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  • bumble-bee
    ...

    • 10/12/09
    • 15569

    #9901
    Domani saranno cinque anni che mio padre non c'è più. E' stato un padre distante, sia emotivamente che fisicamente... e tuttavia mi ha trasmesso dei valori. Serietà, onestà, amore e rispetto per gli altri.

    Avrei voluto ripercorrere la sua stessa carriera. Navigare su quelle navi dove mi portava da piccolo. Ma forse aveva capito che non sarebbe stato un bene per me. Del resto lui aveva iniziato a sedici anni perché l'alternativa che aveva, era la strada.

    Gli ultimi anni di servizio, dopo ventidue anni consecutivi d'imbarco, li trascorse a terra, presso l' Ufficio Porto di Augusta. Da questo ufficio assisteva le navi militari che approdavano, provvedendo al rifornimento e all' imbarco di materiali quali carburante, provviste, acqua, munizioni, missili e siluri.

    Io sto facendo lo stesso. Assisto le navi mercantili che approdano nei porti di Augusta, Siracusa e Santa Panagia, dando loro supporto nelle loro operazioni commerciali e di rifornimento. Inoltre ho avuto anche l'onore ed il piacere di essere l'agente di riferimento per quasi tutta la flotta militare tedesca che durante gli anni 2015-2019 è approdata nei porti di Augusta, Pontile Nato e Palermo. Già, sono stato anche chiamato a servirli in trasferta, a Palermo, appunto, poiché uno degli ufficiali di bordo, quello della "Frankfurt am Main", una nave rifornimento di 20.000 tonnellate di stazza lorda, mi volle personalmente in quel porto. E per ironia della sorte, quella nave portava il nome della città in cui, a vent'anni, mi recai per lavorare, dopo il diploma : "Francoforte sul Meno", dove passai un anno vivendo da solo, quasi come fosse una specie di servizio militare facendo il cameriere in un ristorante italiano.

    E lì che imparai a "servire"... e servire lo si può fare in molti modi diversi, ma è fondamentalmente un'unica cosa e cioè saper "offrire" un servizio. Sia che sei un cameriere, un addetto al ricevimento d'albergo, un agente immobiliare, finanziario o marittimo (tutti mestieri che ho fatto), saper offrire dei servizi comporta una particolare dedizione, precisione, attenzione per i particolari, ma soprattutto, andare oltre, fare in modo che il cliente non rimanga solo contento, del servizio ricevuto, ma soprattutto, stupito per tutte quelle attenzioni che vanno oltre il dovuto e che vengano naturali, dal profondo del cuore, tanto da lasciare un'impronta indelebile nella memoria del cliente perché ricevute per senso d'accoglienza e di amicizia e non per semplice dovere.

    E così, senza mai navigare, ho lavorato e sto ancora lavorando con le navi, realizzando il desiderio di mio padre, magari, di risparmiarmi i disagi che il mare e la lunga navigazione comporta ai marinai. Anche se così, non si vive appieno l'avventura di questo mestiere, bene inteso. Ma a qualcosa bisogna pur rinunciare.

    Quando anch'io mi sono formato una famiglia e avuto dei figli, mi ha trattato poi da uomo, alla pari, riconoscendomi dignità e rispetto per il mio ruolo di capo famiglia con responsabilità come le sue. Ecco perché mi manca. Mi manca quell'uomo che ha assunto un atteggiamento diverso verso un altro uomo, rispettandolo senza pretendere quella condizione di sudditanza di figlio, il quale, qualunque età egli abbia, è e rimane, pur sempre un figlio. Ho cercato di fare il massimo per lui e sicuramente, avrei potuto fare di più. Ma lo capisci solo quando poi è troppo tardi.

    Caro papà, mi manchi come quando eri lontano, a navigare. Spero sempre che un giorno o l'altro, una nave ti riconduca in porto, dove sarò in banchina ad aspettarti, come quando facevo da piccolo, quando la tua nave rientrava in porto salutata dal suono delle altre sorelle ferme in banchina.
    Bambol utente of the decade

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66040

      #9902
      Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
      Tanti auguri ad Ale per la sua mamma!

