Dio accetta ogni forma di adorazione?

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24593

    #91
    Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Ma il Matrimonio cristiano è un'altra cosa! Si sta insieme e si rimane sempre e comunque insieme
    ma poi, il trucco retorico di questa formulazione è quel "si" impersonale, che pretenderebbe di annullare la volontà individuale, trasformandola per incanto in una sola;
    finché i due sono d'accordo, nessun problema;
    ma quando le opinioni divergono e le alternative sono radicalmente contrapposte, è ovvio che l'indissolubilità comporta una violenza su chi non la vorrebbe.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #92
      Ma, se parti con una idea di matrimonio scioglibile, di fatto generi una riserva mentale che nel diritto canonico quel matrimonio te lo rende religiosamente nullo, come di fatto nulli sono gran parte dei matrimoni religiosi celebrati per obblighi sociali con tutt'altre idee in testa rispetto ai presupposti sacramentali.
      Quindi il problema divorzio nemmeno si dovrebbe porre sul lato religioso.

      Se poi sei strettamente osservante non hai sposato una persona, ma hai sposato una fede e finche' ci credi e' lineare che ti ci attieni.
      Quando non ci credi piu' le logiche di fede perdono significato ed entri in un'altra giurisdizione.
      Si tratta alla fine di restare legati ad una fede e non alla persona, per questo l'adepto che vive di fede non si fa problemi delle condizioni delle persone, per di piu' in un credo che fa della sofferenza via maestra di salvezza.
      Si salva sempre l'anima e se, per questo, va perso il corpo e' solo un danno collaterabile sopportabile quando non auspicabile.

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24593

        #93
        Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
        Ma, se parti con una idea di matrimonio scioglibile, di fatto generi una riserva mentale che nel diritto canonico quel matrimonio te lo rende religiosamente nullo, come di fatto nulli sono gran parte dei matrimoni religiosi celebrati per obblighi sociali con tutt'altre idee in testa rispetto ai presupposti sacramentali.
        Quindi il problema divorzio nemmeno si dovrebbe porre sul lato religioso.

        Se poi sei strettamente osservante non hai sposato una persona, ma hai sposato una fede e finche' ci credi e' lineare che ti ci attieni.
        Quando non ci credi piu' le logiche di fede perdono significato ed entri in un'altra giurisdizione.
        Si tratta alla fine di restare legati ad una fede e non alla persona, per questo l'adepto che vive di fede non si fa problemi delle condizioni delle persone, per di piu' in un credo che fa della sofferenza via maestra di salvezza.
        Si salva sempre l'anima e se, per questo, va perso il corpo e' solo un danno collaterabile sopportabile quando non auspicabile.
        tutto questo è perfettamente logico;

        ciò che invece è falso è il preteso ancoraggio al messaggio evangelico; infatti puntualmente smentito;

        se mi dici: "la dottrina cattolica chiede..." mi sta bene;

        ma se pretendi di affermare "Dio chiede..." anche in presenza di controversie nell'ambito della stessa radice cristiana, sei in termini oggettivi in discussione, anche sul piano interno al tuo stesso sistema;
        non si può mettere sullo stesso piano la critica al dogmatismo espressa dall'agnostico esterno - che contesta il fondamento del sistema tout court - con quella del concorrente teologico che rivendica una diversa coniugazione dello stesso sistema;

        cioè, in astratto, di fronte al dogma, le due cose possono sembrare analoghe e sovrapponibili, semplicemente escludendo l'eretico al pari dell'agnostico;
        in concreto però la sfida dialettica costringe di fatto il preteso depositario dell'ortodossia ad argomentare in positum e con vincoli oggettivi di natura semantica, difficilmente aggirabili, laddove l'agnostico semplicemente non si presenta in campo;

        ma gli esiti in termini di convincimento dell'uditorio sono opposti;

        per questo, finché il critico è agnostico resta uno sparring partner con cui condividere la borsa; mentre quando si presenta un concorrente serio son dolori...
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #94
          Ritengo che l'adepto si senta investito del mandato di dio che vuole e gli comanda di trasformare il mondo intero rendendolo omologato al suo volere che l'adepto e' convinto di conoscere ed attuare, in conseguenza del quale agisce e nel caso "insegna" a che il tutto si trasformi nel senso voluto.

