Uomini, donne e crisi di Coppia

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66028

    #331
    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    tu sembri avere paura delle donne e degli uomini liberi, che decidono per conto loro a quale modello di famiglia e relazioni aderire;

    ma, se il tuo modo di interpretare l'esistenza è tanto bello e gioioso, tutti dovrebbero desiderarlo, spontaneamente, e tu osservare con serenità questo processo;
    invece sei il primo a mostrare angoscia perché gli altri non aderiscono al tuo modello; i conti non tornano...
    Il mio modo di interpretare l’esistenza non prevede rose e fiori, Axe: Prevede il combattimento….
    Il dramma grosso che ci sovrasta è vedere spugne gettate sul ring della vita senza neppure provare a farlo, un combattimento. Innanzitutto con noi stessi. Col nostro io. Col nostro egoismo: C’è da rieducare noi stessi e un’intera generazione, al riguardo.
    amate i vostri nemici

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    • Vega
      Opinionista

      • 04/05/05
      • 17951

      #332
      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
      E’ un invito. Se una non vuol rispondere amen, non succede niente. Ed anche se non si ritrova affatto nella descrizione della Miriano o in quella della Genesi ( dove il Maligno, quando vuol distruggere la Società e l’armonia fra l’Umanità e Dio inganna e attacca sempre per prima la Donna): Fa parte della normalità delle cose. Ma qua stiamo parlando di cose serie, non di piatti tipici abruzzesi. Della crisi generazionale, dei rapporti di Coppia (mai così difficili e controversi come adesso) di come potere, eventualmente, ricucirli. Non è, voglio dire, una questione di attribuzione di colpe. Tutti siamo fragili e peccatori. Uomini e Donne. Si tratta di smascherare il Male…il Veleno che ci è stato iniettato dentro. E che vien fuori ormai a fiotti intorno a noi.
      E invece succede. E poi non saresti qui a stracciarti le vesti, a criticare le persone e le donne soprattutto.
      Guarda Cono che ti abbiamo letto benissimo. La bilancia pende a nostro sfavore.
      Poi il veleno che tu vedi è solo il velo sollevato di un periodo in cui non ci era concesso molto. Hai voglia a fare il nostalgico dei bei tempi andati e dove tu vedi crisi generazionale prima c'era silenzio, rassegnazione, mancanza di libertà e diritti ed ignoranza.
      Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24578

        #333
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Il mio modo di interpretare l’esistenza non prevede rose e fiori, Axe: Prevede il combattimento….
        Il dramma grosso che ci sovrasta è vedere spugne gettate sul ring della vita senza neppure provare a farlo, un combattimento. Innanzitutto con noi stessi. Col nostro io. Col nostro egoismo: C’è da rieducare noi stessi e un’intera generazione, al riguardo.
        ahi Cono, tu giudichi, scagli la prima pietra delle "spugne gettate sul ring senza neppure provare a combattere..."; ma pensassi alle travi tue, piuttosto...

        poi, combattere, in concreto, può essere un'ottima cosa se ti liberi da una dipendenza mortale o reagisci ad una malattia, ad uno stato di disagio;
        ma spesso nelle relazioni umane e sociali implica la sopraffazione ed il condizionamento della vita altrui contro la sua volontà;

        seguendo la tua logica di giudice delle esistenze altrui, qualcuno potrebbe rivolgerti la stessa accusa di non combattere e gettare la spugna di fronte alle tue paure e di assecondare i tuoi bisogni di certezze ricorrendo ad ideologie meschine e di sopraffazione, intolleranti;

        io non posseggo verità assolute; osservo che l'istinto vitale delle persone generalmente rifugge dal rattrappimento miserello di una certezza di terza mano; ma, evidentemente, ognuno è diverso e fatto a modo suo;

        se tu se felice così, io lo sono per te; certo, il modello che proponi e il modo in cui lo presenti offrono tutt'altro che l'impressione di essere emanazione di un Dio buono e giusto, ma piuttosto di ominicchi meschini e frustrati, attaccati al loro potere, e anche in modo estremamente miope.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #334
          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          guarda che sei tu che parli di "femminilità", ossia la qualità astratta che dovrebbe costituire il denominatore comune delle donne;

          siccome non spieghi in cosa consista, l'unico elemento che posso ipotizzare è la biologia; o dovrei dire la propensione "innata" a pettinare le bambole invece che a correre appresso a un pallone ?
          ma non è una qualità astratta se la base della vita è l'esperienza diretta.

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #335
            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
            E’ un invito. Se una non vuol rispondere amen, non succede niente. Ed anche se non si ritrova affatto nella descrizione della Miriano o in quella della Genesi ( dove il Maligno, quando vuol distruggere la Società e l’armonia fra l’Umanità e Dio inganna e attacca sempre per prima la Donna):
            Perché

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #336
              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
              Il mio modo di interpretare l’esistenza non prevede rose e fiori, Axe: Prevede il combattimento….
              Il dramma grosso che ci sovrasta è vedere spugne gettate sul ring della vita senza neppure provare a farlo, un combattimento. Innanzitutto con noi stessi. Col nostro io. Col nostro egoismo: C’è da rieducare noi stessi e un’intera generazione, al riguardo.
              Preferirei che parlassi al singolare.

