Un motivo per esistere

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #31
    Originariamente Scritto da vapensiero Visualizza Messaggio
    Affermare che adori dio perché lo ami, senza spiegare il perché di questo amore, è come non aver risposto al quesito. A questo punto dovresti spiegare: perché lo ami? Sopratutto perché affermi che parlando di dio lo si deve fare al condizionale. Mi sembra un po' ingarbugliato e contraddittorio il tuo pensiero.
    Tu hai la facoltà di rendere complicate le cose. Amo Dio perché la mia singolarità acquista un valore universale che ha senso; tutto ciò che provo e che penso trova posto, come un singolo puzzle quando concorre alla composizione finale; da solo non significa niente, anche se senza di esso l'immagine che ne risulta non è completa.
    E' come se mi chiedessi: perchè ami tua moglie? la amo perchè ci sto bene, la amo perchè mi completa, la amo perché è la madre dei miei figli, ed infine la amo perchè senza di lei trovo difficile vivere bene, ecc.
    Come puoi pretendere, caro vapensiero, di dare una logica universalmente valida, quindi condivisibile da tutti, ai nostri sentimenti?
    Poi, uso il condizionale perché nessuno può essere sicuro che esista Dio fino a che i nostri sogni non diverranno reali, perchè nel presente i nostri sogni e le nostre aspettative rimangono tali e solo il futuro può traformarli in realtà. E' il futuro che mi impone di usare il condizionale perché ancora quel futuro non c'è; è inutile che io mi comporti come Gesù mi ha insegnato se poi Gesù non esiste, ma, se esiste, sono certamente avvantaggiato rispetto a chi non ci crede perchè ho sempre vissuto pensando che Gesù esistesse.
    Last edited by crepuscolo; 30-11-2012, 14:58.

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    • vapensiero
      Opinionista
      • 01/12/11
      • 802

      #32
      crepuscolo

      Tu hai la facoltà di rendere complicate le cose. Amo Dio perché la mia singolarità acquista un valore universale che ha senso; tutto ciò che provo e che penso trova posto, come un singolo puzzle quando concorre alla composizione finale; da solo non significa niente, anche se senza di esso l'immagine che ne risulta non è completa.
      E' come se mi chiedessi: perché ami tua moglie? la amo perché ci sto bene, la amo perché mi completa, la amo perché è la madre dei miei figli, ed infine la amo perché senza di lei trovo difficile vivere bene, ecc.
      Come puoi pretendere, caro vapensiero, di dare una logica universalmente valida, quindi condivisibile da tutti, ai nostri sentimenti?
      Poi, uso il condizionale perché nessuno può essere sicuro che esista Dio fino a che i nostri sogni non diverranno reali, perché nel presente i nostri sogni e le nostre aspettative rimangono tali e solo il futuro può trasformarli in realtà. E' il futuro che mi impone di usare il condizionale perché ancora quel futuro non c'è; è inutile che io mi comporti come Gesù mi ha insegnato se poi Gesù non esiste, ma, se esiste, sono certamente avvantaggiato rispetto a chi non ci crede perché ho sempre vissuto pensando che Gesù esistesse.
      I concetti, possono risultare chiari o tortuosi in base al punto di partenza. Non essendo un religioso, e non ponendo la fede in nessuna religione, mi viene spontaneo rilevare le contraddizioni che noto. Per esempio, tu affermi:
      Amo Dio perché la mia singolarità acquista un valore universale che ha senso; tutto ciò che provo e che penso trova posto, come un singolo puzzle quando concorre alla composizione finale; da solo non significa niente, anche se senza di esso l'immagine che ne risulta non è completa.
      E' come se mi chiedessi: perché ami tua moglie? la amo perché ci sto bene, la amo perché mi completa, la amo perché è la madre dei miei figli, ed infine la amo perché senza di lei trovo difficile vivere bene, ecc.
      Come puoi pretendere, caro vapensiero, di dare una logica universalmente valida, quindi condivisibile da tutti, ai nostri sentimenti?
      Ecco, il paragone tra l'amore per dio e quello per la moglie non lo trovo coerente, poiché la moglie è un fatto concreto, l'altro astratto. Poi continui nell'affermare:
      Poi, uso il condizionale perché nessuno può essere sicuro che esista Dio fino a che i nostri sogni non diverranno reali, perché nel presente i nostri sogni e le nostre aspettative rimangono tali e solo il futuro può trasformarli in realtà. E' il futuro che mi impone di usare il condizionale perché ancora quel futuro non c'è; è inutile che io mi comporti come Gesù mi ha insegnato se poi Gesù non esiste, ma, se esiste, sono certamente avvantaggiato rispetto a chi non ci crede perché ho sempre vissuto pensando che Gesù esistesse.
      In pratica, potremmo sintetizzare che ami dio e Gesù perché in caso della loro esistenza tu ti troveresti avvantaggiato? Trovo il tuo ragionamento molto "umano" e in armonia con gli insegnamenti che ti sono stati dati o che hai assorbito, nel senso che in quegli insegnamenti è scritto che se ti comporterai in un certo modo alla fine sarai premiato e ti troverai avvantaggiato. Come vedi, ragionando, la motivazione per cui si può venerare un dio, viene fuori? Naturalmente ognuno ha le sue ragioni; ma è proprio per questo che ho aperto questo thread non religioso, proprio per conoscere i meccanismi psicologici, sociologici o tutte e due messi insieme, per cui si giunge ad amare un’entità astratta. Per le stesse ragioni ho affermato che la moderatrice che ha spostato il topic in religione, non aveva ben compreso le vere intenzioni "sociologiche" e non religiose della mia domanda. In questa sezione si parla di religione e della dottrina, i motivi psicologici o sociologici che portano ad accettarla sono un'altra cosa.
      Sarò Banale ma credo che la verità abbia molte facce.