          Nella dialettica comune pero' l'adepto semplice di truppa, ragionevolmente, per non indisporre troppo la platea, non si puo' mettere esplicitamente sul pulpito dichiarandosi quale istruttore di un branco di buoi e deve in una certa misura subire la situazione, senza tuttavia poter o sapere distaccarsi dal ruolo educativo che in realta' lo guida e lo motiva.
          In tale ambiguita' uno che e' meno che maestro di dialettica e' facilissimo che cada nelle cotranddizioni e incongruenze che poi qui si rilevano.

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24593

            #95
            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
            Ritengo che l'adepto si senta investito del mandato di dio che vuole e gli comanda di trasformare il mondo intero rendendolo omologato al suo volere che l'adepto e' convinto di conoscere ed attuare, in conseguenza del quale agisce e nel caso "insegna" a che il tutto si trasformi nel senso voluto.

            Nella dialettica comune pero' l'adepto semplice di truppa, ragionevolmente, per non indisporre troppo la platea, non si puo' mettere esplicitamente sul pulpito dichiarandosi quale istruttore di un branco di buoi e deve in una certa misura subire la situazione, senza tuttavia poter o sapere distaccarsi dal ruolo educativo che in realta' lo guida e lo motiva.
            In tale ambiguita' uno che e' meno che maestro di dialettica e' facilissimo che cada nelle cotranddizioni e incongruenze che poi qui si rilevano.
            beh, le contraddizioni, quando elaborate in seno allo stesso sistema, poi finiscono per dividere anche gli esegeti esperti e frazionare ciò che si pretenderebbe univoco, che è cosa diversa;

            perché un conto è pronunciarsi da monopolista indiscusso nel confronto con un'opinione estranea; altro è vedersi discussa l'interpretazione e il dogma;
            nel primo caso, hai un semplice e innocuo dissidio fittizio su ciò che è per definizione incontestabile, la fede;
            nel secondo devi argomentare sul positum e rendere conto delle contraddizioni su ciò che è sotto gli occhi; la perdita di fatto del monopolio, anche se rivendicato, è già un cambiamento di fatto della natura di una cosa che si pretende assoluta; un vulnus irreversibile in termini filosofici e pure teologici e dottrinari, poiché inverte gli oneri logici come condizione di fatto, esposizione pubblica.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #96
              Vabbe', ma se l'esegeta sa gestire una situazione del genere, lo stesso non sa/puo' fare l'operatore di strada che al dunque si limita a fare da ripetitore passivo di un indottrinamento gestito da ben altri e di piu' nin sa, ne puote.
              Come aspettarsi dal muratore la spiegazione e la giustificazione delle logiche applicate dall'architetto in una realizzazione molto articolata e azzardata.
              Se non ci fossero esigenze di mandare avanti la discussione questa nemmeno inizierebbe in tali condizioni.

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24593

                #97
                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                Se è Dio che unisce, come potremmo sciogliere? Si stà insieme non per obbligo dunque. Ma per rispondere a una chiamata....a una vocazione.....
                il dio "misericordioso" della dottrina dell'indissolubilità potrebbe mai voler conservare una roba del genere, e impedire a questa donna di rifarsi una vita, come ha fatto, magari giudicandola concubina ?

                via, lo capisci da te che non regge; sai quante storie così ci sono, con tutte le sfumature intermedie ? qui siamo un quarto degli americani, ma gli omicidi sono la metà;

                quale finalità "Buona e giusta" può esserci nel conservare un'unione infelice ?


                Oggi sono qui per parlare di una domanda inquietante che ha una risposta altrettanto inquietante. Parlerò dei segreti della violenza domestica e la domanda alla quale ho intenzione di rispondere è la domanda che tutti fanno sempre: Perché lei rimane? Ma chi vorrebbe stare con un uomo che la picchia?