      @LadyH
      Purtroppo non sappiamo cosa aspettarci nella vecchiaia, con tutte le malattie che possono capitare. Qui abbiamo discusso più volte dell'eutanasia (e non mi metto certo ora a riaprire la conversazione sull'argomento). però l'ultimo film di Almodovar, La porta accanto, insegna, oltre alla tenerezza, cosa significa la dignità nel momento cruciale del trapasso.
      Film molto bello ma (come tutti quelli di Almodovar) privo di speranza...
      La vecchiaia, la sofferenza e la morte non sono accidenti, fanno parte della vita.
      amate i vostri nemici

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      • Ale
        Opinionista

        • 18/08/20
        • 21452

        #9903
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Film molto bello ma (come tutti quelli di Almodovar) privo di speranza...
        La vecchiaia, la sofferenza e la morte non sono accidenti, fanno parte della vita.
        Si certo, diciamo pure che sono gioie di cui non vediamo l'ora...
        ...stasera lo dico a mammà, così mi arriva un bicchiere in testa
        ...e buongiorno forum
        Mens sana in corpore sano

        Počasi se daleč pride 🐌

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        • Ale
          Opinionista

          • 18/08/20
          • 21452

          #9904
          Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
          Domani saranno cinque anni che mio padre non c'è più. E' stato un padre distante, sia emotivamente che fisicamente... e tuttavia mi ha trasmesso dei valori. Serietà, onestà, amore e rispetto per gli altri.

          Avrei voluto ripercorrere la sua stessa carriera. Navigare su quelle navi dove mi portava da piccolo. Ma forse aveva capito che non sarebbe stato un bene per me. Del resto lui aveva iniziato a sedici anni perché l'alternativa che aveva, era la strada.

          Gli ultimi anni di servizio, dopo ventidue anni consecutivi d'imbarco, li trascorse a terra, presso l' Ufficio Porto di Augusta. Da questo ufficio assisteva le navi militari che approdavano, provvedendo al rifornimento e all' imbarco di materiali quali carburante, provviste, acqua, munizioni, missili e siluri.

          Io sto facendo lo stesso. Assisto le navi mercantili che approdano nei porti di Augusta, Siracusa e Santa Panagia, dando loro supporto nelle loro operazioni commerciali e di rifornimento. Inoltre ho avuto anche l'onore ed il piacere di essere l'agente di riferimento per quasi tutta la flotta militare tedesca che durante gli anni 2015-2019 è approdata nei porti di Augusta, Pontile Nato e Palermo. Già, sono stato anche chiamato a servirli in trasferta, a Palermo, appunto, poiché uno degli ufficiali di bordo, quello della "Frankfurt am Main", una nave rifornimento di 20.000 tonnellate di stazza lorda, mi volle personalmente in quel porto. E per ironia della sorte, quella nave portava il nome della città in cui, a vent'anni, mi recai per lavorare, dopo il diploma : "Francoforte sul Meno", dove passai un anno vivendo da solo, quasi come fosse una specie di servizio militare facendo il cameriere in un ristorante italiano.

          E lì che imparai a "servire"... e servire lo si può fare in molti modi diversi, ma è fondamentalmente un'unica cosa e cioè saper "offrire" un servizio. Sia che sei un cameriere, un addetto al ricevimento d'albergo, un agente immobiliare, finanziario o marittimo (tutti mestieri che ho fatto), saper offrire dei servizi comporta una particolare dedizione, precisione, attenzione per i particolari, ma soprattutto, andare oltre, fare in modo che il cliente non rimanga solo contento, del servizio ricevuto, ma soprattutto, stupito per tutte quelle attenzioni che vanno oltre il dovuto e che vengano naturali, dal profondo del cuore, tanto da lasciare un'impronta indelebile nella memoria del cliente perché ricevute per senso d'accoglienza e di amicizia e non per semplice dovere.

          E così, senza mai navigare, ho lavorato e sto ancora lavorando con le navi, realizzando il desiderio di mio padre, magari, di risparmiarmi i disagi che il mare e la lunga navigazione comporta ai marinai. Anche se così, non si vive appieno l'avventura di questo mestiere, bene inteso. Ma a qualcosa bisogna pur rinunciare.