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #33
        Penso sia inutile insistere sul fatto che la mia fede è concreta per il semplice fatto che regola il mio comportamento, non tanto per il premio ma anche, e ciò mi sembra coerente, infatti normalmente succede così anche nel mondo in cui viviamo: se ti comporti in un certo modo va bene altrimenti no, e con il va bene di solito arrivano le soddisfazioni e probabilmente anche quello che tu chiami il premio. Ma non è proprio così, con il tempo ho imparato a trarre soddisfazione solo dal mio comportamento o il mio esserci, e non saprei fare altrimenti perchè alla fin fine sono fatto così, anche se il mio essere dipende sempre dal mio divenire, infatti è proprio su quest'ultimo che intervengo ed opero trovando soddisfazione sul mio "essere tale", in poche parole se Dio esiste tanto meglio per me, ma se Dio non esiste sono contento lo stesso perchè comportarmi secondo il Vangelo è già fonte di soddisfazione. Da ragazzo ho praticato molto sport e mi piaceva fare salto in alto, ma se arrivavo primo la soddisfazione morale non era mai paragonabile a quella che provavo nel ricevere la medaglia. Quando parlavo del regno dei cieli che è già in atto intendevo proprio questo cioè: essere fatto in una certa maniera, che deriva da un modo di vita e di pensiero, questo mi è già fonte di soddisfazione, poi quel che viene in più è la conseguenza di un buon comportamento, ma non certo la causa.
        Quindi riassumendo ribadisco, anche se non proprio identico,che l'amore verso Dio è simile all'amore verso la propria donna, e perchè tutto funzioni bene è necessario essere fatto in un certo modo, ad esempio, affettuoso, docile e soprattutto aperto a qualsiasi situazione poichè è proprio quel tipo di carattere di cui ti ho parlato che mi da la forza per superare le difficoltà future, e qualora ciò non sorgesse dalla fiducia ma dalla certezza sarei certamente già in crisi con me stesso perchè bugiardo: che ne so che cosa sarà di me domani. Comprendere in un certo modo con tutte le conseguenze che ciò compporta non è mai discorso cattedrattico o presunzione di possedere la verità in generale, casomai posso vegheggiare che questa è la mia verità, ossia ciò che credo io.

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        • vapensiero
          Opinionista
          • 01/12/11
          • 802