                Io non sono una psichiatra, un’assistente sociale o un’esperta di violenza domestica. Sono solo una donna con una storia da raccontare.

                Avevo 22 anni. Mi ero appena laureata ad Harvard. Mi ero trasferita a New York per il mio primo lavoro come scrittrice e redattrice per la rivista Seventeen. Avevo il mio primo appartamento, la mia prima American Express, e avevo un grande segreto. Il mio segreto era che avevo avuto una pistola carica di proiettili a punta cava puntata alla testa dall’uomo che pensavo fosse la mia anima gemella, tante, tante volte. L’uomo che amavo più di chiunque altro al mondo mi ha puntato una pistola alla testa minacciando di uccidermi così tante volte che non me le ricordo tutte.

                Sono qui per raccontarvi la storia di un amore folle, una trappola psicologica travestita da amore, in cui milioni di donne ed anche alcuni uomini cadono ogni anno. Potrebbe essere la vostra storia.

                Io non ho l’aspetto della tipica sopravvissuta ad abusi domestici. Ho una laurea in inglese ad Harvard, un Master in Marketing alla Wharton Business School. Ho passato la maggior parte della mia carriera a lavorare per aziende della Fortune 500 tra cui Johnson & Johnson, Leo Burnett e il Washington Post. Sono sposata da quasi 20 anni col mio secondo marito e abbiamo tre figli. Ho un labrador nero e guido un minivan Honda Odyssey.

                Quindi, il mio primo messaggio per voi è che la violenza domestica capita a tutti - senza differenze di razza, religione, censo o livello di istruzione. È ovunque.

                Il mio secondo messaggio è che tutti pensano che la violenza domestica capiti alle donne, che sia un problema femminile. Non esattamente. Oltre l’85 per cento di chi commette un abuso è composto da uomini e la violenza domestica si sviluppa solo in relazioni intime, interdipendenti, a lungo termine, in poche parole nelle famiglie, l’ultimo posto nel quale vorremmo o ci aspetteremmo di trovare la violenza, che è uno dei motivi per cui la violenza domestica è così sconcertante.

                Vi avrei detto io per prima che ero di certo l’ultima persona al mondo a voler stare con un uomo che mi picchiava, ma la verità è che, dal punto di vista dell’età, io ero la tipica vittima. Avevo 22 anni ed ero negli Stati Uniti, ci sono il triplo delle probabilità che le donne tra i 16 e i 24 anni siano vittime di violenza domestica rispetto a donne di età diversa, e più di 500 donne e ragazze di questa età vengono uccise ogni anno da partner violenti, fidanzati e mariti negli Stati Uniti.

                Ero una tipica vittima anche perché non sapevo nulla di violenza domestica, dei suoi campanelli d’allarme o dei suoi schemi.

                Ho conosciuto Conor una notte fredda e piovosa di gennaio. Si è seduto vicino a me sulla metropolitana di New York, e ha iniziato a chiacchierare. Mi ha detto due cose: che anche lui si era appena laureato in una delle migliori università, e che lavorava in una famosa banca di Wall Street. Ma la prima impressione forte che mi lasciò in quel primo incontro era quella di un tipo intelligente e divertente e sembrava un ragazzo di campagna. Aveva delle grandi guance, delle guance grandi come mele e dei capelli biondo grano, e sembrava così dolce.

                Una delle cose più intelligenti che Conor ha fatto, fin dall’inizio, è stata creare l’illusione che ero io il soggetto dominante nel rapporto. Lo ha fatto soprattutto all’inizio, idolatrandomi. Abbiamo cominciato ad uscire, e amava tutto di me, il fatto che ero intelligente, che ero andata ad Harvard, che adoravo il mio lavoro e aiutare ragazzine adolescenti. Voleva sapere tutto della mia famiglia, della mia infanzia, delle mie speranze e dei miei sogni. Conor credeva in me, come scrittrice e come donna, come nessun’altro aveva mai fatto. E aveva anche creato una magica atmosfera di fiducia tra noi confessando il suo segreto: quando era solo un bambino, all’età di appena quattro anni, era stato selvaggiamente e ripetutamente abusato dal patrigno, e le violenze erano arrivate ad un punto tale che aveva dovuto abbandonare la scuola, anche se era molto intelligente, e aveva passato quasi 20 anni a ricostruire la sua vita. Per questo la laurea in quell’università e il lavoro a Wall Street con un futuro così promettente significavano davvero tanto per lui.

