Un motivo per esistere

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66040

    #46
    Originariamente Scritto da vapensiero Visualizza Messaggio
    L'oracolo di Delfi. La tua paura per la vita cono, mi rattrista e dispiace. Di fatto assumere certe prese di posizione non potendole documentare, se non con la tua fede, è sinonimo di paura per la vita; e soltanto un fede con una fervida fantasia, appunto, può tamponare questa paura interiore. Ti racconto una storiella che forse servirà a cancellare la paura, poiché si basa su cose concrete. Buona lettura e buon anno 2013.
    Solo per affermare che, una volta che ci nascondiamo dietro una religione, l'umanità non potrà più prendersi per mano per correre insieme verso la felicità. UBUNTU cono.
    Si tratta semplicemente di puntare le nostre fiches, amico Vapensiero: Sull'esistenza di Dio o sulla sua non esistenza....e vivere di conseguenza! Buon 2013 anche a te

    Pascal afferma la superiorità della fede in virtù del fatto che essa è in grado di portarci alla eternità, che è infinitamente superiore ai piaceri effimeri, materiali e finiti di cui è possibile godere sulla terra, e che dunque, concludendosi in dispiacere, non sono considerabili come veri piaceri.
    Schema sintetico della scommessa

    Dio esiste ed io ci ho creduto: + (mi è convenuto);
    Dio non esiste ed io ci ho creduto: x (non ci ho perso né guadagnato);
    Dio esiste ed io non ci ho creduto: - (ci ho perso);
    Dio non esiste ed io non ci ho creduto: x (non ci ho perso né guadagnato).

    In definitiva, se non altro, mi conviene credere (un + ed un x contro un - ed un x).

    La scommessa è meno bassa e puerile di quanto sembri: come Pascal stesso spiega, lo scommettere sull'esistenza di Dio non significa arrischiarsi in una cosa incerta (come succede in una qualsiasi scommessa), in quanto la posta in palio non è una quantità e una qualità numerabile (e dunque finita), bensì una quantità e una qualità innumerabile e infinita, ossia l'eternità e la beatitudine. Queste rendono la scommessa non già più tale, ma certezza della vittoria, e dunque vittoria stessa. In altre parole, scommettendo sull'infinito si ha la certezza di vincere.

    Dunque, la scommessa sull'esistenza di Dio, per Pascal, non è una scelta, ma una necessità, tanto più che già lo scommettere in sé è necessario, poiché il non voler scegliere è già una scelta. Come egli stesso dice:
    « Ma qui c'è proprio una vita infinita infinitamente felice da guadagnare, una probabilità di vincita contro un numero finito di probabilità di perdita, e quello che voi mettete in gioco è finito. Questo toglie ogni incertezza»
    (Blaise Pascal, "I Pensieri", 233)
    amate i vostri nemici

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    • vapensiero
      Opinionista
      • 01/12/11
      • 802

      #47
      Vega;

      E' chiaro che nel sistema di credenze e nella fede vi sia anche dell'opportunismo. Quello che fa arrabbiare è che si voglia farlo passare per qualcosa di nobile in assoluto.