          Quando anch'io mi sono formato una famiglia e avuto dei figli, mi ha trattato poi da uomo, alla pari, riconoscendomi dignità e rispetto per il mio ruolo di capo famiglia con responsabilità come le sue. Ecco perché mi manca. Mi manca quell'uomo che ha assunto un atteggiamento diverso verso un altro uomo, rispettandolo senza pretendere quella condizione di sudditanza di figlio, il quale, qualunque età egli abbia, è e rimane, pur sempre un figlio. Ho cercato di fare il massimo per lui e sicuramente, avrei potuto fare di più. Ma lo capisci solo quando poi è troppo tardi.

          Caro papà, mi manchi come quando eri lontano, a navigare. Spero sempre che un giorno o l'altro, una nave ti riconduca in porto, dove sarò in banchina ad aspettarti, come quando facevo da piccolo, quando la tua nave rientrava in porto salutata dal suono delle altre sorelle ferme in banchina.

          Hai avuto una vita molto intensa Bumble, leggo sempre con piacere i tui aneddoti...
          ...per quanto riguarda i disagi della navigazione posso confermare, beccare il mare (inteso come diminutivo di mare agitato con onde alte, ma tu sicuramente lo saprai) in alto mare non è il massimo
          Mens sana in corpore sano

          Počasi se daleč pride 🐌

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          • dark lady
            la viaggiatrice
            • 09/03/05
            • 70499

            #9905
            Buongiorno forum.
            Sto cercando di dribblare una trasferta a Brescia per un'operazione anti-mafia. Che ancora sto ko.
            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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            • Kanyu
              *

              • 10/05/19
              • 23130

              #9906
              Se perdi i tuoi a 21 anni per un cavolo di incidente, non sai nemmeno come comportarti. In quegli anni che ricordo bui, pieni di ombre e depressione, io non feci quasi nulla, rimasi annichilito. Fu mio fratello a seguire ogni cosa, dall'incidente, funerale, pratica di successione, le 1000 telefonate alle assicurazioni.
              E' stato per me devastante, per mio fratello, forse di più.
              Solo 6 anni più di me, ma si è sempre sentito e dimostrato un secondo padre.
              Non è facile rifarsi una vita, mancano le basi e hai paura.
              Eppure non ho mai perdonato loro (che non avevano colpa alcuna) di essersene andati così in fretta, di avermi lasciato da un momento all'altro senza indicarmi le armi con cui difendermi.
              Il rapporto con mio padre era inesistente (aveva occhi solo per mio fratello, bravo, politicamete impegnato, laureato e già allora vice-direttore di banca con una carriera a crescere), mia madre colmava ogni cosa con troppa tenerezza verso di me quasi fossi un ragazzino di 10 anni.
              Se ne sono andati, giovani e senza colpe.
              Ripensandoci mi chiedo cosa effettivamente volessero o prevedessero per me...
              La vita è davvero la scaletta del pollaio.
              "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

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              • Ale
                Opinionista

                • 18/08/20
                • 21452

                #9907
                Non ho parole Kanyu, deve essere stato terribile, meno male che hai un fratello...
                ...io sono figlio unico, ed alle volte ci penso a come dev'essere poter condividere gioie e dolori con un tuo pari
                ...oggi per me lavoro extra outdoor, e adesso sto pranzando in un posto in cui ci sono stato un'unica volta quasi 17 anni fa, inutile dire che i pensieri volano su quante cose sono cambiate da allora, per lo più in peggio
                Mens sana in corpore sano

                Počasi se daleč pride 🐌

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                • dark lady
                  la viaggiatrice
                  • 09/03/05
                  • 70499

