Originariamente Scritto da vapensiero
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Pascal afferma la superiorità della fede in virtù del fatto che essa è in grado di portarci alla eternità, che è infinitamente superiore ai piaceri effimeri, materiali e finiti di cui è possibile godere sulla terra, e che dunque, concludendosi in dispiacere, non sono considerabili come veri piaceri.
Schema sintetico della scommessa
Dio esiste ed io ci ho creduto: + (mi è convenuto);
Dio non esiste ed io ci ho creduto: x (non ci ho perso né guadagnato);
Dio esiste ed io non ci ho creduto: - (ci ho perso);
Dio non esiste ed io non ci ho creduto: x (non ci ho perso né guadagnato).
In definitiva, se non altro, mi conviene credere (un + ed un x contro un - ed un x).
La scommessa è meno bassa e puerile di quanto sembri: come Pascal stesso spiega, lo scommettere sull'esistenza di Dio non significa arrischiarsi in una cosa incerta (come succede in una qualsiasi scommessa), in quanto la posta in palio non è una quantità e una qualità numerabile (e dunque finita), bensì una quantità e una qualità innumerabile e infinita, ossia l'eternità e la beatitudine. Queste rendono la scommessa non già più tale, ma certezza della vittoria, e dunque vittoria stessa. In altre parole, scommettendo sull'infinito si ha la certezza di vincere.
Dunque, la scommessa sull'esistenza di Dio, per Pascal, non è una scelta, ma una necessità, tanto più che già lo scommettere in sé è necessario, poiché il non voler scegliere è già una scelta. Come egli stesso dice:
« Ma qui c'è proprio una vita infinita infinitamente felice da guadagnare, una probabilità di vincita contro un numero finito di probabilità di perdita, e quello che voi mettete in gioco è finito. Questo toglie ogni incertezza»
(Blaise Pascal, "I Pensieri", 233)




), perché è nel sentimento dell'insegnar bene che sta la verità, e poiché la verità per Gesù è "vita vissuta in Dio", in quel caso impara lo scolaro per essere libero ma impara anche il maestro, soprattutto sentimentalmente, perché il suo messaggio è stato recepito, è andato a buon fine.
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