Originariamente Scritto da Vega
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La fertilita', un affare di Stato
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Hai bisogno di chiederGlielo? Nostra figlia ha sofferto, è vero. Attaccata al respiratore non abbiam potuto mai neppure prenderla in braccio una volta: Ma la ritroveremo in Eterno! Staremo sempre insieme con lei per l’Eternità Laura, ci pensi? Per l’Eternità!!!amate i vostri nemici
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Conta l’Amore, Barbara. Se fosse solo questione di precetto non solo psicopatici: Dovremmo essere considerati pazzi da legare!Originariamente Scritto da nahui Visualizza MessaggioFa parte del libero arbitrio che dio ha dato all'uomo: io posso scegliere, me ne assumo la responsabilità. Per me contano le intenzioni con le quali si fanno le cose, non il precetto. In genere è una buona guida, se non sei psicopatico.
Ascolta quanto è bella e vera questa canzone di Giorgia
amate i vostri nemici
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Chissa' perche' l'esimia ministressa ha sbattuto in prima pagina la fertilita' additando l'infertilita' femminile, invece di puntare all'infertilita', ma socialmente critica, maschile.
Mo la gente fa figli, con annessi e connessi avvenire, perche una canzone leggera l'ispira.
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Saranno gli esperti a dire cosa sta succedendo nel 2016. Di certo gli allarmi sulla denatalità lanciati da più parti, dai demografi come dai medici, dagli economisti come dal ministero della Salute, che poi ha completamente sbagliato la campagna con la quale voleva porre all'attenzione di tutti il problema, erano molto fondati. I dati finali faranno comprendere anche quale ruolo hanno avuto gli stranieri nel nuovo, marcatissimo calo.
L'Istat certifica un calo senza precedenti: da gennaio a giugno i nuovi nati sono diminuiti del 6%, il triplo rispetto a un anno fa!
È come se dal primo gennaio al 30 giugno di quest'anno a Roma non fosse nato neppure un bambino. Sale parto sbarrate, consultori vuoti, ecografi spenti negli ambulatori dei ginecologi: tutto chiuso. E ancora non basta. Nella capitale infatti in sei mesi vengono al mondo circa 12mila bambini, e nell'intero Paese durante lo stesso lasso di tempo del 2016 ci sono state 14.600 nascite meno dell'anno prima. Cioè si è avuto un calo mai registrato in epoca recente, del 6%. In numeri assoluti significa 221.500 nuovi nati contro i 236.100 di un anno fa.
La riduzione della natalità già andava a passo sostenuto, ora sta diventando una corsa e i dati pubblicati ieri dall'Istat riguardo alla prima parte del 2016 disegnano un futuro davvero fosco dal punto di vista demografico. Certo, sono i primi sei mesi, teoricamente da luglio a dicembre potrebbe cambiare qualcosa in meglio ma appare molto difficile che si risalga troppo la china, vista la tendenza avviata ormai da molti anni. E del resto potrebbe anche accadere il contrario, cioè esserci una riduzione più sostenuta. Se si analizza quanto accaduto nel 2015, ad esempio, il calo rispetto al 2014 dopo i primi sei mesi era di circa il 2% e alla fine dell'anno è arrivato al 3, portando il dato assoluto a 485mila nati, per la prima volta nella storia d'Italia sotto il mezzo milione. Ebbene, se si proiettano i numeri disponibili per il 2016 su tutto l'anno ci si ferma tra i 450 e i 460mila nuovi italiani. Sono solo stime ma danno l'idea di cosa possa succedere nel giro di un lustro se si continua ad andare avanti di questo passo.
Il 2015 era stato anche l'anno del boom della mortalità, con ben 49mila decessi in più rispetto al 2014 (+8,2%). Un aumento mai registrato che i demografi hanno spiegato dicendo che probabilmente freddo, influenza e poi caldo avevano portato al decesso moltissimi anziani fragili. Persone che in condizioni più favorevoli sarebbero vissute un po' di più. A guardare i dati del primo semestre 2016 la teoria sembrerebbe azzeccata. Si osserva infatti una forte riduzione rispetto all'anno precedente, di ben 24.600 morti, cioè il 7%. I valori tornano così in linea con quelli del 2014, cioè prima del picco, anche se restano un po' superiori.