                  #9908
                  Originariamente Scritto da Kanyu Visualizza Messaggio
                  Se perdi i tuoi a 21 anni per un cavolo di incidente, non sai nemmeno come comportarti. In quegli anni che ricordo bui, pieni di ombre e depressione, io non feci quasi nulla, rimasi annichilito. Fu mio fratello a seguire ogni cosa, dall'incidente, funerale, pratica di successione, le 1000 telefonate alle assicurazioni.
                  E' stato per me devastante, per mio fratello, forse di più.
                  Solo 6 anni più di me, ma si è sempre sentito e dimostrato un secondo padre.
                  Non è facile rifarsi una vita, mancano le basi e hai paura.
                  Eppure non ho mai perdonato loro (che non avevano colpa alcuna) di essersene andati così in fretta, di avermi lasciato da un momento all'altro senza indicarmi le armi con cui difendermi.
                  Il rapporto con mio padre era inesistente (aveva occhi solo per mio fratello, bravo, politicamete impegnato, laureato e già allora vice-direttore di banca con una carriera a crescere), mia madre colmava ogni cosa con troppa tenerezza verso di me quasi fossi un ragazzino di 10 anni.
                  Se ne sono andati, giovani e senza colpe.
                  Ripensandoci mi chiedo cosa effettivamente volessero o prevedessero per me...
                  La vita è davvero la scaletta del pollaio.
                  Purtroppo quando ti accade qualcosa che non ti riesci a spiegare, ti arrabbi, perché non hai altri strumenti.
                  E quando qualcuno che ami se ne va all'improvviso è ancora peggio: passi la vita a farti domande, a chiederti come sarebbe stato se, a immaginare e ipotizzare.
                  La verità è che certe risposte, purtroppo, non le avrai mai. Puoi solo vivere con tutta l'intensità possibile, cosa che tu hai fatto. Così come sei riuscito a crescere splendidamente tuo figlio. Sii orgoglioso di te.
                  “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                  Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                  Comment

                  • Ninag
                    Opinionista
                    • 05/03/24
                    • 1569

                    #9909
                    Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
                    Domani saranno cinque anni che mio padre non c'è più. E' stato un padre distante, sia emotivamente che fisicamente... e tuttavia mi ha trasmesso dei valori. Serietà, onestà, amore e rispetto per gli altri.

                    Avrei voluto ripercorrere la sua stessa carriera. Navigare su quelle navi dove mi portava da piccolo. Ma forse aveva capito che non sarebbe stato un bene per me. Del resto lui aveva iniziato a sedici anni perché l'alternativa che aveva, era la strada.

                    Gli ultimi anni di servizio, dopo ventidue anni consecutivi d'imbarco, li trascorse a terra, presso l' Ufficio Porto di Augusta. Da questo ufficio assisteva le navi militari che approdavano, provvedendo al rifornimento e all' imbarco di materiali quali carburante, provviste, acqua, munizioni, missili e siluri.

                    Io sto facendo lo stesso. Assisto le navi mercantili che approdano nei porti di Augusta, Siracusa e Santa Panagia, dando loro supporto nelle loro operazioni commerciali e di rifornimento. Inoltre ho avuto anche l'onore ed il piacere di essere l'agente di riferimento per quasi tutta la flotta militare tedesca che durante gli anni 2015-2019 è approdata nei porti di Augusta, Pontile Nato e Palermo. Già, sono stato anche chiamato a servirli in trasferta, a Palermo, appunto, poiché uno degli ufficiali di bordo, quello della "Frankfurt am Main", una nave rifornimento di 20.000 tonnellate di stazza lorda, mi volle personalmente in quel porto. E per ironia della sorte, quella nave portava il nome della città in cui, a vent'anni, mi recai per lavorare, dopo il diploma : "Francoforte sul Meno", dove passai un anno vivendo da solo, quasi come fosse una specie di servizio militare facendo il cameriere in un ristorante italiano.

                    E lì che imparai a "servire"... e servire lo si può fare in molti modi diversi, ma è fondamentalmente un'unica cosa e cioè saper "offrire" un servizio. Sia che sei un cameriere, un addetto al ricevimento d'albergo, un agente immobiliare, finanziario o marittimo (tutti mestieri che ho fatto), saper offrire dei servizi comporta una particolare dedizione, precisione, attenzione per i particolari, ma soprattutto, andare oltre, fare in modo che il cliente non rimanga solo contento, del servizio ricevuto, ma soprattutto, stupito per tutte quelle attenzioni che vanno oltre il dovuto e che vengano naturali, dal profondo del cuore, tanto da lasciare un'impronta indelebile nella memoria del cliente perché ricevute per senso d'accoglienza e di amicizia e non per semplice dovere.