      Tornando al discorso del perchè crediamo e adoriamo una divinità, torno a quello che avevo detto all'inizio, cioè che fa parte del nostro sistema cognitivo trovare dei nessi di causa, sentirsi capaci di prevedere il comportamento dell'altro e le mosse del nemico (che in psicologia e scienze cognitive viene detta "lettura della mente"), ragionare per funzioni nei confronti degli oggetti, anche nel caso di una nuvola ad esempio, dove si crede che "la nuvola è fatta per piovere".
      Viene fatto poi un distinguo: a monte delle paure e dei fenomeni naturali attribuiti a qualche entità c'è dell'altro. In questi casi, terremoto provocato da una divinità o l'anima in paradiso, è già scontata la credenza, si ritiene già vera.
      Quindi da dove parte la credenza in spiriti, dei, vita dopo la morte...? A monte, secondo studi nei settori della mente, pare esserci la distinzione che viene fatta nella mente fra quelle che vengono definite entità di natura fisica, non animate, da quelle di natura psicologica e sociale, dotate invece di scopi e animate.
      In sostanza avremmo insito un dualismo nella mente che porta quindi a concepire anche qualcosa come un corpo privo di mente ed una mente priva di corpo.
      La nostra mente pare essersi evoluta per concepire obiettivi ed intenzioni in ciò che ci circonda. Da qui il passo verso un'entità superiore, una divinità che muove tutto.
      Ho tardato a rispondere al tuo post perché è molto impegnativo, giacché va alla ricerca psicologica sull'esistenza delle religioni. In ogni modo credo che ai motivi da te riportati ve ne siano altri più antichi, ma che riguardano sempre la paura. Per esempio, ne ho estrapolato alcuni letti su Totem & Tabù, di Sigmund Freud. Vediamo cosa afferma:
      Se di fronte ai fenomeni che si sono imposti alla sua riflessione l'uomo primitivo ha reagito conformando delle rappresentazioni psichiche trasponendole poi sugli oggetti del mondo esterno, il suo comportamento è tuttavia ritenuto assolutamente naturale e niente affatto problematico.
      Si devono ascrivere a questa prima serie anche talune prescrizioni negative, precauzioni magiche, dunque.
      Per esempio: quando una parte degli abitanti di un villaggio Dayak andava alla caccia del cinghiale, coloro che restavano a casa non dovevano mettere le mani a contatto né con l'olio né con l'acqua, perché ai cacciatori sarebbero diventate le dita molli e la preda sarebbe sfuggita alle loro mani. Oppure:
      Quando un cacciatore Gilyak rincorreva nella foresta la selvaggina, era proibito ai suoi figli, rimasti al villaggio, disegnare su legno o sulla sabbia; altrimenti i sentieri del bosco potevano diventare intricati come le linee del disegno e i cacciatori non avrebbero trovato più la strada del ritorno.
      In definitiva, qui si parla di quello stesso "sano" opportunismo descritto: sia da crepuscolo sia da conogelato. Come per dire che, nel corso degli anni non è cambiato proprio niente. Oppure un'altra opinione più elaborata, ripresa sempre dallo stesso autore, la dove afferma:
      Infatti (con riferimento a questi inizi religiosi ndr), non affermavano nulla che non prevedesse un ritorno positivo, anche se solo psicologico, sia che riguardasse l’attività lavorativa, come la caccia o la pesca, o qualsiasi altra attività sociale.
      Leggiamo a p. 133.

      - L'animismo è un sistema di pensiero; esso non si limita a fornire spiegazioni di un fenomeno singolo, ma consente di vedere in una certa prospettiva l'intero universo come complesso unico.
      Sarebbe errato credere che gli uomini fossero stati indotti a creare il loro primo sistema cosmico per pura tendenza speculativa. In questo tentativo deve aver avuto la sua parte l'esigenza pratica di controllare il mondo.
      Perciò non ci stupiremmo nell'apprendere che, parallelamente al sistema animistico, procedesse un sistema riguardante il modo di governare gli uomini, gli animali e gli oggetti, o, piuttosto, i loro spiriti.
      Tale sistema, conosciuto come - stregoneria o magia. - è denominato da S. Reinch < la strategia dell'animismo. > Io preferisco, con Hubert e Mauss, considerarlo la sua (tecnica). -
      Alcune volte ho riportato l'episodio di una tribù, non ricordo se africana o australiana che, dopo aver visto passare per la prima volta e a bassa quota, un piccolo aereo sul loro villaggio, non comprendendo il fenomeno, costruirono al centro del villaggio con delle canne e del fogliame, una specie di altare a forma di aereo e iniziarono ad adorarlo. Questo episodio, a mio modo di vedere (e da qui la necessità da parte mia di aprire questo topic), è molto significativo; ovvero: se vi fosse stato qualcuno che avesse spiegato quella tecnologia a loro sconosciuta, gli indigeni avrebbero ugualmente costruito l'altare in mezzo al villaggio? O altrimenti: ammesso e non concesso che vi possa essere una intelligenza che, veramente, abbia costruito l'universo, quali sono i motivi per cui dovrei "adorarla?" Solo perché ha delle conoscenze che noi, come la tribù, non abbiamo? In pratica dobbiamo adorare la superiorità tecnica o cosa? In definitiva, il significato che sto cercando di comprendere è questo.
      Last edited by vapensiero; 02-01-2013, 14:11.
      Sarò Banale ma credo che la verità abbia molte facce.

