Come al solito taglio non per censurare, perchè l'intervento integrale rimane, ma per evidenziare i punti che discuto.
Sì, ma solo per dire che la mia valutazione, che tu chiami di coscienza, non è oggettiva!
Non ci intendiamo, perchè tu attribuisci alla legittima difesa un valore oggettivo che non ha.
Ad esempio, il tedesco di 80 anni fa, parlo del cittadino comune, ERA CONVINTO IN BUONA FEDE che gli ebrei attentassero alla sua civiltà e persino alla sua vita.
Che bisognasse emarginarli, e magari gasarli, era quindi considerata legittima difesa.
Solo qualche cristiano, devo riconoscere, come il vescovo di nonsodove o quelli della Rosa Bianca, ebbero il coraggio di opporsi. In nome della coscienza individuale? Sì, ma anche in nome di una società più democratica. E qui, le due istanze, la tua e la mia, si riuniscono.
Purtroppo non sempre nella storia è stato così.
Originariamente Scritto da elnick
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sulla legittima difesa invece vi sono due considerazioni.
in primisi non va confuso il male fisico, che ad esempio subisce l'aggressore a cui sei riuscita a rompere la testa, con la malvagità.
in seconda istanza occorrebbe parlare dell'azione e distinguere la volontà interiore dagli effetti del gesto. Questo non c'entra con la legittima difesa che non è malvagia nè nelle intenzioni nè nei risultati (che sono la difesa e non la testa rotta) ma che credo fosse quanto interessava a te dibattere.
in primisi non va confuso il male fisico, che ad esempio subisce l'aggressore a cui sei riuscita a rompere la testa, con la malvagità.
in seconda istanza occorrebbe parlare dell'azione e distinguere la volontà interiore dagli effetti del gesto. Questo non c'entra con la legittima difesa che non è malvagia nè nelle intenzioni nè nei risultati (che sono la difesa e non la testa rotta) ma che credo fosse quanto interessava a te dibattere.
Ad esempio, il tedesco di 80 anni fa, parlo del cittadino comune, ERA CONVINTO IN BUONA FEDE che gli ebrei attentassero alla sua civiltà e persino alla sua vita.
Che bisognasse emarginarli, e magari gasarli, era quindi considerata legittima difesa.
Solo qualche cristiano, devo riconoscere, come il vescovo di nonsodove o quelli della Rosa Bianca, ebbero il coraggio di opporsi. In nome della coscienza individuale? Sì, ma anche in nome di una società più democratica. E qui, le due istanze, la tua e la mia, si riuniscono.
Purtroppo non sempre nella storia è stato così.

sia ai mezzi (sparare a chiunque appaia un assassino) e questo perchè essendo l'uomo consapevole i mezzi che impiega li vuole per raggiungere il fine desiderato (poco importa che ci riesca o meno). Per cui se anche l'atto può essere solo voluto (cioè immaginato), nell'esempio mi vorrei difendere con un fucile (ma il fucile non ce l'ho) il mezzo (sparo con il fucile) si riferisce consapevolmente al fine.
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