Mi piacciono, se affermano il giusto cioè ciò che penso anch'io.
Se poi sono ripetitive anche in altri ambiti fisici direi che le apprezzo ancora di più. Mi piacciono le sfide motorie, fino allo sfinimento e al sudore che cola e scorre ovunque sul proprio corpo.
Cosa pensi delle persone che cambiano continuamente in modo artificioso, per non risultare ripetitive, perchè non si accettano per quello che sono e non sono in grado di trovare una propria e vera identità stabile?
No. Mi annoia andare in bicicletta. Preferisco correre a piedi o praticare qualche sport adatto a me, se proprio devo far muovere insistentemente le gambe.
Non sarebbe meglio accontentarsi di ciò che si è e dei propri limiti, cercando di portare all'estremo solo quest'ultimi se si vuole migliorare, anzichè riempirsi di stupide illusioni irraggiungibili?
Preticamente non salto e non resisto a lungo a correre.
Quando a scuola si faceva la corsa di resistenza, aspettavo che la prof non guardasse e mi imboscavo a fumare.
Siccome sono sempre stata una volpe, lei immancabilmente mi trovava e mi rispediva in pista urlando "muovi le chiappe ipotonica!"....
bei tempi....
Non riuscire a urinare col getto da più di tre metri di distanza dal water, centrandolo comunque senza sporcare in giro.
Non ci sono mai riuscito, soprattutto da ragazzino.
Per il resto sono nato per correre anche se piuttosto magrolino, ho i piedi buoni per colpire la palla e sono piuttosto resistente in generale.
Ho un ottimo rendimento muscolare, sono sempre stato in peso forma e ho un buon rapporto massa magra/grassa.
Qual è il tuo limite mentale più grosso, tra i tanti?
Si, il non riferire una circostanza ad una persona per paura di farla star male. Una cosa che mi è costata un'amicizia. Ma ho imparato la lezione.
Ti giro la domanda.
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
Io ho persevarato in atteggiamenti sciocchi legati alle mie debolezze credendo che chi mi amava potesse sopportarmi all'infinito.
Sono migliorata molto e davo tutto ciò che potevo, ma mi permettevo stupidamente di non crescere su alcune cose, continuando ad appoggiarmi.
Aver lanciato i sassi e, soprattutto, le pallonate contro le vetrate della casa del parroco, con le risate e il supporto degli altri che assistevano, al fine di farlo arrabbiare e bestemmiare contro di me.
Dio mio, quanto ero tremendo e delinquente.
Devo dire che quando mi ci metto ancora oggi non ho perso la precisione nel tirare la palla.
Qual è la cosa più intelligente che hai fatto?
@orihime: io ho perso un'amicizia per aver riferito qualcosa che avevo visto in sua assenza, che la riguardava molto da vicino. Anch'io ho imparato....
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