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66040

        #48
        Nel corso della Storia, l'uomo ha tentato a più riprese di costruirsi una felicità meramente terrena....di fare a meno di Dio, di estirparlo (a volte con la violenza) dai cuori e dalle menti (si pensi all'ateismo di Stato o alla teoria agghiacciante del superuomo). Ebbene: I risultati son sempre stati catastrofici, aberranti! Chi punta sull'Eternità, dunque, è più pragmatico se vogliamo di chi punta tutto su questo piccolo ed esile lasso di tempo che và dalla culla alla bara....
        amate i vostri nemici

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        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #49
          Originariamente Scritto da dietrologo
          quello che non sopporto dei credenti è la convinzione di essere esseri superiori a cui tutto è dovuto e in futuro concesso ...e se invece fossero i maiali gli eletti ?

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66040

            #50
            Mah....non ci resta che attendere: Chi vivrà vedrà
            Il Genesi ci dice che dopo aver creato cielo terra mare piante e animali, Dio "vide che era cosa buona". Dopo aver creato l'Uomo a Sua immagine "vide che era cosa MOLTO buona"!
            E cosa abbiamo festeggiato nel Natale? Dio che si fà Uomo.
            amate i vostri nemici

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #51
              Originariamente Scritto da vapensiero Visualizza Messaggio
              Affermare che adori dio perché lo ami, senza spiegare il perché di questo amore, è come non aver risposto al quesito. A questo punto dovresti spiegare: perché lo ami? Sopratutto perché affermi che parlando di dio lo si deve fare al condizionale. Mi sembra un po' ingarbugliato e contraddittorio il tuo pensiero.
              Rileggendolo dopo tanto tempo vi viene da piangere.
              Innanzi tutto sei tu che pensi che Dio debba essere adorato. Eventualmente chi l'ha scritto intendeva che non devi adorare nessun uomo ma solo Dio il che spiega in maniera diversa il tuo "adorare Dio". Se si vuol arrivare a Dio, secondo me, è impossibile arrivarci determinando chi lui sia ma, è solo una mia idea non c'è niente di certo caro dietrologo, può essere possibile determinare chi non sia, e da questo non esserci che sono usciti i 10 comandamenti, la legge degli Ebrei, che sono divieti, da non confondersi con il peccato, ma i divieti se rispettati sono posti dove Dio dovrebbe starci, poi, continuando arriviamo al solito Gesù, che, senza dilungarmi, indicò, sorpassando i divieti, la presenza di Dio in lui Gesù stesso, e dove lui indicava, cioè agendo positivamente e non solo evitando i divieti.
              Caro vapensiero è la storia che adoro, nel senso che mi piace, mi soddisfa, e non ci sono forme di piegamento per adorare Dio, basta accettare la buona novella, probabilmente non è buona per tutti, ma chi ci crede la desidera.
              Ripeto, e spero di non tornarci sopra: io scrivo quello che penso ma purtroppo non ho le prove quindi chi possiede un minimo di logica non lo deve per forza accettare come esistente, anch'io tra l'altro come logico non ne posso essere sicuro, ma almeno sperarlo...o no?
              Per ultimo, sinceramente a me non sembra che il mio modo di ragionare sia ingarbugliato, ne ho scritti di peggio, specialmente dopo una lauta bevuta
              Last edited by crepuscolo; 02-01-2013, 16:46.

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #52
                ?