                Se mi aveste detto che quest’uomo intelligente, divertente, sensibile, che mi adorava un giorno avrebbe deciso se potevo truccarmi o meno, fino a dove potevano arrivare le mie gonne, dove dovevo vivere e che lavoro fare, chi dovevano essere i miei amici e dove avrei trascorso il Natale, vi avrei riso in faccia, perché non c’era accenno di violenza, ossessione per il controllo o rabbia in Conor all’inizio. Non sapevo che la prima fase in qualsiasi rapporto di violenza domestica è quella di sedurre e affascinare la vittima.

                Non sapevo neanche che il secondo passaggio consiste nell’isolare la vittima. Ora, non è che Conor un giorno è arrivato a casa e mi ha detto, “Senti, tutta questa roba di Romeo e Giulietta è stata bella, ma devo passare alla fase successiva dove ti isolo e abuso di te, quindi devo portarti via da questo appartamento dove i vicini possono sentirti urlare e lontano da questa città dove hai amici, famiglia e colleghi che possono vedere i lividi.” Invece, Conor è venuto a casa un venerdì sera e mi ha detto che aveva lasciato il suo lavoro, il lavoro dei suoi sogni, e ha detto che lo aveva fatto per me, perché lo avevo fatto sentire così sicuro ed amato che non aveva più bisogno di dimostrare niente a se stesso a Wall Street e voleva solo andarsene dalla città, lontano dalla sua famiglia disfunzionale e abusiva, e trasferirsi in una piccola città del New England dove poteva ricominciare una vita con me al suo fianco. Ora, l’ultima cosa che volevo fare era lasciare New York e il lavoro dei miei sogni, ma ho pensato che per la propria anima gemella bisogna fare dei sacrifici, così ho accettato, e mi sono licenziata, e Conor ed io siamo venuti via da Manhattan. Non avevo idea che stavo precipitando in questo folle amore, che mi stavo buttando a capofitto in una trappola preparata accuratamente, una trappola fisica, economica e psicologica.

                Il passo successivo nello schema della violenza domestica è quello di introdurre la minaccia della violenza e vedere lei come reagisce. E qui torniamo a quelle pistole. Appena ci siamo trasferiti in New England – sapete, quel luogo dove Connor doveva sentirsi così sicuro - ha comprato tre pistole. Ne teneva una nel vano portaoggetti della macchina. Un’altra sotto i cuscini del letto, e la terza la teneva sempre in tasca. Diceva che quelle pistole gli servivano a causa del trauma che aveva vissuto da ragazzo. Ne aveva bisogno per sentirsi protetto. Ma quelle pistole erano in realtà un messaggio per me, e anche se non aveva ancora alzato un dito contro di me, la mia vita era già in grave pericolo ogni minuto di ogni giorno.

                La prima volta che Conor mi ha aggredita fisicamente è stato cinque giorni prima del nostro matrimonio. Erano le sette. Avevo ancora la camicia da notte indosso. Stavo lavorando al computer cercando di finire un lavoro freelance, e mi sono infastidita, e Conor ha usato la mia rabbia come scusa per mettermi le mani al collo e premere così tanto da non farmi respirare o urlare. Ha usato questa presa per sbattere ripetutamente la mia testa contro il muro. Cinque giorni dopo i dieci lividi sul collo erano sbiaditi, ho indossato l’abito da sposa di mia madre e l’ho sposato.

                Nonostante ciò che era accaduto, ero comunque sicura che saremmo stati per sempre felici e contenti, perché lo amavo e lui mi amava così tanto. Ed era molto, molto dispiaciuto. Il matrimonio e creare una famiglia con me lo aveva stressato molto. Era stato un incidente isolato, e non mi avrebbe mai più fatto del male.