Il cosiddetto "saldo naturale", cioè la differenza tra nati e morti, l'anno scorso aveva toccato il rosso record di 162mila persone perché i decessi erano stati 647mila. Quest'anno il valore negativo sarà dovuto piuttosto al calo delle nascite, e potrebbe attestarsi tra i 120 e 130 mila cittadini in meno. Il secondo valore più alto da quando questa voce è finita in rosso, cioè dal 1983.
A fronte di coppie italiane che ormai da tempo hanno iniziato a fare sempre meno figli, gli immigrati avevano in qualche modo impedito il tracollo e ormai negli ultimi anni rappresentano almeno il 20% di chi dà alla luce un bambino
in Italia. Il timore dei demografi è che anche loro stiano cambiando abitudini in fatto di maternità e parto, perché interessati da un fenomeno che almeno dal 2008 ha origine anche nella crisi economica e quindi riguarda tutti coloro che vivono in Italia, da ovunque provengano.
amate i vostri nemici
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Se gli incentivi dello stato alla procreazione non vanno oltre alle belle parole, inutile meravigliarsi che gli italiani non fanno figli.
Gli immigrati arrivano già col loro bel bagaglio di prole, se non basta la incrementano, e siccome hanno tanti figli passano davanti a chi ha sempre prodotto reddito e pagato tasse in Italia, e che magari è in attesa dell'assegnazione di una casa popolare da 20 anni. Nel frattempo ricevono aiuti economici dai comuni, per cibo e vestiario si fanno assistere da caritas, crocerossa e compagnia bella, e grazie alle nostre leggi possono permettersi di rifiutare il lavoro che viene loro offerto, perché è molto meno faticoso passare mezza giornata davanti ai carrelli dei supermercati ottenendo 50-60 euro al giorno in nero. Perché li vedo che vanno nei locali pubblici a cambiare gli spiccioli, ci parlo e so che per tanti le cose stanno proprio così.
Tranquilli e sereni, senza un'ombra di stress, e mantenuti da noi. Grazie a quegli stessi governi che si scagliano contro il lavoro nero e gli sprechi di una scriteriata politica assistenziale. Vai in Austria o in Germania, e vedi se succede la stessa cosa. Chi arriva là viene trattato come gli altri, e se non si adegua alle regole del paese che lo ospita viene cortesemente invitato ad andarsene, perché i rubinetti si chiudono.
È razzismo questo? Certo, ma razzismo al contrario, perché in Italia i discriminati siamo proprio noi.Originariamente Scritto da Careful with thati miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;Originariamente Scritto da Ned FlandersSono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....
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quelli che vedi così sono un'esigua minoranza, anche se vistosa;Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza MessaggioTranquilli e sereni, senza un'ombra di stress, e mantenuti da noi. Grazie a quegli stessi governi che si scagliano contro il lavoro nero e gli sprechi di una scriteriata politica assistenziale. Vai in Austria o in Germania, e vedi se succede la stessa cosa. Chi arriva là viene trattato come gli altri, e se non si adegua alle regole del paese che lo ospita viene cortesemente invitato ad andarsene, perché i rubinetti si chiudono.
È razzismo questo? Certo, ma razzismo al contrario, perché in Italia i discriminati siamo proprio noi.