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                • vapensiero
                  Opinionista
                  • 01/12/11
                  • 802

                  #53
                  crepuscolo

                  Caro vapensiero, è la storia che adoro: nel senso che mi piace, mi soddisfa e non ci sono forme di piegamento per adorare Dio, basta accettare la buona novella, probabilmente non è buona per tutti, ma chi ci crede la desidera.
                  Ripeto, e spero di non tornarci sopra: io scrivo quello che penso ma purtroppo non ho le prove quindi chi possiede un minimo di logica non lo deve per forza accettare come esistente, anch'io tra l'altro come logico non ne posso essere sicuro, ma almeno sperarlo...o no?
                  Per ultimo, sinceramente a me non sembra che il mio modo di ragionare sia ingarbugliato, ne ho scritti di peggio, specialmente dopo una lauta bevuta
                  Caro crepuscolo, quello della lauta bevuta è una battuta che già hai fatto altre volte, non vorrei che il gomito lo alzi un po' troppo spesso. A parte gli scherzi, qui non stiamo mettendo in discussione l'esistenza o meno di dio, ma quali siano le ragioni che fanno scattare la voglia di seguire delle religioni e, in seguito, adorare una entità. Per quanto riguarda la spiegazione che hai dato su questo fatto, ti potrei rispondere che, se non è zuppa, è pan bagnato, poiché il significato finale non cambia. Se poi togli anche lo scopo di adorarlo, allora credo che rimarresti con un pugno di mosche in mano. Per rispondere completamente al tuo post potrei dirti: giacché la tua strada l'hai già trovata e ti rende sereno e felice, buon per te e, se mi permetti, io al tuo posto non parteciperei mai a questi dibattiti; infatti, perché rischiare che qualcuno mi possa rompere quel giocattolo che mi rende felice? Altrettanto vale per chi ha fede e partecipano ai dibattiti televisivi oppure sul web. Se si diventa un fedele di qualsiasi religione, con quel gesto di volontà ha raggiunto il suo scopo; e allora: punto. Il dibattito potrebbe servire a persone come me che ancora stanno cercando di comprendere che cosa sia una religione, il perché della sua esistenza e, come stiamo facendo in questo thread, quali sono i motivi scatenanti che avvicinano a essa.
                  Mentre la vostra partecipazione a questi dibattiti, danno la sensazione che anche voi ancora state cercando delle conferme, poiché ripetete sempre gli stessi concetti; come per auto convincervi di quello in cui credete. Di fatto, a tale motivo, non rispondete mai compiutamente ai questi, solo per mantenere saldo il timone della vostra fede, nei confronti dei quesiti posti, quando essi tendono a scardinare il famoso giocattolo. Di fatto, io non ci leggo il motivo scatenante che ti ha avvicinato alla religione se non quei motivi opportunistici cui hai accennato (così pure cono), e che combaciano con quella solidarietà opportunistica esistente in natura. Se la religione è tutta qui.....
                  Sarò Banale ma credo che la verità abbia molte facce.

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #54
                    Allora non mi sono spiegato: la religione o qualsiasi movimento spirituale si dovrebbe fondare su aspetti spirituali spontanei e non coercitivi poiché questi ultimi impegnano il cervello solo per un eventuale quadratura del cerchio, con allegata soddisfazione della mente se la coercizione risulta verificabile, ma non danno alcuna sensazione di verità, ossia di essere che vive, anche l'inconcepibile per se.
                    Tutto il resto per me è acqua che scorre; le religioni sono nate, come ebbi a dire un po' di tempo fa prendendo spunto da un antropologo, dal culto dei morti. L'uomo non poteva accettare o sopportare che con il morto se ne andassero oltre che i suoi anche i nostri buoni sentimenti.
                    Oggi la situazione è diversa ed è inutile pensare che le spoglie contengano l'essenza del morto, è per questo che Gesù disse: "lasciate che i morti seppelliscano i morti".

                    Ps. i morti sono quelli che non avendolo riconosciuto come fonte di vita continuano a celebrare il vecchio culto, come se volessero esorcizzare la morte.
                    Last edited by crepuscolo; 02-01-2013, 23:59.