                Accadde altre due volte durante la luna di miele. La prima volta, stavo guidando per trovare una spiaggia nascosta e mi sono persa. Mi ha dato un pugno così forte ad un lato della testa, che l’altro lato ha colpito ripetutamente il finestrino del conducente. E poi un paio di giorni dopo, tornando a casa dalla luna di miele, si è arrabbiato per il traffico, e mi ha gettato un Big Mac freddo in faccia. Conor ha continuato a picchiarmi una o due volte a settimana per i successivi due anni e mezzo di matrimonio.

                Sbagliando, credevo di essere l’unica e la sola in questa situazione. Una donna su tre in America subisce violenze domestiche o viene perseguitata ad un certo punto della vita, e il CDC riferisce che 15 milioni di bambini subiscono abusi ogni anno, 15 milioni. Quindi, in realtà, ero in ottima compagnia.

                Torniamo alla mia domanda: Perché sono rimasta? La risposta è semplice. Non sapevo che lui stesse abusando di me. Anche se mi puntava quelle pistole cariche alla testa, mi spingeva giù per le scale, minacciava di uccidere il nostro cane, toglieva la chiave di accensione mentre guidavo lungo la statale, mi versava caffè macinato in testa mentre mi vestivo per un colloquio di lavoro, mai una volta ho pensato di essere una moglie maltrattata. Al contrario, ero una donna molto forte innamorata di un uomo profondamente problematico, ed io ero l’unica persona al mondo che poteva aiutare Conor ad affrontare i suoi demoni.

                L’altra domanda che tutti fanno è, perché non se n’è andata? Perché non me ne sono andata? Avrei potuto farlo in mille occasioni. Per me, questa è la domanda più triste e dolorosa che la gente possa farmi, perché noi vittime sappiamo qualcosa che voi di solito non sapete: è pericoloso lasciare un violento. Perché l’ultima fase nello schema della violenza domestica è l’omicidio. Oltre il 70 per cento degli omicidi per violenza domestica avviene dopo che la vittima ha interrotto la relazione, dopo che se n’è andata, perché a quel punto il violento non ha più niente da perdere. Altri scenari includono stalking a lungo termine, anche dopo che il violento si è risposato; la negazione delle risorse finanziarie; e la manipolazione del diritto di famiglia per terrorizzare la vittima e i suoi figli, che sono regolarmente costretti dai giudici del tribunale a passare del tempo incustoditi con l’uomo che picchiava la madre. Eppure ci domandiamo ancora, perché non se n’è semplicemente andata?

                Io sono riuscita ad andarmene, grazie ad un ultimo e sadico pestaggio che ha vinto ogni resistenza. Ho capito che l’uomo che amavo così tanto mi avrebbe uccisa se lo avessi lasciato. Così ho rotto il muro del silenzio. L’ho detto a tutti: polizia, vicini, amici e famiglia, completi sconosciuti, e oggi sono qui perché tutti voi mi avete aiutato.

                Tendiamo a rappresentare le vittime come macabre maniache di protagonismo, donne autodistruttive, merci danneggiate. La domanda, “Perché resta?” per alcune persone sta per “È colpa sua se resta.”, come se le vittime scegliessero intenzionalmente di innamorarsi di uomini che vogliono distruggerle.

                Ma da quando ho pubblicato “Crazy Love” ho ascoltato centinaia di storie di uomini e donne che come me se ne sono andati, che hanno imparato una preziosa lezione di vita da ciò che è successo, e che si sono ricostruiti una vita - gioiosa, felice - come impiegati, mogli e madri, e vivono senza violenza, come me. Ciò che è venuto fuori è che sono una tipica vittima della violenza domestica e una tipica sopravvissuta della violenza domestica. Mi sono risposata con un uomo buono e gentile, e abbiamo avuto tre figli. Il labrador nero, il minivan. Ma non riavrò mai, più mai più, una pistola carica puntata alla testa da qualcuno che dice di amarmi.