poi devi andare a vedere come vive la maggioranza, quelli "integrati" delle Chinatown, in dieci in una stanza, pagati due spicci da datori di lavoro italiani;
come dico al gattomiao, fatti un giro a Milano: la mattina alle 7 parti da via Novara verso S.Siro e poi piazza Wagner, fino in centro, per poi riprendere verso nord o est, direzione Zara o Lambrate; e guarda negli androni dove si puliscono le scale, nei bar, nei negozietti e mercatini all'aperto, sui ponteggi, nelle botteguzze di riparazioni sartoriali a 4 euro l'intervento, gli anziani accompagnati dalle badanti; le fonderie bresciane, le concerie della Valdarno dove ti ammali di cancro in cambio di 4 mila al mese... quasi tutte attività italiane che occupano quasi sempre per due soldi questa moltitudine che fa figli e si accontenta di situazioni di lavoro, alloggio e vita che nessun italiano reggerebbe a lungo;
se hai un paese che si impoverisce, arroccato su queste piccole rendite di posizione, è ovvio che il profilo medio di qualifica della manodopera cala a vantaggio di chi è più temprato a quelle condizioni;
ma non per volontà di vertici "cattivi", bensì per esigenze di quegli stessi italici che intraprendono, oppure ricavano piccole rendite dall'affitto di appartamentini in periferia o fondi commerciali che sarebbero incapaci di utilizzare per attività proprie;
tutti soldi che vanno in tasca a pensionati, che verosimilmente li girano a figli precari;
un motivo importante del calo demografico è anche che il ciclo di studi non è abbastanza compatto; le donne iscritte all'università sono 130 ogni 100 uomini, e 150 quelle che si laureano, a 26, 27 anni in media;
solo che se riescono a percepire una prima remunerazione a 30, 32, anni, a prescindere dal tipo di vincolo di coppia, è improbabile che si mettano a far figli prima, con tutte le conseguenze del caso;
ovvio che non pochi brillantemente risolvono con lo statevene e casuccia, così si risolve anche il problema della disoccupazione maschile.c'è del lardo in Garfagnana
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Si vede che vivo in un'isola felice. Del resto non andrei a stare a Milano neanche morto, fosse pure un quartiere bene.Originariamente Scritto da Careful with thati miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;Originariamente Scritto da Ned FlandersSono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....
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Qualche settimana fa ho conosciuto una donna senegalese. Ero a far l'aperitivo con amiche e lei passava per vendere i suoi bracciali (che fa a mano). L'abbiamo invitata a sedersi con noi a fare l'aperitivo, così ci ha raccontato un po' della sua vita. A parte che a 25 anni sembrava mia mamma (quando mi ha detto l'età non ci credevo), ci raccontava che lei ha 5 figli a casa, in Senegal, il più grande di 10 anni. E che avrebbe voluto che la raggiungessero ma che poi quando ha visto come è la situazione in Italia ha deciso che era meglio cercare di mandar loro più soldi possibili a casa e di lasciarli là...“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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può darsi che in certe realtà decentrate arrivino migranti smistati che ciondolano, come dice il gattomiao, e sono più fastidiosamente vistosi;Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza MessaggioSi vede che vivo in un'isola felice. Del resto non andrei a stare a Milano neanche morto, fosse pure un quartiere bene.
ma, a parte la quota criminale, peraltro lievemente inferiore rispetto a quella nazionale e in costante calo, nelle città ormai tutta la bassa forza di tutti i settori è straniera;
poi, si può discutere e auspicare tutto e il suo contrario; m forse sarebbe opportuno valutare il perché in effetti non ci sia davvero tutto questo allarme o rivolta, a parte in alcune limitatissime aree ghetto di alcune periferie metropolitane;
poi, vedi anche questi ragazzini 15 o 20enni di tutti i colori che parlano stretto dialetto locale con la sciarpa della squadra di città in banda con gli altri, e diventa davvero difficile ragionare in termini di "noi" e "loro".c'è del lardo in Garfagnana
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dovrei rileggere tutto ma è una impresa troppo faticosa collegare i vari interventi
fosse dipeso da me non avrei nemmeno l'unico figlio che ho , l'ho fatto per il suo desiderio di maternità , ma troppa responsabilità mettere al mondo qualcuno senza la sua diretta richiesta , questo perchè spesso mi chiedevo cosa ci faccio io in questo mondo ..e non siamo animali che procreano istintivamente
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Istinto di abbracciarti Mik! Stai fuori mesi interi e arrivi subito al nòcciolo della questione: La denatalità non è certo solo una questione economica. Dipende dall’atteggiamento che abbiamo verso la Vita. Se la riteniamo un Dono oppure un non senso…una fregatura….