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66040

                      #55
                      Esatto! E chiunque fà un'esperienza di Dio come fonte di vita (di vita piena, che non finisce) si riconosce creato a Sua immagine. Bisognoso di cose spirituali oltre che materiali. Non a caso Gesù afferma pure: "Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio..."
                      Lungi dunque dall'essere solo mera consolazione terrena per esorcizzare la morte, la Religione acquista il suo vero significato: Condurre l'uomo a Dio!
                      amate i vostri nemici

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                      • vapensiero
                        Opinionista
                        • 01/12/11
                        • 802

                        #56
                        vapensiero

                        O, altrimenti, ammesso e non concesso che vi possa essere una intelligenza che, veramente, abbia costruito l'universo, quali sono i motivi per cui dovrei "adorarla?" Solo perché ha delle conoscenze che noi, come la famosa tribù dell'aereo, non abbiamo? In pratica dobbiamo adorare la superiorità tecnica o che cosa? In definitiva, il significato che sto cercando di comprendere è questo.
                        "Dobbiamo adorare la superiorità tecnica o che cosa?" Ecco! Quel che cosa potrebbe essere, per esempio, la magia? Ovvero: esiste, o è esistita, un’entità miracolosa che, con una bacchetta magica, ha fatto apparire dal nulla miliardi di Galassie? Ragazzi, qui ci dobbiamo spiegare, perché le cose sono due; ovvero: o sappiamo perfettamente di starci a raccontare delle favole, fingendo di crederci, oppure qui deve venire fuori come ha fatto il vostro dio in un’impresa simile. Si parla di Miliardi di Galassie, e ogni Galassia ha due/trecento milioni di stelle; e ognuna di essa è un sole. Allora, siamo attirati verso questa religione per la potenza tecnologica, per noi inimmaginabile, di questa entità? Oppure per la sua magia o, torno a ripetere, per che cosa? Da qui non si scappa. Un motivo logico vi deve essere se non volete essere tacciati per visionari opportunistici. In pratica, tutti i giri di parole che state argomentando, di fronte al quesito posto, al loro confronto, la favola di Biancaneve è algebra. Nella pratica del discorso, bisognerebbe tirar fuori le motivazioni e non le citazioni che lasciano il tempo che trovano; le motivazioni che vi hanno portati, per l'ammirazione, a quell'indirizzo: tecnica o magia?
                        Last edited by vapensiero; 04-01-2013, 00:15.
                        Sarò Banale ma credo che la verità abbia molte facce.

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                        • vapensiero
                          Opinionista
                          • 01/12/11
                          • 802

                          #57
                          conogelato

                          Esatto! E chiunque fà un'esperienza di Dio come fonte di vita (di vita piena, che non finisce) si riconosce creato a Sua immagine. Bisognoso di cose spirituali oltre che materiali. Non a caso Gesù afferma pure: "Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio..."
                          Lungi dunque dall'essere solo mera consolazione terrena per esorcizzare la morte, la Religione acquista il suo vero significato: Condurre l'uomo a Dio!
                          Cono, quando citi qualche versetto, se mi permetti, sei come il gatto che si morde la coda. Mi spiego: Gesù è dio sono la stessa cosa, insieme allo spirito santo? Allora perché lo citi come fossero entità separate? Lo fai solo per convenienza? Ovvero, è come se tu, nello stesso tempo, fossi giudice e imputato e dovresti emetterti la sentenza. Nella realtà le tue conclusioni sono invenzioni che ti costruisci a "tua" immagine e somiglianza, perché nella Bibbia non c’è scritto nulla sul fatto, da te citato, che si deve tornare a dio, e se anche fosse scritto, non vi sono i motivi di questo ritorno. La conclusione dello scritto è: che l'uomo deve vivere in questo mondo, guadagnarsi il pane con il sudore della fronte, ponendolo sopra di tutte le bestie del mare, del cielo e della terra; inoltre, che la donna partorirà con dolore. Amen. Di là di tutto questo, nessun cristiano sa quali sono i motivi per i quali sono stati attratti da questa entità (e tu con le risposte che mi dai ne sei la conferma), o per i quali necessita adorarla. Oppure, come la stessa abbia fatto a costruire miliardi di Galassie. Ovvero, per capacità scientifiche o per magia? Per quanto mi concerne, né nell'uno, né nell'altro sistema adottato, io mi sentirei in obbligo a quest’adorazione. Certo che la curiosità sarebbe tanta, ma se questo mistero non ve l'ha svelato a voi, né ai musulmani e nemmeno agli ebrei che l'hanno sparata talmente grossa che poi gli è scoppiata in mano, non verrà certo a dirlo a me.
                          Sarò Banale ma credo che la verità abbia molte facce.