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #337
                Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                E invece succede. E poi non saresti qui a stracciarti le vesti, a criticare le persone e le donne soprattutto.
                Guarda Cono che ti abbiamo letto benissimo. La bilancia pende a nostro sfavore.
                Poi il veleno che tu vedi è solo il velo sollevato di un periodo in cui non ci era concesso molto. Hai voglia a fare il nostalgico dei bei tempi andati e dove tu vedi crisi generazionale prima c'era silenzio, rassegnazione, mancanza di libertà e diritti ed ignoranza.
                ..e soprattutto non c'era la tecnologia, non c'era l'inquinamento ed i ladri erano rari, gli omicidi quasi inesistenti, hai ragione Vega, c'era proprio un velo,tutto era nascosto, ma non alla base in cima, un velo di tessuto genuino poiché la plastica non era stata inventata.

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24578

                  #338
                  Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                  ma non è una qualità astratta se la base della vita è l'esperienza diretta.
                  no, sbagli;
                  la parola "femminilità" - la desinenza originaria latina in itas - indica un'astrazione; nel caso, quella relativa ai caratteri che si suppone debbano accomunare le donne;

                  nell'esperienza diretta puoi solo constatare se un soggetto aderisce più o meno allo stereotipo;

                  siccome con Vega hai chiamato in causa una femminilità, da ricercare e non squalificare, ti ho chiesto di cosa si tratterebbe, dato che in concreto per qualificarsi come donna - a parte rarissimi casi patologici - è sufficiente l'apparato riproduttivo;

                  la domanda è pertinente e rilevante, dal momento che tutta la pippa dei ruoli, o "carismi", si fonda esattamente su stereotipi assunti come "naturali", quando di naturale c'è solo la biologia;

                  se fai un discorso vago sul non dover squalificare la femminilità è normale pensare che tu alluda ad un ruolo e a comportamenti che lo sovvertono;
                  almeno, questo è ciò che logicamente si evince dal ricorso stesso al termine "femminilità";

                  avessimo parlato di "virilità" sarebbe stato lo stesso in termini logici, salvo che per il trascurabile dettaglio che difficilmente qualcuno impone o chiede agli uomini di "stare al proprio posto", perché di regola quel posto è quello che l'uomo sceglie.
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #339
                    [QUOTE=axeUgene;1518213]no, sbagli;
                    la parola "femminilità" - la desinenza originaria latina in itas - indica un'astrazione/QUOTE]


                    Un'astrazione quando hanno coniato la parola, è lì che devi risalire, oggi quella astrazione non c'è più e molte parole non significano più quello che significavano, è per questo che, a mio avviso, i preti sono fuori tempo,...massimo.
                    Last edited by crepuscolo; 01-07-2016, 22:57.

                    Comment

                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #340
                      Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                      no, sbagli;
                      la parola "femminilità" - la desinenza originaria latina in itas - indica un'astrazione+

                      Un'astrazione quando hanno coniato la parola, è lì che devi risalire, oggi quella astrazione non c'è più e molte parole non significano più quello che significavano, è per questo che, a mio avviso, i preti sono fuori tempo,...massimo.
                      no, proprio non hai capito;
                      la parola "femminilità", o la "cavallinità" di Platone, se preferisci, indica un concetto astratto; è una questione linguistica, assoluta;
                      non c'entra nulla che il contenuto dell'astrazione sia eventualmente cambiato nel tempo;

                      tu hai chiamato in causa la femminilità, e perciò ti ho chiesto in cosa essa consisterebbe;

                      se provi ad elencare qualità altre da quelle meramente biologiche, vedrai che entri in uno stereotipo culturale di genere che attribuisce ruoli sociali; cosa che non avviene per l'uomo, di solito libero di scegliere e non soggetto ad ideologie che gli prescrivano più di tanto cosa scegliere di essere e fare;

                      per questo la domanda è pertinente, rilevante.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24578

                        #341
                        per essere più chiari, evocare la nozione di femminilità in un discorso su ipotetici ruoli, carismi o quello che si vuole, è, in termini retorici, uno schema analogo a quello che si compie quando in un caso di stupro si evoca la "pudicizia", il contegno della vittima come un dato oggettivo;

                        quella che è una questione oggettiva imperniata sul consenso, evidentemente mancante, diventa nel giudizio l'arbitrio di chi si serve della propria idea di ciò che è conforme alla pudicizia per aggirare la constatazione di reato;

                        analogamente, se nella questione "secca" che riguarda l'eventualità che il genere femminile debba, per qualsiasi motivo che si può discutere, conformarsi ad un determinato ruolo - atteggiamento, costume, in sostanza limite, altro da quello biologico - si evoca la "femminilità" come riferimento, si assume arbitrariamente il paradigma che esista quella qualità oggettiva - a prescindere dl suo contenuto - che interviene come argomento limitativo:

                        "puoi essere libera, ma non dovresti squalificare la tua femminilità (secondo il mio concetto di quella)" equivale al "non dovresti essere stuprata, ma dovresti attenerti a pudicizia (sempre secondo il mio concetto di quella)";

                        il trucco retorico è il solito: si postula una teorica libertà o parità della donna, ma poi si fa rientrare dalla porta di servizio un paradigma implicitamente sessista in cui si dice alle donne come esse dovrebbero fare uso di quella libertà.
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #342
                          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                          per essere più chiari, evocare la nozione di femminilità in un discorso su ipotetici ruoli,
                          Io non ho parlato di ruoli lo sottendi tu; ti dirò di più, se vuoi parlare del femminile in senso ideale i ruoli ai quali tu ti riferisci non sono altro che pesanti catene dalle quali è bene liberarsi.