                Forse ora state pensando, “Wow, è davvero affascinante” o, “Wow, che stupida che era” ma in tutto questo tempo in realtà ho parlato di voi. Vi assicuro che ci sono persone che mi stanno ascoltando adesso che sono attualmente oggetto di violenza o che sono lo sono state da bambine o che sono loro stesse violente. La violenza potrebbe coinvolgere vostra figlia, vostra sorella, o il vostro migliore amico, proprio in questo momento.

                Sono riuscita a chiudere con la mia storia d’amore folle rompendo il silenzio. E lo sto facendo ancora oggi. È il mio modo di aiutare altre vittime, ed è la richiesta finale che vi faccio. Parlate di quello che avete sentito qui. La violenza prospera solo nel silenzio. Avete il potere di porre fine alla violenza domestica semplicemente puntandoci un riflettore addosso. Noi vittime abbiamo bisogno di tutti. Abbiamo bisogno che ognuno di voi conosca i segreti della violenza domestica. Parlate alla luce del sole di violenza con i vostri figli, i vostri colleghi, amici e parenti. Guardate i sopravvissuti come persone meravigliose, amabili con un futuro stracolmo. Riconoscete i primi segni di violenza e intervenite con coscienza, ridimensionatela, mostrate alle vittime un via d’uscita sicura. Insieme possiamo far sì che i nostri letti, le nostre tavole e le nostre famiglie siano quelle oasi sicure e tranquille che dovrebbero essere.

                Grazie.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66040

                  #98
                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                  ma poi, il trucco retorico di questa formulazione è quel "si" impersonale, che pretenderebbe di annullare la volontà individuale, trasformandola per incanto in una sola;
                  finché i due sono d'accordo, nessun problema;
                  ma quando le opinioni divergono e le alternative sono radicalmente contrapposte, è ovvio che l'indissolubilità comporta una violenza su chi non la vorrebbe.
                  Carissimo, se le due persone si mettono insieme senza voler mai correre rischi, scelgono il rito civile. Non quello religioso.
                  Il Matrimonio cristiano presuppone l'assistenza continua di Dio. Nei momenti felici e in quelli dolorosi. Nella salute e nella malattia.....
                  amate i vostri nemici

                  Comment

                  • Vega
                    Opinionista

                    • 04/05/05
                    • 17967

                    #99
                    Ma sai spiegare perchè il tuo dio si ostinerebbe a voler tenere per forza unite due persone, e soprattutto nel male??
                    Che ne ricava di tutto questo?

                    Che valore c'è nella prigionia e nell'infelicità?
                    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

                    Comment

                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24593

                      #100
                      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                      Carissimo, se le due persone si mettono insieme senza voler mai correre rischi, scelgono il rito civile. Non quello religioso.
                      questo sarebbe vero se non ci fossero condizionamenti ambientali che rendono prediletta una "tradizione", che può essere molto gratificante, purché si creda davvero;
                      siccome la parrocchia riceve un bel contributo per la cerimonia, è probabilissimo che il celebrante ponga ostacoli relativamente blandi riguardo alle effettive motivazioni dei nubendi, perché a fine mese bisogna incassare un tot., esattamente come le pattuglie stradali, che un fanalino difettoso per elevare la contravvenzione prima o poi lo trovano

                      resta poi l'opposizione delle autorità religiose al divorzio - comunque non riconosciuto dalla Chiesa - ma che colpiva esattamente i matrimoni civili, con una plateale ingerenza nelle "vite degli altri".
                      c'è del lardo in Garfagnana

                      Comment

                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66040

                        #101
                        Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                        Ma sai spiegare perchè il tuo dio si ostinerebbe a voler tenere per forza unite due persone, e soprattutto nel male??
                        Che ne ricava di tutto questo?

