Originariamente Scritto da conogelato
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Ecclesia vuol dire comunità, non stato militare, che batte moneta e uccide, detiene ricchezza e patrimoni, commina pena di morte e roghi, impone, si allea col potere;
non è che te la puoi cavare con la fallibilità; se c'è fallibilità, non c'è divinità, altrimenti fai il gioco delle tre carte;
Riguardo all’altro punto, va detto anzitutto che la coscienza non è infallibile, si può sbagliare.
Lo ricorda San Giovanni Paolo II in Veritatis splendor: “Il monito di Paolo ci sollecita alla vigilanza, avvertendoci che nei giudizi della nostra coscienza si annida sempre la possibilità dell'errore. Essa non è un giudice infallibile: può errare”.
Per un cristiano non è possibile anteporre il proprio giudizio al giudizio del Magistero.
Il cristiano infatti sa che Cristo ha garantito solo al Magistero l’infallibilità nell’insegnamento della fede e della morale.
E sa pure che Cristo ha detto di ascoltare gli apostoli e i loro successori: “Chi ascolta voi, ascolta me e chi disprezza voi, disprezza me” (Lc 10,16).
“I fedeli accolgano con spirito di fede l’insegnamento del Vicario di Cristo. Esso è elemento essenziale per la formazione della loro coscienza, perché il loro giudizio possa risultare conforme al volere di Dio”.
Ciò significa concretamente che qualora vi fosse discrepanza tra la propria opinione e il magistero ecclesiastico, consapevoli che Cristo non ha garantito ai singoli l’infallibilità del giudizio e che invece l’ha garantita al Magistero, i credenti, proprio perché vogliono lasciarsi condurre da Cristo, preferiranno il giudizio del Magistero alla loro opinione.
Noi siamo solo creature, Axe. Mentre Dio Padre è il Creatore!
Lo ricorda San Giovanni Paolo II in Veritatis splendor: “Il monito di Paolo ci sollecita alla vigilanza, avvertendoci che nei giudizi della nostra coscienza si annida sempre la possibilità dell'errore. Essa non è un giudice infallibile: può errare”.
Per un cristiano non è possibile anteporre il proprio giudizio al giudizio del Magistero.
Il cristiano infatti sa che Cristo ha garantito solo al Magistero l’infallibilità nell’insegnamento della fede e della morale.
E sa pure che Cristo ha detto di ascoltare gli apostoli e i loro successori: “Chi ascolta voi, ascolta me e chi disprezza voi, disprezza me” (Lc 10,16).
“I fedeli accolgano con spirito di fede l’insegnamento del Vicario di Cristo. Esso è elemento essenziale per la formazione della loro coscienza, perché il loro giudizio possa risultare conforme al volere di Dio”.
Ciò significa concretamente che qualora vi fosse discrepanza tra la propria opinione e il magistero ecclesiastico, consapevoli che Cristo non ha garantito ai singoli l’infallibilità del giudizio e che invece l’ha garantita al Magistero, i credenti, proprio perché vogliono lasciarsi condurre da Cristo, preferiranno il giudizio del Magistero alla loro opinione.
Noi siamo solo creature, Axe. Mentre Dio Padre è il Creatore!
nel primo passo ammetti la fallibilità;
poi la smentisci, con le parole del saggio e coerente Ratzinger, che io ammiro sempre;
ma allora, se il Magistero è sempre infallibile, perché ci ricordi le occasioni in cui la Chiesa ha dovuto chiedere scusa e perdono per tanti soprusi e atrocità che potrei puntigliosamente elencarti, ce ne fosse bisogno, e che essa stessa ammette ?
vedi, il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi; e questo è un caso tipico;
per fortuna, ci sono 5 secoli - ma anche da prima - di Cristianesimo che la vede diversamente e non riconosce l'obbedienza come somma virtù, dal momento che per prima l'obbedienza stessa può essere schermo per il proprio egoismo e contro la propria coscienza:
so che Cristo non mi chiede di uccidere l'eretico, trattenere mia moglie, condannare il prossimo, ma me lo chiede la Chiesa, e io obbedirò a quel magistero;
ma Ratzinger è onesto; mostra la verità delle sabbie mobili in cui la sua chiesa è impantanata e in cui sta affondando, e si è ribellato per primo ribaltando il perinde ac cadaver di Woityla;
si è dimesso e ha iniziato a smantellare quella figura infallibile e ieratica.




perché, tu vuoi comparare Lutero ad un teologo cattolico di oggi ?
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