Originariamente Scritto da anaffettivo
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nella realtà degli eventi materiali, del sangue, quando si va ad agire su meccanismi macroeconomici di questo tipo sono tantissime le variabili fondamentali che vanno fuori controllo, a livello sociale e politico, nelle percezioni di interesse e di "classe", ecc... con dispersioni di energie e sinergie che sono difficilmente prevedibili, soprattutto quando l'efficienza economica del sistema produttivo è già attestata su valori critici;
il nesso tra trasformazione e moneta unica, nella necessità di importare materie prime ed energia pagandole con valuta forte, sta esattamente nella criticità del valore di elasticità, o meglio, nel suo essere prossimo a valori di criticità, per cui in un periodo di transizione puoi vedere spiazzati moltissimi settori già in difficoltà o in lotta perché gli effetti negativi combinati della transizione verso una nuova moneta nazionale eccedono i vantaggi attesi dalla capacità di svalutare ed esportare;
l'atteggiamento di scuola - che sembra animare anche l'immaginazione di tanti piccoli imprenditori o sognatori - porta a sovrastimare la componente "prezzo" e sottostimare quella di "qualità", dandola ingiustamente per scontata;
i problemi economici italiani non sono frutto dell'euro e non è certo con l'uscita dall'euro che li risolvi, facendo concorrenza sul prezzo, soprattutto in un mondo che produce tutto ad 1/5 dei tuoi costi;
e guardacaso, da sempre i nostri euroscettici sono esattamente i rappresentanti di quella tradizione politica che non vuole un controllo sulla spesa per poter amministrare il consenso battendo moneta anziché affrontare i nodi economici che comporterebbero sostituzione delle élites e premio al merito, mobilità sociale, che infatti da noi è minima;
in soldoni, per fidarti delle ipotesi e valutazioni "di scuola", dovresti presupporre una coeteris paribus, in cui tutto il resto fila liscio, ma questo non succede, mai;
e tantomeno in Italia, per un gravame noto di capacità organizzative e generale coesione;
io non riduco la questione fideisticamente; sono proprio propenso a credere che chi convince gli italiani che uscire dall'euro sia una soluzione e non una disgrazia unilaterale sia un pazzo criminale, che forse aspira a vedersi fotografato appeso a testa in giù ad una pompa di benzina; oppure vuole la secessione, che magari finisce sempre lì, in fondo a corso Buenos Aires.


Un'alleanza Bersani-Berlusconi mi sembra possibile sulla carta ma praticabile quanto una cavalcata a dorso di unicorno.




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