                        Che valore c'è nella prigionia e nell'infelicità?
                        Dov'è che si ostina? Dio propone solamente.....
                        Alle due persone propone un percorso di vita, una magnifica avventura. Assicurando la Sua protezione e il Suo aiuto imperituro. Si accetta? Si stà al gioco? Si vuol fare un'esperienza CONCRETA di Lui? Si sceglie il Matrimonio Cristiano.
                        Troppo difficile? Meglio assicurarsi sempre una via d'uscita? Meglio confidare in noi stessi prima che in Dio? Si sceglie il Matrimonio Civile.
                        amate i vostri nemici

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24593

                          #102
                          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                          Dov'è che si ostina? Dio propone solamente.....
                          Alle due persone propone un percorso di vita, una magnifica avventura. Assicurando la Sua protezione e il Suo aiuto imperituro. Si accetta? Si stà al gioco? Si vuol fare un'esperienza CONCRETA di Lui? Si sceglie il Matrimonio Cristiano.
                          Troppo difficile? Meglio assicurarsi sempre una via d'uscita? Meglio confidare in noi stessi prima che in Dio? Si sceglie il Matrimonio Civile.
                          Cono, dimentichi che la Chiesa cattolica ha ostacolato il divorzio - anche di chi si sia sposato civilmente - per oltre un secolo, dopo che quasi in tutta Europa era stato istituito;

                          questa cosa incideva sulle vite di tutti - compresa la mia, per esempio - e ti spiega anche la diffidenza che suscita l'intervento dei vescovi nella vita politica;
                          perché nelle tue considerazioni, ora poni la questione come scelta libera, ma tale è divenuta solo in seguito a battaglie liberali; non certo per amorevole concessione del clero, che si è sempre opposto da posizioni di potere politico.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • Vega
                            Opinionista

                            • 04/05/05
                            • 17967

                            #103
                            Non fare giochetti di parole che non ti riesce.
                            Se propone perchè poi non si può tornare indietro?

                            E' chiaro che si ostina a non voler vedere due persone che si dividono e che prendono altre strade. Non girarci intorno.

                            Mi spieghi quindi il valore della prigionia e dell'infelicità? Grazie.
                            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66040

                              #104
                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              Cono, dimentichi che la Chiesa cattolica ha ostacolato il divorzio - anche di chi si sia sposato civilmente - per oltre un secolo, dopo che quasi in tutta Europa era stato istituito;

                              questa cosa incideva sulle vite di tutti - compresa la mia, per esempio - e ti spiega anche la diffidenza che suscita l'intervento dei vescovi nella vita politica;
                              perché nelle tue considerazioni, ora poni la questione come scelta libera, ma tale è divenuta solo in seguito a battaglie liberali; non certo per amorevole concessione del clero, che si è sempre opposto da posizioni di potere politico.
                              Axe, tutto è in evoluzione. Se n'è parlato venerdi: Dialogando e incrociandosi fra loro, valori laici e valori religiosi possono portare a una sintesi. A trovare ciò che può venire incontro e raccogliere le mille sfide della società attuale.
                              amate i vostri nemici

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                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66040

                                #105
                                Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                                Non fare giochetti di parole che non ti riesce.
                                Se propone perchè poi non si può tornare indietro?

                                E' chiaro che si ostina a non voler vedere due persone che si dividono e che prendono altre strade. Non girarci intorno.

                                Mi spieghi quindi il valore della prigionia e dell'infelicità? Grazie.
                                Ma vivi sotto una campana di vetro? DE FACTO le persone si separano. Non esiste nessuna costrizione. E prendono tale decisione anche coppie credenti, che si son sposate in Chiesa.....
                                Ciò fà parte della fragilità umana. Della poca fede. Che spesso conduce nel vicolo cieco, dove anche Dio rimane un'immagine confusa.
                                Al contrario, c'è invece la coppia descritta da Papa Francesco: Che và avanti. Che supera insieme le difficoltà. E che magari da esse trova nuovo slancio e vigore...

                                Prigionia e infelicità non sono dunque "valori" come li chiami te. Sono il risultato, semmai, di scelte affrettate, di mancanza di fede, del voler prevalere sull'altro. Anche a scapito dei più deboli: I figli.
                                amate i vostri nemici

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