                    E così, senza mai navigare, ho lavorato e sto ancora lavorando con le navi, realizzando il desiderio di mio padre, magari, di risparmiarmi i disagi che il mare e la lunga navigazione comporta ai marinai. Anche se così, non si vive appieno l'avventura di questo mestiere, bene inteso. Ma a qualcosa bisogna pur rinunciare.

                    Quando anch'io mi sono formato una famiglia e avuto dei figli, mi ha trattato poi da uomo, alla pari, riconoscendomi dignità e rispetto per il mio ruolo di capo famiglia con responsabilità come le sue. Ecco perché mi manca. Mi manca quell'uomo che ha assunto un atteggiamento diverso verso un altro uomo, rispettandolo senza pretendere quella condizione di sudditanza di figlio, il quale, qualunque età egli abbia, è e rimane, pur sempre un figlio. Ho cercato di fare il massimo per lui e sicuramente, avrei potuto fare di più. Ma lo capisci solo quando poi è troppo tardi.

                    Caro papà, mi manchi come quando eri lontano, a navigare. Spero sempre che un giorno o l'altro, una nave ti riconduca in porto, dove sarò in banchina ad aspettarti, come quando facevo da piccolo, quando la tua nave rientrava in porto salutata dal suono delle altre sorelle ferme in banchina.
                    Ci sono cose che si comprendono lentamente.

                    Comment

                    • Ninag
                      Opinionista
                      • 05/03/24
                      • 1569

                      #9910
                      Originariamente Scritto da Kanyu Visualizza Messaggio
                      Se perdi i tuoi a 21 anni per un cavolo di incidente, non sai nemmeno come comportarti. In quegli anni che ricordo bui, pieni di ombre e depressione, io non feci quasi nulla, rimasi annichilito. Fu mio fratello a seguire ogni cosa, dall'incidente, funerale, pratica di successione, le 1000 telefonate alle assicurazioni.
                      E' stato per me devastante, per mio fratello, forse di più.
                      Solo 6 anni più di me, ma si è sempre sentito e dimostrato un secondo padre.
                      Non è facile rifarsi una vita, mancano le basi e hai paura.
                      Eppure non ho mai perdonato loro (che non avevano colpa alcuna) di essersene andati così in fretta, di avermi lasciato da un momento all'altro senza indicarmi le armi con cui difendermi.
                      Il rapporto con mio padre era inesistente (aveva occhi solo per mio fratello, bravo, politicamete impegnato, laureato e già allora vice-direttore di banca con una carriera a crescere), mia madre colmava ogni cosa con troppa tenerezza verso di me quasi fossi un ragazzino di 10 anni.
                      Se ne sono andati, giovani e senza colpe.
                      Ripensandoci mi chiedo cosa effettivamente volessero o prevedessero per me...
                      La vita è davvero la scaletta del pollaio.
                      Certe esperienze lasciano segni talmente profondi per cui non si vede via d'uscita, il tempo attenua lievemente il dolore, ma lo sgomento rimane. Essere figli è difficile, essere genitori lo è anche di più.

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                      • ReginaD'Autunno
                        Sovrana di Bellezza

                        • 01/05/19
                        • 12130

                        #9911
                        Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
                        Domani saranno cinque anni che mio padre non c'è più. E' stato un padre distante, sia emotivamente che fisicamente... e tuttavia mi ha trasmesso dei valori. Serietà, onestà, amore e rispetto per gli altri.

                        Avrei voluto ripercorrere la sua stessa carriera. Navigare su quelle navi dove mi portava da piccolo. Ma forse aveva capito che non sarebbe stato un bene per me. Del resto lui aveva iniziato a sedici anni perché l'alternativa che aveva, era la strada.

                        Gli ultimi anni di servizio, dopo ventidue anni consecutivi d'imbarco, li trascorse a terra, presso l' Ufficio Porto di Augusta. Da questo ufficio assisteva le navi militari che approdavano, provvedendo al rifornimento e all' imbarco di materiali quali carburante, provviste, acqua, munizioni, missili e siluri.