          #34
          crepuscolo

          Penso sia inutile insistere sul fatto che la mia fede è concreta per il semplice fatto che regola il mio comportamento, non tanto per il premio ma anche, e ciò mi sembra coerente, infatti, normalmente succede così anche nel mondo in cui viviamo: se ti comporti in un certo modo, va bene altrimenti no, e con il va bene di solito arrivano le soddisfazioni e probabilmente anche quello che tu chiami il premio. Ma non è proprio così, con il tempo ho imparato a trarre soddisfazione solo dal mio comportamento o il mio esserci, e non saprei fare altrimenti perché alla fin fine sono fatto così, anche se il mio essere dipende sempre dal mio divenire, infatti è proprio su quest'ultimo che intervengo ed opero trovando soddisfazione sul mio "essere tale", in poche parole se Dio esiste tanto meglio per me, ma se Dio non esiste sono contento lo stesso perché comportarmi secondo il Vangelo è già fonte di soddisfazione.
          La tua conclusione, anche con i suoi limiti, mi piace; poi ti elencherò quali sono i limiti che intravedo. Il dare e l’’avere sono una legge di natura, tant’è che è attuato anche da molte specie vegetali e animali. Ti potrei elencare il pesce pilota dello squalo, che è il “dentista” dello stesso, il quale apre la bocca per farsi pulire i denti dal cibo residuo rimasto incagliato. Oppure nel mondo vegetale, la simbiosi che avviene tra le piante ad alto fusto e i funghi macroscopici, dove la pianta cede un po’ della sua acqua mentre il fungo un po’ dei suoi minerali. Anche tu, seppur in via preventiva, ti appoggi alla religione per ottenere uno scambio, caso mai dovesse esistere un dio; però poi, a mio modo di vedere, affermi una cosa molto importante, in altre parole: caso mai non dovesse esistere nessun dio o Gesù, tu sei moralmente contento, ugualmente, perché hai seguito degli insegnamenti “scritti da uomini”, che ti permettono di vivere in armonia con te stesso e gli altri. Poiché tra le altre cose hai affermato che sei un pragmatico, se i consigli per vivere una vita serena, sono stati scritti da uomini come te e non da entità astratte (La religione cristiana sicuramente per la maggior parte proviene dalla cultura greca e anche da altre), andare a cercare eventuali divinità astratte, non ti sembra di voler poggiare i piedi su due staffe, in questo caso inutilmente? Non credi che, in questo, vi sia un cinismo eccessivo (se poi ce, ce, altrimenti ….). I limiti che intravedevo sono che, il tuo ragionamento non è universale, ma settoriale. Ovvero: tu guardi il tuo orticello senza considerare che il credente dell’altra parte del mondo, pur avendo avuto informazioni differenti dalle tue, raggiunge gli stessi risultati, adorando cose differenti, ancor seppur ugualmente astratte? Senza contare che in un'altra parte del mondo o il vicino di casa tua, raggiunge gli stessi risultati senza tutte quelle stampelle cervellotiche e improbabili: semplicemente vivendo da uomo semplice e umile.
          Sarò Banale ma credo che la verità abbia molte facce.

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          • Vega
            Opinionista

            • 04/05/05
            • 17965

            #35
            E' chiaro che nel sistema di credenze e nella fede vi sia anche dell'opportunismo. Quello che fa arrabbiare è che si voglia farlo passare per qualcosa di nobile in assoluto.

            Tornando al discorso del perchè crediamo e adoriamo una divinità, torno a quello che avevo detto all'inizio, cioè che fa parte del nostro sistema cognitivo trovare dei nessi di causa, sentirsi capaci di prevedere il comportamento dell'altro e le mosse del nemico (che in psicologia e scienze cognitive viene detta "lettura della mente"), ragionare per funzioni nei confronti degli oggetti, anche nel caso di una nuvola ad esempio, dove si crede che "la nuvola è fatta per piovere".
            Viene fatto poi un distinguo: a monte delle paure e dei fenomeni naturali attribuiti a qualche entità c'è dell'altro. In questi casi, terremoto provocato da una divinità o l'anima in paradiso, è già scontata la credenza, si ritiene già vera.
            Quindi da dove parte la credenza in spiriti, dei, vita dopo la morte...? A monte, secondo studi nei settori della mente, pare esserci la distinzione che viene fatta nella mente fra quelle che vengono definite entità di natura fisica, non animate, da quelle di natura psicologica e sociale, dotate invece di scopi e animate.
            In sostanza avremmo insito un dualismo nella mente che porta quindi a concepire anche qualcosa come un corpo privo di mente ed una mente priva di corpo.
            La nostra mente pare essersi evoluta per concepire obiettivi ed intenzioni in ciò che ci circonda. Da qui il passo verso un'entità superiore, una divinità che muove tutto.
            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #36
              Diciamo allora che un motivo per esistere non c'è visto che non ci siamo fatti da soli e viviamo per caso.
              Last edited by crepuscolo; 02-12-2012, 16:33.

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              • vapensiero
                Opinionista
                • 01/12/11
                • 802

                #37
                crepuscolo

                Diciamo allora che un motivo per esistere non c'è visto che non ci siamo fatti da soli e viviamo per caso.
                Bhe! Questo non si può affermare in assoluto, poiché esistono altre versioni sulla nascita della vita sulla terra, e non sono tutte propriamente religiose. Se poi aggiungi che tu lasci aperta una finestra di dubbio per scavalcarla in qualsiasi momento, non sarei così drastico nelle conclusioni. Ragioniamoci sopra.
                Sarò Banale ma credo che la verità abbia molte facce.

