resto chiede solo una stanzetta che sarà la sua ""cella"" di terziaria domenicana (o Mantellata, per l'abito bianco e il mantello nero). La stanzetta si fa cenacolo di artisti e di dotti, di religiosi, di processionisti, tutti più istruiti di lei. Li chiameranno ""Caterinati"". Lei impara a leggere e a scrivere, ma la maggior parte dei suoi messaggi è dettata. Con essi lei parla a papi e re, a donne di casa e a regine, e pure ai detenuti. Va ad Avignone, ambasciatrice dei fiorentini per una non riuscita missione di pace presso papa Gregorio XI. Ma dà al Pontefice la spinta per il ritorno a Roma, nel 1377. Deve poi recarsi a Roma, chiamata da papa Urbano VI dopo la ribellione di una parte dei cardinali che dà inizio allo scisma di Occidente. Ma qui si ammala e muore, a soli 33 anni. Sarà canonizzata nel 1461 dal papa senese Pio II. Nel 1939 Pio XII la dichiarerà patrona d'Italia con Francesco d'Assisi. (Avvenire)

            Patronato: Italia, Europa (Giovanni Paolo II, 1/10/99)

            Etimologia: Caterina = donna pura, dal greco

            Emblema: Anello, Giglio

            Martirologio Romano: Festa di Santa Caterina da Siena, vergine e dottore della Chiesa, che, preso l’abito delle Suore della Penitenza di San Domenico, si sforzò di conoscere Dio in se stessa e se stessa in Dio e di rendersi conforme a Cristo crocifisso; lottò con forza e senza sosta per la pace, per il ritorno del Romano Pontefice nell’Urbe e per il ripristino dell’unità della Chiesa, lasciando pure celebri scritti della sua straordinaria dottrina spirituale.
            amate i vostri nemici

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66033

              #696
              Auguri di cuore alle amiche che portano il bellissimo nome di RITA!

              Santa Rita da Cascia Vedova e religiosa

              22 maggio - Memoria Facoltativa

              Roccaporena, presso Cascia, Perugia, c. 1381 - Cascia, Perugia, 22 maggio 1447/1457

              La tradizione ci racconta che, portata alla vita religiosa, fu data in sposa ad un uomo brutale e violento che, convertito da lei, venne in seguito ucciso per una vendetta. I due figli giurarono di vendicarlo e Rita, non riuscendo a dissuaderli, pregò Dio farli piuttosto morire. Quando ciò si verificò, Rita si ritirò nel locale monastero delle Agostiniane di Santa Maria Maddalena. Qui condusse una santa vita con una particolare spiritualità in cui veniva privilegiata la Passione di Cristo. Durante un'estasi ricevette una speciale stigmata sulla fronte, che le rimase fino alla morte. La sua esistenza di moglie di madre cristiana, segnata dal dolore e dalle miserie umane, è ancora oggi un esempio.

              Patronato: Donne maritate infelicemente, Casi disperati

              Etimologia: Rita = accorc. di Margherita

              Martirologio Romano: Santa Rita, religiosa, che, sposata con un uomo violento, sopportò con pazienza i suoi maltrattamenti, riconciliandolo infine con Dio; in seguito, rimasta priva del marito e dei figli, entrò nel monastero dell’Ordine di Sant’Agostino a Cascia in Umbria, offrendo a tutti un sublime esempio di pazienza e di compunzione.
              amate i vostri nemici

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66033

                #697
                Oggi è un grandissimo Santo! Auguri a tutti coloro che portano il suo nome, a tutti i padovani e in particolare a Dietrologo.