                        Io sto facendo lo stesso. Assisto le navi mercantili che approdano nei porti di Augusta, Siracusa e Santa Panagia, dando loro supporto nelle loro operazioni commerciali e di rifornimento. Inoltre ho avuto anche l'onore ed il piacere di essere l'agente di riferimento per quasi tutta la flotta militare tedesca che durante gli anni 2015-2019 è approdata nei porti di Augusta, Pontile Nato e Palermo. Già, sono stato anche chiamato a servirli in trasferta, a Palermo, appunto, poiché uno degli ufficiali di bordo, quello della "Frankfurt am Main", una nave rifornimento di 20.000 tonnellate di stazza lorda, mi volle personalmente in quel porto. E per ironia della sorte, quella nave portava il nome della città in cui, a vent'anni, mi recai per lavorare, dopo il diploma : "Francoforte sul Meno", dove passai un anno vivendo da solo, quasi come fosse una specie di servizio militare facendo il cameriere in un ristorante italiano.

                        E lì che imparai a "servire"... e servire lo si può fare in molti modi diversi, ma è fondamentalmente un'unica cosa e cioè saper "offrire" un servizio. Sia che sei un cameriere, un addetto al ricevimento d'albergo, un agente immobiliare, finanziario o marittimo (tutti mestieri che ho fatto), saper offrire dei servizi comporta una particolare dedizione, precisione, attenzione per i particolari, ma soprattutto, andare oltre, fare in modo che il cliente non rimanga solo contento, del servizio ricevuto, ma soprattutto, stupito per tutte quelle attenzioni che vanno oltre il dovuto e che vengano naturali, dal profondo del cuore, tanto da lasciare un'impronta indelebile nella memoria del cliente perché ricevute per senso d'accoglienza e di amicizia e non per semplice dovere.

                        E così, senza mai navigare, ho lavorato e sto ancora lavorando con le navi, realizzando il desiderio di mio padre, magari, di risparmiarmi i disagi che il mare e la lunga navigazione comporta ai marinai. Anche se così, non si vive appieno l'avventura di questo mestiere, bene inteso. Ma a qualcosa bisogna pur rinunciare.

                        Quando anch'io mi sono formato una famiglia e avuto dei figli, mi ha trattato poi da uomo, alla pari, riconoscendomi dignità e rispetto per il mio ruolo di capo famiglia con responsabilità come le sue. Ecco perché mi manca. Mi manca quell'uomo che ha assunto un atteggiamento diverso verso un altro uomo, rispettandolo senza pretendere quella condizione di sudditanza di figlio, il quale, qualunque età egli abbia, è e rimane, pur sempre un figlio. Ho cercato di fare il massimo per lui e sicuramente, avrei potuto fare di più. Ma lo capisci solo quando poi è troppo tardi.

                        Caro papà, mi manchi come quando eri lontano, a navigare. Spero sempre che un giorno o l'altro, una nave ti riconduca in porto, dove sarò in banchina ad aspettarti, come quando facevo da piccolo, quando la tua nave rientrava in porto salutata dal suono delle altre sorelle ferme in banchina.
                        Almeno tu Bumble un padre l'hai avuto che ti trasmettesse valori...
                        Il mio è completamente inesistente, all'educazione mia e delle mie sorelle ci ha pensato mia madre che ha fatto quello che ha potuto, e lo dico forse un pò presuntuosamente ma almeno con me ha fatto un bel lavoro, mentre mio padre ha lavorato, ma non lo faceva con amore di padre ma solo per dovere.
                        Corteggiata da l'aure e dagli amori, siede sul trono de la siepe ombrosa, bella regina dè fioriti odori, in colorita maestà la rosa CLAUDIO ACHILLINI
                        La regina del sud sorgerà nel giudizio. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.(MT12:42)

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                        • ReginaD'Autunno
                          Sovrana di Bellezza