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66040

                  #38
                  Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                  Tu hai la facoltà di rendere complicate le cose. Amo Dio perché la mia singolarità acquista un valore universale che ha senso; tutto ciò che provo e che penso trova posto, come un singolo puzzle quando concorre alla composizione finale; da solo non significa niente, anche se senza di esso l'immagine che ne risulta non è completa.
                  E' come se mi chiedessi: perchè ami tua moglie? la amo perchè ci sto bene, la amo perchè mi completa, la amo perché è la madre dei miei figli, ed infine la amo perchè senza di lei trovo difficile vivere bene, ecc.
                  Come puoi pretendere, caro vapensiero, di dare una logica universalmente valida, quindi condivisibile da tutti, ai nostri sentimenti?
                  Poi, uso il condizionale perché nessuno può essere sicuro che esista Dio fino a che i nostri sogni non diverranno reali, perchè nel presente i nostri sogni e le nostre aspettative rimangono tali e solo il futuro può traformarli in realtà. E' il futuro che mi impone di usare il condizionale perché ancora quel futuro non c'è; è inutile che io mi comporti come Gesù mi ha insegnato se poi Gesù non esiste, ma, se esiste, sono certamente avvantaggiato rispetto a chi non ci crede perchè ho sempre vissuto pensando che Gesù esistesse.
                  Le cose, spesso, sono semplicissime!
                  amate i vostri nemici

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #39
                    Originariamente Scritto da vapensiero Visualizza Messaggio
                    Bhe! Questo non si può affermare in assoluto, poiché esistono altre versioni sulla nascita della vita sulla terra, e non sono tutte propriamente religiose. Se poi aggiungi che tu lasci aperta una finestra di dubbio per scavalcarla in qualsiasi momento, non sarei così drastico nelle conclusioni. Ragioniamoci sopra.
                    Beh, i pensieri logici fondamentali per me sono due: o si o no; poi le sfumature sono sempre vie di mezzo che impediscono un ragionamento radicale e, tra l'altro, per me i due ragionamenti sono autoescludenti.
                    O facciamo parte di un disegno superiore ideato da una mente oggi inconoscibile nella sua complessità e l'uomo diventa, in questo caso, un indagatore della realtà che ci circonda per la ricerca di questo disegno e di conseguenza di questa mente, altrimenti siamo tutti qui per caso e per caso ce ne andremo e di noi in futuro non rimarrà niente dato che non possimo vivere in eterno. Non saprei che altra via possa esistere.

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66040

                      #40
                      Non ve ne sono, infatti.
                      amate i vostri nemici

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                      • vapensiero
                        Opinionista
                        • 01/12/11
                        • 802

                        #41
                        vapensiero
                        Bhe! Questo non si può affermare in assoluto, poiché esistono altre versioni sulla nascita della vita sulla terra, e non sono tutte propriamente religiose. Se poi aggiungi che tu lasci aperta una finestra di dubbio per scavalcarla in qualsiasi momento, non sarei così drastico nelle conclusioni. Ragioniamoci sopra.
                        crepuscolo

                        Beh, i pensieri logici fondamentali per me sono due: o si o no; poi le sfumature sono sempre vie di mezzo che impediscono un ragionamento radicale e, tra l'altro, per me i due ragionamenti sono autoescludenti.
                        O facciamo parte di un disegno superiore ideato da una mente oggi inconoscibile nella sua complessità e l'uomo diventa, in questo caso, un indagatore della realtà che ci circonda per la ricerca di questo disegno e di conseguenza di questa mente, altrimenti siamo tutti qui per caso e per caso ce ne andremo e di noi in futuro non rimarrà niente dato che non possiamo vivere in eterno. Non saprei che altra via possa esistere.
                        Non trovi che vi sia un qualcosa di fermamente contraddittorio nella tua "logica linearità?" Ovvero: se noi diventiamo ricercatori di una mente complessa che abbia creato l'universo, allora tutto va bene, se invece noi andiamo alla ricerca, non di una mente complessa, e quindi di un dio, ma semplicemente cerchiamo di comprendere come possa aver fatto la materia a partorire la vita, allora non siamo nulla e di noi in futuro non rimarrà niente. Stai tranquillo crepuscolo che, tra 5 miliardi di anni non solo non ci saremo noi, ma nemmeno la terra e tutti i pianeti che conosciamo, perché verranno attratti dal sole che li inghiottirà virus e batteri compresi. Perciò trovo il tuo ragionamento molto umano, perché non disinteressato e, tutto sommato, ingenuo, davanti a tutte le scoperte scientifiche che sono state fatte in tal senso. Allora, se tutte le dimostrazioni scientifiche non contano nulla, in che direzione dovremmo condurre la ricerca di quella mente complessa che ha creato l'Universo?
                        Sarò Banale ma credo che la verità abbia molte facce.