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                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #343
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            no, proprio non hai capito;
                            la parola "femminilità", o la "cavallinità" di Platone, se preferisci, indica un concetto astratto; è una questione linguistica, assoluta;
                            non c'entra nulla che il contenuto dell'astrazione sia eventualmente cambiato nel tempo;

                            tu hai chiamato in causa la femminilità, e perciò ti ho chiesto in cosa essa consisterebbe;

                            se provi ad elencare qualità altre da quelle meramente biologiche, vedrai che entri in uno stereotipo culturale di genere che attribuisce ruoli sociali; cosa che non avviene per l'uomo, di solito libero di scegliere e non soggetto ad ideologie che gli prescrivano più di tanto cosa scegliere di essere e fare;

                            per questo la domanda è pertinente, rilevante.
                            Secondo te Platone oggi sarebbe così astratto?

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                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #344
                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio


                              analogamente, se nella questione "secca" che riguarda l'eventualità che il genere femminile debba, per qualsiasi motivo che si può discutere, conformarsi ad un determinato ruolo - atteggiamento, costume, in sostanza limite, altro da quello biologico - si evoca la "femminilità" come riferimento, si assume arbitrariamente il paradigma che esista quella qualità oggettiva - a prescindere dl suo contenuto - che interviene come argomento limitativo:

                              "puoi essere libera, ma non dovresti squalificare la tua femminilità (secondo il mio concetto di quella)" equivale al "non dovresti essere stuprata, ma dovresti attenerti a pudicizia (sempre secondo il mio concetto di quella)";

                              il trucco retorico è il solito: si postula una teorica libertà o parità della donna, ma poi si fa rientrare dalla porta di servizio un paradigma implicitamente sessista in cui si dice alle donne come esse dovrebbero fare uso di quella libertà.
                              Vorrei solo farti capire tramite un esempio materiale come io vedo la femminilità e la mascolinità, hai presente il polo positivo e quello negativo del magnetismo? Ebbene per me è il contributo all'annullamento dei poli contrapposti che manifesta più o meno la perfezione del triplice rapporto: sessuale, psichico e spirituale.

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                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24578

                                #345
                                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                                Io non ho parlato di ruoli lo sottendi tu; ti dirò di più, se vuoi parlare del femminile in senso ideale i ruoli ai quali tu ti riferisci non sono altro che pesanti catene dalle quali è bene liberarsi.
                                i ruoli sono sottesi nella definizione astratta;
                                già nel momento in cui devi definire cosa rientri nel feminino e cosa no;
                                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                                Secondo te Platone oggi sarebbe così astratto?
                                beh, certo; lui quell'astrazione cercava;
                                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                                Vorrei solo farti capire tramite un esempio materiale come io vedo la femminilità e la mascolinità, hai presente il polo positivo e quello negativo del magnetismo? Ebbene per me è il contributo all'annullamento dei poli contrapposti che manifesta più o meno la perfezione del triplice rapporto: sessuale, psichico e spirituale.
                                non c'ho capito nulla;

                                qui di concreto abbiamo i generi, identificabili per l'apparato sessuale; e questo è un fatto, a parte rare eccezioni;
                                doto questo presupposto, in cosa consisterebbe la "femminilità" ?

                                perché mai devi ricorrere ad un esempio del mondo fisico quando stiamo parlando di esseri umani - non c'è bisogno di quell'astrazione per il mondo animale, e già questo ti dice che si tratta di un attributo culturale - e potresti fare esempi direttamente attinenti all'oggetto della discussione ?

                                insomma, che minchia è sta femminilità ? portare i tacchi a spillo al supermercato ? avere atteggiamenti civettuoli, seduttivi o manipolatori ? essere competitive nei confronti delle altre donne ? essere "naturalmente portate" per l'assistenza e l'accudimento ? essere remissive e obbedienti ? odiare il calcio ? rompere i coglioni all'uomo con tante paturnie inutili ? avere le puppone ( e' pocce ) ? essere un po' zoccola ma anche un po' pudica, ad libitum ?

                                lo chiedo perché quando si evoca la "femminilità", il 99,9 % periodico delle persone pensa a queste "qualità", ritenendole - ognuno nel suo - come un dato, oggettivo e necessario;

                                siccome hai risposto a Vega evocando il rischio di "squalificare la femminilità", evidentemente hai un'idea di cosa questa debba essere in concreto, se prospetti tale rischio.
                                c'è del lardo in Garfagnana

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