                          • 01/05/19
                          • 12130

                          #9912
                          Originariamente Scritto da Kanyu Visualizza Messaggio
                          Se perdi i tuoi a 21 anni per un cavolo di incidente, non sai nemmeno come comportarti. In quegli anni che ricordo bui, pieni di ombre e depressione, io non feci quasi nulla, rimasi annichilito. Fu mio fratello a seguire ogni cosa, dall'incidente, funerale, pratica di successione, le 1000 telefonate alle assicurazioni.
                          E' stato per me devastante, per mio fratello, forse di più.
                          Solo 6 anni più di me, ma si è sempre sentito e dimostrato un secondo padre.
                          Non è facile rifarsi una vita, mancano le basi e hai paura.
                          Eppure non ho mai perdonato loro (che non avevano colpa alcuna) di essersene andati così in fretta, di avermi lasciato da un momento all'altro senza indicarmi le armi con cui difendermi.
                          Il rapporto con mio padre era inesistente (aveva occhi solo per mio fratello, bravo, politicamete impegnato, laureato e già allora vice-direttore di banca con una carriera a crescere), mia madre colmava ogni cosa con troppa tenerezza verso di me quasi fossi un ragazzino di 10 anni.
                          Se ne sono andati, giovani e senza colpe.
                          Ripensandoci mi chiedo cosa effettivamente volessero o prevedessero per me...
                          La vita è davvero la scaletta del pollaio.
                          Purtroppo sono esperienze che ti segnano dentro, mio nonno se ne andato 41 anni fa ed è forse l'unica figura paterna che ho avuto perchè almeno a me, voleva un bene dell'anima...
                          E' partito per sempre quando avevo solo 7 anni e mi ha lasciato un vuoto incolmabile perchè non l'ho nemmeno goduto pienamente perchè abitavo in un'altra città, ma per quel poco che mi ricordo era una persona eccellente.
                          Corteggiata da l'aure e dagli amori, siede sul trono de la siepe ombrosa, bella regina dè fioriti odori, in colorita maestà la rosa CLAUDIO ACHILLINI
                          La regina del sud sorgerà nel giudizio. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.(MT12:42)

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66040

                            #9913
                            Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
                            Domani saranno cinque anni che mio padre non c'è più. E' stato un padre distante, sia emotivamente che fisicamente... e tuttavia mi ha trasmesso dei valori. Serietà, onestà, amore e rispetto per gli altri.

                            Avrei voluto ripercorrere la sua stessa carriera. Navigare su quelle navi dove mi portava da piccolo. Ma forse aveva capito che non sarebbe stato un bene per me. Del resto lui aveva iniziato a sedici anni perché l'alternativa che aveva, era la strada.

                            Gli ultimi anni di servizio, dopo ventidue anni consecutivi d'imbarco, li trascorse a terra, presso l' Ufficio Porto di Augusta. Da questo ufficio assisteva le navi militari che approdavano, provvedendo al rifornimento e all' imbarco di materiali quali carburante, provviste, acqua, munizioni, missili e siluri.

                            Io sto facendo lo stesso. Assisto le navi mercantili che approdano nei porti di Augusta, Siracusa e Santa Panagia, dando loro supporto nelle loro operazioni commerciali e di rifornimento. Inoltre ho avuto anche l'onore ed il piacere di essere l'agente di riferimento per quasi tutta la flotta militare tedesca che durante gli anni 2015-2019 è approdata nei porti di Augusta, Pontile Nato e Palermo. Già, sono stato anche chiamato a servirli in trasferta, a Palermo, appunto, poiché uno degli ufficiali di bordo, quello della "Frankfurt am Main", una nave rifornimento di 20.000 tonnellate di stazza lorda, mi volle personalmente in quel porto. E per ironia della sorte, quella nave portava il nome della città in cui, a vent'anni, mi recai per lavorare, dopo il diploma : "Francoforte sul Meno", dove passai un anno vivendo da solo, quasi come fosse una specie di servizio militare facendo il cameriere in un ristorante italiano.