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                        • vapensiero
                          Opinionista
                          • 01/12/11
                          • 802

                          #42
                          conogelato

                          Non ve ne sono, infatti.
                          L'oracolo di Delfi. La tua paura per la vita cono, mi rattrista e dispiace. Di fatto assumere certe prese di posizione non potendole documentare, se non con la tua fede, è sinonimo di paura per la vita; e soltanto un fede con una fervida fantasia, appunto, può tamponare questa paura interiore. Ti racconto una storiella che forse servirà a cancellare la paura, poiché si basa su cose concrete. Buona lettura e buon anno 2013.
                          UBUNTU

                          Un antropologo propose un gioco ad alcuni bambini di una tribù africana. Mise un cesto di frutta vicino ad un albero e disse ai bambini che chi sarebbe arrivato prima avrebbe vinto tutta la frutta.
                          Quando gli fu dato il segnale per partire, tutti i bambini si presero per mano e si misero a correre insieme, dopodiché, una volta preso il cesto, si sedettero e si godettero insieme il premio.
                          Quando fu chiesto ai bambini perché avessero voluto correre insieme, visto che uno solo avrebbe potuto prendersi tutta la frutta, risposero “UBUNTU: come potrebbe uno essere felice se tutti gli altri sono tristi?”
                          UBUNTU nella cultura africana sub-sahariana vuol dire: “Io sono perché noi siamo.”
                          Solo per affermare che, una volta che ci nascondiamo dietro una religione, l'umanità non potrà più prendersi per mano per correre insieme verso la felicità. UBUNTU cono.
                          Sarò Banale ma credo che la verità abbia molte facce.

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                          • marinocastellan
                            Opinionista
                            • 29/12/11
                            • 1066

                            #43
                            Originariamente Scritto da vapensiero Visualizza Messaggio
                            Poiché chi possiede una fede, il tema religioso l'ho inserisce in qualsiasi argomento trattato in questo forum, il più delle volte a sproposito e, per di più, come verità assoluta, per confrontarmi con questi credenti sull'utilità della religione, pongo a essi la seguente domanda: esiste un fondamento inconfutabile per cui la religione ha un motivo per esistere? Ovvero: quali sono le motivazioni per cui l'uomo deve adorare una qualche entità che, a quanto sembra, è sempre misteriosa e inarrivabile? Sinceramente ho tentato svariate volte di darmi una risposta soddisfacente, ma senza riuscirci. Può darsi che chi ha fede questa risposta già l'abbia in tasca. Naturalmente sto parlando delle religioni vicine a noi ma, sostanzialmente, credo che il quesito valga per tutte.

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                            • marinocastellan
                              Opinionista
                              • 29/12/11
                              • 1066

                              #44
                              Originariamente Scritto da vapensiero Visualizza Messaggio
                              Sono anni che a cono gli si rivolgono le stesse lamentele, poiché ci fa ripassare il catechismo all'infinito; ma con il tuo intervento non mi sembra che si può risolvere il quiz chiamato conogelato.

                              Pensa allora a quei Samurai che si suicidavano quando moriva l'imperatore.

                              Comment

                              • marinocastellan
                                Opinionista
                                • 29/12/11
                                • 1066

                                #45
                                Originariamente Scritto da vapensiero Visualizza Messaggio
                                Poiché chi possiede una fede, il tema religioso l'ho inserisce in qualsiasi argomento trattato in questo forum, il più delle volte a sproposito e, per di più, come verità assoluta, per confrontarmi con questi credenti sull'utilità della religione, pongo a essi la seguente domanda: esiste un fondamento inconfutabile per cui la religione ha un motivo per esistere? Ovvero: quali sono le motivazioni per cui l'uomo deve adorare una qualche entità che, a quanto sembra, è sempre misteriosa e inarrivabile? Sinceramente ho tentato svariate volte di darmi una risposta soddisfacente, ma senza riuscirci. Può darsi che chi ha fede questa risposta già l'abbia in tasca. Naturalmente sto parlando delle religioni vicine a noi ma, sostanzialmente, credo che il quesito valga per tutte.

                                E tutte quelle religioni che sono atee?
                                Che non adorano nessun Dio come Buddhismo,Taoismo e Giainismo?
                                A cosa servono?
                                Sono paragonabili al Norton Antivirus,servono cioè a eliminare i virus,tipo la religione,dal cervello umano.

                                Il titolo di un libro del Guru Osho: "Cristianità,il veleno mortale & Zen,l'antidoto al veleno.

                                Lo Zen è LA Religione,non UNA religione.

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