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                          • vapensiero
                            Opinionista
                            • 01/12/11
                            • 802

                            #58
                            crepuscolo

                            Allora non mi sono spiegato: la religione o qualsiasi movimento spirituale si dovrebbe fondare su aspetti spirituali spontanei e non coercitivi, poiché questi ultimi impegnano il cervello solo per un eventuale quadratura del cerchio, con allegata soddisfazione della mente se la coercizione risulta verificabile, ma non danno alcuna sensazione di verità, ossia di essere che vive, anche l'inconcepibile per se.
                            Di fatto, all'inizio di qualsiasi movimento, si tratta di spiritualità spontanea e non coercitiva; poi nel prosieguo, quando da bambino incominciano a inculcarti che quella spiritualità è quella giusta e tutte le altre sono sbagliate, allora ecco che tu ti armi e inizi a scannare chi la pensa il contrario di te. Crepuscolo, guarda che se anche tu per tutta la vita ignoreresti che cosa siano le religioni, la dove ti scattasse quella che tu chiami "spiritualità spontanea", nella realtà spontanea non è, poiché tu hai assorbito il contesto in cui sei vissuto.
                            Tutto il resto per me è acqua che scorre; le religioni sono nate, come ebbi a dire un po' di tempo fa prendendo spunto da un antropologo, dal culto dei morti. L'uomo non poteva accettare o sopportare che con il morto se ne andassero oltre che i suoi anche i nostri buoni sentimenti.
                            Oggi la situazione è diversa ed è inutile pensare che le spoglie contengano l'essenza del morto,
                            Quella era una esigenza concreta e molto umana, come lo sono stati tutti i rituali che l'uomo, nella sua ignoranza, cercava, per rendersi meno cruenta la vita. Mentre oggi quali sono i motivi? In pratica è questa la domanda del topic.
                            è per questo che Gesù disse: "lasciate che i morti seppelliscano i morti".

                            Ps. i morti sono quelli che non avendolo riconosciuto come fonte di vita continuano a celebrare il vecchio culto, come se volessero esorcizzare la morte.
                            Ti ringrazio del Ps., ma si tratta sempre di rito celebrativo, legato alla paura per un qualcosa. Nei post precedenti ho riportato alcuni riti delle tribù citate da Sigmund Freud in Totem & Tabù, se tu li paragoni alle conoscenze dei tempi moderni risultano ridicoli, ma per loro erano la vita. E' mai possibile che dopo millenni l'uomo, abbia ancora bisogno di tali ritualità, togliendo il piacere della solidarietà, prettamente umana, relegandola ad una entità astratta?
                            Sarò Banale ma credo che la verità abbia molte facce.