                Sant' Antonio di Padova Sacerdote e dottore della Chiesa

                13 giugno

                Lisbona, Portogallo, c. 1195 - Padova, 13 giugno 1231

                Fernando di Buglione nasce a Lisbona. A 15 anni è novizio nel monastero di San Vincenzo, tra i Canonici Regolari di Sant'Agostino. Nel 1219, a 24 anni, viene ordinato prete. Nel 1220 giungono a Coimbra i corpi di cinque frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare per ordine di Francesco d'Assisi. Ottenuto il permesso dal provinciale francescano di Spagna e dal priore agostiniano, Fernando entra nel romitorio dei Minori mutando il nome in Antonio. Invitato al Capitolo generale di Assisi, arriva con altri francescani a Santa Maria degli Angeli dove ha modo di ascoltare Francesco, ma non di conoscerlo personalmente. Per circa un anno e mezzo vive nell'eremo di Montepaolo. Su mandato dello stesso Francesco, inizierà poi a predicare in Romagna e poi nell'Italia settentrionale e in Francia. Nel 1227 diventa provinciale dell'Italia settentrionale proseguendo nell'opera di predicazione. Il 13 giugno 1231 si trova a Camposampiero e, sentondosi male, chiede di rientrare a Padova, dove vuole morire: spirerà nel convento dell'Arcella. (Avvenire)



                Patronato: Affamati, oggetti smarriti, Poveri

                Etimologia: Antonio = nato prima, o che fa fronte ai suoi avversari, dal greco

                Emblema: Giglio, Pesce
                amate i vostri nemici

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                • andreric
                  Opinionista
                  • 26/04/14
                  • 883

                  #698
                  È giusto venerare i “santi” come intercessori presso Dio, e magari servirsi di immagini dei santi come sussidio per il culto?
                  Atti 10:25,*26, CEI: “Mentre Pietro stava per entrare, Cornelio andandogli incontro si gettò ai suoi piedi per adorarlo. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: ‘Alzati: anch’io sono un uomo!’” (Dal momento che Pietro non approvò tale adorazione quando era presente di persona, ci incoraggerebbe ad inchinarci davanti a una sua immagine? Vedi anche Rivelazione 19:10).
                  Giov. 14:6,*14: “Gesù gli disse: ‘Io sono la via e la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se voi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò’”. (Qui Gesù dice chiaramente che solo tramite lui possiamo accostarci al Padre e che le nostre richieste vanno fatte nel nome di Gesù).
                  1*Tim. 2:5, CEI: “Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù”. (Qui non viene lasciato alcuno spazio ad altri perché servano in qualità di mediatori per i membri della congregazione di Cristo).
                  CIao Riccardo

                  Comment

                  • andreric
                    Opinionista
                    • 26/04/14
                    • 883

                    #699
                    Caro Cono
                    La Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature di M’Clintock e Strong, tenuta in grande stima, precisa che l’invocazione dei “santi” non ha conferma scritturale, era sconosciuta alla Chiesa primitiva e fu “espressamente condannata dal Concilio di Laodicea (481*d.C.) e dai primi padri”. Benché i sostenitori citino certi “padri della Chiesa” e liturgie antiche, questa enciclopedia osserva: “Si deve ricordare che sono soltanto aggiunte non scritturali e che ebbero origine dopo l’introduzione nel sistema ecclesiastico del neoplatonismo alessandrino e delle dottrine dei magi d’Oriente, che lasciò le sue tracce anche nella forma più ortodossa di adorazione cristiana, nonché di credo, fino al quarto e al quinto secolo, periodo della storia della Chiesa Cristiana in cui le eresie, per usare un’espressione comune, erano quasi all’ordine del giorno”.
                    Questa è l'origine del culto dei santi, ciao Riccardo

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                    • andreric
                      Opinionista
                      • 26/04/14
                      • 883