Nel primo caso, la conseguenza naturale è desiderare di trasmetterla, di regalarla a nostra volta.
Nel secondo caso, è l’ultimo dei nostri pensieri.amate i vostri nemici
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potrebbe , ma potrebbe chiamarsi anche amore preservandola dai problemi e crudeltà che noi abbiamo creato e continuiamo a creare in
questo mondo
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No Michele, rifletti: Se hai Amore alla Vita, se sei felice di essere nato….non puoi tenere tale gioia solo per te. Ti scoppia dentro il desiderio di essere cooperatore di Dio nell’Opera della Creazione. Sai che la Vita è sempre preziosa agli occhi di Dio. Anche quando ha i segni del dolore e della sofferenza.
Ne abbiamo fatto un tabù, della sofferenza, proprio perchè avendo eliminato Dio dai nostri pensieri, essa è divenuta semplicemente un non senso...un'assurdità...qualcosa della quale non vogliamo avere a che fare. In nessuna maniera!amate i vostri nemici
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giusto; ma vedi bene che il desiderio è il tuo - come per chiunque, il movente essenziale - mentre la sofferenza e i vincoli riguardano anche gli altri;Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioNo Michele, rifletti: Se hai Amore alla Vita, se sei felice di essere nato….non puoi tenere tale gioia solo per te. Ti scoppia dentro il desiderio di essere cooperatore di Dio nell’Opera della Creazione. Sai che la Vita è sempre preziosa agli occhi di Dio. Anche quando ha i segni del dolore e della sofferenza.
questo, beninteso, lo faccio solo notare, senza certo permettermi di dire agli altri cosa debbano o non debbano fare; ma è un dato di realtà;
siamo creati e naturalmente fatti per evitare la sofferenza, a partire dall'istinto di autoconservazione che ci fa temere i pericoli, che sono essenzialmente circostanze che si segnalano col dolore; evitiamo cibi che ci danno il mal di pancia, gli urti con ostacoli che ci causerebbero dolorose fratture, i predatori che potrebbero infergerci ferite mortali; perché ? perché altrimenti saremmo estinti da quel dì;Ne abbiamo fatto un tabù, della sofferenza, proprio perchè avendo eliminato Dio dai nostri pensieri, essa è divenuta semplicemente un non senso...un'assurdità...qualcosa della quale non vogliamo avere a che fare. In nessuna maniera!
anche il dolore esistenziale, benché inevitabile, può condurre alla morte, alla sfiducia, all'inazione o alla distruttività;
chi cerca il dolore è anormale, cioè fuori della norma, senza che questo implichi un giudizio morale;
alle persone normali, tutte, il dolore capita ed è inevitabile; si cerca di resistere come si può;
ma istituire una gerarchia morale tra chi fa figli e non teme la sofferenza e gli edonisti che non li fanno perché incapaci di sacrifici, quando è evidente e confessato da te stesso che la famiglia è l'espressione di un desiderio individuale è una colossale e patente sciocchezza.c'è del lardo in Garfagnana
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ti faccio notare che in tanti anni mai una volta sei sceso nella valle e valutato il pensiero altrui , è una questione e responsabilità personale Cono , io mi sento pienamente responsabile della vita di chi ho coinvolto nella mia e se non dispongo di risorse necessarie per la sopravvivenza di eventuali figli non delego la cosa ad " Altri" ...ora vediamo se su questo concetto hai ancora qualcosa da obiettareOriginariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioNo Michele, rifletti: Se hai Amore alla Vita, se sei felice di essere nato….non puoi tenere tale gioia solo per te. Ti scoppia dentro il desiderio di essere cooperatore di Dio nell’Opera della Creazione. Sai che la Vita è sempre preziosa agli occhi di Dio. Anche quando ha i segni del dolore e della sofferenza.
Ne abbiamo fatto un tabù, della sofferenza, proprio perchè avendo eliminato Dio dai nostri pensieri, essa è divenuta semplicemente un non senso...un'assurdità...qualcosa della quale non vogliamo avere a che fare. In nessuna maniera!
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