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                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #59
                              Originariamente Scritto da vapensiero Visualizza Messaggio
                              Di fatto, all'inizio di qualsiasi movimento, si tratta di spiritualità spontanea e non coercitiva; poi nel prosieguo, quando da bambino incominciano a inculcarti che quella spiritualità è quella giusta e tutte le altre sono sbagliate, allora ecco che tu ti armi e inizi a scannare chi la pensa il contrario di te.?
                              Interrompo parzialmente qui il tuo discorso perché non sono d'accordo con il tuo modo di considerare l'insegnamento.
                              Se, quando sei bambino come dici tu non ti insegnano a leggere in italiano (quel che vogliono, ma l'importante per chi impara è comunicare con il prossimo altrimenti saresti un escluso) ed a scrivere in italiano, non potresti neppure replicare in futuro e sorgerebbe una domanda: come sarei da grande? Messo male, secondo me.
                              Tra l'altro qui vedrei bene quel ragionamento sull'umiltà che coinvolge sia chi impara e sia chi insegna, se chi insegna insegna bene, e chi impara impara bene, ovviamente, facendo un po' i filosofi. Grande deve essere l'umiltà di chi vuole imparare ( il bambino che va a scuola o il bambino che va in chiesa), ma ancor più grande deve essere l'umiltà del buon maestro, indipendentemente da qualsiasi tipo di verità che possegga o meno, ( "che cos'è la verità?" disse quel praticone di Pilato a Gesù volendo dimostrare che aveva il potere di salvarlo o farlo morire, anche un po' beffardo quel Pilato), perché è nel sentimento dell'insegnar bene che sta la verità, e poiché la verità per Gesù è "vita vissuta in Dio", in quel caso impara lo scolaro per essere libero ma impara anche il maestro, soprattutto sentimentalmente, perché il suo messaggio è stato recepito, è andato a buon fine.
                              Ecco perché si deve insegnare bene.
                              Come disse Gesù ai farisei: voi che (ipocritamente) credete di insegnare bene, sarete giudicati dai vostri discepoli.
                              Last edited by crepuscolo; 04-01-2013, 14:26.

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                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66040

                                #60
                                Originariamente Scritto da vapensiero Visualizza Messaggio
                                Cono, quando citi qualche versetto, se mi permetti, sei come il gatto che si morde la coda. Mi spiego: Gesù è dio sono la stessa cosa, insieme allo spirito santo? Allora perché lo citi come fossero entità separate? Lo fai solo per convenienza? Ovvero, è come se tu, nello stesso tempo, fossi giudice e imputato e dovresti emetterti la sentenza. Nella realtà le tue conclusioni sono invenzioni che ti costruisci a "tua" immagine e somiglianza, perché nella Bibbia non c’è scritto nulla sul fatto, da te citato, che si deve tornare a dio, e se anche fosse scritto, non vi sono i motivi di questo ritorno. La conclusione dello scritto è: che l'uomo deve vivere in questo mondo, guadagnarsi il pane con il sudore della fronte, ponendolo sopra di tutte le bestie del mare, del cielo e della terra; inoltre, che la donna partorirà con dolore. Amen. Di là di tutto questo, nessun cristiano sa quali sono i motivi per i quali sono stati attratti da questa entità (e tu con le risposte che mi dai ne sei la conferma), o per i quali necessita adorarla. Oppure, come la stessa abbia fatto a costruire miliardi di Galassie. Ovvero, per capacità scientifiche o per magia? Per quanto mi concerne, né nell'uno, né nell'altro sistema adottato, io mi sentirei in obbligo a quest’adorazione. Certo che la curiosità sarebbe tanta, ma se questo mistero non ve l'ha svelato a voi, né ai musulmani e nemmeno agli ebrei che l'hanno sparata talmente grossa che poi gli è scoppiata in mano, non verrà certo a dirlo a me.
                                Dio si rivolge invece a tutti gli uomini, Vapensiero. E quindi anche a te. E' venuto per salvare tutti, singolarmente! Tutti quanti noi partiamo da un concetto sbagliato e coiè che Dio abbia tanti di quei problemi e di quelle questioni grosse (le guerre, le malattie, i terremoti eccetera) da non potersi preoccupare di noi, che siamo un puntino nell'universo immenso....
                                La Buona Notizia che ha portato il Natale è invece questa: Dio si fà umile e povero in un Bambino, per amore. Amando alla follia ogni uomo e ogni donna di questo mondo! Dopo il peccato primordiale, nel quale l'uomo si separa da Dio e sperimenta la paura, la nudità, la solitudine e la morte, Dio promette infatti il ritorno a Lui! Non disintegra l'uomo peccatore, ma lo redime e lo perdona.
                                amate i vostri nemici

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