                      #700
                      Alla voce “nimbo”, l’Enciclopedia Cattolica dice: “Disco che fin dal sec.*IV a.*C. si trova disposto intorno al capo di immagini di divinità o di esseri divinizzati. Nell’arte classica tale attributo fu dato alle divinità dell’Olimpo, specie a quelle simboleggianti la luce, come Apollo-Helios-Sole; Artemide-Selene-Luna; ad Eos-Aurora; a Phosphorus-Lucifero”. —*Città del Vaticano, 1948-1954, Vol.*VIII, col.*1884.
                      La New Encyclopædia Britannica (1976) dice: “Nell’arte ellenistica romana il dio sole Helios e gli imperatori romani sono spesso rappresentati con una corona di raggi. Data la sua origine pagana, questa forma fu evitata dall’arte cristiana primitiva, ma gli imperatori cristiani adottarono per i loro ritratti ufficiali un semplice nimbo circolare. Dalla metà del IV*secolo, anche Cristo viene rappresentato con questo attributo imperiale . . . fu solo nel VI*secolo che l’aureola divenne elemento comune nelle rappresentazioni di Maria Vergine e degli altri santi”. —*Micropædia, Vol.*IV, p.*864.
                      È appropriato mischiare cristianesimo e simboli pagani?
                      “Quale unione [ci può essere] tra la luce e le tenebre? Quale intesa tra Cristo e Beliar [Belial, Satana], o quale collaborazione tra un fedele e un infedele? Quale accordo tra il tempio di Dio e gli idoli? . . . Perciò ‘uscite di mezzo a loro e riparatevi, dice il Signore, non toccate nulla d’impuro. E io vi accoglierò, e sarò per voi come un padre, e voi mi sarete come figli e figlie, dice il Signore onnipotente’”. —*2*Cor. 6:14-18, CEI.
                      Ciao Riccardo

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66033

                        #701
                        I Santi ci fanno presente la santità di Dio, Riccardo.
                        Attraverso loro, adoriamo e veneriamo l'azione di Dio nel mondo.....
                        Che non è una filosofia o, peggio, un'astrazione mentale. Ma si incarna concretamente nella vita di milioni e milioni di persone:

                        Uno come San Francesco, nella sua povertà e semplicità, ha attirato alla fede uno stuolo enorme di uomini e donne. Con le sue parole? No! Col suo esempio di vita.
                        amate i vostri nemici

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                        • andreric
                          Opinionista
                          • 26/04/14
                          • 883

                          #702
                          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                          I Santi ci fanno presente la santità di Dio, Riccardo.
                          Attraverso loro, adoriamo e veneriamo l'azione di Dio nel mondo.....
                          Che non è una filosofia o, peggio, un'astrazione mentale. Ma si incarna concretamente nella vita di milioni e milioni di persone:

                          Uno come San Francesco, nella sua povertà e semplicità, ha attirato alla fede uno stuolo enorme di uomini e donne. Con le sue parole? No! Col suo esempio di vita.


                          Caro Cono Matteo 4 :8-9 dice di Gesù CEI "Di nuovo il diavolo lo condusse con sè sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse" Tutte queste cose io ti darò ( stà a dimostrare che la politica è in mano sua)se prostrandoti , mi adorerai .Ma Gesù gli rispose. Vattene , satana ! Sta scritto : "Adora il Signore Dio tuo e a lui solo (nota bene) devi rendere culto"
                          Riguardo agli esempi, abbiamo Gesù , i profeti , gli apostoli, e coloro che seguirono Cristo nel primo secolo, questi sono esempi da imitare!Ciao Riccardo

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #703
                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            I Santi ci fanno presente la santità di Dio, Riccardo.
                            Attraverso loro, adoriamo e veneriamo l'azione di Dio nel mondo.....
                            Che non è una filosofia o, peggio, un'astrazione mentale. Ma si incarna concretamente nella vita di milioni e milioni di persone:

                            Uno come San Francesco, nella sua povertà e semplicità, ha attirato alla fede uno stuolo enorme di uomini e donne. Con le sue parole? No! Col suo esempio di vita.
                            Questo e' come viene presentato tale culto in ambito cattolico, ma stando al dire biblico cio' non e' ammesso e non sembrano esserci margini di manovra.
                            Quindi come si risolve questa divergenza fra la prassi cattolita e la normativa cogente biblica?

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                            • andreric
                              Opinionista
                              • 26/04/14
                              • 883

                              #704
                              Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                              Questo e' come viene presentato tale culto in ambito cattolico, ma stando al dire biblico cio' non e' ammesso e non sembrano esserci margini di manovra.
                              Quindi come si risolve questa divergenza fra la prassi cattolita e la normativa cogente biblica?
                              Semplice Gatto che la Bibbia ha ragione la chiesa cattolica no, ciao Riccardo

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                              • Il gatto
                                Opinionista
                                • 21/11/09
                                • 12721

                                #705
                                Purtroppo il mondo e' pieno di gente che vanta la ragion propria e cio' li rende poco credibili, vediamo che di interessante dice la controparte in merito.

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