                            E lì che imparai a "servire"... e servire lo si può fare in molti modi diversi, ma è fondamentalmente un'unica cosa e cioè saper "offrire" un servizio. Sia che sei un cameriere, un addetto al ricevimento d'albergo, un agente immobiliare, finanziario o marittimo (tutti mestieri che ho fatto), saper offrire dei servizi comporta una particolare dedizione, precisione, attenzione per i particolari, ma soprattutto, andare oltre, fare in modo che il cliente non rimanga solo contento, del servizio ricevuto, ma soprattutto, stupito per tutte quelle attenzioni che vanno oltre il dovuto e che vengano naturali, dal profondo del cuore, tanto da lasciare un'impronta indelebile nella memoria del cliente perché ricevute per senso d'accoglienza e di amicizia e non per semplice dovere.

                            E così, senza mai navigare, ho lavorato e sto ancora lavorando con le navi, realizzando il desiderio di mio padre, magari, di risparmiarmi i disagi che il mare e la lunga navigazione comporta ai marinai. Anche se così, non si vive appieno l'avventura di questo mestiere, bene inteso. Ma a qualcosa bisogna pur rinunciare.

                            Quando anch'io mi sono formato una famiglia e avuto dei figli, mi ha trattato poi da uomo, alla pari, riconoscendomi dignità e rispetto per il mio ruolo di capo famiglia con responsabilità come le sue. Ecco perché mi manca. Mi manca quell'uomo che ha assunto un atteggiamento diverso verso un altro uomo, rispettandolo senza pretendere quella condizione di sudditanza di figlio, il quale, qualunque età egli abbia, è e rimane, pur sempre un figlio. Ho cercato di fare il massimo per lui e sicuramente, avrei potuto fare di più. Ma lo capisci solo quando poi è troppo tardi.

                            Caro papà, mi manchi come quando eri lontano, a navigare. Spero sempre che un giorno o l'altro, una nave ti riconduca in porto, dove sarò in banchina ad aspettarti, come quando facevo da piccolo, quando la tua nave rientrava in porto salutata dal suono delle altre sorelle ferme in banchina.
                            L'Amore è più forte della Morte: lo rivedrai. E stavolta sarà per sempre. La Pasqua ormai vicina ci ricorda questo
                            amate i vostri nemici

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66040

                              #9914
                              Originariamente Scritto da Kanyu Visualizza Messaggio
                              Se perdi i tuoi a 21 anni per un cavolo di incidente, non sai nemmeno come comportarti. In quegli anni che ricordo bui, pieni di ombre e depressione, io non feci quasi nulla, rimasi annichilito. Fu mio fratello a seguire ogni cosa, dall'incidente, funerale, pratica di successione, le 1000 telefonate alle assicurazioni.
                              E' stato per me devastante, per mio fratello, forse di più.
                              Solo 6 anni più di me, ma si è sempre sentito e dimostrato un secondo padre.
                              Non è facile rifarsi una vita, mancano le basi e hai paura.
                              Eppure non ho mai perdonato loro (che non avevano colpa alcuna) di essersene andati così in fretta, di avermi lasciato da un momento all'altro senza indicarmi le armi con cui difendermi.
                              Il rapporto con mio padre era inesistente (aveva occhi solo per mio fratello, bravo, politicamete impegnato, laureato e già allora vice-direttore di banca con una carriera a crescere), mia madre colmava ogni cosa con troppa tenerezza verso di me quasi fossi un ragazzino di 10 anni.
                              Se ne sono andati, giovani e senza colpe.
                              Ripensandoci mi chiedo cosa effettivamente volessero o prevedessero per me...
                              La vita è davvero la scaletta del pollaio.
                              Ripensa a quanto ti avevo scritto sull'arazzo, Kanyu: sul retro e sul davanti....
                              amate i vostri nemici

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                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66040

                                #9915
                                Originariamente Scritto da Ninag Visualizza Messaggio
                                Certe esperienze lasciano segni talmente profondi per cui non si vede via d'uscita, il tempo attenua lievemente il dolore, ma lo sgomento rimane. Essere figli è difficile, essere genitori lo è anche di più.
                                Non farei una classifica, Nina: diciamo che entrambi i "mestieri" si impara a farli con l'esperienza. Via via che passa il tempo...
                                amate i vostri nemici

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